L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Wednesday, May 23rd

Ultimo aggiornamento:10:19:41 AM GMT

Tu sei qui: ALTRE NOTIZIE

ALTRE NOTIZIE

Disservizio ElevenSports: l'azienda rimborserà gli utenti


Domenica scorsa migliaia di tifosi non hanno potuto assistere alla partita della loro squadra del cuore, in serie C via web. Tantissimi i tifosi dell'Akragas, ad esempio, che hanno dovuto rinunciare ad assistere, in diretta streaming, al match con il Catanzaro sulla piattaforma Elevensports.it, ex Sportube.tv Quest'ultima ha deciso, ora, di risarcire tutti gli utenti. 

Ecco la comunicazione ufficiale di ElevenSports

A tutti gli utenti del Canale Serie C TV

Con riferimento al disservizio occorso in data 18 febbraio 2018 a causa del quale non è stato possibile trasmettere alcune delle gare della 7^ giornata del girone di ritorno, Lega Pro ed Eleven Sports si scusano per il disagio arrecato agli utenti. Il disservizio, originato da problemi tecnici della struttura esterna alla gestione di Lega Pro e di Eleven Sports, è stato risolto ed è stato ripristinato il corretto funzionamento del Canale. Lega Pro si è immediatamente attivata a tutela dei consumatori e del Canale medesimo, tanto che, assieme ad Eleven Sports gli utenti saranno risarciti per il disagio subito. In quest’ottica, nelle prossime ore tutti gli utenti verranno contattati tramite e-mail direttamente da Eleven Sports.

Whatsapp down in numerosi Paesi europei

WhatsApp ha smesso di funzionare in larga parte d'Europa, mentre milioni di persone sono intente a inviare messaggi d'auguri per Capodanno. Su Twitter impazza l'hashtag #WhatsAppDown e il sito specializzato Downdetector.com segnala problemi in numerosi Paesi europei (dalla Svezia alla Spagna), in alcuni dei quali avrebbe smesso del tutto di funzionare. Segnalati problemi anche in Italia, mentre gli utenti, nei commenti, citano malfunzionamenti anche in America Latina.

Modifica del Dna in laboratorio? Scienziati Usa ci provano

Scienziati americani hanno reso noto di avere provato per la prima volta a modificare i geni di una persona direttamente all'interno del suo corpo per cambiarne il Dna in modo permanente con l'obiettivo di curare una malattia.  

VVF, assunzioni idonei 814. Comunicato congiunto sigle sindacali

La pregressa carenza di organico di cui soffre il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco -quantificata in circa 3.500 unità rispetto alla dotazione organica teorica- unitamente alla previsione per i prossimi anni di un consistente numero di pensionamenti (che vanno necessariamente preceduti da una attenta e preventiva programmazione delle immissioni in ruolo) e all’acquisizione delle competenze in materia di lotta attiva agli incendi boschivi (che ha determinato un incremento della dotazione  organica teorica di sole 390 unità rispetto alle 1.000 quantificate in fase di stesura del D.lgs.19 agosto 2016, n. 177), rischiano di determinare un grave pregiudizio rispetto all’esigenza di una piena funzionalità del Corpo Nazionale.

In un simile contesto risulta particolarmente preoccupante la misera quota parte (10,25%), riconosciuta ai Vigili del Fuoco, del fondo di cui all’art. 1 comma 365 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di stabilità) destinato al finanziamento delle assunzioni straordinarie di tutte le Amministrazioni dello Stato. Tale percentuale, quantificata dal criterio della dotazione organica teorica delle diverse Forze di Polizia, risulta pertanto riduttiva rispetto a particolari necessità che non possono essere valutate mediante l’esclusivo ricorso ad un dato meramente statistico.

A riprova di quanto appena sostenuto vi è la posizione del Ministro Minniti che ha rappresentato al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione la necessità di
destinare al piano delle assunzioni straordinarie per i Vigili del Fuoco (pari a 569 unità) almeno 23.000.000 di euro a regime.

