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Il ritorno di Paolini: "Akragas-Torrecuso e la partita fantasma"

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Su un autobus della linea Torrecuso-Benevento-Caserta-Napoli. Ecco come sono partiti quelli della Juniores. Il bagagliaio faceva fatica a contenere le loro sacche ma le mamme diedero una mano e ordinarono velocemente, come solo loro sanno fare, l'unico premio dei loro sforzi sportivi. Fecero il biglietto uno alla volta e l'autista stava per scoppiare a piangere. Era un ultras torrecusano e questo epilogo non lo aveva proprio immaginato. Erano le 6 del mattino e la giornata si preannunciava lunga e faticosa per i giovani torrecusani.

Mentre la Juniores e l'autobus arrancavano sui monti sanniti, nella sede della squadra si era aperto il tavolo della trattativa. CGIL, CISL e UIL e Dirigenza dall'altro lato del tavolo disputavano sugli acconti delle feste pasquali. Uova di cioccolato e colombe al pistacchio oppure giocano sul serio quelli delle superiori. Wade, con i Cobas, era irremovibile, li voleva pure per i figli dei suoi fratelli, sette in tutto. La Cisl e la Uil erano per il dialogo, quelli della CGIL, contaminati dalla Fiom di Landini, erano irremovibili. Uova e colombe entro due ore, diversamente tutta Italia avrebbe visto la disfatta della Asd Torrecuso. Dal canto suo, la Dirigenza era ferma solo sulle uova per i bambini e Pecora se ne stava zitto perché non era proprio il suo momento. Un braciere era già pronto.
Sull'autobus i ragazzi fantasticavano sulla nave crociera "e chi la guida Schettino, madonna mia, e chi lo dice a mia madre ?" Altri, più ottimisti, narravano del viaggio di nozze dei cugini più grandi. Fu l'epopea di hostess bielorusse, inservienti croate e rumene, piscina riscaldata, area massaggi, bar e discoteche. Della partita non gliene fregava più di tanto e neanche della Rai "E chi se ne fotte !" era l'espressione più sentita. Intanto l'autista era scoppiato a piangere. Si era messo addosso la sciarpa rossoblu nel tentativo di risvegliare l'animo sopito dei giovanni sanniti, ma non ci fu verso. Fuori da Caserta, i più grandi incominciarono ad avere sete. Alle otto del mattino incominciarono ad uscire le fiaschette di vodka al limone. Le festività di Pasqua erano incominciate. "E chi se ne fotte" L'autista avrebbe voluto schiantarsi alla prima curva.
Alla sede Rai di Raisport 1 erano incazzati di brutto. "Qua il canone non lo paga più nessuno. Se poi facciamo vedere il Torrecuso degli Juniores ci chiedono pure il rimborso" E avevano pure ragione.  Avrebbero voluto declinare per la partita dell'Accademia ma i tecnici avevano già montato le telecamere e non ne volevano sapere dell'Accademia. Dal quinto piani il Direttore tuonava" La prossima volta vi mando agli allenamenti di hochey a rotelle del Cuneo".

L'autista lasciò i ragazzi in una rada solitaria del Porto di Napoli. Si asciugava ancora le lacrime "Mi raccomando" disse. C'era uno strano bagliore e non si vedeva nulla. Neanche la nave crociera. In lontananza si distingueva solo la sagoma di un cargo con una stella e una mezzaluna "Madonna li turchi" disse il mediano della squadra. A questo punto prese la parola l'accompagnatore Ciro Cirillo "Ragazzi, la nostra nave è quella là in fondo. Sacchi in spalla e sbrighiamoci, sono due chilometri di banchina". Colti dalla estrema delusione, i ragazzi si misero a bestemmiare in sannito, casertano, mugnaiese, battipagliese, cavese, frattese e marcianese. Era una nazionale campana, ma per questa volta dovevano salire sul cargo turco, li avrebbe lasciati a Catania. Le mamme, preoccupate, incominciarono a whattsappare. "E' bella la nave, sì ?" " Mamma, in questo momento non posso rispondere stiamo facendo colazione". Ai settecento cedevano i portieri e tutta la panchina. Il centrocampo incoraggiava la squadra a proseguire per dimostrare la fierezza del Sannio. " E chi se ne fotte" dissero gli attaccanti prelevati dall'Agropoli.

