L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Saturday, Sep 21st

Ultimo aggiornamento:09:00:00 PM GMT

Tu sei qui: Home

ITALIA

Carta Reddito di cittadinanza in consegna: ecco come fare e cosa puoi acquistare

E-mail Stampa PDF

Sono già in consegna da ieri le carte del reddito di cittadinanza presso gli uffici postali. Molti lettori ci hanno segnalato che, nonostante il messaggio sms o email obblighi a ritirare la carta in un giorno e in ufficio postale stabilito, gli aventi diritto possono ritirarla da subito in qualsiasi sportello di Poste Italiane; basta portare con sè il codice di riferimento della pratica che l'Inps ha inviato via sms o email a tutti i cittadini che hanno fatto domanda.

Abbiamo contattato alcuni gestori di supermercati cittadini che ci hanno confermato che c'è già stato un incremento di vendite in queste ultime ore: sono tanti gli utenti del reddito di cittadinanza, infatti, che si stanno riversando nei supermarket sfruttando la possibilità di pagare con la carta RdC.

Non si potranno solo acquistare alimenti e abbigliamento all'interno dei supermercati ma anche fare benzina, acquistare medicine a pagamento nelle farmacie, pannolini e tutto quello che riguarda gli accessori sanitari per i bambini (anche nelle sanitarie), pagare bollette, comprare libri e fare un bonifico al mese negli uffici postali per pagare l'affitto di casa o il mutuo.

Inoltre si potranno prelevare fino a 210 euro al mese in contanti in base ai parametri previsti. Ad esempio una famiglia composta da madre, padre e un figlio minorenne potrà prelevare fino a 160 euro al mese; con due genitori e due bambini si preleveranno 180€, con tre bambini o più fino a 210€ in contanti.

Molti cittadini stanno lamentando di avere ricevuto poco più di 40€ sulla loro carta Rdc ma nel decreto il Governo era stato chiaro: chi supera i parametri Isee dello scorso anno non rientra nel provvedimento RdC oppure, se rientra, percepirà pochi euro al mese.

Ricordiamo agli aventi diritto che è sempre possibile fare domanda presso gli uffici postali, i Caf (patronati) o direttamente online sul sito https://www.redditodicittadinanza.gov.it/

Indispensabile, per chi farà la domanda online dal sito ufficiale del reddito di cittadinanza, abilitare lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che ti permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un'unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone. Puoi accedere alla richiesta di SPID da questo sito https://www.spid.gov.it/

Se sei possessore di carta Postepay dovresti essere già abilitato allo SPID attraverso il riconoscimento del tuo numero di telefono, precedentemente registrato presso gli uffici postali al momento dell'acquisizione della tua carta Postepay stessa. Dovresti anche essere registrato ai servizi di Poste.it con una username e una password e attraverso quelli potrai accedere ai servizi SPID e dunque al sito del RdC.

DATI STATISTICI

Il Ministero del Lavoro ha rilasciato ad aprile i dati relativi alle domande caricate dall’Inps relativamente al reddito di cittadinanza. Secondo i dati ministeriali, al 7 aprile 2019 erano 806.878 le domande, di queste 433.270 da donne (54%) e 373.608 da uomini (46%). Il 61% dei richiedenti ha età compresa tra 45 e 67 anni (494.213 domande), il 23% ha età compresa tra i 25 e i 40 anni, con 182.100 domande (di poco inferiore al 23%). Più del 72% ha scelto di presentare domanda ai CAF (584.233 cittadini), mentre il 28%, 222.645 cittadini, ha preferito Poste Italiane.

Tra le regioni, prime sono con 137.206 domande la Campania e 128.809 domande la Sicilia; seguite dal Lazio con 73.861 richieste, Puglia con 71.535 e Lombardia con 71.310; ultima la Valle D’Aosta, con 1.031 domande. La prima provincia è Napoli con 78.803 domande, seguita da Roma con 50.840; all’ultimo posto Bolzano con 356 domande.

PER OTTENERE IL REDDITO DI CITTADINANZA. REQUISITI.

Cittadino italiano o europeo, o un suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno anche permanente, o che provenga da un Paese che abbia sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale o cittadino di altri Paesi che sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Residente in Italia da almeno dieci anni al momento della presentazione della domanda, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo.

Sono poi indicati i requisiti DI REDDITO:

ISEE inferiore a 9.360 euro

Patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore ai 30.000 euro

Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, accresciuto di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo fino a un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 per ogni figlio successivo al secondo, incrementati di ulteriori 5.000 euro per ogni componente del nucleo con disabilità.

Valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza indicata al comma 5 del Decreto:

Pari a 1 per il primo componente del nucleo

Incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni

Incrementato di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino a un massimo di 2,1.

Godimento di beni durevoli:

Nessuno nel nucleo familiare deve essere intestatario o avere disponibilità di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta o autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli con cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei due anni antecedenti, esclusi i veicoli per persone disabili.

