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LIBRI E RACCONTI

"Tindari, un posto magico" di Margherita Arancio

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Sotto la  sporgenza  montuosa di Tindari c’e’ una spelonca detta  “antro di Donna Villa” (a grutta da magara), dove vi dimorava una fata bellissima ma cattiva che rapiva le fidanzate agli sposi, proprio nella notte delle nozze.

"La luce nella notte" di Margherita Arancio

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La federazione russa, comunemente chiamata Russia, e’ il piu’ vasto paese transcontinentale del pianeta. Strano, ma vero, la Russia nel 2016-2017 sara’ il granaio del mondo.

"Agrigento, meraviglia del mondo": il viaggio di Goethe nella Valle dei Templi

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Ecco un intenso racconto di Johann Wolfgang von Goethe, scrittore, poeta e drammaturgo tedesco che giunse in visita ad Agrigento la mattina del 24 aprile del 1787. Il poetico racconto di questo suo viaggio intenso nella città della Valle dei Templi è stato letto da Tommaso Ragno nel programma condotto da Matteo Nucci andato in onda nei giorni scorsi su Rai Radio3. Grazie a Diego Marras per la segnalazione.

Clicca qui per ascoltare il racconto di Goethe

 

"Io sono la gabbia", ecco l'ultimo libro di Serena Stanzani

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Uscirà a dicembre in tutte le librerie il libro "Io sono la gabbia" di Serena Stanzani, classe 1993, cantante e scrittrice agrigentina.

Camperista per svariati anni, ha viaggiato approfondendo l'inclinazione per l'arte fino al Maggio 2014, quando si è trasferita definitivamente nella Capitale.

Attualmente, è una studentessa della facoltà di Letteratura e Linguistica Italiana presso l'Università Roma Tre e allieva dell'Accademia Spettacolo Italia: uno Stage di formazione nato a Roma e situato in un suggestivo ambiente sul Tevere, rivolto a chi vuole fare della musica una professione.

Una scuola, una vera etichetta discografica, un locale per il live, dove ci si incontra e ritrova sempre con qualcosa da dare e da ricevere, i cui fondatori sono: Massimo Calabrese, Piero Calabrese, Elio Cipri, Gianni Marsili e Fulvio Tomaino, padri della storia della musica italiana e non solo. Fausto Donato, discografico della Universal Music Italy e talent scout, quale partner dell'Accademia.

A Dicembre, con la casa editrice Edizioni La Gru di Padova, con la quale Serena ha già all'attivo i fortunati "I am in Wonderland - pensieri e parole" e "Chèrie, c'est magnifiche", uscirà il suo terzo lavoro dal titolo "Io sono la gabbia".
Una condizione esistenziale in movimento, che si interroga e dialoga con se stessa nella continua tensione tra il diario poetico e il romanzo di formazione.
Un viaggio introspettivo, la “gabbia” di Serena Stanzani, ed accezione della vita che a tratti è rifugio, a tratti un'apnea.

Sabato 3 Gennaio si terrà la presentazione del libro presso il Castello Chiaramonte di Favara, in provincia di Agrigento. Poi, a Roma, prossime presentazioni a Gennaio e Febbraio.

Link della pagina ufficiale del libro: www.facebook.com/pages/Io-sono-la-gabbia-Serena-Stanzani/250583125135196
Link del profilo ufficiale di Serena Stanzani: www.facebook.com/serena.stanzani1
Sito della casa editrice Edizioni La Gru: www.edizionilagru.com

"La capitale ungherese sul Danubio" a cura di Umberto Palermo

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Dal 5 all’11- Settembre dell’anno in corso, ha avuto luogo a BUDAPEST il 56° Congresso Mondiale indetto dalla Federazione Internazionale Giornalisti del Turismo, circostanza in cui è stato festeggiato il 60° anniversario di questa grande federazione.

E’ una tra le piu’ belle citta’ sul Danubio, con una signorilità e una imponenza da città protagonista della storia. E’ una maestosa ed elegante città formata da BUDA e PEST divise dallo scorrere del fiume Danubio; e’ una capitale nello stile dell’antica Mitteleuropea come VIENNA e PRAGA e conta circa duemilioni e mezzo di abitanti. Fu un’antica colonia Romana e gli stessi romani sfruttarono per primi le sorgenti termali che tutt’oggi rappresentano una delle caratteristiche della città e molte delle quali sono ora delle terme pubbliche.