Occorre, inoltre, evidenziare l’impatto mediatico negativo che avrebbe sull’opinione pubblica un provvedimento di ripartizione estremamente penalizzante per il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco dopo che l’intera popolazione ha avuto modo di apprezzare l’impegno profuso dal personale nelle emergenze che hanno flagellato il Paese.

Sulla base di quanto premesso, Si chiede dunque di  incrementare la percentuale destinata al Corpo Nazionale dal 10,25% ad almeno il 21%.
Certi di un attento riscontro, si porgono distinti saluti.

F.P. CGIL VVF  – Mauro Giulianella

FED. NAZ. CISL – SICUREZZA  –   Pompeo Mannone A

UIL PA NAZ. VVF  –  Alessandro Lupo

Tim adsl e fibra non funzionanti da stamattina, tornano alla normalità

Nessuna connessione internet fibra e adsl per chi utilizza Tim (Ex Telecom Italia). A causa di un guasto generalizzato il servizio pare non sia stato garantito per qualche ora agli utenti della provincia di Agrigento che avevano letteralmente bombardato di chiamate il 187 e il 191, numeri del servizio clienti privati e business, andati in tilt per il consistente numero di telefonate.

Si attende ancora un comunicato stampa ufficiale dell'azienda anche se il guasto potrebbe essere, ad ogni modo, circoscritto alla sola provincia di Agrigento. Nelle prossime ore ne sapremo di più ma nel frattempo sono tantissime le aziende della provincia che sono state messe in seria difficoltà dal disservizio. Protestano le associazioni dei consumatori su Facebook oltre che agli inviperiti utenti: "è uno scandalo, ricorreremo nelle sedi opportune".

Gli utenti segnalano che le luci dei led del router/modem resterebbero accese, ma il servizio tuttavia non sarebbe funzionante. Praticamente una linea "ghost", fantasma. Qualcuno ipotizza un grave e pesante attacco hacker alle centrali Tim.

Tim sarebbe down anche a Palermo, Trapani e in altre province non solo siciliane come segnalato da servizioallerta.it sito che raccoglie le proteste degli utenti di tutta Italia.

Da qualche minuto, ad ogni modo, la rete starebbe pian piano tornando alla normalità. La rete Kaleidom, la piattaforma nazionale di riferimento del servizio, ha ripreso a funzionare. Il guasto aveva coinvolto non solo la Sicilia ma anche Calabria e Puglia.

Assunzione idonei al concorso 814 VVF: manca davvero poco?

Riceviamo e pubblichiamo dagli aspiranti VVF, idonei al concorso 814, un resoconto dell'incontro tenutosi a Roma lo scorso 5 aprile presso l'Hotel "The Building" tra il sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci, gli onorevoli Fiano Albanella e Iacono oltre alle sigle sindacali Cisl e Uil per discutere del piano di assunzioni dell'esaurimento della graduatoria 814 dei Vigili del Fuoco.

Catania-Akragas vista dal tifoso Paolini

Non saprei per quale ragione ma questa partita mi ha fatto pensare alle parole-chiave della trasmissione 90 ° minuto dello scorso anno. All'interno di una sfera, tante parole e l'ospite della puntata doveva sceglierne una. Le parole della partita di domenica potevano essere "Lo Monaco", "Rigoli", "Di Grazia", "Zanini", "94 ° minuto", "il 94° minuto di Zanini".

Una la scarto ed è il primo cognome. Fa tutto con una rudezza imprenditoriale che non mi (e non ci) appartiene. Tutti non fanno che dire che alla prossima partita, se va male, Rigoli sarà fatto fuori senza troppi complimenti e saluti. Noi, per fare fuori Legrottaglie, ci abbiamo pensato tre mesi. Preferisco i Nostri e me li tengo stretti, per tutta la vita. Il secondo lo ricordo invece sempre con molto affetto ed anche quelli con cui domenica sera ho visto la partita non gli hanno rivolto alcuna parola di disappunto. Solo una notazione, che domenica sera Pino Rigoli non ha messo il suo vestito nuovo ma è ritornato in campo come un professore di educazione fisica.

