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Papa Francesco chiama i genitori dei bimbi morti alle Maccalube: "pronto? sono Francesco"

«Pronto? Sono Papa Francesco». Rosario Mulone, l’appuntato dei carabinieri che lo scorso 27 settembre perse entrambi i figli mentre con loro stava visitando le Maccalube di Aragona, probabilmente sulle prime non ha creduto alle proprie orecchie, ma poi lo ha subito riconosciuto dalla voce.

Era proprio lui: il Pontefice lo ha chiamato per esprimergli la propria vicinanza e la propria solidarietà. Il Papa ha avuto parole di incoraggiamento e di preghiera per lui e per sua moglie Giovanna Lucchese, colpiti da quell’immane tragedia. La conversazione tra il militare e Francesco è durata qualche minuto: nel corso di essa il Papa ha anche annunciato a Mulone che lui e la moglie saranno quanto prima contattati dalla segreteria del Vaticano per comunicare loro la data in cui egli li incontrerà in forma privata.

Il Pontefice vuole in tal modo far sentire ulteriormente la propria vicinanza ai due coniugi. Mulone ha ringraziato il Papa per la solidarietà che quest’ultimo ha espresso. Ha anche sottolineato al Papa che fino ad ora lui e la moglie hanno sentito concretamente soprattutto la vicinanza dell’Arma dei carabinieri attraverso il sostegno ricevuto dal cappellano per la Regione Sicilia don Salvatore Falzone, oltre che dai colleghi. Ed è proprio con quest’ultimo che Rosario Mulone ha voluto, subito dopo avere chiuso la telefonata col Papa, condividere per primo la buona notizia. Adesso lui e la moglie si apprestano ad attendere la telefonata della segreteria pontificia per recarsi dal Papa ed essere da lui ricevuti.

Come si ricorderà, quel tragico giorno del 27 settembre Mulone si trovò a visitare la riserva delle Maccalube insieme ai due figlioletti Laura e Carmelo Raimondo di 7 e 9 anni. Era circa mezzogiorno quando un pezzo di terra, grande più o meno quanto un campo di calcio, si è letteralmente ribaltato; si è sollevata una colonna di fango alta una quarantina di metri, secondo alcuni testimoni, che nel ricadere ha seppellito padre e figli. Rosario Mulone - sepolto fino al petto - venne tirato fuori dai vigili del fuoco e dagli uomini della Protezione civile, ma per i due bambini non ci fu nulla da fare: Laura venne trovata poco dopo ormai senza vita, mentre il fratellino venne rinvenuto poco prima delle ore 19.

Il fatto destò molta impressione, com’è comprensibile ed anche delle polemiche tra la Regione e Legambiente, organismo cui è stataa ffidata negli anni scorsi la gestione della riserva. Tutta Aragona, dove la famiglia Mulone abita (anche se papà Rosario presta servizio nella stazione dei carabinieri di Joppolo Giancaxio), si strinse attorno ad essa ed ai funerali dei due bambini partecipò una folla di compaesani, oltre al comandante generale dell’Arma dei carabinieri Gallitelli ed a quello della Legione Governale e ovviamente ad un numero elevatissimo di commilitoni tutti solidali con i due genitori colpiti dalla tragedia.

Dopo le prime settimane in cui quest’ultima rimase alla ribalta della cronaca, tuttavia, come spesso accade, i riflettori si sono andati via via spegnendo, fino a ieri pomeriggio verso le ore 16, quando il cellulare di Rosario Mulone ha squillato ed all’altro capo c’era nientedimeno che il Papa. Ovviamente una sorpresa piacevole che non cancella la gravità del dramma che stanno vivendo i due coniugi, ma che sicuramente li farà sentire ancora un pò meno soli e, si spera, li aiuterà a trovare la forza di andare avanti nella vita quotidiana.

tratto da LASICILIA.IT