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Centrale nucleare a Palma di Montechiaro, Lombardo: ci batteremo per il NO

Pubblichiamo il resoconto stenografato dell'ordine del giorno 232 dell'assemblea Regionale Siciliana relativo alla paventata realizzazione di una centrale nucleare a Palma di Montechiaro.

Era presente anche il presidente della Regione Lombardo che ha dato il suo parere sulla possibilità di costruzione della centrale. Intanto crescono sempre più su Facebook i gruppi contrari alla realizzazione della centrale. Uno di loro chiamato "NO Alla Centrale Nucleare a Palma di Montechiaro (Agrigento) SI al SOLARE" conta già quasi seimila sostenitori.

 

N.B. per il seguente resoconto stenografico: Per presidente si intende il presidente dell'assemblea regionale siciliana. Per presidente della Regione Siciliana si intende l'on. Raffaele Lombardo.

L'Assemblea Regionale Siciliana
Premesso che: l’Enel ha individuato otto siti idonei ad ospitare future centrali nucleari e tra questi un’area in contrada di Montegrande nel territorio del Comune di Palma di Montechiaro e confinante con quello di Agrigento; l’area individuata parrebbe idonea per la sua vicinanza al mare che consentirebbe di sopperire al gran quantitativo d’acqua necessario per il funzionamento della centrale.

Rilevato che:

da quando si è diffusa la notizia circa l’ipotesi di realizzazione di una centrale nucleare in Sicilia, già nella primavera del 2008, netta è stata la contrarietà espressa in primo luogo dal Sindaco di Palma, nonché dalle associazioni ambientaliste e dalla comunità interessata;

il persistente ripetersi di concordanti notizie circa l’ubicazione di una centrale nucleare in Sicilia ha suscitato un vasto e diffuso allarme nella popolazione la costa che afferisce nel territorio del Comune di Palma per quasi la metà è classificata quale SIC (Sito d’interesse comunitario); in un’area prossima, nel confinante comune di Licata, è stato individuato un sito idoneo per la realizzazione di un aeroporto e che per tale realizzazione il Presidente della Regione ha espresso parere favorevole prevedendo uno stanziamento di 30 milioni di euro.

Considerato che:
il Governo della Regione, senza pronunciarsi chiaramente, si è dichiarato possibilista in merito all’insediamento di centrali nucleari in Sicilia, sebbene in diverse altre occasioni, in primo luogo nel piano energetico regionale, si sia orientato a puntare sulle energie rinnovabili.

Appare necessario respingere le scelte del Governo Nazionale che intendono scaricare sulla Sicilia i rischi e i costi ambientali derivanti dalle necessità energetiche del nord Italia.

impegna il Governo della Regione ad esprimere la propria netta contrarietà all’ENEL e al Governo Nazionale verso qualunque ipotesi di costruzione di una centrale nucleare in Sicilia.

Giacomo Di Benedetto
Deputato del Partito Democratico


Si
passa all’ordine del giorno numero 232 “iniziative a livello centrale per impedire di costruire centrali nucleari in sicilia” a firma Di Benedetto ed altri.


Gianni: chiedo di apporre la firma all’ordine del giorno n. 232.

Presidente: l’assemblea ne prende atto. lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
Lombardo, presidente della Regione: "Noi lo accetteremmo come raccomandazione, ma il mio
punto di vista è che intanto noi non abbiamo elementi, non sul piano del governo, di cui si è tanto
discusso e parlato, ma sugli elementi che caratterizzano la nuova tecnologia per le centrali nucleari e
sullo smaltimento delle scorte. Personalmente ho avuto modo di parlare con il ministro Scajola,
che è competente per materia e lo stesso ministro mi ha detto che prossimamente avrebbe incontrato le Regioni perché potessimo avere elementi di certezza su questi argomenti che attengono alla sicurezza di una centrale nucleare. Il secondo punto, che io ritengo che sia indispensabile per affrontare l’argomento e la materia, l’ho sempre detto, oltre quello della sicurezza è quello della convenienza. quale convenienza avrebbe la Sicilia piuttosto che la Calabria? Il terzo punto che io ritengo che si debba porre come condizione è quello della espressione democratica dei cittadini una volta messi a conoscenza di come stanno le cose.

