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Un piccolo condensato di storia: Aidone

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Il diciotto Novembre 2012, lo storico Circolo Empedocleo di Agrigento ha organizzato una gita culturale nella provincia di Enna. Siamo partiti alle otto del mattino per raggiungere la nostra prima tappa “ Aidone, il balcone della Sicilia” così chiamato per la sua posizione elevata; si trova a 800 metri sul livello del mare e  domina un’area che spazia dall’Etna fino al Mar Ionio.

In questo paesino si parla un dialetto differente dal Siciliano, la loro lingua è chiamata “Gallo Italica” fondato dai coloni  Lombardi al seguito di Ruggero D’Alta Villa, fu amato dagli Arabi che lo chiamarono Aydun che vuol dire sorgente superiore, infatti è ricchissimo d’acqua, ci sono tre laghi:il lago Ogliastro,il lago Oliva e il famosissimo lago di Pergusa.

I Greci lo chiamarono Aidoni che vuol dire usignolo, ma lo chiamarono anche Aidoneus da Ade che dopo aver rapito Persefone ando’ a riposarsi sul colle Aidone. E’ un  paesino  di cinquemila abitanti, semplice e suggestivo, è un mosaico di case,  vicoli acciottolati e per chi non si appaga solo di bellezze naturali tiri il fiato e, in  fondo a una salita, nel centro di Aidone, si  trovera’ davanti a un ex convento di frati Cappuccini del 1611, diventato Museo dove vi è una ricca collezione di reperti trovati a Morgantina dall’eta’ del bronzo all’eta’ Romana.

Il Museo  ripercorre il passato del luogo con un minuzioso lavoro di ricerca ,hanno classificato anfore,statuette votive ,vasi  è uno scrigno che contiene tesori inestimabili come gli argenti  e la famosa Venere di Morgantina vanto locale .Una statua ciclopica alta 2,24 è in calcare,la testa le braccia e i piedi sono in marmo pario  del V sec.A.C., lo scultore ignoto, ma sicuramente un allievo del grande Fidia (caratteristica la tecnica del panno bagnato).

La Venere E’ Persefone o Demetra? Ma!Trent’anni fa fu rubata dai tombaroli che ottennero 28 miliardi di lire vendendola all’asta  (una certa sorpresa vedere nelle vetrine tra i reperti una moneta di cento lire italiane appartenute a un tombarolo),Paul Getty la restitui’.

Il Tribunale di Enna  nel 2001 condanno’ il ricettatore, un certo Canavesi, a due anni di reclusione  e a una multa di 40 miliardi di lire.Per la giornata molto piovosa non siamo potuti andare a vedere il sito archeologico di Morgantina ( alla prossima!)quindi ci siamo spostati a Piazza Armerina al coperto per visitare la Villa del Casale patrimonio dell’Umanita’ dal 1977.

La villa è del IV sec.d.c., costruita su modello di Villa Adriana di Tivoli,restaurata recentemente (sei anni di restauri e 18 milioni di euro sono bastati solo per una parte della villa).

Lì regna sovrana una natura straordinaria ,nella macchia Mediterranea si puo’ ammirare il Kolossal architettonico della villa romana dove Massimiano Erculeo, facoltoso signore delle bestie, fisso’ la sua residenza. Un luogo di altri tempi testimone di vita elegante, austera e fastosa, un contesto idilliaco, luogo incontaminato, ricco di storia e bellezze naturali, un vero viaggio nel tempo avvolto dal profumo della resina.

La villa del Casale è un luogo straordinario dove si gode di una atmosfera antica,  si rimane affascinati dall’eccezionale architettura dove si possono ammirare 4.100 metri quadrati di mosaici (120 milioni di tessere colorate) dove artisti Africani esperti nell’arte del mosaico e nella scelta dei colori hanno documentato i costumi, le usanze, i miti, la vita quotidiana, la moda, situazioni particolari, luoghi,eroi, caccia, divinita’ e giochi del tempo.

Massimiano sicuramente era un personaggio importante, forse un membro della famiglia Imperiale che non si faceva mancare niente. Anche noi non ci siamo fatti mancare niente, abbiamo fatto un pranzo Lucullianoda “Toto’ a Piazza Armerina, un’allusione a Lucio Licinio Lucullo ci sta’ bene, era un uomo politico che organizzava banchetti strabilianti, era famoso non solo per la raffinatezza dei cibi ma per il fasto delle tavole imbandite con coppe e piatti cesellati in oro. Alla prossima gita!

Margherita Arancio