L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Tuesday, Sep 17th

Ultimo aggiornamento:09:00:00 PM GMT

Tu sei qui: APPROFONDIMENTI LE INTERVISTE Agricoltura: crisi di settore e gli alti costi dell'acqua: intervista all'on. Ruvolo

Agricoltura: crisi di settore e gli alti costi dell'acqua: intervista all'on. Ruvolo

E-mail Stampa PDF

Probabilmente è il deputato agrigentino che più di tutti è concretamente impegnato con proposte di legge come primo firmatario alla Camera, a Montecitorio. Molto lavoro e non solo riscaldamento della sedia con annesso gettone di presenza. Vedere sul sito internet del Governo alcuni nostri deputati che sono solamente cofirmatari di disegni di legge è molto avvilente.

 

Gente che non è in grado nemmeno di fare delle proposte di legge per la nostra terra e che teniamo al Governo per stupidi giochi di potere. Giuseppe Ruvolo, riberese, dell'Unione di Centro, al contrario è un tipo tosto e ci ha dato l'idea di una persona che non si ferma al primo ostacolo. Sempre vicino al mondo degli agricoltori, ha fatto battaglie molto produttive per questa categoria di lavoratori.


Onorevole Ruvolo in quale stato è oggi l'agricoltura in Italia?
E' in crisi profonda. Crisi da additare soprattutto alla concorrenza dall'estero che è diventata irrefrenabile. Sostanzialmente faccio l'esempio della pasta. Il grano che viene utilizzato, al 90% viene dalle aree asiatiche o dal nord America. Poi viene venduto come prodotto italiano.

In Italia ci manca il frumento?
I nostri costi, rispetto ai loro sono maggiori. Ecco perchè molti terreni non vengono più seminati. L'agricoltore non ha nessun ricavo concreto anzi crea solo danno, tanto vale abbandonarlo e l'abbandono delle terre significa dissesti geologici, paesaggio rovinato, un vero disastro ambientale.

Quali provvedimenti sono stati intrapresi per sopperire a tali carenze?
Oggi si è rimesso in circolazione uno strumento molto datato che è la mutualità di vantaggio per i consorzi agrari.

Che significa?
Si potranno risparmiare il 40% delle tasse. Ad onor del vero questo sistema l'ho sempre osteggiato perchè in effetti i consorzi sono delle imprese a tutti gli effetti e non sono cooperative. Ad ogni modo il consorzio agrario è uno strumento importante perchè fornisce dal seme fino al prodotto finito in concorrenza alla grande distribuzione.

Perchè gli agricoltori, oggi, sono così in difficoltà?
Bisogna dichiarare lo stato di crisi in maniera tale da far scattare una serie di provvidenze come quella di bloccare tutti i debiti per questa campagna agraria, sospendere tutti i pagamenti che loro devono nei confronti dell'Inps, Inail, ecc.. Ad ogni modo non chiediamo ristoro parassitario, vogliamo però che le aziende agricole vengano messe nelle condizioni di non essere soffocate oltre che dalle banche anche dai vari tipi di usura, atti consequenziali alla richiesta di liquidità...

Avete l'intenzione di preparare delle riforme per aiutare questa categoria di lavoratori?
Le nostre aziende non hanno la capacità di poter competere con questi paesi extracomunitari, perchè noi abbiamo un frazionamento della proprietà proprio polverizzato rispetto ad esempio alle concentrazioni della Spagna che esce dal periodo franchista. Bisogna fare una impresa fondiaria che almeno sfiori la media europea la quale dice che per impresa agricola è 20 ettari mentre noi abbiamo solo 1,2 ettari.

La Regione Sicilia come sta agendo in tal senso?
Le faccio un esempio: soggetti non solo della Lega ma anche dell'attuale maggioranza di Governo fanno un ragionamento che a me non piace. Dicono che noi meridionali siamo quelli che sperperano le risorse, siamo i soliti parassiti, ecc.. additando la responsabilità sul mancato utilizzo del PSR, il piano di sviluppo rurale che è uno strumento dell'Unione Europea messo a disposizione delle varie regioni.

