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L'odissea del Lampedusa Calcio, mister Valecchi: "non ci demoralizziamo perchè abbiamo passione"

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C’è un appuntamento al quale i lampedusani non rinunciano: la partita di calcio della locale formazione che milita in Prima categoria.

In questo lembo di terra il calcio è passione, sacrifico e spirito di avventura; è un calcio lontanissimo dai riflettori. Solo una spruzzata di cronaca sulle pagine dei quotidiani sportivi del lunedì; per il resto della settimana Lampedusa ci racconta ben altre storie. L’isola è una contraddizione dal punto di vista geografico.

Fa parte della placca del continente africano poiché dista dalla Tunisia appena centodieci chilometri mentre è distante dalla Sicilia oltre duecento. Questa distanza è avvertita e diventa un problema anche nella gestione di un campionato di calcio e di una semplice partita. La squadra isolana, infatti, patisce il problema dei collegamenti in quanto il costo per spostarsi verso la terraferma è di gran lunga superiore rispetto a quello delle altre squadre siciliane. Ma a parte i costi vi è una questione logistica.

Quando il Lampedusa deve recarsi in trasferta i calciatori devono alzarsi alle quattro del mattino; due ore dopo devono trovarsi in aeroporto per le operazioni di imbarco per il volo in aereo con destinazione Palermo. Appena giunti nel capoluogo isolano, con un pulmino noleggiato, la squadra deve raggiungere in tempo la sede dell’incontro. Comprenderete la fatica accumulata prima della partita. Ma per novanta minuti i calciatori lampedusani dimenticano tutto. Giocano per onorare la maglia e possibilmente vincere.

E’ una sfida giocare. Al triplice fischio di chiusura bisogna ripartire immediatamente e qualche volta non c’è tempo per la doccia perché si corre il rischio di perdere l’ultimo aereo. Giocare e divertirsi per questi ragazzi è una odissea. Tanti sacrifici per una squadra che dovrebbe attirare le simpatie dei tanti sportivi per l’impegno e la passione che questi ragazzi mettono nell’affrontare il campionato; Lampedusa è un "peso" per quelle società che devono raggiungerla. Basti pensare ai costi da affrontare. Mediamente il trasferimento in aereo incide circa tremila euro; la Lega sicula di calcio interviene rimborsando il corrispettivo del vitto e dell’alloggio ma il costo del viaggio rimane elevato e così, molte squadre avversarie, preferiscono rinunciare alla trasferta ed essere penalizzate in classifica.

Per il Lampedusa, che si prepara meticolosamente ad ogni partita, la rinuncia da parte degli avversari è una pugnalata al cuore. I sacrifici di una settimana andati in fumo.

Ad allenare il Lampedusa è un tecnico umbro, Giorgio Valecchi, ex arbitro di Foligno che trascorre gran parte dell’anno nell’isola: "Io mi sono integrato molto bene perché nell’isola, oltre ad essere meravigliosa, si vive come una grande famiglia. La partecipazione attiva, da parte di tutti gli abitanti, a qualsiasi iniziativa è spontanea e corale. Poi ci sono i migranti che spesso giungono a riva in condizioni davvero critiche. Ho dato un’ aiuto a farli sbarcare. Quando li vedi arrivare con quelle carrette, stremati da giorni di navigazione e in pericolo di essere inghiottiti dal mare, ti rendi conto del vero significato di solidarietà. Quando gli vai incontro con una coperta e una bottiglia d’acqua, senti come una voce che è quasi un sospiro, un fiato, un canto di ringraziamento. L’hanno fatto e lo continuano a fare anche questi adolescenti che giocano nel Lampedusa calcio. Forse è per questo che qualcuno ha proposto Lampedusa per il premio nobel per la pace».

Il Lampedusa nell’ultimo turno giocato ha battuto il Borgata Terrenove col risultato di tre a due. Dopo la vittoria, l’allenatore Valecchi ha gioito insieme a tutta la dirigenza, "sento questi giocatori come miei figli e quando si vince sono davvero felice per loro. Volevo sottolineare la grande prova dei miei ragazzi, nonostante l'assenza di amichevoli e le difficoltà ad amalgamare la squadra".

Il terreno di gioco dell'impianto calcistico è in terra battuta: "peccato – ammette, sarebbe bello vederlo con l'erbetta anche sintetica. Quando piove le condizioni del campo sono davvero pessime e spesso quando ci sono mareggiate, visto che l'impianto è a pochi metri dal mare, dobbiamo rinunciare a giocare o ad allenarci a causa dell'acqua del mare che invade il terreno di gioco".

L'impianto di gioco di Lampedusa è senza spalti e il pubblico è costretto a seguire la partita in piedi dietro le reti di protezione, senza dimenticare che dietro ad una porta di gioco c'è uno dei due "cimiteri delle barche" con le imbarcazioni che gli immigrati hanno utilizzato per le traversate della speranza. Nonostante le difficoltà la voglia di sport dei giovani lampedusani è irrefrenabile ed arriva anche un desiderio: "seguiamo l'Akragas attraverso il sito ufficiale su internet. Per noi sarebbe un sogno giocare all'Esseneto contro quei fantastici giocatori".

Di seguito la cronaca dell'incontro  tra Lampedusa e Borgata Terrenove tratta dal sito ufficiale della squadra marsalese.

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Un Borgata Terrenove privo di tanti fondamentali elementi non è riuscito ad evitare la prima sconfitta stagionale. Con Sorrentino, Licari, Armato, Crimi, Tumbarello e Angelo Giacalone lasciati a casa per decisione del giudice sportivo o per indisponibilità, la squadra di mister.

Chianetta (anch’esso squalificato) ha combattuto ad armi pari davanti ad alcuni episodi sfortunati e ad un Lampedusa tirato a lucido per la sua seconda apparizione casalinga. Dopo venti minuti di gioco il giovane Giuseppe Giacalone è costretto a lasciare il terreno di gioco per infortunio e viene sostituito da Lampasona.

Al 25′ il primo sussulto del match: Indelicato smanaccia all’interno della propria porta un pallone che aveva precedentemente colpito la traversa. Niente di più fino al secondo tempo quando al 47′ De Marco riequilibra la partita realizzando il suo primo gol stagionale. Al 65′ Consentino lascia il posto al giovane Pinto.

Il Lampedusa torna in vantaggio al 68′ con Bellavia ma appena tre minuti dopo tocca a Lampasona provare la gioia del gol (71′). In una carambola di emozioni arriva subito terzo gol della squadra di casa con Lo Verde (73′). Il Borgata Terrenove non ci sta a perdere ed impone il suo gioco generando un forcing finale che porta al palo colpito da Galfano al 79′ e al gol annullato a Scuderi all’85′ per un dubbio fuorigioco.

Si ritorna a casa senza punti ma con una grande prova di una squadra che, anche se priva di molti elementi, ha dimostrato bel gioco e tanta caparbietà.

Si ringrazia Marco Saia per le foto della partita e Giuseppe Barresi per l'intervista a mister Valecchi

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