Se devo aggiungere ancora su Pino Rigoli, su quella panchina mi sembra un perfetto estraneo e con il popolo catanese deve ancora cominciare a dialogare, se mai lo farà. Da bravi ragazzi quali siamo gli auguriamo ancora tanta fortuna con il suo Catania, ma a quasi 20 punti dal Foggia e 18 dal Lecce l'appuntamento con la B va rinviato per il prossimo anno. E domenica c'è il Fondi, un altro cliente difficile. Di Grazia invece ci teneva ad incantarci e lo ha fatto. E' ancora più forte dell'anno scorso e questo significa che la presenza di Pino Rigoli a Catania gli ha fatto bene. Domenica ha giocato divinamente ed è stato di gran lunga il migliore in campo. La tecnica ma anche la forza fisica non gli fanno difetto.

A me sembra superiore al foggiano Sarno, ai colleghi Russotto e Piscitella e parlo di giocatori a cui sta già stretta questa serie C. Posso pure capire che anche qui, in Lega Pro, appena qualcuno ci incontra gli facciamo uno strano effetto e proprio contro di Noi fa la partita della vita, come avveniva in Eccellenza e in serie D, ma Di Grazia l'altra sera ci è apparso un giocatore veramente completo e di grande personalità. A Russotto toglie certamente il posto, ma deve migliorare in trasferta, dove la sua giovane età si fa sentire ed è meno lucido. Matteo Zanini è della bassa padana ma gioca da una vita al Sud, tra la Sicilia e la Calabria.

Da una vita non proprio, da quando ha 18 anni, ora ne ha 22, insomma è giovanissimo ma quando parla sembra di avere accumulato una ventennale esperienza di gioco su tutti i campi d'Italia. Da come tira, il Sud gli ha fatto benissimo e quindi possiamo escludere controindicazioni. Sicuro di sé, non guarda in faccia nessuno. Sia che si trovi a Lecce, al cospetto di decine di migliaia di spettatori, sia che si trovi a Catania, dove diluvia da due ore e tutto è contro di Noi, a Lui non gliene frega un bel nulla.

La fascia sinistra è sua e da lì si uccella alla grande. Tra quello di Lecce, tiro europeo, dal basso verso l'alto, teso e veloce all'incrocio dei pali, e quello di Catania, preferisco di gran lunga il tiro di Catania, beffardo ed insolente, artificiosamente lento, ma preciso sull'unico raggio di luce verso l'angolo basso della porta. Pisseri, il celebratissimo portiere del Catania, si è disteso anche di più, ma il pallone è rimasto imprendibile. Dopo che lo ha visto rotolare in rete, si è voltato verso mi suoi compagni per dire, "Ma Zanini lo dovevo marcare io ? Non lo sapete che tira sassate ?". Ma i suoi compagno neanche lo hanno ascoltato, fradici ed inzuppati come erano, ancor di più delusi e affranti, non vedevano l'ora di ritornare negli spogliatoi e dimenticare la partita infame. Dovevano far dimenticare la partita di Matera, ma ora dimenticheranno a fatica questa partita con Noi dell'Akragas. D'ora in poi, quando a Catania penseranno alla partita contro di Noi avranno le doglie allo stomaco.

Lo Monaco aveva ragione, con Noi non è un derby, ma è diventato un problema. Per loro molto serio, tanto serio. Il 90° minuto è stato celebrato da tanti autori. E' un minuto celeberrimo perché decreta la fine della partita di calcio e quindi, per molti, la fine della domenica sportiva, di una giornata in cui si gode della propria passione calcistica. In alcuni casi è anche il termine d'inizio di una settimana difficile, soprattutto dopo una sconfitta indigeribile.

