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Agrigento, presepe senza Re Magi: solo oro niente incenso e niente mirra

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Su iniziativa del direttore laico Valerio Landri e con il beneplacito del buon vescovo Don Franco Montenegro Gesù bambino resterà senza regali. I tre re magi attesi per il prossimo mercoledì, quest’anno nel presepe della Cattedrale di San Gerlando di Agrigento non arriveranno.

Un cartello posto accanto al presepe, avvisa che: “sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri emigrati”. E’ chiaro il messaggio nel presepe della Cattedrale. Nel caldo mese di Luglio, l’arcivescovo nel corso dell’omelia per San Calogero aveva detto, con toni forti e decisi, “se il santo nero fosse vissuto oggi non sarebbe stato accettato ad Agrigento”. Adesso in pieno inverno il messaggio al fianco del presepe torna su un tema scottante. Il riferimento è ai tanti immigrati che ogni giorno rischiano la vita attraversando il Canale di Sicilia a bordo di un mezzo di fortuna in cerca di una nuova vita. Di nuove speranze. Un nuovo approdo che spesso rappresenta l’unica via di uscita da una terra martoriata dalla fame, dalle guerre, dalle persecuzioni. Giovani uomini e donne a cui spesso è stata negata questa opportunità, con il rimpatrio immediato. Altre volte invece, hanno trovato la morte in mezzo alle onde. Un’accoglienza, che spesso gli è stata negata con l’indifferenza, con l’intolleranza. Gente che viene da lontano con culture completamente diverse ma con lo stesso obiettivo. Quello di trovare la vita. Al di là del tema scottante di cui torna ad interessarsi la chiesa agrigentina la cosa che più mi meraviglia è il fatto che ne abbiano parlato tutte le testate dei giornali e delle televisioni italiane. Sono convinto che, se lo stesso Vescovo don Franco avesse espresso qualche ovvia considerazione sullo SPOT Natalizio della nota società di telefonia mobile Wind che ha defenestrato dal tradizionale presepe i Re Magi che portano Incenso e Mirra e preferendo solo quelli che portano ORO, nessuno si sarebbe preoccupato di “enfatizzare” la notizia. Basta andare un po’ in giro per la rete per rendersi conto che è così. La ricerca e l’ostentazione della ricchezza, l’avere più che l’essere sono il modello di Vita che alcune lobbies ci vogliono imporre senza riserva alcuna. Solo Oro, niente Incenso e niente Mirra! Sono altrettanto convinto che argomenti più impegnativi, richiamanti l’essenza dei Re Magi e dei doni che portano al Bambino Gesù, sono ormai molto lontani da quei schemi comunicativi che vengono imposti alla massa che ascolta e che vede. “Ed i Re Magi avanzano nel presepe ed offrono i loro doni al Bambino: rappresentano la saggezza antica, l’uomo spiritualmente desto capace di vedere e seguire la stella, sono i tre aspetti della personalità fisico, emozionale e mentale come attestano i loro doni. L’oro, ovvero il corpo depurato per magica alchimia; l’incenso, ovvero emozioni e sentimenti purificati; la mirra dal sapore amaro come la mente, causa di dolore quando è l’egoismo a guidarla.

La questione risollevata dall’arcivescovo della città agrigentina con il direttore della Caritas Diocesana merita nuova riflessione e nuove determinazioni da parte di chi a ciò è preposto istituzionalmente. Il fenomeno dell’immigrazione dai paesi del mediterraneo è piuttosto complesso, ma non per questo possiamo permetterci di affrontarlo in modo semplicistico come sta accadendo in questo periodo. Non è chiudendo le frontiere che fermiamo tale fenomeno, anzi probabilmente guardando le cose da un punto di vista più “globale” stiamo semplicemente rinviando il problema.
Auspico che l’azione pastorale di Don Franco possa influenzare positivamente i rapporti di collaborazione tra le istituzioni interessate. Ma ci teniamo a ringraziare sentitamente i mass media che hanno trovato tempo e spazio per “ENFATIZZARE” una cronaca cittadina che di “Nero” non c’ha solo il Re Magio.

di Enzo Carrubba