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"Com’era bella l’Isola di Mortorio" di Margherita Arancio

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Nel 1955 inizio’ l’interesse speculativo per le coste Sarde,un industriale acquistò tutta l’isola di Mortorio a un prezzo non meno di 80.000 mila lire l’ettaro:si trattava, del resto, di nudi terreni, l’investimento allora sembrò molto arrischiato, ne i proprietari locali vedevano altra destinazione se non quello del pascolo ovino.

Tre anni dopo ,nel 1958, comincio’ la valorizzazione turistica della Costa Smeralda, questo è il nome dato al tratto di costa antistante l’isola di Mortorio.

In pochi anni divenne un punto obbligato per il turismo internazionale di lusso, visto il successo,destò l’interesse di molti che  si gettarono indiscriminatamente ad accaparrarsi quante piu’ coste fosse possibile, senza badare al prezzo. La speculazione si concentrò maggiormente sulla costa Sarda settentrionale, ma si diffuse rapidamente anche altrove.

Solo al termine della corsa alla speculazione, quando si delineava netto il successo della costa smeralda alcuni operatori sardi alla fine compresero che c’era posto anche per loro indirizzandosi verso la parte meridionale dell’isola cercando di imitare coloro che li avevano preceduti.

Oggi comunque chi va in Sardegna,anche nei periodi di maggior affollamento, può godersi il mare, se vuole, anche in perfetta solitudine. La Sardegna è anche ricca di storia e leggende, alcuni  miti locali raccontano che Iolao, fratellastro di Ercole, alla morte dell’eroe si prese cura degli Eraclidi ,ovvero i numerosissimi figli che Eracle aveva avuto da varie compagne, una fabulae racconta  che Ercole fu ospitato da Anfitrione  per cinquanta giorni e poiché il Re  di Tirinto aveva 50 figlie e desiderava che ognuna avesse un erede da Ercole, ogni notte gli metteva a disposizione una ragazza.

Ironia del fato Ercole morì per mano di Deianira moglie gelosissima. Be lo credo!Il mito ricorda che Iolao condusse in Sardegna i numerosi figli del fratello fondando tante citta’ fra le quali Olbia.

Margherita Arancio