Come funziona questo tipo di strumento europeo?
Si vuole che l'agricoltore cofinanzi il tipo di investimento che vuole realizzare che è finanziato per il settanta per cento dall'Unione e per il restante trenta per cento dall'agricoltore. Come strumento è importante, non è male. Però in un momento come quello attuale, dove l'agricoltore è in continua perdita, non vi è più la possibilità economica di investire anche quella percentuale. Per noi il PSR è importante, però oggi in Sicilia e nelle aree del mezzogiorno non possono essere utilizzate, perchè manca la disponibilità finanziaria anche per i mancati aiuti da parte delle banche.

E allora cosa bisogna fare?
Possiamo fare grandi passi sulle eccellenze. Per esempio adesso abbiamo l'invasione di prodotti provenienti dal SudAfrica. Le arance che mangiamo nei mesi che vanno da settembre a dicembre provengono per la maggior parte da lì, così come l'uva dal Cile, e così via. Su questi alimenti non c'è nessun controllo o meglio sono limitati solo ad una settantina di unità, oltre alla Guardia di Finanza anche i Carabinieri. Non c'è una forza di contrasto a questo ingresso ciclopico di prodotti dall'estero. Anche di controllo alimentare. Attualmente non sappiamo cosa stiamo mangiando con conseguenze ben più gravi di quanto si pensa. Tutta questa quantità di roba che arriva poi tra l'altro inflaziona il mercato. Se le arance del Sudafrica, del Cile e dell'Australia arrivano nei mesi di agosto-settembre e le nostre cominciano di questi tempi, è facile capire che vi è un mercato inflazionato. Poi non dimentichiamo la concorrenza diretta del Marocco che più o meno produce le arance nello stesso nostro periodo, e quella della Spagna con gli agrumi. Noi ci avvalliamo, però, della qualità delle arance di Ribera e di quelle rosse di Catania.

Però durante il mandorlo in fiore, ad esempio, vengono pubblicizzate le mele Marlene e non le arance di Ribera, o le nostre mandorle, o il pistacchio di Raffadali. Cosa hanno di meno i nostri prodotti rispetto a quelli del nord? Perchè non si propone una intensa strategia di marketing per il prodotto arancia Washington Navel "Riberella" in tutta Italia?
Abbiamo lavorato molto per mettere in pratica ciò che lei ci chiede. Oggi le arance "Riberella" sono molto conosciute e rinomate al nord. A breve promozioneremo il nostro prodotto di qualità.
Cosa occorre allora per produrre qualità ed eccellenza dei prodotti? Oltre ai fertilizzanti occorre logicamente anche l'acqua e per incamerarla occorrono le infrastrutture. E qua tocchiamo tasti molto dolenti che riguardano aziende rinomate. Cioè? Noi in Sicilia abbiamo la capacità di invasare un miliardo e mezzo di metri cubi d'acqua. Ne mandiamo regolarmente in mare almeno il trenta per cento. Il restante settanta per cento dovrebbe essere distribuito ma poi si sommano la carenza di strutture e la precarietà delle reti idriche. In alcune aree le carenze sono meno vistose in altre diventano difficili da gestire.
Mi faccia un esempio e poi mi racconti di queste aziende...
Da Montallegro, dal fiume Platani, fino ad arrivare all'estrema punta di Trapani esistono due consorzi. Intanto le dico che a breve inaugureremo una infrastruttura, una tubazione che partirà dal fiume Verdura (verso la montagna direzione Burgio, Prizzi). Lì c'è un sito che si chiama "Gammauta", un bacino imbrifero che scarica a mare 250 milioni di metri cubi d'acqua. Per farle un esempio, per dare da bere alla città di Agrigento per un anno ne occorrono sette milioni. Noi da lì per caduta senza pompaggi e dunque senza costi, abbiamo realizzato questa opera che farà confluire dentro l'invaso "Castello", che da a bere anche ad Agrigento, una quantità enorme di acqua. Però, siccome in quei posti c'è l'Enel che gestisce da tempi remoti l'acqua...
Da tempi remoti?
E cosa gestisce esattamente?
Si, con un provvedimento del 1930 e rinnovato nel 2000 dal Genio Civile di Agrigento, siamo costretti a pagare il prezioso liquido che arriva all'invaso Castello all'Enel. Fino a cinque milioni di metri cubi, ci consentono di prenderla, superando questo limite dobbiamo pagarla perchè, ci dicono, con quell'acqua loro fanno lavorare le due centrali di Burgio e Poggio Diana che in realtà non producono niente. Dunque, la mancata produzione dell'acqua la addebitano ai consorzi di bonifica che a sua volta la caricano sugli utenti. E questa è una battaglia che farò a breve.