Fu terra di conquista anche dei Mongoli, dei Turchi e degli Asburgo, tant’è che la cucina molo speziata risente dell’influenza turca. A proposito di gastronomia, il piatto forte per eccellenza di tutta l’UNGHERIA è il “GULASH”( LA ZUPPA DEL MANDRIANO), che può essere consumato come piatto unico o come secondo piatto, preparato a base di “carne di manzo, carote,patate,pomodoro,cipolle,peperoni e paprika dolce o piccante, piu’ o meno densa oppure con brodo di carne.

Le due sponde sono collegate da ben nove ponti, di cui due ferroviari, ognuno dei quali di diversa architettura, distrutti dai tedeschi nel periodo bellico e nuovamente ricostruiti. Essi fungono da splendidi balconi panoramici sul Danubio, belli di giorno e molto suggestivi la sera splendidamente illuminati.

Quelli che si distinguono maggiormente per maestosità ed eleganza sono:

-il PONTE DELLE CATENE (il piu’ famoso e piu’ vecchio di BUDAPEST, la cui struttura è sostenuta da massicce catene di sospensione in ferro battuto, collegate a due torri gemelle in stile neoclassico e dal quale si puo’ ammirare il magnifico PALAZZO DEL PARLAMENTO e la bellissima isola MARGHERITA su una sponda, mentre sull’altra il PALAZZO REALE.I due ingressi del ponte sono decorati da una coppia di leoni. La sera regala uno spettacolo emozionante grazie all’illuminazione collocata lungo le catene e le due torri;

-il PONTE DI ELISABETTA, il piu’ alto di Budapest, di colore bianco, che prende il nome della Regina Elisabetta, meglio conosciuta come SISSI;

-il PONTE MARGHERITA, in stile barocco francese che collega l’isola Margherita ed i cui piloni sono decorati con delle bellissime statue raffiguranti sirene. Dal ponte si puo’ ammirare il palazzo del PARLAMENTO e quello REALE;

-il PONTE DELLA LIBERTA’, considerato uno dei ponti piu’ belli al mondo. Costituito da una elegante struttura di ferro a tre campate in stile “ART NOUVEAU”, alle cui estremità si trovano due grossi portali sulle cui torri sono effigiati i TURUL (uccelli della mitologia ungherese simili all’aquila). Al centro della balaustra spicca lo stemma reale. A sera appare molto suggestivo grazie alla sua illuminazione.

Interessante la visita nella elegante e sorridente città di PCS, una delle piu’ antiche dell’Ungheria il cui aspetto è del XVIII° secolo e che a livello economico è conosciuta per la produzione di birra e della porcellana,celebre quella di Zsolny. Nella piazza principale di PECS si puo’ ammirare il maestoso cavallo in bronzo realizzato da Leonardo daVinci dedicato a Francesco Sforza, opera colossale commissionata da Ludovico il Moro nel 1482.

Tra i monumenti piu’importanti da ricordare la maestosa BASILICA di Santo Stefano.E’ la chiesa piu’ grande di Budapest e puo’ accogliere oltre 8000 visitatori, fu realizzata in oltre mezzo secolo dal 1851 al 1905’ anno in cui fu consacrata.L’interno è rivestito da ben 55 tipi di marmo ungherese. La basilica colpisce i visitatori per le dimensioni e per le ricchezze in essa custodite, si trovano importanti opere d’arte come la statua di re Santo Stefano, il fondatore della nazione a cui si deve la diffusione della religione cristiana, canonizzato da Papa Gregorio VII nel 1083. Nella stessa Basilica è conservata ed esposta in apposita urna la reliquia piu’ importante per gli ungheresi, ossia la mano destra mummificata del re Santo Stefano.

L’Ungheria tutta è una terra meravigliosa, e’uno dei paesi piu’ ricchi di sorgenti termali e curative ove è possibile rilassarsi , divertirsi e curarsi, per cui è consigliabile a tutti visitarla e godere di tutto il suo splendore.

Umberto Palermo

"La terra dei magiari" di Margherita Arancio

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I magyar furono una delle sette tribu’ ungare che conquistarono l’ungheria da cui discendono gli ungheresi.

Le note di Strauss mi hanno accompagnata per tutta la durata del congresso Fijet che ha festeggiato il  sessantesimo   compleanno a Budapest,la regina del leggendario Danubio.

