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Tu sei qui: CULTURA LIBRI E RACCONTI "Indietro nel tempo con animali fantastici, gnomi, dame e cavalieri" di Margherita Arancio

"Indietro nel tempo con animali fantastici, gnomi, dame e cavalieri" di Margherita Arancio

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In queste giornate di tarda Primavera  iniziano le uscite fuori porta, il 12 maggio (festa della mamma) lo storico Circolo Empedocleo di Agrigento ha organizzato con i suoi iscritti una gita come si suol dire “fuori porta”, per chi non ha molte pretese.

Partenza come al solito alle otto del mattino,”PUNTUALISSIMI”, tutti Pronti?Si parte per raggiungere Bagheria, chiamata anche città delle ville; è il dodicesimo Comune della Sicilia per la sua popolosità. La cittadina si trova in una piana a sud –est  di Palermo, chiamata dagli Arabi Bahriye che significa “porta del vento”.

I nobili  Palermitani  nel  XVIII sec  avevano li’ le loro residenze estive, oltre alle ville ci sono palazzi di rilevanza architettonica.Prima tappa il museo delle bambole  dove il Prof. Pietro Piraino ha realizzato con l’aiuto delle figlie il recupero di oggetti creati per il divertimento dei bambini.Dice il prof.”un sogno realizzato da un non piu’ giovane Pietro che da bambino guardava gli altri giocare”.

La ragione che spinse  Piraino a realizzare questo Museo-restauro, fu un triste evento che modificò gli affetti familiari ed  economici.

Perse il padre prematuramente e la sua vita cambiò radicalmente. La mamma, donna di carattere forte e dignitosa, spiegò ai figli che si preparavano anni duri, quindi al bando le spese superflue. Pietro era molto piccolo, ma capi’ che non avrebbe avuto piu’ giocattoli e che peggio non avrebbe dovuto chiederne. Imparò presto a costruirseli per estraniarsi dalla realtà dolorosa.

Tutto questo maturò negli anni il recupero di oggetti creati per il divertimento dei piccini. Nel 1994 creò il museo con seicento bambole, automi, giochi meccanici, tricicli, accessori frutto di un sogno dedicato alla  madre. Seconda tappa Museo di Guttuso nella settecentesca Villa Cattolica,  dove si possono ammirare cento operedell’artista, nato a Bagheria;tredici sale  offrono una panoramica sulla vita e sulla carriera del pittore. Il Museo fu inaugurato nel 1973 con opere donate alla sua Città.

Dal  1990 le spoglie di Guttuso sono conservate nel giardino della villa all’interno di una monumentale Arca realizzata dallo scultore e amico Giacomo Manzù,posizione  vista mare come da desiderio del pittore. Dopo la cultura non si può immaginare di essere completamente sazi ,lo stomaco borbotta quindi il nostro sistema nervoso centrale trasmette che ABBIAMO FAME!

Agli  Italiani piace la cultura ma anche mangiare bene,quindi direzione Hotel Zagarella, riaperto da tre anni e  completamente ristrutturato, dove veniamo accolti  dal gestore della ristorazione Sig. Toti Sciortino molto disponibile  e paziente,molto apprezzabile l’attenzione del personale  verso i clienti. Tutti i piatti proposti gustosi e freschi, il rituale del benessere al Zagarella è al primo posto, tutto è perfetto, curato con ambienti accoglienti, uno Staff degno dell’eccellenza.

Nel  pomeriggio un po’ appesantiti  partiamo  per la visita  di Villa Palagonia, meglio conosciuta come Villa dei Mostri ,un gioiello dell’architettura Siciliana, è uno dei monumenti Siciliani Barocchi piu’ conosciuti a livello Nazionale e Internazionale.Fu fatta costruire nel 1715 da Ferdinando Gravina Principe di Palagonia.

Per la progettazione fu incaricato il frate Domenicano Tommaso Maria Napoli collaborato dall’architetto Agatino Daidone.La storia racconta che il Principe di Palagonia  fosse  brutto e deforme quindi per vendicarsi volle ridicolizzare attraverso una serie di caricature amici e conoscenti che partecipavano spesso ai ricevimenti che egli era solito tenere nella sua villa.

Le statue erano duecento, oggi sono appena sessantadue, raffigurano animali fantastici, gnomi, dame e cavalieri. Il Principe aveva un carattere dispettoso e bizzarro tanto da fare scherzi esagerati agli ospiti, tagliava le gambe delle sedie in maniera disuguale così da renderle zoppe ,le sedie erano così  inclinate in avanti che bisognava fare molti sforzi per non cadere, ma a quanto pare la sua goduria era mettere sotto i velluti delle sedie spilli e spuntoni. Nel 1885 fu acquistata dalla famiglia Castronovo, ancora oggi proprietari e grazie agli eredi rendono possibile la visita.

Il bel sole e l’accoglienza amichevole hanno reso la gita molto gradevole con la decisione di tutti “si può rifare”.

Margherita Arancio