Al minuto 94 non aveva pensato mai nessuno, ma da domenica sera questo minuto appartiene a Matteo Zanini, uno che fino a quando l'arbitro non fischia ci crede sempre. A Zanini vogliamo pur dire che se vuole segnare prima del 94° è libero di farlo anche perchè alcuni di noi gli "anta" li hanno fatti da un pezzo e tutto questo tempo, fino al 94°, ci fa male. Tuttavia, se lui vuole ci attrezziamo con le gocce, basta dirlo. Quest'anno, di gente come Zanini, ne abbiamo bisogno in grande numero. Quasi tutti, tranne quattro o cinque, sono molto giovani ma gli è stata data un'occasione per la loro carriera che non possono perdere. Altrimenti cambiano mestiere.

Quando al 58° è entrato Coppola e su ogni palla c'era sempre lui, allora ho pensato, eccone un altro, dai piedi buoni e che non si arrende mai. O imparano che ogni santa partita è l'ultima prima della retrocessione oppure faranno la stagione più amara della loro carriera e questa loro carriera avrà un arresto ancor più indigesto. Non so come andrà a finire, nè me lo voglio immaginare, diciamo pure che non ci voglio nemmeno pensare, ma questa sperimentazione di una Akragas Calcio fondata sui ragazzi degli anni 1994 e 1996 è troppo appassionante, sebbene molto rischiosa.

Tuttavia, o si faceva così o tutti a casa. Ed invece ci stiamo facendo il secondo anno consecutivo di LegaPro e ci permettiamo, di tanto in tanto, di fare pure la voce grossa, persino a Catania, dove non vogliono metabolizzare che la serie A è molto lontana e che il blasone serve solo ai ricordi. A Pane, il nostro ottimo estremo difensore, acchiappatore di tutte le palle alte che passano dalle sue parti, spetta il compito di guidare in campo, con tutta la sapienza e pazienza di cui è disponibile, questo giovane gruppo di giocatori. A Noi tifosi spetta invece di fare come i padri con i figli, un rimprovero solenne quando questi giovani prenderanno qualche stecca, ma poi spingerli di nuovo a fare meglio. Tutto può succedere, non può essere che sbrogliano e ci danno qualche soddisfazione ? Se ci alziamo dalle sedie domenicali e veniamo allo Stadio più numerosi, può essere che ci divertiamo tutti di più ! Forza Akragas, sempre e comunque !

Paolini
(foto ssakragas.it/Salvatore Pisciotto)

La dama Bianco-Azzurra negli occhi di una tifosa

Nessuno avrebbe detto che quella di oggi sarebbe stata una partita tanto partecipata e sentita, perché di lunedì alle 14. Eppure, contro ogni aspettativa lo stadio era ugualmente ravvivato dalla frizzante presenza della tifoseria akragantina, con i suoi cori ed i personaggi più caratteristici pronti a suggerire con urla ‘delicate’ ad un novello arbitro donna cosa fare (contenendosi, a motivo di ciò, nelle espressioni più colorite ed avvertendo in questo una certa dolorosa privazione) o ad istruire sapientemente i piccoli tifosi presenti con il pathos ed il grintoso trasporto per ogni azione in campo. A tratti, ci si sente in uno spettacolo teatrale degno di bis.

Chi scrive era allegramente fra questi. Sebbene, infatti, per diversi anni sia stata in altre città d’Italia per motivi di studio e di lavoro, la città del cuore, la poetica Agrigento con le sue incomparabili bellezze storico-artistiche, ha sempre esercitato il suo richiamo, anche con quel suo desiderio costante di riscattarsi e con la sua buona fetta di abitanti determinati a restituirle un significato da troppi dimenticato, quello di una prestigiosa culla culturale in cui il benessere sociale dovrebbe essere una sorta di automatismo.

