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Il trionfo nella semifinale visto dal tifoso Paolini

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Il pre-partita di Akragas-Pomigliano è durato l'intera settimana e, come se non bastasse, il sabato, ci si è messo pure lo stand-by delle vendite dei biglietti ai botteghini.

Oggi, invece, l'Esseneto ha dimostrato di poter contenere 6.000 spettatori o forse, è meglio dire, 6.000 giocatori che non hanno mai smesso di giocare accanto alla Nostra trascinandola alla vittoria finale, strameritata, per quello che ora si narrerà.

Dopo una settimana di attesa e di vera passione, ma fiduciosa e serena, è finalmente arrivata la domenica. Si fa per dire domenica perché alle 13.00 siamo quasi già tutti lì, dietro i portoni di ferro del Tempio. Fremiamo. Li affrontiamo con una difesa inventata in settimana e in dubbio è pure De Rossi, l'altro enfant-prodige della famiglia De Rossi. Ma i nostri panchinari non sono da meno e nessuno crede ad un Pomigliano corsaro.
Ed invece, grazie all'impresa di un ottimo n. 10, schierato sull'esterna per dare velocità sulle fasce, un pallone senza regole e rispetto per i 6000 presenti, ha incominciato a carambolare per la nostra area di difesa senza che qualcuno provvedesse a fermarlo nella sua corsa sghemba verso la rete del solito ottimo Valenti. A toccarlo è stato quel possente attaccante campano che ci ha torturato la vita per tutta questa stagione, ma il merito è di quel n. 10, davvero straordinario per tutta la partita.
Ci tocca risalire la partita e l'incubo dei calci di rigore si fa più nitido, ma in molti mi rassicurano: finisce 3 a 1 per Noi, diavoli come facevate a saperlo ? Siamo al vaticinio, ai goals nella psiche, i tifosi freudiani dell' Akragas Calcio. Ma alcuni ci guardiamo terrorizzati, come se avessimo visto Godzilla affacciarsi dalla Curva Sud. Il gelo si impossessa di Noi, anche perché i Nostri reagiscono male, sbagliano le palle più semplici, o apparentemente tali, una straordinaria giravolta di Saraniti tocca la traversa e schizza dove non c'è nessuno dei Nostri.
Non caviamo un ragno dal buco e i nostri veementi attacchi sono sempre più sterili. Quelli del Pomigliano imbroccano la strada giusta. Interpretano bene la partita, e noi complici andiamo a sbattere in quella difesa, una difesa di nani che si sono trasformati in giganti insuperabili. Dura così per tutto il primo tempo e nell'intervallo musi lunghi e domande pirandelliane, tipo, chi siamo Noi, che ci stiamo a fare in questa terra di dolore, perché la Curva Nord è ancora chiusa, perché ci domandiamo perché ? Lo stereo tace e più che ad Happy di Pharrell William pensiamo alla Messa da requiem di Mozart. Coraggio, si vince tre a uno, profetizza qualcuno. Santo subito, penso io.
Nel secondo tempo si rientra più convinti, ma ancora maldestri. Saraniti si batte come il Comandante dei Crociati a Gerusalemme, ma gli altri ancora non lo seguono nell'assalto al Santo Sepolcro.
Poi, la svolta. Sempre Lui, e chi se non Nicola Arena, che finalmente sguizza tra gli avversari e riversa un pallone nella asfittica area avversaria. E' rigore. L'arbitro indica con sicurezza il centro dell'area, non ci sono dubbi, non abbiamo le traveggole, indica proprio lì. Già nel primo tempo qualcuno di loro aveva toccato la palla con le mani, proprio all'interno dell'area di rigore, ma questa volta pagate questa e quella. L'arbitro ha fischiato e rigore è quando l'arbitro fischia. Tocca a Lui, ma con i rigori, contro il Pomigliano, è una vecchia Storia, una brutta Storia.
Parte da lontano, dritto verso il pallone, mi dispiace, indeciso e incerto. La palla centra il portiere, ma non la trattiene. Ella, la palla, si carica di effetto destrorso, è il verso della porta. Rotola veloce su stessa, si strofina sul corpo del portiere e infine giunge verso e lungo la linea di porta. E' ancora carica del velenoso effetto ed è attirata dal fondo della rete con la forza gravitazionale che le incute il popolo akragantino.
E' rete e l'Esseneto esplode. L'incubo si rivolta su se stesso e diventa volata finale.
Ora gli scambi sono diventati veloci, Savanarola fa il Littbarski e gli spioventi diventano più pericolosi e insinuanti. Astarita domina gli avanti ed esce sicuro dalla difesa, imperioso come l'Aquila Reale sulle Alpi. Ora siamo diventati più numerosi nell'area avversaria e loro sono ritornati ad essere nani e Noi sempre più Giganti.
Savanarola è diventato Insigne e si beve con due o tre serpentine il suo marcatore. Il suo pallone è diabolico sull'area piccola di difesa, lì dove il portiere non ci può arrivare, ma ci arriva Saraniti, spinto lì dal suo Spirito indomito e vittorioso. Scaraventa la palla in rete e l'Esseneto si gode la Gloria, ricaccia il Pomigliano 40 punti più sotto e ora aspetta la pugnalata di quell'Immobile di Savanarola. Ancora Lui al limite dell'area di rigore sbirilla i suoi i marcatori e si pone in quel punto che da stasera è il punto Savanarola e da lì stocca la malefica palla a rientrare sulla destra del portiere.
La profezia si realizza, ma anche il Sogno. Dopo troppi mesi rientra nel tripudio dell'Esseneto Alessandro Bonaffini, il tempo che basta per salutarci e tributargli la standing-ovation. Se la merita, il Tempio ha il suo Sacerdote.
I numeri della Correggese farebbero spavento se non ci mettessimo però a contare quella che è la realtà. E il vero è che il nostro Girone è quello più preparato ed equilibrato dell'intera serie D nazionale, mentre gli altri hanno molta fuffa. E il girone della Correggese di fuffa ne ha quanta ne volete.
Dei suoi famosi 88 goals ben 40 li ha fatti con le ultime cinque del girone ovvero Formigine, Fidenza, Forcoli, Palazzolo e Riccione, queste ultime tre retrocesse dopo aver subito da 145 a 66 goals. Numeri da terza categoria.
Come il San Cesareo, schiera giocatori che hanno fatto la serie A (Zini, ovviamente molti anni fa) ed anche la C (Luppi, il famoso goleador), mentre tutti gli altri hanno fatto una carriera più tranquilla in serie d, con parentesi anche in Eccellenza.
Per la finale rientra Vindigni, mentre Astarita è di nuovo una assoluta certezza della difesa. Sono fiducioso. Siamo fiduciosi.
Forza Akragas, sempre e comunque !
Paolini.