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Rigassificatore: Intervista al sindaco di Porto Empedocle, Firetto

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Calogero Firetto

Articolo tratto dal numero di febbraio 2009 della rivista L'Altra Agrigento

In questi ultimi giorni si è sempre più parlato del progetto del rigassificatore di Porto Empedocle. Ma cosa è in realtà il Rigassificatore e che vantaggi porterà alla comunità agrigentina ed empedoclina? Abbiamo voluto capirci di più e lo abbiamo chiesto al sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, e nelle pagine seguenti al presidente dell’associazione Free comitato No al rigassificatore, Joseph Morici.

Fin dal suo insediamento lei ha sempre sostenuto il rigassificatore, cosa lo ha convinto?
Mi ha convinto il fatto che noi abbiamo un’area industriale che in questo momento non è occupata. Un’area che deve essere destinata, per attività di piano funzionale, ad attività portuale. Ci è parsa quindi una possibilità certamente fondamentale allo sviluppo portuale attraverso, non solo con l’indotto all’iniziativa e mi riferisco alle infrastrutture che serviranno al rigassificatore e che serviranno indirettamente allo scavo marittimo empedoclino, una serie di misure compensative che siamo riusciti a puntare e che erano la nostra proposta iniziale.
Noi abbiamo sempre detto il rigassificare va bene se mette insieme, più che misure compensative o misure di ricaduta sul territorio, che si legano al rigassificatore: tutte queste misure sono state concertate con l’azienda e con la Regione ed oggi, più che ieri, siamo convinti della scelta.
Considerati, questi fattori positivi, la stampa che si è mostrata in linea di massima favorevole al progetto, come spiega allora il sorgere di associazioni che cercano in qualche modo si impedire legittimamente la costruzione dell’impianto?
Me lo spiego in questo modo. Tutte le iniziative di tipo produttivo che hanno qualche impatto sul territorio inevitabilmente creano dibattito: questo è accaduto e accade quando si costruisce una normale centrale elettrica. E’ successo, per esempio, con la trasformazione della centrale a carbone in centrale elettrica a Civitavecchia. Per fortuna in Italia c’è una sensibilità ambientale e molto spesso questa sensibilità non è incanalata nel giusto rigo: do merito, per esempio, al modo con cui “Legambiente” conduce le sue battaglie. In questa vicenda non sono convinto delle affermazioni che pone tale associazione perché ne fa più un problema di piano energetico nazionale e non di contrarietà al rigassificatore. A Legambiente riconosco il merito di saper articolare un confronto reale sui temi ambientali e lo stesso merito non è possibile riconoscere ad altre strutture che talvolta si muovono in maniera un tantino schizofrenica.
Ma visti i conflitti e le varie opposizioni non crede che un referendum sarebbe stata la soluzione più democratica?
Si i referendum sono sempre soluzioni democratiche quando si parla di indirizzi di ordine politico e misure culturali, quando si parla di scelte economiche sul territorio. Io penso che le rappresentanze elettriche possono scegliere, nel nostro caso, in maniera particolare: noi siamo passati dalle forche caudine di una campagna elettorale dove tutti i canditati si sono confrontati sul tema del rigassificatore, dove chi le parla ha presentato alla città il proprio programma. Dove dicevamo dell’impianto e ponevamo, non solo una informazione capillare, ma ci sono stati dibattiti televisivi, ci sono stati comizi, la gente sapeva che eleggeva un sindaco che aveva un suo programma dentro il quale c’era un certo mandato sul rigassificatore. E siamo stati fedeli a quel mandato. Io non so se i temi legati a insediamenti di una centrale elettrica debbono poterci portare al referendum; io, per esempio, sarei dovuto ricorrere al referendum per mettere al bando l’area “Montedison”: credo che se ci muoviamo sulla linea del referendum su tutte le scelte amministrative è chiaro che non andiamo da nessuna parte.
Il rigassificatore riguarda comunque la provincia di Agrigento e allo stesso modo gli agrigentini hanno  eletto un sindaco che ha palesemente mostrato, durante la sua campagna elettorale, la sua contrarietà all’impianto.
Non sono convinto che riguardi tutta la provincia di Agrigento perché non so quale tipo di impatto ci sia per tutta la provincia dal punto di vista ambientale. Questa è una vicenda che a me sembra un pochino spocchiosa non so cosa c’entri questo impianto con tutta la provincia di Agrigento. Il sindaco Zambuto è contrario e in campagna elettorale l’avrà spiegato: sono problemi suoi.
C’è un piccolo particolare: il rigassificatore non si fa ad Agrigento ma si realizzerà a Porto Empedocle. Quando domattina mi chiameranno a ragionare sul destino della valle dei templi e io farò una campagna elettorale sul destino di tale sito archeologico, sulla quale ci sarebbe tanto da dire, probabilmente ci sarà un sindaco di turno che verrà a dire:” fai quello che vuoi ma la valle dei templi si trova ad Agrigento”.
