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Con la sanatoria il recupero della Valle e nuove case

Ecco gli articoli del disegno di legge presentato durante il governo Prodi dal parlamentare agrigentino Giuseppe Scozzari. Il provvedimento, riguardante specificatamente gli abusi edilizi all’interno dell’area archeologica della Valle dei Templi di Agrigento, non è stato esaminato ma potrebbe essere ripreso dagli attuali parlamentari agrigentino che, sul delicato argomento, al momento, non hanno preso nessuna posizione.

Art. 1.
1. I comuni sono tenuti ad iscrivere nei propri bilanci le somme versate a titolo di oneri concessori per la sanatoria degli abusi edilizi in un apposito capitolo del titolo IV delle entrate. Le somme relative sono impegnate in un apposito capitolo del titolo II della spesa, utilizzando il 10 per cento delle medesime per fare fronte ai costi di istruttoria delle domande di concessione o di autorizzazione in sanatoria ed un ulteriore 10 per cento quale anticipazione dei costi per interventi di demolizione delle opere di cui agli articoli 32 e 33 della legge 28 febbraio 1985. n. 47.
2. L'ulteriore 60 per cento è vincolato a finanziare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
3. Le rimanenti somme sono versate dai comuni in un fondo istituito presso l'assessorato regionale competente per il territorio destinato a finanziare gli interventi di risanamento urbano ed ambientale delle aree interessate all'abusivismo. Tale fondo può essere alimentato con risorse di provenienza comunitaria finalizzate alla valorizzazione di beni culturali ed ambientali di rilevante interesse.
Art. 2.
1. Entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presente legge, il sindaco del comune di Agrigento ottempera agli obblighi di cui ai commi terzo e seguenti dell'articolo 7 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, relativi all'acquisizione degli immobili abusivi che insistono nell'area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta ricadente nella zona A di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 16 maggio 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 24 maggio 1968, e di cui al decreto del presidente della Regione siciliana 13 giugno 1991. Tale acquisizione si verifica ai sensi del sesto comma dell'articolo 7 della citata legge n. 47 del 1985 a favore dell'assessorato regionale competente per i beni culturali ed ambientali. Per tale attività, il sindaco può avvalersi dei fondi all'uopo accantonati per progetti finalizzati da svolgere oltre l'orario di lavoro ordinario, secondo quanto previsto dalle norme vigenti. Qualora entro sessanta giorni il sindaco risultasse inadempiente, il Ministro dei lavori pubblici, ai fini dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, su richiesta del sindaco, del comitato regionale di controllo, ai sensi dell'articolo 48 della legge 8 giugno 1990, n. 142, su segnalazione del prefetto competente per territorio, ovvero d'ufficio, nomina un commissario ad acta per l'adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza del sindaco. Allo stesso si applicano le sanzioni di cui alla legge della Regione siciliana 31 maggio 1994, n. 17.
2. Gli immobili acquisiti secondo le procedure di cui al comma 1 sono affidati in concessione d'uso temporanea, per tre mesi, a chi ne ha il possesso al momento dell'acquisizione.
3. Entro il termine di cui al comma 2 il concessionario può optare per una delle seguenti soluzioni:
a) abbandono volontario dell'immobile in cambio di una unità abitativa, con caratteristiche tipologiche simili all'immobile abusivo posseduto, da realizzare, da parte del comune di Agrigento, nell'ambito di un apposito programma costruttivo; il concessionario può protrarre l'uso dell'immobile abusivo per il tempo necessario alla realizzazione del programma costruttivo. Per il periodo di concessione il concessionario deve ottemperare alle prescrizioni, anche di natura estetica, che eventualmente dovesse imporre l'assessore regionale competente per i beni culturali ed ambientali;
b) abbandono volontario ed immediato dell'immobile in cambio di un indennizzo in denaro, commisurato ai costi sostenuti per la costruzione dell'immobile abusivo, determinato dall'ufficio tecnico erariale; tale ristoro, per unità abitativa, non può comunque superare i 150 milioni di lire;
c) concessione in uso dell'immobile per un tempo non predeterminato e per un massimo di quindici anni, in tal caso, l'immobile deve essere rilasciato su semplice richiesta dell'assessorato regionale competente per i beni culturali ed ambientali quando quest'ultimo lo ritenga opportuno nell'ambito delle sue priorità e dei suoi programmi di valorizzazione del Parco archeologico della Valle dei Templi. In tal caso l'ufficio tecnico erariale determina la correlativa riduzione dell'indennizzo di cui alla lettera b) con riferimento alla capitalizzazione dovuta all'uso dell'immobile abusivo. Per il periodo di concessione il concessionario deve ottemperare alle prescrizioni, anche di natura estetica, che eventualmente dovesse imporre l'assessore regionale competente per i beni culturali ed ambientali.
Art. 3.
1. Le modalità di opzione e dell'utilizzo dei beni di cui al comma 3 dell'articolo 2, sono stabilite dall'assessore regionale competente per i beni culturali ed ambientali entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il programma costruttivo e gli indennizzi di cui all'articolo 2 sono finanziati con fondi di cui al comma 3 dell'articolo 1.
Art. 4.
1. Il programma costruttivo di cui all'articolo 2, concepito per un insediamento con densità fondiaria di 1,5 metri cubi/metri quadrati, deve essere approvato dal consiglio comunale di Agrigento, in deroga allo strumento urbanistico vigente, entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 2 dell'articolo 2. I beneficiari del programma costruttivo devono versare al comune di Agrigento le somme versate a titolo di oneri concessori per la sanatoria degli abusi edilizi, previste dalle norme vigenti.
Art. 5.
1. Gli immobili abusivi acquisiti al patrimonio della Regione siciliana e rilasciati dai concessionari sono demoliti entro trenta giorni dal rilascio a cura dell'assessorato regionale competente per i beni culturali ed ambientali che può avvalersi per la demolizione, per il tramite dei provveditorati alle opere pubbliche, delle strutture tecnico-operative del Ministero delle difesa, secondo quanto previsto dalle norme vigenti. La demolizione è obbligatoria ed è tassativamente escluso un qualsiasi utilizzo degli immobili abusivi, anche ai fini di natura pubblica o collettiva.
Art. 6.
1. I terreni agricoli espropriati dall'assessorato regionale competente per i beni culturali ed ambientali, nell'ambito del programma di realizzazione del Parco archeologico sono lasciati in concessione agli attuali coltivatori. I coltivatori devono consentire all'assessorato regionale competente per i beni culturali ed ambientali, l'effettuazione di tutte le sue attività, e, a richiesta dello stesso, devono rilasciare i terreni. I coltivatori devono effettuare le attività agricole seguendo i sistemi tradizionali prescritti nella convenzione di concessione dall'assessorato regionale competente per i beni culturali ed ambientali e, in considerazione del rilievo ambientale e paesaggistico della prescritta attività agricola e della scarsa economicità della stessa ove effettuata con mezzi tradizionali, agli stessi viene erogato annualmente un contributo di coltivazione quantificato secondo le modalità da stabilirsi dall'assessore regionale competente per i beni culturali ed ambientali entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

 

Tratto da L'Altra Agrigento di ottobre 2009.