L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Thursday, Jun 29th

Ultimo aggiornamento:11:07:33 AM GMT

Tu sei qui: ALTRE NOTIZIE SPORT Catania-Akragas vista dal tifoso Paolini

Catania-Akragas vista dal tifoso Paolini

E-mail Stampa PDF

Non saprei per quale ragione ma questa partita mi ha fatto pensare alle parole-chiave della trasmissione 90 ° minuto dello scorso anno. All'interno di una sfera, tante parole e l'ospite della puntata doveva sceglierne una. Le parole della partita di domenica potevano essere "Lo Monaco", "Rigoli", "Di Grazia", "Zanini", "94 ° minuto", "il 94° minuto di Zanini".

Una la scarto ed è il primo cognome. Fa tutto con una rudezza imprenditoriale che non mi (e non ci) appartiene. Tutti non fanno che dire che alla prossima partita, se va male, Rigoli sarà fatto fuori senza troppi complimenti e saluti. Noi, per fare fuori Legrottaglie, ci abbiamo pensato tre mesi. Preferisco i Nostri e me li tengo stretti, per tutta la vita. Il secondo lo ricordo invece sempre con molto affetto ed anche quelli con cui domenica sera ho visto la partita non gli hanno rivolto alcuna parola di disappunto. Solo una notazione, che domenica sera Pino Rigoli non ha messo il suo vestito nuovo ma è ritornato in campo come un professore di educazione fisica.

Se devo aggiungere ancora su Pino Rigoli, su quella panchina mi sembra un perfetto estraneo e con il popolo catanese deve ancora cominciare a dialogare, se mai lo farà. Da bravi ragazzi quali siamo gli auguriamo ancora tanta fortuna con il suo Catania, ma a quasi 20 punti dal Foggia e 18 dal Lecce l'appuntamento con la B va rinviato per il prossimo anno. E domenica c'è il Fondi, un altro cliente difficile. Di Grazia invece ci teneva ad incantarci e lo ha fatto. E' ancora più forte dell'anno scorso e questo significa che la presenza di Pino Rigoli a Catania gli ha fatto bene. Domenica ha giocato divinamente ed è stato di gran lunga il migliore in campo. La tecnica ma anche la forza fisica non gli fanno difetto.

A me sembra superiore al foggiano Sarno, ai colleghi Russotto e Piscitella e parlo di giocatori a cui sta già stretta questa serie C. Posso pure capire che anche qui, in Lega Pro, appena qualcuno ci incontra gli facciamo uno strano effetto e proprio contro di Noi fa la partita della vita, come avveniva in Eccellenza e in serie D, ma Di Grazia l'altra sera ci è apparso un giocatore veramente completo e di grande personalità. A Russotto toglie certamente il posto, ma deve migliorare in trasferta, dove la sua giovane età si fa sentire ed è meno lucido. Matteo Zanini è della bassa padana ma gioca da una vita al Sud, tra la Sicilia e la Calabria.

Da una vita non proprio, da quando ha 18 anni, ora ne ha 22, insomma è giovanissimo ma quando parla sembra di avere accumulato una ventennale esperienza di gioco su tutti i campi d'Italia. Da come tira, il Sud gli ha fatto benissimo e quindi possiamo escludere controindicazioni. Sicuro di sé, non guarda in faccia nessuno. Sia che si trovi a Lecce, al cospetto di decine di migliaia di spettatori, sia che si trovi a Catania, dove diluvia da due ore e tutto è contro di Noi, a Lui non gliene frega un bel nulla.

La fascia sinistra è sua e da lì si uccella alla grande. Tra quello di Lecce, tiro europeo, dal basso verso l'alto, teso e veloce all'incrocio dei pali, e quello di Catania, preferisco di gran lunga il tiro di Catania, beffardo ed insolente, artificiosamente lento, ma preciso sull'unico raggio di luce verso l'angolo basso della porta. Pisseri, il celebratissimo portiere del Catania, si è disteso anche di più, ma il pallone è rimasto imprendibile. Dopo che lo ha visto rotolare in rete, si è voltato verso mi suoi compagni per dire, "Ma Zanini lo dovevo marcare io ? Non lo sapete che tira sassate ?". Ma i suoi compagno neanche lo hanno ascoltato, fradici ed inzuppati come erano, ancor di più delusi e affranti, non vedevano l'ora di ritornare negli spogliatoi e dimenticare la partita infame. Dovevano far dimenticare la partita di Matera, ma ora dimenticheranno a fatica questa partita con Noi dell'Akragas. D'ora in poi, quando a Catania penseranno alla partita contro di Noi avranno le doglie allo stomaco.

Lo Monaco aveva ragione, con Noi non è un derby, ma è diventato un problema. Per loro molto serio, tanto serio. Il 90° minuto è stato celebrato da tanti autori. E' un minuto celeberrimo perché decreta la fine della partita di calcio e quindi, per molti, la fine della domenica sportiva, di una giornata in cui si gode della propria passione calcistica. In alcuni casi è anche il termine d'inizio di una settimana difficile, soprattutto dopo una sconfitta indigeribile.

Al minuto 94 non aveva pensato mai nessuno, ma da domenica sera questo minuto appartiene a Matteo Zanini, uno che fino a quando l'arbitro non fischia ci crede sempre. A Zanini vogliamo pur dire che se vuole segnare prima del 94° è libero di farlo anche perchè alcuni di noi gli "anta" li hanno fatti da un pezzo e tutto questo tempo, fino al 94°, ci fa male. Tuttavia, se lui vuole ci attrezziamo con le gocce, basta dirlo. Quest'anno, di gente come Zanini, ne abbiamo bisogno in grande numero. Quasi tutti, tranne quattro o cinque, sono molto giovani ma gli è stata data un'occasione per la loro carriera che non possono perdere. Altrimenti cambiano mestiere.

Quando al 58° è entrato Coppola e su ogni palla c'era sempre lui, allora ho pensato, eccone un altro, dai piedi buoni e che non si arrende mai. O imparano che ogni santa partita è l'ultima prima della retrocessione oppure faranno la stagione più amara della loro carriera e questa loro carriera avrà un arresto ancor più indigesto. Non so come andrà a finire, nè me lo voglio immaginare, diciamo pure che non ci voglio nemmeno pensare, ma questa sperimentazione di una Akragas Calcio fondata sui ragazzi degli anni 1994 e 1996 è troppo appassionante, sebbene molto rischiosa.

Tuttavia, o si faceva così o tutti a casa. Ed invece ci stiamo facendo il secondo anno consecutivo di LegaPro e ci permettiamo, di tanto in tanto, di fare pure la voce grossa, persino a Catania, dove non vogliono metabolizzare che la serie A è molto lontana e che il blasone serve solo ai ricordi. A Pane, il nostro ottimo estremo difensore, acchiappatore di tutte le palle alte che passano dalle sue parti, spetta il compito di guidare in campo, con tutta la sapienza e pazienza di cui è disponibile, questo giovane gruppo di giocatori. A Noi tifosi spetta invece di fare come i padri con i figli, un rimprovero solenne quando questi giovani prenderanno qualche stecca, ma poi spingerli di nuovo a fare meglio. Tutto può succedere, non può essere che sbrogliano e ci danno qualche soddisfazione ? Se ci alziamo dalle sedie domenicali e veniamo allo Stadio più numerosi, può essere che ci divertiamo tutti di più ! Forza Akragas, sempre e comunque !

Paolini
(foto ssakragas.it/Salvatore Pisciotto)