Girgenti Acque scrive agli "inquinati" agrigentini: "il depuratore lo deve fare il Comune"

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Girgenti Acque scrive al comitato spontaneo degli "inquinati agrigentini" che nei giorni scorsi si è riunito per protestare pubblicamente dinanzi il piazzale Aster a San Leone. I cittadini rivendicavano il fatto che sul litorale agrigentino, a tutt'oggi, non esiste un impianto di depurazione delle acque, motivo per cui tutti gli scarichi fognari finiscono in alto mare attraverso i cosiddetti "pennelli", dei tubi sottomarini lunghi quasi 3 km che però, spesso, in passato si rompevano a pochi metri dalla costa causando inquinamento e conseguente indignazione dei bagnanti.

 

Ecco cosa scrive la ditta privata che gestisce l'acqua in città e in diversi centri della provincia: “Ringraziamo gli “Inquinati agrigentini” per avere affrontato il problema della depurazione delle acque a San Leone e siamo concordi con loro nel chiedere la rescissione del contratto con chi è inadempiente per la realizzazione del depuratore al Villaggio Peruzzo”.

“Ricordiamo che prima dell’affidamento del servizio idrico integrato a Girgenti Acque SpA erano in funzione due pennelli a mare: uno ubicato nell’area della Pubblica Sicurezza e l’altro nel tratto di costa antistante i Padri Vocazionisti. Entrambi i pennelli, in funzione da diversi lustri e in condizioni fatiscenti, scaricavano i reflui a qualche centinaio di metri dalla costa.

Girgenti Acque SpA ha eliminato uno dei due pennelli (quello della Pubblica Sicurezza), ha attivato il sistema fognario realizzato e abbandonato dal precedente gestore e ha rifatto il pennello a mare, ubicato nell’area antistante i Padri Vocazionisti, che scarica a una distanza di circa 3 chilometri dalla costa, dotato del processo di grigliatura e costantemente monitorato. Quanto fatto corrisponde a quanto consentito a Girgenti Acque SpA che resta convinta che l’attuale sistema debba essere completato con l’impianto di depurazione del Villaggio Peruzzo, ancorché a servizio della sola area dello stesso Villaggio Peruzzo e del centro storico di San Leone”.

“E’il Comune di Agrigento che dispone dei fondi, così come dei procedimenti propedeutici al completamento e, quindi all’attivazione del depuratore del Villaggio Peruzzo. Ed è il Comune di Agrigento che deve decidere cosa fare, non Girgenti Acque SpA.

Sarebbe il caso, dunque, che gli “inquinati agrigentini” sapessero bene come stanno le cose e individuassero i giusti interlocutori prima di chiedere la rescissione del contratto, per la quale, ribadiamo, siamo perfettamente d’accordo nella misura in cui si chieda al privato (se la competenza è di Girgenti Acque SpA) o al pubblico (nel caso del Comune di Agrigento)”. Girgenti Acque infine si dice disponibile a incontrare gli “Inquinati agrigentini” se questo può contribuire a fare chiarezza sulla problematica.

“Ribadiamo ancora una volta che rispettiamo le istituzioni, la classe politica e gli stessi cittadini che hanno votato Si al referendum. Chiniamo il capo davanti alla leggi dello Stato e della Regione Sicilia ma chiediamo siano rispettati i nostri diritti, anche economici, e il lavoro svolto da quest’Azienda che si è impegnata, e continua a farlo, per raggiungere un obiettivo: migliorare il servizio idrico integrato”.