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Reddito minimo per i siciliani poveri: il Movimento 5 Stelle presenta disegno di legge alla Regione

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I deputati regionali del Movimento 5 Stelle hanno presentato lo scorso 7 febbraio all'Ars un disegno di legge a firma Giovanni Cancelleri e cofirmato da tutti gli altri deputati grillini che intende riconoscere un reddito minimo ai cittadini in difficoltà economica residenti da almeno 24 mesi in Sicilia.

Una proposta che nessun partito aveva mai pensato di proporre, un disegno di legge che presto approderà anche alla Camera dei Deputati a Roma e presente nel programma dell'ormai primo partito italiano sotto il nome di reddito di cittadinanza.

Il disegno di legge, che è prossimo alla discussione, date le ristrettezze delle casse dell’erario isolano dovrebbe avere un’entità economica compresa tra i 400 € e i 600 €; esso, pur inferiore a quello vigente in altre realtà europee, rappresenterebbe una vera e propria manna all’interno di un territorio martoriato da una situazione lavorativa che, già storicamente difficile, si è ulteriormente aggravata negli ultimi anni.

Ecco il testo completo del disegno di legge.


RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI

Onorevoli colleghi,

il  presente  progetto  di legge  ha  come  obiettivo
quello   di  introdurre  nell'ordinamento  della  Regione
siciliana  il  reddito minimo di dignità quale  strumento
finalizzato  ad  assicurare ai  cittadini  residenti  nel
territorio  siciliano,  anche  alla  luce  delle  recenti
scelte  europee, un'esistenza libera e dignitosa,  sì  da
favorire  l'inclusione  sociale  dei  disoccupati,  degli
inoccupati  e  di ogni individuo che versa in  condizioni
di riconosciuta povertà.

La   mappa  del  disagio  socio  economico  disegnata
dall'ISTAT,   infatti,  ha  evidenziato  un  preoccupante
ampliamento  della  percentuale delle famiglie  siciliane
in condizioni di povertà assoluta.

Una    situazione    che    richiede,    ormai,    un
improcrastinabile  intervento da  parte  del  legislatore
regionale  al  fine  di promuovere  azioni  positive  per
combattere    la    povertà,    la    disoccupazione    e
l'emarginazione sociale; condizioni, ormai,  diffusamente
riconosciute,  anche a livello europeo, come  una  palese
violazione   delle   dignità   umana   e   dei    diritti
fondamentali degli individui.

L'istituzione del reddito minimo di dignità,  allora,
ha il fine precipuo di garantire ed assicurare a tutti  i
cittadini  residenti nel territorio siciliano  condizioni
accettabili   di   eguaglianza,  di  opportunità   e   di
partecipazione alla vita sociale.

Appare  necessario evidenziare che gli  Stati  membri
dell'Unione  europea hanno previsto, nei loro  rispettivi
sistemi,  un   reddito  di  base'  come  fondamento   del
sistema   di  protezione  sociale;  istituto,   peraltro,
riconosciuto  a  tutti  i  cittadini  come   un   diritto
soggettivo acquisito.

In  questa  direzione, inoltre,  si  stanno  muovendo
numerose  Regioni  italiane in forza  della  riforma  del
titolo V della Costituzione.

La  ratio  del presente disegno di legge,  allora,  è
quella    di   accrescere   le   possibilità   soggettive
attraverso  la  definizione di una  soglia  economica  da
raggiungere  mediante la previsione di un reddito  minimo
di dignità.

Il  presente progetto di legge demanda ad un atto  di
natura     regolamentare,    adottato    dall'Assessorato
regionale  competente, l'individuazione  delle  procedure
attuative  della  legge,  fissando  criteri  e   principi
direttivi  per  assicurare la  parità  di  trattamento  e
l'uniformità delle disposizioni nell'ambito di  tutto  il
territorio regionale.

L'istituto  del  reddito minimo di dignità  si  muove
verso  la direzione di garantire un recupero dei principi
di  libertà  ed  uguaglianza sostanziale (da  anni  ormai
umiliati  da  una  assente politica di  Welfare)  sanciti
dalla  nostra  Carta costituzionale  e  da  ultimo  anche
dall'articolo  34  della Carta dei  diritti  fondamentali
dell'Unione europea.