Quando il Comandante turco finalmente li vide incominciò a gridare "Facimme ampresso o vi lassu cà" I motori erano già accesi da un pezzo e stava consumando diesel inutilmente, l'armatore l'avrebbe fatto pagare a lui e non ne aveva voglia. Lui era un turco napoletano e di quelli della Provincia non gliene fregava nulla, Lui era in serie A e della serie D, Girone I, non gliene fotteva niente. Allora i ragazzi, spaventati di rimanere sulla banchina, si misero a correre e salirono sul cargo, ma sulla scaletta salivano uno per volta, era di legno.

A Torrecuso la CGIL abbandonava il tavolo delle trattative e stava per scendere in piazza per gridare a tutti che la Società non assicurava neanche le uova di Pasqua per i figli dei giocatori. Quelli della Uil e della Cisl si sarebbero accontentati anche degli ovetti Kinder e dei panettoni dello scorso Natale, ma non bastavano per tutti. A Torrecuso c'è solo un supermercato e le rimanenze di Natale erano andate esaurite per il bel pareggio con il Comprensorio Montalto. Mentre la discussione si faceva ancora più cruenta, un Dirigente ebbe una felicissima idea "Vanno bene le crostatine che prepara mia madre ?"  A questo punto Wade prese le prime quattro sedie che vennero di mano e incominciò a ruotarle per la stanza e Capitan Galizia disse " Ha ragione da vendere a me le crostatine non piacciono e mia madre le fa meglio".

Sul cargo si sniffava ancora l'odore acre dell'olio che avevano importato dalla Turchia. I ragazzi avevano le facce spente come le olive. Altro che hostess slave, mozzi tristi e incarogniti, invidiosi dei volti puliti e adolescenziali degli juniores.

Allora il loro Capitano, il più autorevole di tutti, tale Raffaele Esposito, promettente mezz'ala proveniente dal Mergellina n'coppa Napule' arringò i suoi compagni "  'Uaglio cà nisciunu è fesso. A patria nun la duvemo sarvà noje, a patria di 3000 abitanti ca nisciunu conosce. Jamuccenne tutti a casa e Buona Pasqua a tutti. Chiediamo scusa a tutti i tifosi siciliani dell'Akragassi ma noi non ce la sentiamo di venire" I ragazzi non se lo fecero dire due volte, il cargo turco era troppo anche per loro. Scesero uno alla volta, porgendo la mano al Comandante della nave che comunque li aveva accolti. Rimasero sulla banchina in attesa che la nave partisse e nell'attesa incominciarono a mangiare i panini. La nave salpò mestamente a mezzogiorno, mentre si scolavano l'ultima bottiglia d'acqua. Da bordo qualcuno lanciò un pallone, era il Comandante che finalmente sorridente li salutava a larghe bracciate. Fecero due squadre equilibrate e si misero a giocare sull'ampia banchina del Porto, sperando che il pallone finisse ogni tanto in acqua per fare il bagno. Telefonò l'autista " Alle 18.00 vi vengo a prendere. Bravi".

Nel frattempo, nelle stanze dirigenziali si faceva il lancio della sedia. A vedersela brutta fu quello del supermercato che, appena arrivato con gli ovetti scaduti e le merendine dell'ospedale, si beccò un bracciolo intero in bocca. La scena era terrificante, del Torrecuso restava illeso solo Astarita "Ci vediamo in Tribunale" arringhiò Galizia e tutti lo seguirono, incerottati. "Neanche gli ovetti ?" chiese un terzino che si teneva la testa. Wade lo guardò nero ed imbronciato, ma soprattutto sanguinolento, e allora il terzino intuì che sarebbe stata una Pasqua tutta amara.