Elegante e maestosa citta’ formata da buda e pest, divise dallo scorrere del fiume. Ricca di testimonianze storiche vanta anche un cuore moderno e giovane. Buoni ristoranti,  locali animatissimi,  gia’ dal giovedi’, caffetterie dallo stile bohemienne e altri insoliti, come una nave ucraina che un tempo trasportava pietre, oggi  ancorata al ponte petofi e’ un tempio di musica hip-hop.

Antichi palazzi sono il palcoscenico ideale  per  gli avvenimenti cittadini, cornice  speciale il palazzo reale che ospita la galleria nazionale,il bastione ,la chiesa di mattia (dove fu incoronata l’indomita principessa sissi l’8 giugno 1867), i sette ponti sul danubio,l’isola di margherita con il suo parco,le rovine dell’antica citta’ romana di aquincum del 1° sec d.c.

Costruita da Adriano,Budapest vanta anche una biblioteca che possiede 1.800 manoscritti medievali, tra questi un frammento di una trecentesca copia del canto dei nibelunghi,750 incunaboli,oltre 100.000 libri, un luogo dove cercare i misteri raccontati da eco.

Le tre parti della citta’,sono collegate da otto ponti di cui uno ferroviario.un ponte caratteristico e’ quello di Margherita costruito nel 1876 dalla stessa ditta che costrui’ la torre eiffel.  Il piu’ famoso e’ il ponte delle catene che fu fatto costruire dal conte Istvan Szechenyi perche’ durante il periodo invernale non  gli riusci’ di attraversare il Danubio ghiacciato, non  pote’ andare a visitare  il padre morente.

Fu allora che decise di far costruire il ponte  stabile.  Una leggenda racconta che un ragazzo scopri’ che i quattro leoni che decorano il ponte non hanno la lingua,lo scultore Janos Marschalk per la vergogna tento’ il suicidio.  Il famosissimo ponte Elisabetta e le numerosissime statue della regina, chiamata amorevolmente sissi, attestano la devozione degli ungheresi alla loro amata regina che purtroppo mori’ per mano di un anarchico italiano Luigi Lucherini che la colpi’ con una lima affilatissima al petto. L’ imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria si spense meritando anche il titolo di” regina di cuori”.

Settanta milioni di litri di calde acque termali sgorgano sempre dalle 118 sorgenti naturali della citta’, molte delle quali sono all’aperto,in piazza o in un viale alberato. Gli ungheresi vivono le terme come una necessita’, prima di andare in ufficio o dopo una lunga giornata di lavoro fanno il loro bagno quotidiano  “un modus  vivendi” all ’insegna di sauna e massaggi.

Una ridente  cittadina da visitare e’ Pecs  che si trova vicino la Croazia e la Serbia, chiamata Cinquechiese, ha meritato il nome di citta’ dell’accoglienza.  A livello economico e’ molto conosciuta per la produzione della birra e della porcellana.  Porta i segni di tutte le dominazioni con molti edifici monumentali ben conservati; e’ dinamica, giovane e studentesca, e’ l’unica citta’ magiara ad avere quattro teatri e una orchestra filarmonica rinomata.

Una stupenda necropoli, richiama molti visitatori per le sue camere sepolcrali affrescate meglio conservate di tutta l’europa  centrale, naturalmente classificate patrimonio mondiale dell’ unesco. Si narra che a Pecs i soldati nel xix sec avevano l’usanza di lasciare come ricordo nella via Janus i lucchetti dei loro armadi. Oggi migliaia di giovani innamorati vanno a dichiarare il loro amore attaccando dei lucchetti a grappolo e  lanciano la chiave nel fiume, cosa che fanno anche i ragazzi romani al ponte miglio(clandestinamente).

Per concludere, vorrei parlare un po’ della cucina ungherese di origine contadina che solitamente non e’ molto elaborata,  piatti essenziali  molto aromizzati con cipolla,pomodori, panna acida, cumino e molta paprica. la gastronomia  caratteristica e’  del gruppo etnico, prevalente il magiaro.
Il piatto forte? Il gulash .

