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Le reazioni alla condanna di Cuffaro, arrestato Aiello. Sonia Alfano: "si dimetta da Senatore e dalla Commissione di vigilanza Rai"

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Cuffaro lascia ogni incarico di partito. Subito dopo la sentenza il senatore Udc prende questa decisione: "So di non aver mai voluto favorire la mafia - dice Cuffaro - e di essere culturalmente avverso a questa piaga, come la sentenza di primo grado aveva riconosciuto. Prendo atto, però, della sentenza della Corte d'appello. In conseguenza di ciò, lascio ogni incarico di partito. Mi dedicherò, con la serenità che la Madonna mi aiuterà ad avere, alla mia famiglia e a difendermi nel processo, fiducioso in un esito di giustizia".

Solidarietà dal segretario Udc Cesa: "Le dimissioni di Cuffaro da ogni incarico di partito sono sul piano politico più eloquenti di ogni nostra parola. Sul piano personale è per noi il momento dell'affetto e della vicinanza a lui e alla sua famiglia".

L'Italia dei Valori attraverso Sonia Alfano chiede le dimissioni del politico raffadalese: "Per Cuffaro credo sia arrivata l'ora di dimettersi dalla sua carica di senatore e di lasciare la sua poltrona in commissione di Vigilanza Rai. Ritengo che non sia lui a dover vigilare, viste le condanne riportate. Cuffaro stesso ha affermato di rispettare la sentenza, ma le parole non bastano, ed è arrivato il momento di dimostrarlo, lasciando spazio alle persone oneste".

Aumentata la pena anche all'ex manager della sanità Aiello che è stato arrestato. La terza sezione della corte d'appello di Palermo oltre alla condanna di Cuffaro, ha riformato le pene inflitte all'ex manager della sanità privata Michele Aiello, condannato a 15 anni e 6 mesi contro i 14 del primo grado per associazione mafiosa e ha modificato in concorso esterno all'associazione mafiosa l'accusa di favoreggiamento contestata all'ex maresciallo del Ros Giorgio Riolo, condannandolo a 8 anni di carcere. In primo grado Riolo aveva avuto 7 anni.

 

Aiello è stato anche arrestato e portato nel carcere palermitano di Pagliarelli perché riconosciuto socialmente pericoloso. I magistrati hanno anche sostenuto la sussistenza del pericolo di fuga. La Corte ha dichiarato prescritto il reato contestato ad Adriana La Barbera per morte dell'imputata. Per il resto la sentenza di primo grado è stata interamente confermata.

Queste le condanne confermate per gli altri imputati: il radiologo Aldo Carcione (accusato di rivelazione e utilizzazione di segreto d'ufficio e accesso abusivo al sistema informatico della Procura), 4 anni e 6 mesi; l'ex segretaria della Procura Antonella Buttitta (accesso abusivo al sistema informatico della Procura e rivelazione ed utilizzazione di segreto d'ufficio), 6 mesi; Roberto Rotondo favoreggiamento), un anno; Giacomo Venezia (favoreggiamento), 3 anni; Michele Giambruno (truffa e corruzione), 9 mesi; Salvatore Prestigiacomo (corruzione), 9 mesi; Angelo Calaciura (corruzione), 2 anni; Lorenzo Iannì (truffa) 4 anni e 6 mesi. La conferma della condanna al pagamento di 400 mila euro è stata inflitta alla società "Atm -Alte Tecnologie Medicali" (truffa). A 600mila euro di multa è stata invece condannata la società "Diagnostica per immagini Villa Santa Teresa" (truffa). Le due società erano state sequestrate ad Aiello ed ora sono in amministrazione giudiziaria.