Cioè al Consorzio di Bonifica Agrigento 3, l'Enel fa pagare bollette esorbitanti?
Si, per la mancata produzione delle loro centrali conseguenti al consumo d'acqua. Centrali che sono obsolete. Posso dirti che ogni anno il Consorzio di Bonifica Agrigento 3 paga una annualità di circa quattrocento mila euro. Somme che poi vanno a ricadere sui contribuenti, spalmate sulle bollette idriche degli utenti. Io ho proposto al Consorzio la costruzione di impianti idro-elettrici in modo tale che l'energia la producono loro per fare pompaggi. Ancora aspetto la loro risposta... Ma le dirò di più. L'acqua che sgorga dal fiume Verdura gestita dal socio Verdura, vende l'acqua a SiciliaAcque che a sua volta la rivende a Girgenti Acque. Dunque prendono soldi, dalla mancata produzione dell'energia, dall'utilizzo dell'acqua da parte di SiciliaAcque, e poi la ricaduta sulla Girgenti Acque che carica i cittadini di enormi rincari sulle bollette.

Torniamo agli agricoltori. La finanziaria del Governo ha concesso cento cinquanta milioni di euro, cifra ritenuta irrisoria dalle associazioni del settore, perchè?
Obama quando scoppiò il crac finanziario, prese subito in considerazione il problema agricolo. Sarkozy in Francia ha concesso contributi all'agricoltura per un miliardo e seicento milioni di euro, la signora Merkel in barba a tutti i regolamenti europei ha concesso un miliardo e duecento milioni di euro, l'Italia si presenta con una cifra assolutamente irrisoria, somme tra l'altro tolte al settore della Bio-Energia.

Settore che in Sicilia potrebbe avere margini di sviluppo?
Noi abbiamo una sovraproduzione, soprattutto nel Mezzogiorno ed in Sicilia in particolare del 70% di vigneto. Il mercato non tira più, la crisi economica non alimenta i consumi che si sono ridotti di molto. Però stiamo lavorando su un interessante progetto, con il BioEtanolo.
Cioè?
Le spiego. Noi vogliamo miscelare il distillato del vino dentro il diesel e fare circolare i mezzi pubblici con questa particola miscela che servirà ad eliminare quel 70% di prodotto in esubero delle nostre terre. Non vogliamo null'altro. Sto preparando una norma per questa finanziaria che permetta alle pubbliche amministrazioni l'uso di questo particolare carburante per i loro mezzi. Stiamo lavorando insieme ad un gruppo di scienziati per preparare al meglio il tutto.

Ma quali i costi di questo combustibile?
Il costo è maggiore del 15% rispetto a quelli normali. Però daremo la possibilità di fare sopravvivere il paesaggio in quanto l'agricoltore se non vende i suoi prodotti abbandona il terreno. Poi verrebbero scaricate meno sostanze tossiche nell'aria. Le dico pure che sto lavorando sulle BioMasse. L'agricoltura deve comprendere che si deve trovare una multifunzionalità d'impresa o è destinata sempre più a scomparire.

Tratto da L'Altra Agrigento di Novembre 2009