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Tragedia di Favara: per i Vigili del Fuoco quella casa era in pericolo di crollo

Incredibile quello che è trapelato dall'inchiesta sul crollo della palazzina di Favara che ha visto morire due bambine di 3 e 14 anni, Chiara Pia e Marianna.

Da un articolo di Francesco Viviano del quotidiano "Repubblica" di oggi emergono retroscena inquietanti: dalle carte sequestrate dai carabinieri di Favara è emerso che l'amministrazione comunale, gli uffici tecnici e i vari sindaci che si sono succeduti negli anni erano a conoscenza del problema e sapevano che quella palazzina poteva crollare. Ecco alcune parti salienti dell'articolo di Francesco Viviano: "La prima segnalazione del rischio fu fatta da Anna Bellavia, sorella di Giuseppe, il padre delle due vittime. La signora, dopo avere visto venir giù alcune case confinanti con la palazzina, aveva denunciato il pericolo agli uffici tecnici del Comune. I tecnici intervennero qualche giorno dopo ma dissero che non c´era alcun problema né rischio di crolli. Un anno dopo, nella primavera del 2002, dopo altri cedimenti e alcuni abbattimenti di palazzine vicine a quella dove abitava la famiglia Bellavia, intervennero i Vigili del Fuoco che consegnarono al comune di Favara una relazione in cui sottolineavano la "somma urgenza" di un intervento di consolidamento e di protezione dell´immobile. Ma la segnalazione non fu presa in considerazione da nessuno per ben otto anni, fino a quando la palazzina è crollata davvero". «É chiaro – afferma un investigatore - che quei documenti provano che qualcuno sapeva, era stato informato e non fece nulla…». Gli atti adesso sono nelle mani dei magistrati che indagano sul crollo assassino, coordinati dal Procuratore Renato Di Natale e dal suo aggiunto, Ignazio Fonzo. Allo stato risulta che gli uffici comunali, in particolare l´ufficio tecnico ed i sindaci che si sono succeduti in questi sette anni, non misero in sicurezza la palazzina né ne ordinarono lo sgombero. L´inchiesta si affianca all´altra della procura agrigentina che vuole accertare anche le responsabilità relative alla costruzione di 56 alloggi popolari, completati e poi abbandonati e devastati dai vandali".