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Stop agli aiuti di Stato per i rigassificatori

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I componenti de comitato "No al rigassificatore" di Agrigento hanno diramato una nota nela quale annunciano che un rigassificatore che la Gas de France Suez intendeva costruire in Adriatico, al largo di Porto Recanati, non si farà più. "La bella notizia - scrive Gaetano Gaziano del comitato "Salviamo La Valle dei Templi di Agrigento, "ce l'ha fornita l'agenzia Routers".

Ecco cosa ha scritto l'agenzia di stampa: "Il progetto del rigassificatore Tritone che Gas de France Suez aveva in progetto di costruire in Adriatico, al largo di Porto Recanati nelle Marche, è stato congelato dalla situazione di mercato.

Lo ha detto il presidente della filiale italiana del gruppo francese, Giuseppe Gatti, parlando con Routers a margine di un convegno. Il progetto è "congelato per le condizioni di mercato. Lo riprenderemo in mano l'anno prossimo per una valutazione, ma credo che le conclusioni finali non saranno diverse da quelle attuali", ha risposto Gatti ad una domanda sul futuro del progetto.

Il presidente di Gas de France Suez Energia Italia ha anche aggiunto di avere anche qualche perplessità circa l'idea di trasformare il Paese in un Hub europeo del gas, come previsto dalla Strategia energetica nazionale (Sen) predisposta dal governo: "Non vedo come si possa fare visto che in Italia il gas costa più che in Germania o altri Paesi europei".

Il rigassificatore, con una capacità di 5 miliardi di metri cubi all'anno da costruire a 34 chilometri dalla costa marchigiana, ha ottenuto il via libera, sia pure con qualche correzione, da parte del ministero dell'Ambiente a gennaio del 2011". Alla luce di quanto comunicato da Gatti, il comitato agrigentino si chiede cosa aspettano il presidente di Enel Colombo e l'amministratore delegato Conti a dare la bella notizia che anche il rigassificatore "Valle dei Templi" non si fa più?

"Una loro risposta darebbe - a giudizio del comitato, un grande respiro di sollievo al mondo della Cultura, quella vera non quella rappresentata dalle istituzioni e associazioni, come ministeri, assessorati, Unesco, FAI, che della cultura fanno solo esibizione propagandistica.Ed ancora un'altra notizia rilevante" scrive Gaziano è che l'Autorità italiana per l'Energia e il Gas con delibera n.451 del 31.10.2012 ha sospeso gli aiuti di Stato alle aziende che costruiscono e gestiscono i rigassificatori. Gli aiuti, che tecnicamente vengono definiti “fattore di Garanzia (FG)”, erano stati concessi dalla predetta Autorità con la precedente delibera n.178 del 2005, che prevedeva il pagamento alle aziende gasiere del 71% dei ricavi di riferimento (mediamente 3 miliardi di euro l'anno) per 20 anni anche se non avessero prodotto un solo metro cubo di gas.

La sospensione è intervenuta dopo che la Commissione Europea ha richiesto chiarimenti alla rappresentanza italiana al Parlamento Europeo con lettere del 14 ottobre 2010 e del 15 maggio 2012. Bisogna ricordare che la Commissione Europea si è attivata a seguito della denuncia presentata nel febbraio 2009 (registrata al n. CP 81/2009) dalle nostre associazioni, la mia “Salviamo la Valle dei Templi”, “Il Cerchio” gestore del parco letterario Luigi Pirandello di Dino Barone, Confimpresa Euromeda di Alessio Lattuca, che avevano denunciato la violazione del principio della libera concorrenza del mercato sancito da Trattato Europeo.

Ancora prima la Commisssione Europea aveva chiesto chiarimenti al Ministero dello Sviluppo Economico. Oggi apprendiamo la bellissima notizia che l'Autorità per l'Energia e il Gas ha sospeso il fattore di garanzia (FG), che poi non è altro che un nuovo odioso balzello, in quanto la spesa, che consiste in parecchi miliardi di euro, verrebbe gravata sulle bollette degli Italiani, per assicurare profitti illeciti alle multinazionali.

In Italia la lezione dell'Ilva di Taranto, che ha distrutto l'ambiente di quella città e provocato morti per tumore e nati malformati, non è valsa a niente e la strategia di finanziare, con la complice connivenza delle istituzioni, opere faraoniche che non servono a nessuno solo per favorire il business delle lobby sembrava non volere arretrare.

Almeno fino alla notizia di oggi della sospensione del fattore di garanzia alle multinazionali che costruiscono i rigassificatori. E ciò, unitamente ai mutati scenari mondiali dell'energia, ci dà la forte speranza che non venga realizzato più l'ignobile progetto di costruire un rigassificatore a ridosso della Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco".