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Akragas-Correggese, la finale play-off raccontata dal tifoso Paolini

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Siamo arrivati a Fondi, in provincia di Latina, allo stesso modo in cui Enea, con il suo popolo, i nobili Troiani, arrivarono nel Lazio.

Si narra di Enea gravato dal peso, sulle spalle, del vecchio padre Anchise e da lì inizia la fondazione di Roma, da un viaggio nel Mediterraneo sino alle sponde tirreniche.

Il popolo akragantino ha risalito la Penisola per approdare nell'estremo lembo del Lazio e rifondare il Nostro orgoglio, sventolare all'Italia il Nostro blasone, antico e pesante come Anchise sulle spalle del figlio.

Tra sabato e domenica, ai primi venti di una torrida aurora boreale, da Agrigento partiranno i Mille, così li hanno chiamati. Ma già nel primo pomeriggio di sabato, con una calura buona per tostare i preziosi chicchi e mandare in vacanza i più dolci bignè e cannoli, decine di autobus arrostiranno i loro motori sulle autostrade meridionali. Tante decine di autovetture saranno al loro seguito, altrettanti velivoli li guarderanno, a custodia, dal cielo e, in parallelo, più navi solcheranno il Mar Tirreno con il loro carico di autovetture.

Alla fine saremo in millecinquecento, ma anche di più, perché al popolo stanziale di Agrigento si unirà, perennemente innamorato, quel popolo di agrigentini che studia e lavora al Nord e che non vorrà mancare all'appuntamento con la Storia, la lunga e ammirevole storia di Akragas.

A Correggio, invece, sabato mattina non erano ancora riusciti a riempire un autobus. Alla fine saranno trenta o quaranta, Ligabue compreso. Un po poco per la serie C, non vi pare ?

Lasciateci perdere, ai nostri numeri sta già stretta la C. Siamo un'altra cosa, siamo un Popolo che si muove lungo i percorsi della Storia. Siamo un Esodo, siamo la faglia terrestre che si muove tra i Continenti, l'anticiclone del Mediterraneo che vi porta il calore fino alle Alpi e scioglie le nevi perenni. Siamo troppo forti per Voi della bassa Padana, nebbiosi e ciclonici, angustiati nella pianura. Noi siamo i Figli del Sole e del Mito, gli Epigoni di tutto ciò da cui proviene il mondo, siamo la Culla del Mondo. Arrendetevi !

Questo Popolo, arrembante nella notte italiana, vincitore del Sonno, della Strada, del Mare e del Cielo poteva ritornare sconfitto da Fondi ? Poteva mai il Fato renderci questa pariglia, il Caso che governa la nostra vita darci questo schiaffo ?

Nel tardo pomeriggio, sulla fotografia dei Nostri ragazzi in viaggio sulla nave erano postati 716 "Mi piace", accompagnati da un centinaio di commenti e 37 condivisioni. Il nostro sito con i numeri di una squadra da massima serie e gli affiliati a quota quasi 6000 (seimila), quasi 1000 (mille) quelli di SoloAkragas, viene il capogiro. Diciamolo pure, sembriamo i madrileni che vanno a Lisbona per la finale di Champions, se fate il conto con il numero degli abitanti, il rapporto ci sta tutto. Del resto, siamo quasi alla stessa latitudine, è la stessa fede che ci trascina.

Intorno alle due della domenica sbarcano dal mostro d'acciaio che ha appena solcato lo Stretto tra Scilla e Cariddi. Immaginatevi la A/1 attraversato da questo serpentone illuminato per almeno 50-100 Km. Sono i Nostri, a tavoletta, tra le curve della Sila, dentro le gallerie dei primi Appenini. Sono l'HappyAkragas, la sciateli passare, hanno fretta di arrivare.

Ed invece il Fato ci ha girato di nuovo le spalle. Perdiamo ai rigori, ma con onore. Sprechiamo un rigore, spacchiamo una traversa e poi tante occasioni a fil di rete. Passiamo addirittura in svantaggio, ma rimaniamo vivi con Astarita. Ma tutto questo può anche non bastare quando si arriva ad un finale di questo genere.

La delusione è forte e cocente, ma abbiamo disputato un campionato degno della miglior squadra tra le seconde della serie D. Quanto alla serie superiore, ancora è tutto in gioco e non sorprenderebbe nessuno se entrambe le squadre di oggi pomeriggio si ritrovassero in C.

Ora sono stanco e deluso. Per quest'anno, denso di grandi emozioni e di sfide supreme, mi congedo qui, ringraziando tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere queste note che rappresentano, lo ribadisco, e vogliono rappresentare solo un grande amore per la squadra di calcio della propria Città.

Ringrazio, in modo particolare, la Dirigenza akragantina e i giocatori dell'Akragas Calcio per averci creduto fino in fondo.

Ringrazio Maurizio Capraro per come ha raccontato le partite esterne, per l'animo che ci ha messo e per la grande fatica che ha fatto durante tutta questa stagione.

Ringrazio, infine, i Fratelli Barresi semplicemente perché senza di loro non potrei scrivere dell'Akragas. O loro o niente.

Forza Akragas, sempree comunque !

Vostro confratello nell'Akragas, Paolini.