Lei ritiene, quindi, che non sia competenza del sindaco di Agrigento intervenire sulla vicenda?
Io credo che non si possano interdire le azioni di sviluppo su un territorio che non è il proprio salvo che non ci siano delle ragioni di impatto forte di immissioni in atmosfera che non ci sono. Se, per esempio, facessero un termovalorizzatore al confine con la mia città, siccome io ho già una città che ha delle immissioni in atmosfera notevoli, con la centrale termoelettrica e con l‘Italcementi, mi opporrei in maniera secca e mi opporrei facendo le barricate; questo perché i fumi evidentemente non hanno muri e arriverebbero anche a Porto Empedocle. Se lo facessero al confine con Agrigento o con Siculiana, per esempio, i fumi arriverebbero qui e allora non ci può essere territorialità.
È stata continuamente citata la casa natale di Luigi Pirandello come luogo culturale e storico a rischio.
Sì ma perché la vicenda non è stata tirata in ballo quando è stato costruito il dissalatore di Agrigento? Dalla casa natale di Pirandello si vede la vergogna del dissalatore, la vergogna dei maxi impianti che servono Agrigento; l’empedoclino che va là vede questo “crobbio” (scempio) privo di armatura ambientale che invece sarà realizzata per il rigassificatore: nessuno si indigna.
Non ha mai considerato l’idea dell’off shore cioè a mare aperto piuttosto che a poche centinaia di metri dalla costa?
L’idea dell’off shore a mare aperto è un’idea che stata avanzata dall’azienda. Io non so se l’off shore è una soluzione migliore rispetto a quella interrante: se devo dirlo io preferisco quello interrato rispetto ad un impianto off shore che non porta nulla al territorio perché, essendo a mare aperto, non paga l’imposta comunale sugli immobili ed altre tasse; essendo poi off shore non si lascia nulla al personale locale: e il caso di Portorigo, di fronte Rovigo, dove non lavorano maestranze locali dove, per la costruzione dell’impianto, non ha lavorato una persona né del Veneto ne dell’resto d’Italia perché è stato realizzato in Spagna. In più c’è questo ecomostro ché si trova in rada, perché ha i serbatoi fuori terra. Come lei sa a Porto Empedocle saranno interrati e non si vedrà nulla.
Dal momento che lei è un dirigente dell’Enel spa come risponde a chi azzarda delle ipotesi di conflitto di interesse ?
Io sono un dipendente dell’Enel in aspettativa. L’impianto è stato progettato dalla società “Nuove Energie” e l’“Enel” non esisteva neanche nel capitale sociale della “Nuove Energie”; purtroppo, per me, non sono né consigliere d’amministrazione dell’Enel né possessore di quote azionarie della stessa società né di minoranza né di maggioranza. L’imbecillità di chi porta avanti questo tipo di cose la lascio a chi le provoca. Capisco che non avendo a cosa attaccarsi si aggrappano anche a tali cose e confesso che mi piacerebbe avere un conflitto di interesse con Enel perché significherebbe che verrei a trovarmi in una condizione economica favorevole.
A proposito di critiche Vittorio Sgarbi la invita a “non gingillarsi con la statua di Montalbano e a difendere la città dall’infame progetto del rigassificatore.
Io continuerò a gingillarmi con la statua di Montalbano perché credo che la vicenda della Vigàta letteraria sia una proposta da portare avanti. Faceva parte del mio programma elettorale, la stiamo portando avanti e continuerò a gingillarmi con la statua di Montalbano; Sgarbi si dovrà rassegnare a sentirmi parlare ancora della statua di Montalbano. Non difendo la città dall’impianto di rigassificatore che lui definisce “infame”: quella è una sua utile posizione. Poi ce ne sono altre più dettagliate che entrano nella questione nel merito come quella del giornalista Gian Antonio Stella del Corriere della Sera che è autore del libro “la Casta” il quale attacca Sgarbi per questo tipo di esternazione. Io di Sgarbi ho un giudizio personale di apprezzamento perché quando parla di cultura e di arte per me è come sentire un concerto sinfonico tante è l’emozione, dal punto di vista culturale, che mi suscita che mi consente di paragonare la sua affabulatoria ad una sinfonia. Sui temi più concreti mi piacerebbe che lui conoscesse più al di dentro le questioni della mia realtà.
Per le assunzioni che criteri adotterete?
Noi nessuno. È vero che il comune di Porto Empedocle fa parte del capitale sociale dell’azienda e questo è un fatto secondo me di grande valore nel senso che adesso il conflitto di interesse c’è l’ho come sindaco. Se il conflitto di interesse, di cui si parla, è questo, vuol dire che la città di Porto Empedocle è in conflitto di interesse per il rigassificatore perché siamo soci di “Nuove Energie”. A parità di professionalità ci si muoverà cercando di favorire le risorse locali.