"Si vede tutto lo Stadio ?" "Si" risposero da Roma "E' bellissimo, c'è il Sole,fa un gran caldo e per Pasqua ad Agrigento ritorno con la mia famiglia. E' bellissima Agrigento".

* * *

Dedico questo scritto a tutti quei tifosi dell'Akragas Calcio che per vedere questa partita hanno patito una serie innumerevole di disagi e, in particolare :
hanno anticipato la loro partenza dalla lontana sede di lavoro;
hanno posticipato la partenza per rimanere ad Agrigento e raggiungeranno solo dopodomani i loro cari lontani;
hanno faticosamente chiesto un permesso al loro datore di lavoro;
hanno consumato un giorno di ferie;
hanno cercato qualcuno per acquistare il biglietto;
erano consapevoli di non poter vedere la partita per tanti motivi e se ne sono stati imbronciati per tutta la settimana.
lo dedico ai bravi giovani giocatori dell'Orlandina Calcio che da stasera hanno incassato ben 111 goals ma non hanno mai mancato un appuntamento al solito 7 a 0;
E per forza di cose come non dedicarlo alle migliaia di tifosi che hanno inondato il Tempio dell'Esseneto, pur sapendo che questa partita non si sarebbe giocata, ma che sono venuti per l'appuntamento con la Storia e per far vedere all'Italia che cosa siamo diventati !
Al Presidente del Torrecuso vorrei dire che almeno un paio di scuse ci stanno.
Buona Pasqua, tutti a Capo d'Orlando ! Forza Akragas, sempre e comunque !
Paolini .

Marcianise-Akragas (e le cronache di Maurizio Capraro) secondo il tifoso Paolini

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Sono partito alla volta di Marcianise nella tarda serata di sabato. La gente, elegante e desiderosa di shopping, si affrettava a comprare gli ultimi regali mentre io me ne stavo con il mio giubbotto Lancia Team rosso in macchina ad aspettare il mio compagno di viaggio.

Nel pomeriggio avevo fatto il pieno e controllato le gomme. Ho aggiunto un pò d'olio ( i Turbo soffrono, si sa) e il liquido per i lunotti. Sono pronto. L'aspettavo di fronte all'entrata della Curva Sud, mi sembrava doveroso, ma anche incoraggiante. da lì parti sparato in quinta, convinto del compito che ti attende, essere la Voce del Popolo Akragantino. Ma non io, Lui.

Lo vidi arrivare dal lunotto posteriore, aveva già le cuffie alle orecchie, la sciarpa biancazzurra al collo e le mentine in gola. Era Maurizio, il radiocronista freelance, Gigante allo stato puro, lo Stradario vivente del Mezzogiorno d'Italia.