Non essere intestatari o avere disponibilità di barche.

Non hanno diritto:

Soggetti in stato detentivo per la durata della pena, ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a carico dello Stato o altra PA.

Nuclei che hanno tra i componenti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie.

Nei prossimi giorni ulteriori aggiornamenti.

 

 

Reddito di cittadinanza ed ISEE 2019: ecco il modulo di richiesta GIACENZA MEDIA di Poste

E-mail Stampa PDF

Il significato del termine giacenza media va ad indicare l’ammontare di soldi presenti su un libretto di risparmio postale o conto corrente bancario in un determinato periodo, generalmente di un anno. Il calcolo di questo valore viene utilizzato per alcuni specifici adempimenti dove viene richiesto tra la documentazione da allegare, per esempio l'Isee 2019.

I principali documenti per cui serve tale valore sono la DSUDichiarazione Sostitutiva Unica, e l’ISEE. La D.S.U. è un documento con i dati di patrimonio, reddito ed anagrafici di un nucleo familiare. Il modello ISEE invece è l’indicatore della situazione economica equivalente ed è un documento necessario per  l’accesso ad alcune agevolazioni e sostegni di natura assistenziale (reddito di cittadinanza, carta rei, iscrizione a scuola, università, servizi di pubblica utilità,  affitti ecc.).

COME CALCOLARE LA GIACENZA MEDIA ANNUA

Il valore che solitamente viene richiesto per la necessario documentazione è la giacenza media presente sui conti correnti relativa all’anno precedente, quindi la media dei soldi depositati dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento.

Cliccando qui potete scaricare e stampare il modulo da compilare per ottenere la giacenza media a fini Isee alle Poste. Il modulo, correttamente compilato, va presentato in tutti gli uffici postali. Se è un delegato a presentare la domanda, occorrerà una dichiarazione stampata e firmata (clicca qui per scaricarla e stamparla), corredata di fotocopia di documento di identità e codice fiscale del delegato, inoltre occorrono anche i documenti originali, carta identità e tessera sanitaria, dell'interessato.

Clicca qui per stampare il modulo di richiesta GIACENZA MEDIA da presentare alle POSTE ovvero in tutti gli uffici postali. (pdf)

Se hai problemi ad aprire il link di sopra prova con la Versione JPG del modulo di richiesta POSTE GIACENZA MEDIA 2019.

Clicca qui per scaricarla e stampare il modulo di delega

Multe se l'auto non è intestata a chi guida: ecco i necessari chiarimenti

E-mail Stampa PDF

Dallo scorso 3 novembre 2014 sono entrate in vigore alcune norme che - in base alle disposizioni dell'ultima riforma del codice della strada - regolano l'"intestazione temporanea dei veicoli".

Swissleaks, mega-evasione: i nomi dei 7mila italiani

E-mail Stampa PDF

Ci sono lo stilista Valentino, il campione di motociclismo Valentino Rossi e l’imprenditore Flavio Briatore tra i 7.499 nomi di clienti italiani della banca Hsbc che emergono dalla lista Falciani, l’elenco di personaggi con oltre 100 miliardi di dollari di depositi in Svizzera trafugato e girato alle autorità fiscali dall’omonimo ex dipendente dell’istituto.

Ma scorrendo la lista, costituita da 81.458 conti di 106.458 clienti di 200 Paesi aperti tra 1988 e 2007, si incontrano anche re Abdallah di Giordania, il re del Marocco Mohamed VI, il principe del Bahrain Salamn Bin Hamad Al Khalifa, i piloti di Formula 1 Fernando Alonso e Heikki Kovalainen, la rockstar Tina Turner, l’attore francese Gad Elmaleh e l’americano John Malkovich, l’ex calciatore Diego Forlàn, la modella Elle MacPherson, il fotografo Helmut Newton, il cantautore Phil Collins.

A rivelare i dettagli è l’inchiesta Swiss Leaks del network giornalistico internazionale International consortium of investigative journalists, di cui per l’Italia fa parte L’Espresso. Si tratta della stessa rete che a novembre ha pubblicato informazioni sul caso Lux Leaks, gli accordi segreti tra le autorità del Lussemburgo e trecento aziende di tutto il mondo. La Penisola è il quinto Paese per numero di persone coinvolte e il settimo nella classifica di quelli a cui fanno capo le cifre più alte. Ogni cliente italiano poteva contare, in media, su un tesoretto da 1 milione di euro.