In  ultimo,  per  far  fronte al  carico  finanziario
necessario a sostenere il presente progetto di legge,  si
prevede l'istituzione di un apposito  Fondo regionale  di
solidarietà  sociale' funzionale a raccogliere,  oltre  i
diretti  interventi  finanziari che la  Regione  definirà
anno   per  anno  nei  propri  bilanci,  anche  ulteriori
devoluzioni  che vorranno stanziare soggetti  pubblici  o
privati.  La Regione, a tal fine, agevolerà dei programmi
di   intervento  finalizzati  alla  raccolta  di  risorse
private che valgano ad integrare il predetto fondo.


----O----


DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1.
Principi e Finalità

1. Al fine di dare attuazione ai principi fondamentali
sanciti  dall'articolo  34  della  Carta   dei   diritti
fondamentali dell'Unione europea ed ai principi  di  cui
agli articoli 2, 3, 4 e 38  della  Carta  costituzionale
nonché dello  Statuto,  è  istituito  nella  Regione  il
reddito minimo di dignità.

2. Per mezzo del reddito minimo di dignità, la Regione
promuove il pieno  esercizio  dei  diritti  fondamentali
della  persona  garantendo  una   misura   di   sostegno
economico ai soggetti  esposti  al  rischio  povertà  ed
esclusione sociale e lavorativa, in particolar  modo  ai
soggetti   disoccupati,    inoccupati    o    lavoratori
precariamente occupati, promuovendo la dignità  umana  e
sostenendo tutte le misure  necessarie  per  contrastare
l'esclusione e la disuguaglianza sociale.

Art. 2.
Definizione

1. Ai fini di cui al  presente  disegno  di  legge  si
intende per:

a)   reddito  minimo di dignità': un  reddito  minimo
pari all'importo annuo dell'assegno sociale  determinato
dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale  (INPS)
distribuito  in  12  rate  mensili,  somministrato   per
l'intero importo ovvero a raggiungimento dello stesso;

b)   centri   per   l'impiego:   strutture   pubbliche
finalizzate  all'incontro  fra  domanda  ed  offerta  di
lavoro disciplinati dal D. Lgs.  23  dicembre  1997,  n.
469;

c)  reddito   la   condizione   economica   risultante
dall'indicatore della situazione  economica  equivalente
(ISEE) adottato dall'INPS  ai  fini  dell'individuazione
degli aventi diritto alle prestazioni  assistenziali  in
relazione alle risorse disponibili;

d) disoccupati coloro che, dopo aver perso il posto di
lavoro subordinato ed aver esaurito il relativo  periodo
di  indennità  ovvero  cessato  un'attività  di   lavoro
autonomo per colpe allo stesso non imputabili, sono alla
ricerca di una nuova occupazione;

e) inoccupati' coloro che, senza aver precedentemente
svolto un'attività lavorativa, sono alla ricerca di  una
prima occupazione;

f) lavoratori precariamente occupati' i lavoratori che
indipendentemente dalla natura del rapporto  di  lavoro,
percepiscono un reddito che  non  determina  la  perdita
dello status di  disoccupati  secondo  quanto  stabilito
dalla normativa nazionale vigente;

g) lavoratori privi di retribuzione' i lavoratori che
hanno subito la sospensione della retribuzione nei  casi
di aspettativa non retribuita per  gravi  e  documentate
ragioni familiari così  come  disposto  dall'articolo  4
della legge 53/2000, e successive modificazioni.

Art. 3.
Soggetti beneficiari e requisiti

1. Sono beneficiari del reddito minimo  di  dignità  i
soggetti definiti all'articolo 2, lettere d), e),  f)  e
g).

2.  I  beneficiari  indicati  al   comma   1,   devono
possedere al momento della presentazione dell'istanza  i
seguenti requisiti:

a) maggiore età e residenza nella Regione da almeno 24
mesi;

b) iscrizione nelle liste  di  collocamento  presso  i
centri per l'impiego siti nel territorio regionale;

c)  un  reddito  personale  imponibile  non  superiore
all'importo  annuo  dell'assegno   sociale   determinato
dall'INPS, tenuto conto dell'indicatore della situazione
economica equivalente familiare (ISEE);

d) non aver maturato i requisiti  per  il  trattamento
pensionistico

3. Le richieste indicate al comma 1 sono presentate al
comune di residenza  allegando  le  dichiarazioni  e  la
documentazione specificate nel regolamento previsto  dal
successivo articolo 4.