Il discorso qual è, signor presidente, onorevoli colleghi? Il discorso è il seguente. Premesso che non c’è nessuna localizzazione. Vi ricorderete che si era detto Palma di Montechiaro circa un mese e mezzo fa; questo mi sento di smentirlo perché nessuna localizzazione, salve che non siano segrete, è stata formalmente individuata. Ma ciò premesso sappiamo, e credo che tutti conveniamo su questo, che i rischi di una eventuale centrale nucleare, che possiamo respingere, non si riducono enormemente se questa centrale nucleare anziché essere collocata a Palma di Montechiaro viene collocata a Sibari, a Taranto o a Napoli. Non si riducono assolutamente, senza considerare che per fatti suoi lo stato autonomo di Malta, che dista una novantina di chilometri dalle coste sud della sicilia, potrebbe anch’esso dotarsi di una centrale nucleare. Ecco qual è l’atteggiamento del Governo. E, quindi, naturalmente non accetteremo nessuna imposizione sull’argomento - e questo è fuori discussione -, che questa sia una raccomandazione che io ritengo sia opportuno e doverosa fare nostra, certamente sì, ma doverci impegnare a dire aprioristicamente no, mi sembra un privarci di una possibilità di scelta che potrebbe essere negativa. Pertanto, alla luce di elementi di certezza che oggi non abbiamo.
Di Benedetto: Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
Presidente: ne ha facoltà.


Di benedetto: "ho riproposto, in questa seduta, un ordine del giorno che era già stato accettato
come raccomandazione dal governo, alcune settimane fa. credo sia necessario un voto del
parlamento preciso e netto che dia un indirizzo al governo. Non è sufficiente una raccomandazione
che comunque non impegna. Ripeto, credo che sia necessario un voto, un pronunciamento del
Parlamento su questa questione. Dire che, presidente, pur non di meno apprezzo il buonsenso delle
sue parole, fare una centrale nucleare in Calabria o a Napoli cambierebbe poco equivale a dire, come
è stato detto, che in Italia bisogna fare le centrali nucleari perché se si fanno in Francia o in Spagna o in Svizzera comunque non cambia nulla per l’Italia. Ma da qualche posto bisogna cominciare a dire
no. E per quanto c’è di competenza, credo che la nostra regione debba rifiutare una logica che la
veda come luogo dove si ubica la pattumiera, dove si mette tutto ciò che nel resto d’italia non si
vuole, che siamo buoni ad ospitare rigassificatori, ad ospitare centrali nucleari che, in una logica del
passato, eravamo buoni – perché per fortuna viene cancellata oggi – ad ospitare inceneritori che
potevano servire non solo la Sicilia, ma buona parte del mezzogiorno.
Credo che dobbiamo fare uno sforzo perché si cominci a rivendicare l’orgoglio, la dignità di
questa nostra terra. Vogliamo essere i consumatori di energia, vogliamo essere quelli che hanno quella forma di sviluppo che consenta di utilizzare l’energia che viene prodotta e non coloro che producono energia per favorire lo sviluppo delle altre parti d’italia.
Questa è la ragione, presidente, per cui ribadisco che deve esserci un pronunciamento, un voto
chiaro che mi auguro sia unanime da parte del parlamento siciliano. Quello della sicurezza è un fatto rilevante, ma le centrali di terza generazione, che potranno assicurare la sicurezza, le avremo, forse, fra vent’anni, non certo oggi. Ribadisco, quindi, la volontà che venga sottoposto al voto questo ordine del giorno.

Apprendi: chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
Presidente: dopo l’onorevole Apprendi è iscritto a parlare l’onorevole Gianni. Dopo ci sarà
un altro ordine del giorno, a firma dell’onorevole Barbagallo, di contenuto analogo. Onorevoli colleghi, senza per questo volere pregiudicare il dibattito, oggi peraltro se ne è già fatto
tanto, non credo che l’adozione, il voto o l’espressione di un parlamento su un ordine del giorno,
nelle ore notturne, possa bloccare o influenzare una scelta così importante. Alcuni anni fa in Italia c’è stato un referendum popolare contro il nucleare, per cui credo che nel momento in cui il governo si troverà a discutere, nella sua agenda politica, del problema del nucleare, il parlamento terrà quantomeno una seduta, non semplicemente un ordine del giorno. Vi invito pertanto a limitare il dibattito, vista l’ora tarda. Onorevole apprendi, ha facoltà di intervenire.