Cosa c’entra il calcio, mi chiederete. C’entra. Perché pure attraverso le vicende calcistiche dell’Akragas, fin da quando  vivevo in Toscana e poi a Roma, mi sono appassionata ed avvicinata sempre più proprio alla dimensione di quella rivincita sociale che la maltrattata Agrigento da tempo cerca. Ridurre tutto a null’altro che uno sport non potrebbe spiegare minimamente quel che vive un tifoso.

L’Akragas ha per me rappresentato e rappresenta insomma la metafora di una città che sa lottare per la conquista di un posto migliore.

Così, da quando sono ritornata ho potuto assistere attivamente all’attraente sinfonia del Gigante e so che, d’ora in poi, difficilmente saprò farne a meno.

Forse è molto più di una fede calcistica, è un poter dire: “Questa è anche la mia città”. Soddisfatta per una vittoria in cui a segnare sono state le scattanti gambe di Di Piazza (due gol) e Madonia, ma anche tutto il fervore di un allenatore quale Pino Rigoli, che non nasconde l’amore genuino per la sua squadra e per questa città e lo dimostra nella serietà ed umiltà con cui sa entrare in sintonia con ogni giocatore, con i tifosi e con tutto ciò che è Agrigento, a volte meglio di un agrigentino.

Ecco come questa tifosa vede la propria squadra, qualcosa che sa entusiasmare, qualcosa che non ha mai saputo abbandonare e in cui ha sempre creduto, esattamente come la propria città.

Lilly Amato

Paolini: "il ritorno del Gigante Pino Rigoli"

Non te ne sei mai andato ! Troppo repentino ed errato fu quell'addio, incomprensibile per tutti, sbagliato per tanti. Ritornano solo i Grandi, gli indimenticabili e i vincitori. Ma ritornano anche gli amici, quelli veri, quelli che non dimenticano e Tu non ci hai mai dimenticati. Quando sei venuto con l'Agropoli gli occhi ti luccicavano e Noi ti aspettavamo per applaudirti. Siamo stati per una settimana in ansia in vista della tua uscita dagli spogliatoi e finalmente ci sei riapparso e con Te tutti i nostri ricordi e i volti di quella squadra miracolosa.

In questi ultimi giorni sei stato una voce repressa, l'agonia del non poter dire. Oggi sei solo un <finalmente> <te ne metto mille mi piace> <questa è casa tua> <era ora, bentornato a casa>.
Ma dopo solo mezz'ora i <mi piace> sono già quasi Quattrocento e stasera saranno Mille, ma l'importante è che sei finalmente tornato. In quella panchina che è sempre stata Tua e dove tutti non hanno mai visto nessun altro.
Non so cosa succederà dopo, dico della squadra e del campionato. Sappiamo che sarà difficile, anche con Te, ma almeno, per ora, stiamo per ricucire lo strappo, siamo consapevoli che possiamo di nuovo rallegrarci. Che possiamo riprovarci.
Agrigento con Te è più allegra. Ricorderai che volevano intitolarti una strada, Rue Rigoli, l'avevano chiamata i più sofisticati, ma gli altri non erano da meno. Lo ricordi il coro "Pino Rigoli shalalalalalala" non l'abbiamo fatto più a nessuno. Ed anche una strada, non l'abbiamo voluta dedicare a nessuno, neppure un vicolo cieco, neanche il più sgarrupato cortile del centro storico.
Ci mancavi e basta. Anche la promozione in Lega Pro era Tua e di quella squadra lo avevi sempre detto che era vincente. E Noi ce ne siamo stati sempre zitti mentre godevamo delle nostre trasferte sfrenate e vittoriose.
Ora che sei ritornato hai l'occasione per restare tutto il tempo che vorrai. Ascolta il popolo akragantino e apri le porte dell'Esseneto. Domani ci vediamo allo Stadio e saremo di nuovo tanti. E saremo di nuovo il Gigante !
Con affetto, Paolini.

Pagina 1 di 55