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NOTIZIE DALL'ITALIA

Tim adsl e fibra non funzionanti da stamattina, tornano alla normalità

Nessuna connessione internet fibra e adsl per chi utilizza Tim (Ex Telecom Italia). A causa di un guasto generalizzato il servizio pare non sia stato garantito per qualche ora agli utenti della provincia di Agrigento che avevano letteralmente bombardato di chiamate il 187 e il 191, numeri del servizio clienti privati e business, andati in tilt per il consistente numero di telefonate.

Si attende ancora un comunicato stampa ufficiale dell'azienda anche se il guasto potrebbe essere, ad ogni modo, circoscritto alla sola provincia di Agrigento. Nelle prossime ore ne sapremo di più ma nel frattempo sono tantissime le aziende della provincia che sono state messe in seria difficoltà dal disservizio. Protestano le associazioni dei consumatori su Facebook oltre che agli inviperiti utenti: "è uno scandalo, ricorreremo nelle sedi opportune".

Gli utenti segnalano che le luci dei led del router/modem resterebbero accese, ma il servizio tuttavia non sarebbe funzionante. Praticamente una linea "ghost", fantasma. Qualcuno ipotizza un grave e pesante attacco hacker alle centrali Tim.

Tim sarebbe down anche a Palermo, Trapani e in altre province non solo siciliane come segnalato da servizioallerta.it sito che raccoglie le proteste degli utenti di tutta Italia.

Da qualche minuto, ad ogni modo, la rete starebbe pian piano tornando alla normalità. La rete Kaleidom, la piattaforma nazionale di riferimento del servizio, ha ripreso a funzionare. Il guasto aveva coinvolto non solo la Sicilia ma anche Calabria e Puglia.

Assunzione idonei al concorso 814 VVF: manca davvero poco?

Riceviamo e pubblichiamo dagli aspiranti VVF, idonei al concorso 814, un resoconto dell'incontro tenutosi a Roma lo scorso 5 aprile presso l'Hotel "The Building" tra il sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci, gli onorevoli Fiano Albanella e Iacono oltre alle sigle sindacali Cisl e Uil per discutere del piano di assunzioni dell'esaurimento della graduatoria 814 dei Vigili del Fuoco.

Lampedusa: VVF salvano cagnolino caduto in un pozzo

(ANSA) - LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 30 LUG - Un cane che era precipitato all'interno di un pozzo artesiano a Lampedusa, in località Cala Madonna, è stato recuperato dai Vigili del Fuoco del distaccamento terrestre dell'isola.

Per recuperare l'animale, che si era aggrappato a un tubo di raccolta che affiorava dall'acqua. i soccorritori si sono dovuti calare nel pozzo, profondo circa otto metri.

Il cane infreddolito e impaurito, dopo essere stato recuperato e coperto con una maglietta dei vigili del fuoco, è stato consegnato ad una Onlus "Il cuore ha 4 zampe".(fonte ANSA).

Chiusura del corpo militare della Croce Rossa, proteste a Roma il 26 novembre

Erano in Iraq nel novembre 2003, quando ci fu la strage di Nassiriya. Hanno curato i feriti e raccolto i resti dei nostri caduti nel compound. E spesso si trattava solo di brandelli di carne. Erano in Abruzzo e in Umbria per il terremoto, in Emilia e in Liguria per le alluvioni.

Sono in Afghanistan e sulle navi della Marina nel Canale di Sicilia, dove gestiscono anche il servizio di «biocontenimento» contro il pericolo di malattie infettive come l’Ebola. Ma tra poco non ci saranno più. La loro fine è stata decisa da un decreto del 2012 (n.178) emanato dal governo Monti, che ha disposto la riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce rossa.

In pratica si tratta di una privatizzazione annunciata. La conseguenza indiretta, dolorosa e drammatica per tutti gli italiani è che la Croce rossa militare verrà smilitarizzata, cioè soppressa. E i suoi quasi mille operatori «fissi» se ne andranno a spasso, mentre si perderà la possibilità di utilizzare i diciannovemila volontari che indossano la divisa su chiamata.

Tra loro ci sono oltre 2500 medici e infermieri, e poi farmacisti, logisti, psicologi, tecnici. Un patrimonio che andrà perduto a gennaio, quando la legge produrrà<EM>i suoi effetti, già fatti slittare dall’esecutivo presieduto da Enrico Letta all’inizio del 2015. Quello di Matteo Renzi potrebbe risolvere il problema con un semplice emendamento, ma finora non ha fatto nulla e non ha nemmeno risposto agli appelli.

A rischio ci sono, per essere esatti, 803 posti «fissi» e 173 persone che vengono ciclicamente richiamate con contratti a tempo determinato per operare nei servizi di emergenza e non sono mai state stabilizzate. Eppure non costerebbero molto, i loro stipendi medi si aggirano sui 1200 euro. E la loro utilità è dimostrata dai fatti. C’è poi la questione della loro ricollocazione sul mercato del lavoro: molti hanno intorno ai 50 anni e il «sistema» non prevede che vengano assorbiti in settori civili.

Per questo i loro familiari il 26 novembre faranno un sit-in in piazza del Parlamento, chiedendo l’approvazione dell’emendamento tanto atteso.