Apprendi: signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo per apporre la mia firma all’ordine
del giorno e vorrei segnalare il fatto che diverse regioni italiane già si sono dotate di questo
strumento e cioè del diniego alla installazione di centrali nucleari. Pnorevole presidente Lombardo, io sono stato a visitare il vecchio sarcofago di Chernobyl e ho visto la distruzione che ha fatto l’esplosione di quel reattore nel circondario. le assicuro che non è avvenuta la stessa cosa a mille chilometri o a 2 mila chilometri, non ci sono state le stesse refluenze.
Noi dobbiamo, da questo punto di vista, affermare le cose che ha detto l’onorevole di benedetto.
noi non abbiamo bisogno del nucleare, anche perché stiamo puntando su altre energie. la nostra
terra deve allontanare questo spettro del nucleare perché chi ha visto il danno fatto da quel sarcofago non può che essere assolutamente contrario.

Presidente: e’ iscritto a parlare l’onorevole Gianni. Ne ha facoltà.

Gianni: signor presidente, onorevoli colleghi, il tema è talmente importante che non potevo
esimermi. Noi produciamo tantissima energia in Sicilia. Anche senza l’eolico, che il presidente non
vuole, nonostante abbiamo tante belle torri dell’enel che sarebbe opportuno che lei facesse togliere,
signor presidente, che sono più violente e devastanti dell’impatto visivo dell’eolico.
Lei non sa, signor presidente, che per ogni palo che ha dieci metri quadrati di terreno, per fare 3
chilowatt di energia, ci vogliono sette ettari di terreno. e pertanto vedrà quanto terreno si brucerà per
fare il fotovoltaico. siamo contrari perché abbiamo tanta energia. Tanto che la diamo al resto del
Paese. Non c’è bisogno di farsi convincere da Scajola per fare o la centrale nucleare o il deposito di
tante “porcherie” in Sicilia.

Presidente: e’ iscritto a parlare l’onorevole Barbagallo. ne ha facoltà.

Barbagallo: signor presidente, onorevoli colleghi, la mia mozione è un po’ più articolata,
ma persegue gli stessi obiettivi. Credo che il governo possa dire subito no al nucleare, così come
hanno fatto altre tredici regioni che hanno legiferato, pur sapendo che il piano energetico nazionale
ha una sua validità, anche nei confronti delle decisioni delle singole regioni; noi siamo una regione che ha particolari caratteristiche; da questo punto di vista ha ragione il collega che mi ha preceduto. siamo una grande piattaforma energetica che esporta già energia; se noi pensiamo che sul totale delle nostre esportazioni che sono pari al 3 per cento, l’esportazione dei prodotti petroliferi incide per l’80 per cento. Se abbiamo una produzione di energia elettrica molto alta, se pensiamo al fatto che con i prossimi due rigassificatori noi avremmo ancora più energia, io credo che non sia necessario. non c’è bisogno di richiamare il referendum che in italia ha bocciato il nucleare con l’80 per cento o altre questioni di carattere tecnico. probabilmente, in altre occasioni, in presenza di un disegno di legge che io ho presentato a sostegno di questo ordine del giorno, è necessario fare una riflessione sulla politica energetica, sul piano energetico e sulle scelte strategiche che questa regione vuole fare. dal mio punto di vista si può investire meglio nelle energie rinnovabili, nella ricerca. io credo che il governo possa abbandonare le proprie timidezze, perché il discorso di fare referendum è molto democratico, ma l’idea di aspettare ancora e di farci superare dalle altre regioni, mi preoccupa, anche perché le caratteristiche del territorio della nostra regione, che è una regione turistica, con cinque siti
riconosciuti dall’unesco, con un patrimonio di beni culturali che non ha eguali in europa e nel
mondo, certamente, non si sposa bene con la nascita del nucleare in sicilia.


Lombardo, presidente della regione: chiedo di parlare.
Presidente: ne ha facoltà.
Lombardo, presidente della regione: vedo che c’è un ‘ampia convergenza sul tema del nucleare. ci batteremo perché in sicilia non si parli nemmeno lontanamente di nucleare!

Presidente. comunico che appongono la loro firma sull’ordine del giorno l’onorevole Leontini e l’onorevole Panepinto. L’assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del governo?
Lombardo, presidente della regione: Favorevole.

Presidente: con la firma di tutti i parlamentari lo pongo in votazione.
chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(e’ approvato)

L’ordine del giorno numero 239 a firma dell’onorevole Barbagallo è assorbito. La mozione numero 170, a firma dell’onorevole barbagallo, è superata. Si passa all’ordine del giorno numero 233 “iniziative per impedire la realizzazione di un impianto di energia eolica nella provincia di Agrigento”, a firma degli onorevoli di benedetto ed altri. Comunico che appone la propria firma anche l’onorevole Salvatore Cascio. L’assemblea ne prende atto. lo pongo in votazione. il parere del governo?
Lombardo, presidente della regione: favorevole.
Presidente. chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(e’ approvato)