Art. 4.
Procedure per l'erogazione dell'assegno di cittadinanza

1. L'Assessorato regionale competente, entro 90 giorni
dall'emanazione  della   presente   legge,   adotta   il
regolamento  per  la  disciplina   dell'erogazione   del
reddito  minimo  di  dignità.  In  particolare  con   il
suddetto  regolamento  sono  definite  nel  dettaglio  i
criteri e le  modalità  di  erogazione  in  ossequio  ai
seguenti principi generali:

a)  attribuzione  ai comuni della  gestione  relativa
all'erogazione del contributo per il reddito  minimo  di
dignità;

b)   previsione   di  procedure   unitarie   per   la
presentazione e l'accoglimento delle richieste;

c)  attribuzione ai comuni del compito di ricevere le
domande  sulla  base  della verifica  delle  condizioni
dichiarate da ciascun richiedente e di trasmetterle  al
competente  Centro per l'impiego affinché  quest'ultimo
attivi la procedure allo stesso  affidate dalla legge;

d)  individuazione  delle forme  di  controllo  sulle
prestazioni erogate;

e)  stabilire  un'eventuale occupazione dei  soggetti
beneficiari  del contributo relativo al reddito  minimo
di   dignità,   in   attività   di   pubblica   utilità
nell'ambito del loro comune di residenza.

2. Il  regolamento  indicato  al  comma  1  determina,
inoltre, le modalità  di  comunicazione  all'Assessorato
regionale competente del numero delle domande  pervenute
ai comuni, ai fini della ripartizione delle risorse.

3. L'Assessorato regionale competente,  verificato  il
numero delle domande  pervenute,  ripartisce,  entro  30
giorni dalla data di entrata in vigore  della  legge  di
approvazione   del   bilancio   annuale,   le    risorse
disponibili tra i  Comuni  in  relazione  al  numero  di
domande dichiarate ammissibili.

Art. 5.
Sospensione, esclusione e decadenza dalle prestazioni

1. Nel caso in cui uno  dei  beneficiari,  specificati
all'articolo 3 comma  1,  all'atto  della  presentazione
dell'istanza  o  nelle  successive   sue   integrazioni,
dichiari il falso in ordine ai requisiti previsti  dalla
presente  Legge,  ovvero  non  comunichi  al  Comune  di
residenza una loro variazione che  comporti  la  perdita
del beneficio, l'erogazione del contributo  relativo  al
reddito minimo di dignità è sospeso  e  il  beneficiario
medesimo  è   tenuto   alla   restituzione   di   quanto
indebitamente percepito ed è escluso  dalla  possibilità
di richiedere  l'erogazione  di  tali  prestazioni,  pur
ricorrendone i presupposti, per  un  periodo  doppio  di
quello nel quale ne abbia indebitamente beneficiato.

2. L'erogazione del contributo è  sospesa  qualora  il
beneficiario perda lo status  previsto  dall'articolo  3
comma 1 della presente legge, grazie al quale  ha  avuto
accesso all'erogazione dell'assegno e  comunque  con  il
raggiungimento dell'età pensionabile.

3. La decadenza opera  altresì  nel  caso  in  cui  il
beneficiario rifiuti una proposta di lavoro offerta  dal
centro  per  l'impiego  territorialmente  competente  in
forza delle prerogative a quest'ultimo attribuite  dalla
legge.

4. I centri per l'impiego devono prevedere dei sistemi
che consentano di  far  pervenire  ai  soggetti  di  cui
all'articolo 3 comma 1, delle proposte  di  impiego  che
siano confacenti ed adeguate  al  profilo  professionale
degli stessi.

Art. 6.
Disposizioni transitorie

1.  Entro  90 giorni dalla data di entrata in  vigore
della    presente   legge,   l'Assessorato    regionale
competente    approva    il    regolamento     indicato
all'articolo 4.

Art. 7.
Disposizioni finanziarie

1.   Per gli oneri derivanti dalla presente legge  si
provvede,  per l'esercizio finanziario 2013, con  parte
delle  disponibilità dell' U.P.B. 4.2.1.5.2 -  capitolo
215704  -  del  bilancio della Regione per  l'esercizio
finanziario  medesimo. Per gli esercizi  successivi  si
provvederà  con  apposito stanziamento nella  legge  di
bilancio.

Art. 8.
Norma finale

1.  La  presente Legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come Legge della Regione.