Margherita Arancio

"Cinquantasette": un racconto in memoria di Falcone e Borsellino

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"Cinquantasette" è l'ultimo racconto di Antonio Fragapane. Uscito poco tempo fa in edizione digitale, ha già ottenuto diversi riconoscimenti.

ll più grande spettacolo del mondo

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L’evento piu’ spettacolare del mondo, dal 14 gennaio al 10 marzo del 2013, 100 milioni di induisti si sono riuniti nella citta’ di Allahabad che significa “la porta degli dei”, dove vi e’ la confluenza dei tre fiumi sacri: il Gange, il Yanuma e il Sarasvati (la confluenza si chiama sarigam).

Un luogo che dista sei stadi dalla sicilia

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Come ogni anno il circolo Empedocleo di Agrigento ha organizzato una gita culturale che ha avuto luogo il 30-03-2014, per Mazara del Vallo e Mozia.

Quarantotto partecipanti accompagnati dall’accattivante e simpatica guida Salvo Buffa, appassionato del suo lavoro che sa catturare da subito l’attenzione di chi l’ascolta, ha l’arte oratoria che puo’ essere definita “l’arte del farsi ascoltare”.

Prima tappa Mazara del Vallo per ammirare il famosissimo satiro danzante di prassitele grande protagonista della scultura greca del iv sec.a.c., Scultore della grazia e delle figure malinconiche.

Il satiro e’ una statua in bronzo del iv sec.a.c., colto dallo scultore nel momento dell’estasi della danza orgiastica nell’attimo in cui sta’ compiendo un salto sulla punta del piede destro, flesso sul fianco destro con il capo rivolto verso l’alto con una sconvolgente chioma al vento (orecchie aguzze e occhi di avorio), alta circa due metri, trovata nel 1998 durante una battuta di pesca di capitan Ciccio. Meravigliosa! Sicuramente in fondo al mare blu ci saranno altri satiri e menadi che si accomunavano nella danza orgiastica. (Che Sicuramente aspettano di essere recuperate).

Proseguimento per le antichissime chiese dove il barocco fa da padrone, una visitina veloce alla casbah caratterizzata da un intersecarsi di stradine strette (per meglio difendersi dal sole) cortili e maioliche bellissime sui muri bianchi, direi ben tenuta dai nostri amici extracomunitari, pranzo nella celebre trattoria Garibaldi e poi via per Mozia dove si rimane scioccati e incantati dalla bellezza del “giovinetto”, principale attrattiva dell’isola, un capolavoro di candidissimo marmo ionico della tessaglia, a grandezza naturale, un Kuros (giovane) alto circa 1,90, dal volto fiero e un corpo perfetto sotto una tunica di garza con piegoline verticali.

Il divino auriga e’ stato per anni nei musei piu’ importanti del mondo (Stati Uniti, British Museum di Londra per le olimpiadi del 2012). Finalmente e’ tornato a casa! Un’opera che rappresenta la perfezione, la grazia, l’eleganza, capolavoro dell’arte greca del 470-450 a.c. Scolpita da Fidia? O Da un allievo? E’ certo che nell’ammirare la statua si riscontra lo stile del grande scultore solito fare il drappeggio effetto bagnato; (ad Agrigento nella chiesa di s.nicola il sarcofago di Fedra attribuito a Fidia).

Molti oggetti sono esposti in questo museo come: gioielli, scarabei, strumenti per la chirurgia e molti oggetti per la cosmesi. Naturalmente ricordo che Mozia e’ famosa per i tofet area sacra fenicia (di cui parla la bibbia) dove sono sepolti i resti combusti dei sacrifici dei bambini primogeniti.

Stiamo gia’ pensando dove organizzare la prossima gita, solo l’imbarazzo della scelta. Nella nostra terra c’e’ un immenso patrimonio storico artistico sparso in ogni angolo della nostra splendida Sicilia che merita di essere visitato.

Margherita Arancio

"Il Re degli Agni" di Margherita Arancio

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Dietro al Re sedevano due favorite, ognuna delle quali portava sulla spalla una larga sciabola dall’impugnatura d’oro, da cui pendeva una testa di pecora, naturalmente d’oro, di grandezza naturale.

La Fijet in Marocco: il turismo accresce la cultura

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55°  Congresso della Federazione internazionale dei giornalisti e scrittori del turismo (Fijet). Dove c’è  eco-turismo, la terra è rossa; ci sono cactus e si possono svolgere attività sportive come arrampicate, zip, trekking, escursioni in mount bike, e tiro con l’arco.

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