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Saturday, Mar 23rd

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MAFIA

Alfano: "dichiarazioni sindaco di Trapani inqualificabili"

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“Dire di fronte ad una platea di ragazzi che non bisogna parlare di mafia è un gesto irresponsabile e inqualificabile. A maggior ragione se a farlo è il sindaco di una città che porta ancora i segni della violenza mafiosa e nei dintorni della quale molto probabilmente latita il superboss Matteo Messina Denaro. Ancor più grave è che a farlo sia un ex generale dei Carabinieri”.

Cutrò denuncia l'assenza di onorevoli e senatori agrigentini: "Dove siete?"

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"Lancio un appello ai Direttori Generali degli Enti coinvolti nella vicenda che mi riguarda affinchè si affrettino a trovare una soluzione ed a rilasciarmi il Documento Unico di Regolarità Contabile".

Antimafia, sospesa iscrizione ipotecaria a Ignazio Cutrò

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La quarta sezione della Commissione Tributaria di Agrigento ha sospeso l'avviso di iscrizione ipotecaria della concessionaria per la riscossione Serit Sicilia Spa a carico dell'imprenditore di Bivona (Agrigento) Ignazio Cutrò, testimone di giustizia, presidente dell'associazione antiracket "Libere Terre", raggiunto nel dicembre scorso da una "doccia fredda", con un'intimazione al pagamento sotto minaccia di ipoteca sull'abitazione, nonostante due decreti prefettizi che sospendevano ogni possibile richiesta di pagamento.

Mafia, scarcerato Michele Aiello, Alfano: "è una anomalia"

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"La scarcerazione di Michele Aiello, alter ego di Bernardo Provenzano nella sanità, è una vera e propria anomalia. L'articolo 9 dell'ordinamento penitenziario assicura 'un'alimentazione sana e sufficiente, adeguata all'età, al sesso, allo stato di salute, al lavoro, alla stagione, al clima', per cui è quantomeno legittimo chiedersi se non bastasse adeguare il menu o trasferire Aiello in una struttura carceraria che gli consentisse di curarsi. Trovo assurdo che un mafioso condannato in via definitiva possa tornare a casa propria a causa di un piatto di lenticchie".

Alfano su intervento figlio di Provenzano a Servizio Pubblico: "ha rivolto minacce"

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“Ieri sera una buona parte dei cittadini italiani, dopo aver subito per oltre quarant’anni la furia di una bestia feroce qual è stato Bernardo Provenzano, ha dovuto subire anche la violenza verbale di suo figlio. Espressioni come ‘la violenza genera violenza’ e ‘cosa dobbiamo fare? Ci accaniamo?’ sono evidenti minacce. Siamo certi che la procura aprirà un fascicolo per chiarire a chi erano rivolti questi messaggi non troppo subliminali e se non si tratti realmente di una gravissima intimidazione nei confronti dello Stato, che ovviamente non può passare inosservata”.

Il figlio di Binnu Provenzano chiede umanità per padre, Alfano: "pena per intero"

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“Ancora una volta siamo costretti ad ascoltare il figlio del sanguinario boss Bernardo Provenzano che continua ad invocare umanità per il padre detenuto in regime di 41bis. Mi trovo costretta a ribadire quanto già espresso mesi fa: ho fatto visita a Bernardo Provenzano in carcere, mi è parso in buona salute e lui stesso mi ha detto che non gli manca nulla".

Dichiarazioni pentito Di Gati su Campione, lettera di Arnone a Confindustria

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Di seguito pubblichiamo una lettera aperta che il consigliere comunale Giuseppe Arnone ha inviato al presidente di Confindustria Giuseppe Catanzaro sulla questione delle scottanti dichiarazioni del pentito Di Gati riguardanti l'imprenditore agrigentino Marco Campione.

Di Gati accusa l’imprenditore Campione: “Ci interessavano condotte idriche e gas”

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Anche l’imprenditoria, gli appalti e le connivenze politiche spiccatamente agrigentine vengono fuori dall’udienza odierna del processo che vede rinviati a giudizio Raffaele e Angelo Lombardo con l’accusa di corruzione elettorale.

Calogero Mannino indagato: "ecco perchè non ho risposto ai giudici"

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L'ex ministro democristiano Calogero Mannino è stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Mannino, attualmente senatore, è già stato assolto per associazione mafiosa negli anni '90.

Alfano: "onorare la memoria dei fratelli Vaccaro Notte, vittime della mafia"

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“Credo fermamente che le istituzioni abbiano il dovere, al di là di medaglie, targhe e parole di circostanza, di onorare la memoria di chi è caduto per aver difeso il principio di legalità e il proprio diritto alla dignità. Salvatore Vaccaro Notte era uno di loro e rappresenta quella parte di Sicilia che si oppone alla mafia con onestà e coraggio: nonostante suo fratello Vincenzo fosse stato assassinato pochi mesi prima, Salvatore continuò a rifiutare il compromesso mafioso, consapevole di andare incontro allo stesso tragico destino. Come può lo Stato onorare la memoria di questi morti? Tutelando chi oggi si oppone alla criminalità organizzata, e risponde alle intimidazioni e alla prepotenza con la denuncia”.

Ricordare Ciaccio Montalto, magistrato ucciso dalla mafia

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"Gian Giacomo Ciaccio Montalto appartiene a quella lunga schiera di uomini uccisi per aver intuito e denunciato i rapporti di Cosa Nostra con le istituzioni deviate e la politica. Aveva solo 41 anni quando fu crivellato di colpi in auto, per strada, da solo. All’inizio degli anni ottanta, a Trapani, dove Ciaccio Montalto svolgeva servizio, si diceva che la mafia non esistesse e quel brillante e giovane magistrato era privo di scorta e di blindata.

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