In settimana mi aveva chiamato. RadioAlberoMaestro di Licata (AG) mi ha affidato l'incarico di trasmettere da Marcianise, vieni con me, mi disse. Non ci ho pensato due volte e siamo partiti, sgommando, alla volta della Campania.
Ci siamo fermati in numerosi Autogrill dell'Autostrada del Sole. Lo conoscevano tutti. Grandi pacche sulle spalle, complimenti all'Akragas Calcio per il suo primato, l'acquisto di Tiscione. In mille chilometri sapevano tutto dell'AkragasCalcio e di Noi, del popolo Akragantino e delle nostre speranze di approdare finalmente in Lega Pro.
Fanno tutti il tifo per Noi. Delle squadre campane non ne vogliono più sapere nulla. Ad ogni complimento per la sua Akragas, Maurizio gongolava, come se l'Akragas fosse Lui ed io, che ero con Lui, mi prendevo i complimenti di seconda mano. Una botta di vita !
L'auto andava fortissima e le curve neanche le vedevo. Ogni tanto telefonava o whattasappava qualcuno. Dove siete arrivati, chiedevano, non ti addormentare, si preoccupava qualche d'un altro.
E mentre io scalavo le marce per superare in velocità i mostruosi Tir che mi si proiettavano davanti, Maurizio, come un tenore nel suo stanzino nella anticamera del Teatro, provava le sue celebri frasi che lo hanno reso famoso e che io non oso ripetere, non essendone degno. Era un piacere ascoltarlo, ma nel frattempo mi premuravo di non fargli prendere fresco e di mantenere una temperatura ambiente adeguata. Mi ero pure portato una cassetta da pronto soccorso.
Non si sa mai, una febbre improvvisa, un mal di gola, un inciampo di stomaco. Ho pure il thermos con il thè e il caffè, i panini, due giubbotti a vento per eventuali fermate sulla Sila. Lui ha due cellulari satellitari, due paia di cuffie e un microfono professionale. Sembra che stiamo cercando il corpo di Gheddafi o uno dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia. Ma il tempo è buono e si annuncia l'anticiclone di Natale, la novità di quest'anno, l'anticiclone a Natale. Meglio così si va avanti a tutta birra.
Maurizio entra nel sito della ProgrediturMarcianise ( "che avanzi il Marcianise"). Hanno convocato cinque giocatori del 1996, quattro del 1995 e quattro del 1994, più sette anziani e fanno venti. A Noi sembra Regreditur piuttosto che Progreditur, praticamente sono senza panchina, o meglio, in panchina siedono solo juniores. Alzate bandiera bianca e dateci subito questi tre punti che a Noi servono come il pane.
Alla vista di questa Scuola Materna "Progreditur" Circolo Didattico di Marcianise, a Maurizio brillano gli occhi. Sogna già le reti Meloni, su passaggio di Arena Nicola e Filippo Tiscione. Vede le sberla da 40 metri di Longoni, Trofo che ingoia la riluttante erbetta del centrocampo, Baiocco che guarda irriverente e minaccioso il direttore di gara, Dentice che sguscia sulla fascia di sinistra, Vindigni che spacca la palla di testa, Lo Monaco che rilancia la palla finalmente di piede oltre il centro del campo.
E' quasi giorno, superiamo Napoli e il suo traffico convulso. Maurizio conosce vita, morte, miracoli e cazzate varie di tutti i 1996 del Marcianise, i titoli di studio di quelli del 1994 e gli abbandoni scolastici di quelli del 1995.
Telefonano quelli di RadioAlberoMaestro. Vogliono sapere come stiamo e come è trascorsa la notte. Si informano per le trasferte di Gioia Tauro e Montalto Uffugo. Figurati, arrivo fino a Caserta, che effetto mi può fare la Calabria. Tre ore a tavoletta. Per le trasferte del 2015 mi prenoto pure io.
"Buon pomeriggio, tifosi akragantini, è Maurizio che vi parla dallo Stadio Progreditur di Marcianise sulle onde di RadioAlberoMaestro. Permettetemi di ringraziare i nostri sponsors e di citarli tutti, uno per uno, perchè ci hanno consentito di essere qui e di raccontare questa partita per Voi...
Meloniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Goal di Meloniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.
Sempre Vostro, Paolini.
(foto agrigentosette.it)

Akragas-Correggese, la finale play-off raccontata dal tifoso Paolini

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Siamo arrivati a Fondi, in provincia di Latina, allo stesso modo in cui Enea, con il suo popolo, i nobili Troiani, arrivarono nel Lazio.

Il trionfo nella semifinale visto dal tifoso Paolini

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Il pre-partita di Akragas-Pomigliano è durato l'intera settimana e, come se non bastasse, il sabato, ci si è messo pure lo stand-by delle vendite dei biglietti ai botteghini.

Akragas-Arezzo vista dal tifoso Paolini

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E' stata una guerra.Termonucleare per il caldo estivo che incombe sul Meridione d'Italia da quasi una settimana, un anticiclone che si chiama Hannibal.

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