Le pagine dei quotidiani sono coperte da titolo allarmistici e richiamano “le morti sospette”. Nel frattempo milioni di persone hanno ricevuto l’imprinting della paura e i poveri medici vengono presi d’assalto; ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa è successo prima dell’allarme globale.
Gennaio 2009. I laboratori della società farmaceutica Baxter, situati a Orth-Danau, sintetizzano materiale virale, presumibilmente destinato alla produzione di vaccini contro l’influenza A, inoculandovi una miscela tra il virus influenzale stagionale H3N2 e il virus H5N1, comunemente detto aviaria. Una vera e propria bomba ecologica, perché il virus dell’aviaria uccide sul serio, ma ha una bassa capacità di contagio, mentre l’H3N2 fa “ridere i polli” ma si diffonde con la velocità di un raffreddore; la ricombinazione genetica tra i due selezionerebbe la mutazione più favorevole per il virus. La popolazione umana invece ne uscirebbe con tutta probabilità decimata. A meno che non fosse già pronto un bel vaccino sugli scaffali da comprare. Le quotazioni della Baxter volano letteralmente. Febbraio 2009. La Avir Green Hills Biotechnology, di stanza a Vienna, riceve grossi quantitativi del materiale virale e lo gira a ditte subappaltatrici in Repubblica Ceca, Slovenia e Germania; caso vuole che il laboratorio ceco non si fida ed inocula il materiale della Baxter ai furetti che sono soliti fare da cavia: i furetti muoiono tutti. Le quotazioni in Borsa della Baxter crollano. Sotto indagine, la Baxter rifiuta di dare spiegazioni dettagliate. Dice che sarebbe costretta a svelare troppi segreti industriali. Le case farmaceutiche, che giocano con la vita di miliardi di persone, possono rifiutarsi di parlare in nome dei segreti industriali? Si, possono. Tanto che proprio la Baxter risulta essere uno dei produttori di vaccini contro l’influenza suina, la A/H1N1. I cechi si rifiutano di comprarli, motivando che alla Baxter non sono in grado di garantire che il vaccino sia sicuro e che non si capisce chi dovrebbe farsi carico dei rischi per i possibili effetti collaterali. Effetti collaterali di cui non esiste traccia da nessuna parte; tutti i farmaci ne hanno dai più gravi ai più lievi; invece i vaccini contro la suina sono il farmaco perfetto: non hanno nessun effetto collaterale, o perlomeno i governi seri, che si informano preventivamente per garantire la salute dei propri cittadini, non sono riusciti a farseli consegnare. In compenso la Stato italiano ha chiuso un contratto da oltre 24 milioni di euro con la Novartis e si rifiuta di mettere a disposizione di tutti il contratto di fornitura. Tutto quello che si sa è che manca un parere tecnico, che i 24 milioni di euro saranno pagati anche se la Novartis non dovesse ottenere l’autorizzazione alla commercializzazione o se la consegna dovesse tardare, che non è prevista nessuna penale per la Novartis e che il contratto è stato sottoposto alle stesse emergenze previste per eventi calamitosi di natura terroristica. La vaccinazione, inoltre, è stata tolta dalle mani del Ministero della salute e messa in quelle di Bertolaso.
Tutto questo per una banale influenza più leggera di quella stagionale, che ha causato in tutto il mondo un numero infinitamente inferiore di morti.
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Microstorie di Girgenti dal 1880 al 1980

