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Intanto aumentano i debiti di Girgenti Acque

Giuseppe Giuffrida, amministratore della società per azioni “Girgenti acque”, ha convocato un’assemblea straordinaria dei soci lo scorso 9 gennaio con all’ordine del giorno il piano di ricapitalizzazione del capitale sociale da 4 a nove milioni di euro. Francamente insospettisce un poco tale delicato passaggio; nella compagine di “Girgenti acque” fanno parte otto imprese tra cui il Voltano, il gruppo Campione, la “Delta Ingegneria srl” e la “Galva” del gruppo Pisante. La “madre” di tutto è la società “Acoset”, azienda speciale presieduta dal geometra Giuffrida. Tale società è stata costituita per la gestione idrica in venti comuni della provincia di Catania; è anche capofila della “Girgenti acque”. Fatta questa premessa, in merito all’aumento di capitale, ipotizziamo due scenari. Uno potrebbe essere quello di nuove acquisizioni e non ci pare una strada percorribile. Il seconda è invece quello più plausibile: un necessario riassestamento dei conti finanziari. Va ricordato che sulla “Girgenti acque” gravano istanze di fallimento presentate dal consorzio “Tre Sorgenti” e da “Siciliacque” depositate presso il Tribunale di Agrigento; nei confronti del consorzio, la “Girgenti acque”, è debitrice di oltre due milioni di euro. Nell’ istanza fallimentare si legge che “ il mancato pagamento delle somme si inserisce in un chiaro disegno che tende alla definitiva eliminazione del consorzio “Tre Sorgenti” dal processo di gestione delle risorse idriche. Ma il comportamento assunto dalla “Girgenti acque “ – si legge ancora,  dimostra inequivocabilmente lo stato d’insolvenza della società e la sua incapacità di adempiere con regolarità alle obbligazioni assunte”. Dall’istanza emerge pure che la “Girgenti acque  spesso approvvigiona la città di Agrigento utilizzando in modo massiccio il dissalatore di Porto Empedocle, gestito da una delle società che partecipa al suo stesso capitale sociale e cioè il “gruppo Campione” con costi più che doppi, invece che acquistare da “Siciliacque” o da altri soggetti l’acque sorgentizie che hanno un costo notevolmente inferiore”. Con “Siciliacque” l’esposizione debitoria di “Girgenti acque” ammonterebbe a quasi 10 milioni di euro; sembra quasi che la morsa attorno alla società di Giuffrida si stringa sempre di più anche per via delle banche che reclamano. Il “Voltano” detiene il 20% delle azioni di “Girgenti acque” ma chiude con perdite di esercizio di oltre un milione e mezzo di euro l’anno; l’Acoset, società capofila, ha chiuso l’esercizio finanziario 2007 con costi di produzione nettamente superiori ai ricavi per quasi un milione di euro e con crediti vantati per circa 17 milioni ma anche debiti verso le banche e fornitori pari a 14 milioni di euro e tra questi c’è anche la “Campione”. Ricapitalizzare vuol dire, in economia, “aumentare il capitale di un'azienda per adeguarlo all'espansione dell'attività o per reintegrarlo dopo una riduzione”. Ovviamente non sempre questo è un vantaggio o meglio, non sempre è un'operazione giusta, a volte serve solo a salvare aziende che di fatto andrebbero ristrutturate. La ricapitalizzazione di una società per azioni è un vantaggio quando viene fatta da un privato che rischia del suo; è uno svantaggio quando viene fatta dallo Stato, in quanto lo Stato siamo noi ed alla fine i soldi li tiriamo fuori, noi senza che ci venga richiesto un parere, per darli a un privato che neanche conosciamo e che potrebbe rimangiarseli ancora. Cosa accadrà in provincia di Agrigento sul fronte idrico? La nostra sensazione è che l’acqua la pagheremo cara e amara…..                                                S.B.