Proprio ieri, in occasione dei 150 anni della Cri, è stata presentata alla stampa la mostra sul Corpo militare della Croce rossa dal 1866 a oggi, che si protrarrà fino al 23. L’iniziativa ha il patrocinio della Camera dei Deputati, quegli stessi che potrebbero «salvare» il Corpo e consentire che l’esposizione nel complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia non sia un tragico canto del cigno.

tratto da iltempo.it

Papa Francesco chiama i genitori dei bimbi morti alle Maccalube: "pronto? sono Francesco"

«Pronto? Sono Papa Francesco». Rosario Mulone, l’appuntato dei carabinieri che lo scorso 27 settembre perse entrambi i figli mentre con loro stava visitando le Maccalube di Aragona, probabilmente sulle prime non ha creduto alle proprie orecchie, ma poi lo ha subito riconosciuto dalla voce.

Era proprio lui: il Pontefice lo ha chiamato per esprimergli la propria vicinanza e la propria solidarietà. Il Papa ha avuto parole di incoraggiamento e di preghiera per lui e per sua moglie Giovanna Lucchese, colpiti da quell’immane tragedia. La conversazione tra il militare e Francesco è durata qualche minuto: nel corso di essa il Papa ha anche annunciato a Mulone che lui e la moglie saranno quanto prima contattati dalla segreteria del Vaticano per comunicare loro la data in cui egli li incontrerà in forma privata.

Il Pontefice vuole in tal modo far sentire ulteriormente la propria vicinanza ai due coniugi. Mulone ha ringraziato il Papa per la solidarietà che quest’ultimo ha espresso. Ha anche sottolineato al Papa che fino ad ora lui e la moglie hanno sentito concretamente soprattutto la vicinanza dell’Arma dei carabinieri attraverso il sostegno ricevuto dal cappellano per la Regione Sicilia don Salvatore Falzone, oltre che dai colleghi. Ed è proprio con quest’ultimo che Rosario Mulone ha voluto, subito dopo avere chiuso la telefonata col Papa, condividere per primo la buona notizia. Adesso lui e la moglie si apprestano ad attendere la telefonata della segreteria pontificia per recarsi dal Papa ed essere da lui ricevuti.

Come si ricorderà, quel tragico giorno del 27 settembre Mulone si trovò a visitare la riserva delle Maccalube insieme ai due figlioletti Laura e Carmelo Raimondo di 7 e 9 anni. Era circa mezzogiorno quando un pezzo di terra, grande più o meno quanto un campo di calcio, si è letteralmente ribaltato; si è sollevata una colonna di fango alta una quarantina di metri, secondo alcuni testimoni, che nel ricadere ha seppellito padre e figli. Rosario Mulone - sepolto fino al petto - venne tirato fuori dai vigili del fuoco e dagli uomini della Protezione civile, ma per i due bambini non ci fu nulla da fare: Laura venne trovata poco dopo ormai senza vita, mentre il fratellino venne rinvenuto poco prima delle ore 19.

Il fatto destò molta impressione, com’è comprensibile ed anche delle polemiche tra la Regione e Legambiente, organismo cui è stataa ffidata negli anni scorsi la gestione della riserva. Tutta Aragona, dove la famiglia Mulone abita (anche se papà Rosario presta servizio nella stazione dei carabinieri di Joppolo Giancaxio), si strinse attorno ad essa ed ai funerali dei due bambini partecipò una folla di compaesani, oltre al comandante generale dell’Arma dei carabinieri Gallitelli ed a quello della Legione Governale e ovviamente ad un numero elevatissimo di commilitoni tutti solidali con i due genitori colpiti dalla tragedia.

Dopo le prime settimane in cui quest’ultima rimase alla ribalta della cronaca, tuttavia, come spesso accade, i riflettori si sono andati via via spegnendo, fino a ieri pomeriggio verso le ore 16, quando il cellulare di Rosario Mulone ha squillato ed all’altro capo c’era nientedimeno che il Papa. Ovviamente una sorpresa piacevole che non cancella la gravità del dramma che stanno vivendo i due coniugi, ma che sicuramente li farà sentire ancora un pò meno soli e, si spera, li aiuterà a trovare la forza di andare avanti nella vita quotidiana.

tratto da LASICILIA.IT

Beppe Grillo ospite da Bruno Vespa a "Porta a Porta" su Rai 1

Ora è ufficiale. Dopo i rumors degli ultimi giorni, la trattativa sembra andata a buon fine: Beppe Grillo il 19 maggio sarà ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta”.

Truffa sms ed email Carrefour: fate attenzione!

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Cuffaro presente alla tumulazione del padre (VIDEO)

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Morto il papà di Totò Cuffaro

L'ex presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro non ha potuto partecipare ai funerali del padre a Raffadali perchè il Giudice del Tribunale di Sorveglianza non ha potuto firmare l’autorizzazione perche’ l'uno gennaio era un giorno di festa.

Riceviamo e pubblichiamo, Movimento 5 Stelle: "vincolo per non farci presentare alle elezioni"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Movimento 5 Stelle di Agrigento.

Il Premier Monti ha rassegnato le dimissioni: "impossibile proseguire"

Il colpo di scena alle 21.30. Dopo oltre due ore di incontro al Quirinale, l'annuncio: Monti intende rassegnare le dimissioni, dopo l'approvazione della legge di stabilità. Impossibile proseguire dopo la sfiducia del Pdl.

Processo per la scomparsa di Denise, spunta una intercettazione sconosciuta

Spunta una intercettazione sconosciuta nella 26/a udienza del processo a Marsala, per il sequestro di Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo il primo settembre 2004, quando aveva poco meno di quattro anni.

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