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"La terra dei magiari" di Margherita Arancio

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I magyar furono una delle sette tribu’ ungare che conquistarono l’ungheria da cui discendono gli ungheresi.

Le note di Strauss mi hanno accompagnata per tutta la durata del congresso Fijet che ha festeggiato il  sessantesimo   compleanno a Budapest,la regina del leggendario Danubio.

Elegante e maestosa citta’ formata da buda e pest, divise dallo scorrere del fiume. Ricca di testimonianze storiche vanta anche un cuore moderno e giovane. Buoni ristoranti,  locali animatissimi,  gia’ dal giovedi’, caffetterie dallo stile bohemienne e altri insoliti, come una nave ucraina che un tempo trasportava pietre, oggi  ancorata al ponte petofi e’ un tempio di musica hip-hop.

Antichi palazzi sono il palcoscenico ideale  per  gli avvenimenti cittadini, cornice  speciale il palazzo reale che ospita la galleria nazionale,il bastione ,la chiesa di mattia (dove fu incoronata l’indomita principessa sissi l’8 giugno 1867), i sette ponti sul danubio,l’isola di margherita con il suo parco,le rovine dell’antica citta’ romana di aquincum del 1° sec d.c.

Costruita da Adriano,Budapest vanta anche una biblioteca che possiede 1.800 manoscritti medievali, tra questi un frammento di una trecentesca copia del canto dei nibelunghi,750 incunaboli,oltre 100.000 libri, un luogo dove cercare i misteri raccontati da eco.

Le tre parti della citta’,sono collegate da otto ponti di cui uno ferroviario.un ponte caratteristico e’ quello di Margherita costruito nel 1876 dalla stessa ditta che costrui’ la torre eiffel.  Il piu’ famoso e’ il ponte delle catene che fu fatto costruire dal conte Istvan Szechenyi perche’ durante il periodo invernale non  gli riusci’ di attraversare il Danubio ghiacciato, non  pote’ andare a visitare  il padre morente.

Fu allora che decise di far costruire il ponte  stabile.  Una leggenda racconta che un ragazzo scopri’ che i quattro leoni che decorano il ponte non hanno la lingua,lo scultore Janos Marschalk per la vergogna tento’ il suicidio.  Il famosissimo ponte Elisabetta e le numerosissime statue della regina, chiamata amorevolmente sissi, attestano la devozione degli ungheresi alla loro amata regina che purtroppo mori’ per mano di un anarchico italiano Luigi Lucherini che la colpi’ con una lima affilatissima al petto. L’ imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria si spense meritando anche il titolo di” regina di cuori”.

Settanta milioni di litri di calde acque termali sgorgano sempre dalle 118 sorgenti naturali della citta’, molte delle quali sono all’aperto,in piazza o in un viale alberato. Gli ungheresi vivono le terme come una necessita’, prima di andare in ufficio o dopo una lunga giornata di lavoro fanno il loro bagno quotidiano  “un modus  vivendi” all ’insegna di sauna e massaggi.

Una ridente  cittadina da visitare e’ Pecs  che si trova vicino la Croazia e la Serbia, chiamata Cinquechiese, ha meritato il nome di citta’ dell’accoglienza.  A livello economico e’ molto conosciuta per la produzione della birra e della porcellana.  Porta i segni di tutte le dominazioni con molti edifici monumentali ben conservati; e’ dinamica, giovane e studentesca, e’ l’unica citta’ magiara ad avere quattro teatri e una orchestra filarmonica rinomata.

Una stupenda necropoli, richiama molti visitatori per le sue camere sepolcrali affrescate meglio conservate di tutta l’europa  centrale, naturalmente classificate patrimonio mondiale dell’ unesco. Si narra che a Pecs i soldati nel xix sec avevano l’usanza di lasciare come ricordo nella via Janus i lucchetti dei loro armadi. Oggi migliaia di giovani innamorati vanno a dichiarare il loro amore attaccando dei lucchetti a grappolo e  lanciano la chiave nel fiume, cosa che fanno anche i ragazzi romani al ponte miglio(clandestinamente).

Per concludere, vorrei parlare un po’ della cucina ungherese di origine contadina che solitamente non e’ molto elaborata,  piatti essenziali  molto aromizzati con cipolla,pomodori, panna acida, cumino e molta paprica. la gastronomia  caratteristica e’  del gruppo etnico, prevalente il magiaro.
Il piatto forte? Il gulash .

Margherita Arancio