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La tariffa forfettaria dell'acqua è illegittima

E' ancora alta l’attenzione in merito alla questione delle bollette relative alla fornitura del servizio idrico. Dopo i disservizi denunciati nello scorso numero torniamo ad occuparci della società “Girgenti Acque” perché molti lettori ci hanno comunicato di avere ricevuto bollette indicanti il pagamento del canone idrico a forfait e dunque in via presuntiva.

Ci hanno anche detto che le stesse erano pervenute già scadute; intanto, in merito alle fatturazioni a forfait, dopo avere fatto i relativi accertamenti abbiamo appurato che le bollette calcolate in quel modo sono illegittime; sulla questione intervengono diverse sentenze. In sostanza, alla base dell’accoglimento dei ricorsi presentati da associazioni di consumatori e singoli cittadini, ci sarebbe il fatto che l’importo fatturato non è basato sulla lettura dei contatori ma su un criterio presuntivo e forfettario.

E’ riportato nel dispositivo delle sentenze emesse dai Giudici di pace che “il prezzo della fornitura deve essere commisurato all’effettivo consumo e non può essere determinato secondo altri criteri presuntivi che prescindano dalla reale situazione, appalesandosi, pertanto, illogici”.  Tale giudizio è stato espresso a Castellamare del Golfo. Nel centro trapanese, il giudice Francesco Ditta, ha accertato la condotta illegittima poiché ha stabilito che i “canoni di depurazione e fognatura e il canone per la fornitura di acqua potabile hanno natura privatistica”.

A conforto di tale principio la Cassazione ha osservato che “la fornitura di acqua potabile per impiego domestico ha origine negoziale ricollegandosi la formazione del consenso alla richiesta del singolo utente all’accettazione di chi espleta il servizio. Il gestore ha il compito di rilevare i volumi del consumo dell’acqua potabile, sia ai fini del relativo canone, che di quello di fognatura e depurazione”. Tra l’utente ed il gestore, pertanto, intercorre un contratto di somministrazione di acqua potabile, con prestazione continuativa, posto in essere con adesione ad un contratto a cui il soggetto è obbligato a sottostare per potere avere la fornitura del  servizio. Il canone, quindi, rappresenta il corrispettivo di un servizio commerciale.

Ciò significa che le prestazioni di acqua non possono essere quantificate con metodi induttivi o con il sistema del “consumo presunto” poiché così facendo verrebbe alterato il vincolo con cui le parti si impegnano reciprocamente le une verso le altre; se i cittadini di Agrigento hanno ricevuto delle fatturazioni a forfait hanno la possibilità di ricorrere al Giudice di pace per avere riconosciuto un loro diritto e cioè il pagamento a consumo. A tal fine va ricordato che attualmente vige il Regolamento per il servizio di distribuzione dell’acqua potabile, approvato dal Consiglio comunale ed entrato in vigore il primo gennaio 2006. In tale regolamento è sancito che “l’installazione del contatore idrometrico costituisce tassativamente “ condicio sine qua non” per l’erogazione; gli utenti sprovvisti di contatore devono farne immediatamente richiesta alla società “Girgenti Acque“ affinché possa provvedere all’installazione”.

Il Regolamento, che lo ripetiamo è ancora vigente, sancisce che “i contratti di fornitura dell’acqua a forfait decadono dopo sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento” (giugno 2006). Spetta alla società “Girgenti Acque” collocare i contatori idrometrici dietro richiesta degli utenti finora sprovvisti; ad Agrigento più o meno almeno quattro mila utenze sono conteggiate a forfait. In ballo ci sono centinaia di migliaia di euro che la “Girgenti acque “ non potrebbe non incassare o addirittura restituire agli utenti. Intanto anche a Castrofilippo molti bollettini sono stati recapitati già scaduti. Per questo motivo il sindaco, Salvatore Ippolito, ha chiesto ed ottenuto dalla “Girgenti acque” che il termine di pagamento venisse prolungato.

La stessa società ha poi recapitato i canoni con un errore di stampa anziché al 2009, il riferimento delle competenze riportava in molti casi, la data del 2008. A Castrofilippo, tutti i contribuenti, poiché privi di contatori idrometrici pagano a forfait poco più di 200 euro a nucleo familiare indipendentemente da quanti componenti esso sia formato…perché ad Agrigento gli importi sono differenti?