italy swiss leaksMa dell’anonimato garantito dai conti svizzeri hanno beneficiato pure faccendieri sospettati di aver trafficato in diamanti “insanguinati” e fornito armi per massacri, esponenti di una ong saudita ritenuta finanziatrice di Al Qaeda e molti uomini politici vicini a regimi e dittature. Da Rami Makhlouf, cugino del presidente siriano Bashar al Assad, a Rachid Mohamed Rachid, ministro egiziano del Commercio con l’estero fuggito dal Paese durante la rivolta contro Hosni Mubarak, fino a Frantz Merceron, braccio destro dell’ex dittatore Jean Claude “Baby Doc” Duvalier, e all’uomo d’affari turco Selim Alguadis, sospettato di aver fornito alla Libia di Muhammar Gheddafi componenti per un progetto di produzione di armi nucleari. Non mancano nemmeno i conti di finanziatori di Bill Clinton, Mitt Romney e dell’ex sindaco di New York Rudolf Giuliani.
Sono 7.463 i conti intestati a cittadini italiani, per un totale di 7,4 miliardi di euro: ognuno aveva depositato in Svizzera una media di 1 milione di euro

Valentino Garavani aveva in Svizzera 108 milioni - Nella lista – per il cui “furto” l’informatico franco italiano Hervé Falciani è stato accusato in Svizzera di spionaggio economico, sottrazione di dati e violazione del segreto bancario – compaiono i nomi di migliaia di vip della Penisola. Alcuni dei quali potrebbero comunque avere, nel frattempo, regolarizzato la propria posizione nei confronti del fisco. Quelli resi noti finora (altri nomi saranno rivelati venerdì) sono appunto lo stilista Valentino Garavani, il “Dottore” e il fondatore del Billionaire.

Il primo, diventato nel 2000 cliente di Hsbc Private bank, nel 2006-2007 disponeva, attraverso un conto numerato a cui ne facevano capo nove intestati a lui stesso e a un altro “procuratore”, di circa 108 milioni di dollari. Negli stessi anni lo stilista è stato protagonista di una disputa con l’Agenzia delle Entrate con al centro la veridicità della sua residenza a Londra e il conseguente regime di tassazione. Valentino sosteneva di vivere nella capitale britannica dal 1998 anno, quando ha venduto le sue società alla Hdp dei Romiti che nel 2002 hanno poi ceduto tutto alla Marzotto. Gli ispettori del fisco invece ribattevano che non si era mai mosso da Roma e gli contestavano di non aver pagato il dovuto per le annualità dal 2000 al 2006. La questione si è risolta con il versamento di una somma mai resa nota, ma nell’ordine di alcuni milioni di euro, con cui Garavani ha chiuso ogni vertenza con le Entrate.

Gli investimenti “conservativi” del Dottore – Nove conti anche per Briatore, pure lui residente da anni a Londra e “beneficiario finale” (“beneficial owner”) di sei conti in cui nel 2006-2007 erano custoditi 73 milioni di dollari. L’avvocato dell’ex team manager di F1, Pilippe Ouakra, ha commentato che “lui e alcune compagnie del suo gruppo – alcune di queste operative dalla Svizzera – hanno avuto conti bancari in Svizzera in un modo perfettamente legale, in conformità con qualunque legge fiscale applicabile”. Quanto a Rossi, il campione di Tavullia come è noto ha pagato nel 2008 quasi 30 milioni per far pace con il fisco che gli contestava un’evasione da 112 milioni per gli anni dal 2000 al 2004. Anche in questo caso, l’accusa era di aver dichiarato fittiziamente di essere residente a Londra. Ebbene, dai documenti letti da Icij emerge che alla Hsbc il Dottore ha accantonato nel 2003, in un conto numerato, 23,9 milioni di dollari. Ma, curiosità, il padre Graziano Rossi ha fatto registrare che preferiva fossero investiti con una linea “conservativa“.

La difesa di Hsbc: “Standard superati, ora i clienti che non rispettano “ - Secondo i dati spulciati dalla rete giornalistica, a cui per la Francia partecipa Le Monde, per l’Inghilterra The Guardian e Bbc e per la Germania Suddeutsche Zeitung, 180,6 miliardi di euro sarebbero transitati a Ginevra sui conti Hsbc di oltre 100mila clienti e di 20mila società offshore tra il 9 novembre 2006 e il 31 marzo 2007. Un periodo corrispondente a quello della lista Falciani. Oltre 5,7 miliardi sarebbero stati dissimulati in paradisi fiscali soltanto per conto di clienti francesi.

Alla notizia della pubblicazione dei documenti, scrive L’Espresso, la banca ha inizialmente intimato al network di distruggere tutti i dati. Per poi riconoscere che all’epoca “la cultura e gli standard dei controlli erano molto più bassi di quanto avviene oggi”, perché sono stati intrapresi “passi significativi per aumentare le verifiche e respingere i clienti che non rispettano i nuovi parametri, inclusi coloro che davano elementi di preoccupazione sul fronte fiscale. Come risultato di questa linea, la base dei clienti dal 2007 si è ridotta di quasi il 70 per cento”.

fonte. il fattoquotidiano.it

Pagina 1 di 24