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Akragas-Arezzo vista dal tifoso Paolini

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E' stata una guerra.Termonucleare per il caldo estivo che incombe sul Meridione d'Italia da quasi una settimana, un anticiclone che si chiama Hannibal.

Quelli della gradinata, intorno ai 1500, questo caldo se lo sono proprio beccato tutto. 1500 eroi alle prese con il terribile Africano, ma ce l'hanno fatta, non sono pervenute richiesta di chiamate al 118 per colpi soli.

Ma anche quelli della Curva non stavano meglio. Lì Hannibal picchiava per traverso e se la sono cavata spingendosi tutti verso il lato Tribuna dove cala prima il Sole.
Ma con tifosi di questo genere, cazzuti ad affrontare le temperature equatoriali che risalgono il Pianeta, anche una squadra tosta e quadrata come l'Arezzo doveva pur arrendersi. E' la logica dei play-off, una deve uscire ed è toccato a Loro, ma Noi dovevamo andare avanti. Dico "dovevamo" perché non possiamo fermarci dopo 18 anni di tunnel, di buio, di notturni. E' venuto anche per Noi il momento di ballare la Makarena (ma anche l'Happy di Pharrel William) e non possiamo farci sfuggire questa occasione, chissà quanto si ripresenta più.
I cancelli si aprono alle due e mezza ma alle due meno dieci siamo già lì. I Vigili Urbani incominciano a tirare su le spranghe blocca-traffico, di plastica gialla, in anticipo e per Loro il lavoro incomincia ben presto. Mi sembrano tuttavia abbastanza contenti e indaffarati, caspita stanno per diventare Agenti del Traffico della serie C, mica quelli della Fiera dell'Artigianato ! Anche al termine della partita, i veicoli si sbrogliano lentamente dalle tante file che circondano il Tempio, segno che eravamo in tanti e che anche il Traffico si è evoluto. Tanti vengono dalla Provincia (anzi dal Consorzio, ma c'è ?) e l'ingombro non vale nemmeno 1/4 di quella che si formava in Eccellenza
Il Popolo Aretino può essere ben fiero della propria squadra perché ha combattuto una grande partita, ma ai punti meritavamo di passare Noi e così avvenuto.
Non solo il goal di buonissima fattura di Nicola Arena, frutto di una manovra straordinaria da parte dei Nostri, ma soprattutto l'occasione mancata nel secondo tempo da Savanarola e ancora l'occasione nel primo tempo, ancor prima del goal di Arena, che annunciava la capitolazione della difesa aretina. Da parte loro, invece, nel secondo tempo, una netta occasione da goal da parte del loro miglior uomo, un centrale di difesa davvero imbattibile contro cui uno straordinario Saraniti ha dovuto combattere da par suo per strappargli i numerosi spioventi che sono arrivati.
Al termine di questa durissima battaglia, ne hanno fatto le spese Vindigni e Agatino Chiavaro. Quest'ultimo, con tutta probabilità non lo riavremo neanche per la prevista finale, l'altro ci sarà sicuramente ma dovrebbe saltare la semifinale con il sempre più probabile Pomigliano.
L'Arezzo ha tenuto il campo davvero molto bene e se in attacco mostra la sua maggior debolezza, immagino grazie anche ai nostri magnifici difensori, al centro e in difesa possiede giocatori di talento e avvezzi ad ogni battaglia. Come domenica a Taranto, anche oggi non si sono fatti per nulla impressionare dalla superba accoglienza che abbiamo loro riservato ed hanno fatto la loro tosta partita senza alcun timore riverenziale e senza alcun riguardo. Volevano vincere questo spareggio, tanto quanto lo volevamo Noi e ne avevano tutti i mezzi tecnici e fisici.
Il valore della squadra aretina avvalora il valore della nostra Akragas. Anche oggi Tutti hanno dato il meglio di Loro stessi e sia Chiavaro che De Rossi sono stati costretti ad uscire anzitempo per via di due infortuni da grande carica agonistica.
Pur in difetto di queste due importanti pedine, la nostra panchina ha sorretto alla grande la forza d'urto del finale di partita. Un Arezzo indiavolato ci ha stretti nei calci d'angolo, ma Valenti ha dato sicurezza e solidità al reparto di difesa. Valenti è uscito tra gli applausi, anche della Curva e non poteva essere diversamente. Anche i coronarici ringraziano devotamente il nostro portierone Valenti perché quando esce dalla sua porta lo fa con grande coraggio e competenza e non si soffre più di tanto.
Di Assenzio e Saraniti, energumeni di questo finale di Campionato non saprei più francamente che dire. Hanno preso per mano la squadra e la stanno trascinando con tutta la forza di cui sono capaci, ed è davvero tantissima, verso traguardi impensabili. Al loro cospetto, anche avversari valorosi come quelli di oggi devono mettercela tutta se vogliono fare la loro onesta partita, diversamente sono destinati a soccombere malamente. Quelli di San Cesareo se lo ricordano ancora.
All'uscita, alcuni si stavano recando alle rivendite per acquistare di nuovo il biglietto per domenica prossima. Arriva il Pomigliano e Noi dobbiamo inventarci la difesa.
Il mio pensiero va a Fontana. Domenica tocca a Te. Nel corso di tutto il Campionato ti sei accomodato in panchina, silenzioso e paziente, e non hai proferito la benchè minima lamentela. Del resto come facevi avendo davanti gente come Chiavaro, Vindigni e Astarita. Ma domenica tocca a Te e ad Astarita.
Non sono dei fulmini di guerra, non giocano da un mese, ma se sono qua, piuttosto che nell'Eccellenza campana dove stavano per finire, un motivo ci deve essere. Mi raccomando Fontana, sei di scuola calcistica ragusana come gli Arena e Vindigni, non puoi fallire.
Ad Agrigento stiamo vivendo un momento strano e appassionante. Della politica, della inoccupazione, ma anche della crisi e della tasi non ne parla più nessuno. Ci interessa solo vincere con l'Akragas, per il resto ci pensa San Calò e, se vuole, ci penserà il Presidente del Consiglio dei Ministri d'Europa, Schulz o anche Tzipras. Se ci vuole pensare e se non ci vuole pensare non ce ne fotte più di tanto, abbiamo l'Akragas e questo basta. Alla televisione locale, un anziano tifoso, intervistato sulle imminenti elezioni, ha detto <Io voto Akragas>, ma forse voleva dire io penso solo all'Akragas. Come dargli torto !
A domenica, sempre Vostro, Paolini.