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Aeroporto: una marcia per protestare, ma contro chi?

Più che una marcia è stata una “marcetta”. Nonostante sia stata amplificata dai mezzi di comunicazione che sull’iniziativa hanno ricevuto l’incarico di confezionare appositi spot pagati con denaro pubblico (determina dirigenziale numero 2953 del 10 novembre 2009 campagna pubblicitaria “Aeroporto: Insieme si vince) la “marcetta” per la costruzione dell’aeroporto a Piano Romano non ha avuto quel successo che, primo fra tutti il presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, si aspettava; solo un migliaio di persone è il dato della Questura.

Un migliaio di cui un buon ottanta per cento costituito da studenti che, alle lezioni nelle fredde aule scolastiche, hanno preferito il tiepido sole autunnale agrigentino. Sono venuti ad Agrigento con dei pullman messi a diposizione dalla Provincia e pagati con i soldi dei contribuenti (determina dirigenziale numero 3075 che per la manifestazione pro aeroporto assume gli oneri per il trasporto dalla sede delle scuole e viceversa). Facendo i conti, senza gli studenti, a manifestare sono stati qualche centinaio di persone. Hanno aderito i sindacati, alcuni deputati; è stata presente la Chiesa agrigentina con l’Arcivescovo Montenegro ma di professionisti ed imprenditori nessuna traccia. All’appello sono mancati il ministro Alfano, l’europarlamentare Iacolino, i deputati Scalia, Mannino, Cuffaro e Vincenzo Marinello poi i consiglieri comunali (la nostra Provincia conta ben 42 comuni), sindaci ma soprattutto è mancata la cosiddetta società civile e la gente comune; alla manifestazione pro aeroporto, molti agrigentini, hanno preferito lo shopping del sabato e i più giovani starsene seduti nei bar un tantino indifferenti perché se questo benedetto aeroporto lo devono fare e, i presupposti ci sono, lo facciano subito.
Il presidente D’Orsi si attendeva una grande adunata ma è rimasto visibilmente deluso. I costi dell’iniziativa, alla faccia del “patto di stabilità interno dell’Ente” sono stati superiori rispetto all’effettivo riscontro e la delusione non è passata inosservata. Corre voce che alcuni suoi collaboratori, dopo che il Presidente aveva manifestato l’intenzione di non salire sul palco per un comizio improvvisato, gli hanno suggerito che era necessario dire qualcosa.
E il presidente ha ripetuto le tante cose dette sull’argomento. I commenti sul dopo manifestazione sono stati tantissimi: ne estrapoliamo due tratti dal forum del giornale on line AgrigentoWeb.
Il primo: “mi vergogno perché usufruisco dell’acqua corrente una volta ogni 6 o 10 giorni, mi vergogno perché i raccomandati entrano con l’auto in via Atenea senza passi, mi vergogno perché tutte le strade della città sono da terzo mondo, mi vergogno perché negli appositi spazi per il parcheggio degli invalidi sostano auto non autorizzate, mi vergogno perché si mortificano i precari ogni qualvolta scade un contratto, costretti così a fare la fila nelle segreterie dei nostri politici o che diventa motivo di campagna elettorale; mi vergogno perché non posso portare i miei figli al mare di SanLeone; mi vergogno perché se chiedo una autorizzazione qualsiasi per la costruzione di una piccola veranda attendo anni; mi vergogno se si costruisce un aeroporto e si continua ad agire in questa città con le problematiche sopra esposte. Sarei invece felice ed orgoglioso se accanto all’aeroporto si costruisse una coscienza politica diversa, dettata dai bisogni reali di questa città. Ma la mia non è una polemica: è soltanto marcare la voglia di riscatto di una terra, dove paradossalmente, è più facile assemblare forze politiche, sociali, sindacali per la costruzione di un aeroporto che superare le questioni che mettono Agrigento l’ultimo Comune d’Italia con o senza aeroporto”.
Il secondo commento fa riferimento al fatto che il Direttore del giornale on line AgrigentoWeb ha definito gli assenti alla manifestazione “agrigentini pezzenti”. Ecco il testo: “io non ho partecipato alla oceanica adunata pro-aeroporto, e non mi sento proprio un “pezzente” come lei definisce tutti coloro che in modo bulgaro non hanno partecipato. Il mio amore per questa città e la mia coscienza critica mi hanno impedito di essere complice dell’ennesimo esempio di malgoverno e incapacità politica. Direttore, provi ad immaginare di essere un turista sbarcato da un ATR42, e che a bordo di un pullman gran turismo raggiunge la città in meno di 20 minuti. Una volta arrivato, che cosa vedrà e troverà? Se vorrà spostarsi con un mezzo pubblico non saprà mai ne un orario, ne un percorso perché da noi non esistono le tabelle degli orari; non troverà nessun Vigile Urbano in grado di dare qualche indicazione in inglese; troverà un livello della nostra ristorazione penoso, con tutti quasi tutti i bar con i bagni chiusi, o ricavati in maleodoranti retrobotteghe: troverà dopo aver comprato le park card i parcheggiatori abusivi e dovrà sottostare anche al loro “pizzo”; troverà una Valle dei Templi con tutti i cartelli illeggibili e sbiaditi dal tempo, perché tanto noi sappiamo di quale tempio si tratta, e se il turista non riesce a leggerlo, peggio per lui; vedrà la sporcizia crescere rigogliosa al Viale della Vittoria al di là delle ringhiere protettive, perché tutto ciò che è al di là della ringhiera non interessa a nessuno. Caro Direttore, non ho voluto parlare dello stato delle strade o della millenaria crisi idrica perché ormai fanno parte delle nostra storia, della nostra cultura e del nostro futuro.
Questi ciarlatani imbonitori più la sparano grossa, e più risultano credibili. O meglio, più sono ignoranti e poco istruiti, e più diventano Manager e Direttori di qualche cosa. Le priorità sono ben altre”
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