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Ospedale San Giovanni di Dio: salvata bimba di 5 mesi

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Una volta tanto invece emerge un caso di buona sanità, un intervento di grande livello professionale che ha salvato la vita ad una bimba di appena 5 mesi che nella notte tra domenica e lunedì scorsi era stata portata d’urgenza al pronto soccorso in condizioni gravissime.

La bambina, affetta da una patologia cardiaca congenita, era stata operata all’ospedale di Taormina dove esiste un reparto specializzato. Dimessa proprio domenica pomeriggio, sembrava ormai in via di ripresa, ma in serata le sue condizioni si sono aggravate.

I genitori si sono immediatamente resi conto che la situazione stava precipitando e così l’hanno portata al pronto soccorso del San Giovanni di Dio ormai in stato agonico.

Quì medici ed infermieri hanno capito che la piccola era in fin di vita ed hanno allertato immediatamente i colleghi della Pediatria, dell’unità di terapia intensiva neonatale e della cardiologia, nel disperato tentativo di salvarla.

In totale una decina di operatori, assistiti dal personale paramedico, che si sono dati un gran da fare per intubare la bimba (operazione non semplice visto che si trattava di un neonato di 5 mesi) alla quale poi è stata praticata dal cardiologo Salvatore Di Rosa la periocardiocentesi, cioè l’estrazione di liquido dal pericardio. Sono stati operati, quindi altri interventi che sono valsi a farla riprendere ed a stabilizzarne le condizioni.

A notte inoltrata, verso l’1,30, quando ormai era evidente che le condizioni della bambina erano sensibilmente migliorate e che non c’era più alcun pericolo per la sua vita, i medici ne hanno programmato un nuovo ricovero all’ospedale di Taormina dove essa è attualmente in cura.

Il trasferimento è avvenuto con l’intervento dell’elicottero del 118. Giunta a Taormina, è stata subito controllata dai medici di quell’ospedale i quali hanno constatato che le condizioni della piccolissima paziente erano sicuramente stabili per cui non hanno eseguito altri interventi.
Soltanto lunedì mattina hanno completato l’opera di drenaggio che era stata avviata ad Agrigento.

Adesso si trova ancora ricoverata, ma sostanzialmente sta bene, come ha potuto accertare il primario di pediatria Giuseppe Gramaglia che si è sentito telefonicamente con il collega della cardiologia di Taormina dal quale sono giunte anche parole di apprezzamento per le modalità e la professionalità con cui i medici agrigentini hanno affrontato e risolto l’emergenza.

Salvatore Fucà tratto da Favaraweb.it