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Per Joseph Morici il rigassificatore non è compatibile con i luoghi tutelati

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Tratto dalla rivista L'Altra Agrigento di Febbraio 2009.

Si batte contro la realizzazione del rigassificatore da mesi. Ha fondato un comitato del no che sta cercando di dare battaglia ai colossi della politica.
Un’impresa ardua e difficile ma Joseph Morici, presidente dell’associazione Free comitato No al Rigassificatore è estremamente battagliero e non si dà per vinto;

il suo sito internet, www.lavalledeitempli.net è un punto di incontro tra i fautori dell’iniziativa contro il rigassificatore. Lo abbiamo incontrato, e ha gentilmente risposto alle nostre domande.
Con il benestare della Regione la partita può considerarsi chiusa. Nel caso di bocciatura del ricorso cosa farete.
Nell’eventualità in cui venisse respinto il ricorso al tribunale amministrativo regionale possiamo adire alla Corte di giustizia europea, sezione commissione all’ambiente locale, commissione già precedentemente interessata.
Perché non è conciliabile il turismo con l'industrializzazione?
Io credo che l’industria pesante non sia compatibile con il turismo. Ci hanno sempre raccontato la storiella delle navi da crociera che non possono attraccare ma chi può assicurare tali navi che ormeggiano nelle vicinanze di un rigassificatore; il termine di paragone fatto con le Cinque terre, con Panigaglia o con Barcellona in Spagna non regge: chiunque si può rendere conto, attraverso google map, come sia diversa la condizione territoriale rispetto a quella di Porto Empedocle.
Il referendum ad Agrigento non è stato proposto. Non pensa che i politici, in fondo, siano d'accordo alla realizzazione e che cercano, davanti l'opinione pubblica, di pararsi i colpi?
Nel 2006 ho formalizzato la richiesta affinché venisse indetto un referendum a Porto Empedocle. Fu bocciato ed è discutibile la bocciatura perché si sarebbe potuta dare un’occasione alla popolazione locale di esprimersi su un tema molto sentito. Va inoltre detto che sull’argomento referendario la legge prevede un’ampio risalto informativo e, nel nostro caso, l’informazione è stata fatta non in conformità alla legge. Per quanto riguarda il discorso prettamente politico ci sono state delle manovre direi trasversali; l’ex presidente della regione Cuffaro con l’UDC ha voluto il rigassificatore. L’onorevole Capodicasa su questo argomento non ha preso una posizione decisa e quelle poche volte che ha espresso un suo pensiero sull’argomento ha manifestato la sua disponibilità alla realizzazione dell’impianto.
Non c’è stata una forma di opposizione. Oggi, il presidente della Regione, Lombardo che ha fatto le battaglie su Priolo, viene ad Agrigento e dichiara che non ci sarà mai un rigassificatore sotto la valle però contestualmente partono le autorizzazioni regionali dopo l’intervento del ministro Prestigiacomo.
Il sindaco di Agrigento Marco Zambuto si è mostrato, fin dalla campagna elettorale, contrario al rigassificatore. Secondo lei perché la sua protesta è stata ignorata?
Zambuto in campagna elettorale prese una posizione contro il rigassificatore. Oggi  il sindaco del capoluogo ha una posizione forte e ha deciso di fare un ricorso al tribunale amministrativo regionale in quanto ha un’ interesse, una competenza, dovuta al fatto che si tratta della realizzazione di un impianto sovra comunale per cui il sindaco di Porto Empedocle non può non tenerne conto e non può dichiarare che il problema della costruzione del rigassificatore resta in ambito comunale. Ci sono dei precedenti, come ad esempio, quello che riguarda Priolo e Melilli. Li un rigassificatore progettato per Melilli è stato “bloccato” da un referendum indetto nel comune di Priolo.
Altro esempio è quello di Monfalcone col ministero che si rivolse ai comuni limitrofi per conoscere il loro punto di vista sulla realizzazione. Ma voglio aggiungere un’altra cosa. L’area di sviluppo industriale dove andrà a realizzarsi il rigassificatore di Porto Empedocle non è territorio comunale della cittadina marinara ma è un’area, appunto di sviluppo industriale, a servizio dei comuni interessati a favorire lo sviluppo di tutte le piccole e medio imprese alle quali viene ceduto uno spazio a un prezzo simbolico.
Come considera il fatto che il sindaco Firetto, da sempre promotore dell’impianto, sia un dirigente dell’ Enel spa?
Io avevo sollevato questa obiezione ritenendo che il sindaco di Porto Empedocle potesse essere in difetto. Se non c’è un problema di conflitto di interesse, da un punto di vista giuridico, c’è un problema di conflitto di carattere etico perché riveste una duplice veste: funzionario di un’azienda e amministratore che deve fare gli interessi della popolazione. Non voglio entrare nel merito ma è indubbio che rivestendo una duplice funzione tale stato non gli permette di fare bene gli interessi dell’uno o dell’altro. Poi bisogna capire in che termini il comune di Porto Empedocle è entrato in società con Enel spa e vorrei capire come si sono rilasciate le autorizzazioni perché i conflitti aumentano.
Non ritiene che, come per il rigassificatore, anche per le due ciminiere dell'Enel si sarebbe dovuta aprire una contestazione a tutela dell’ambiente?
Sicuramente. Anche per le due ciminiere andava aperta una contestazione. Io di recente ho toccato l’argomento di inquinamento atmosferico e devo dire con grande difficoltà perché si tenta si sottacere ad un problema reale; noi siamo in possesso di dati nei quali si evince che l’inquinamento atmosferico in alcune zone del territorio comunale agrigentino ed empedoclino sono di gran lunga superiori a quelli riscontrati a Milano.  Evidentemente quando vennero realizzate le due ciminiere dell’Enel non c’era questa sensibilità ambientale e si sapeva poco di quelli che erano i problemi legati ad alcune forme di patologie connesse a cause ambientali.  Se nel passato si è sbagliato non significa dobbiamo continuarlo a fare: chi afferma che allora si sono fatte le ciminiere e perché oggi non si può fare il rigassificatore evidentemente non ha capacità critica che si traduce in questo modo: aumentiamo la portata del danno perché siccome c’è un precedente siamo autorizzati a ledere quelli che sono i diritti di un popolazione.