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Chi pagherà il conto per il mare inquinato? (VIDEO)

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Vi proponiamo, in video e nella trascrizione stenotipata, la seduta del consiglio comunale aperto del tredici ottobre dello scorso anno che ha trattato il tema della depurazione  e l'inquinamento del mare a San Leone.

Interventi e prese di posizione che fanno riflettere sulla reale conoscenza del problema alla luce dell'indagine avviata dalla Magistratura agrigentina dopo le denunce di cittadini e associazioni.

 


Video streaming by L'Altra Agrigento
Video streaming by L'Altra Agrigento

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Comune di Agrigento
Seduta del Consiglio Comunale Straordinario del 13 Ottobre 2011
PRESIDENTE ALFANO –Invito i consiglieri a prendere posto che iniziamo
la seduta. Invito il Segretario a chiamare l’appello.
Il Segretario Generale procede all’appello nominale dei Consiglieri.
PRESIDENTE ALFANO – 17 presenti, anche se non è previsto il numero
legale, ho creduto opportuno chiamare l’appello per dare ancora più consistenza
a questa seduta. Un breve saluto, benvenuti tutti quanti in questa aula del
Consiglio comunale di Agrigento a discutere di una problematica tra le tante
che interessano il nostro vivere civile e il nostro avvenire. Spero che questa sera
ognuno possa esprimere il proprio pensiero nel rispetto delle opinioni dell’altro,
perché così ce lo impone la democrazia. La democrazia è un bene che talvolta
appare misconosciuto quando si dimenticano il lavoro e il sacrificio di chi ci ha
preceduto, che con la loro vita e con il loro esempio hanno voluto consegnare a
tutti noi questo grande dono. Non fu l’ambizione che mosse queste persone, ma
la passione della politica prevalse il bene comune e non quella cultura oggi
dominante, utilitaristica ed egoista che induce a travisare la politica medesima
nella sua accezione più nobile. L’impoverimento del confronto politico a
vantaggio di slogan, attacchi personali, denigrazione degli avversari fa
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quest’oggi in questa aula la cassa di risonanza delle vere istanze dei cittadini. La
vostra presenza in questo Consiglio aperto interrompe questa situazione, questo
corto circuito, lo definirei, così descritto, e propende verso una democrazia
partecipativa che, seppur non deliberante, induce a una assunzione di
responsabilità non soltanto vostra ma ancor di più nostra, del Consiglio
comunale, dell’Amministrazione, delegati dal voto popolare. A mio giudizio
con più frequenza dovrebbero verificarsi questi eventi affinché tutto possa
essere incanalato verso la concretezza. L’analisi e la proposta troverà in questo
Consiglio, in questa aula attenzione ed efficacia. Agrigento non ha bisogno di
sterili contrapposizioni ma di tanto buonsenso. Merita soltanto di essere ben
amministrata.
Procediamo ora con la petizione, perché è stato fatto questo ordine del giorno
dopo che è pervenuta all’ufficio di Presidenza una nota sottoscritta da due
signore, Angela Musumeci e Brigida Lena, che ci portano pure una serie di
firme, innumerevoli firme, 698 firme. Questa proposta, in virtù delle norme
regolamentari, è stata portata alla conferenza dei capigruppo che l’ha fatta
propria e pertanto è stata indetta questa seduta consiliare aperta. La
divulgazione è assicurata per la bontà che ci è stata data da alcuni operatori in
streeming, l’Altra Agrigento, a cui si è aggiunta anche Teleacras. La
regolamentazione per quanto riguarda gli interventi esterni è stata definita dalla
conferenza dei capigruppo, fermo restando le prerogative del consigliere
comunale, per tutti gli altri è di cinque minuti. Logicamente la prenotazione
verrà fatta entro mezzora, di modo che possiamo parlare un po’ tutti quanti e
dire la nostra su questo argomento. Ci sono pervenute delle note di non
partecipazione a firma, perché sono stati inviati, così come prevede il nostro
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statuto, a tutte le persone e a tutti gli enti che contempla. Impossibilitato a
partecipare, ha creduto opportuno mandare una nota l’Avvocato Onorevole
Michele Cimino, l’Onorevole Giuseppe Marinello, mentre una nota ci perviene
da Girgenti Acque che così si esprime: “Oggetto: Convocazione Consiglio
comunale in adunanza aperta. Egregio signor Presidente, nel ringraziarla per
l’invito rivoltoci a partecipare al Consiglio comunale in oggetto, ci corre
l’obbligo comunicarle che la Girgenti Acque S.p.A. non parteciperà in quanto le
decisioni da assumere in ordine alla depurazione della fascia costiera del
Comune di Agrigento, trattata in tale sede, assumono un rilievo politico
amministrativo e quindi di indirizzo, che pertanto esulano dalle nostre
competenze. Nel contempo le assicuriamo che la Girgenti Acque S.p.A. metterà
a disposizione, per come sempre ha fatto, tutte le proprie capacità tecniche per
proporre soluzioni per risolvere l’annosa questione depurazione agrigentina,
rispettando integralmente le determinazioni politico – amministrative che
saranno assunte dai competenti organismi in funzione anche alla realizzazione
del depuratore di Villaggio Peruzzo”. “L’associazione dei consumatori (invito
pure a leggere il cartello delle associazioni tutela dei diritti dei consumatori)
apprezza la convocazione del Consiglio comunale aperto di oggi sul tema della
depurazione delle acque reflue riguardanti le attività domestiche della comunità
agrigentina che inquinano la nostra riviera. Il cartello sarà presente al Consiglio
comunale straordinario di stasera e offrirà il proprio contributo al dibattito
d’aula. Le famiglie agrigentine, oltre ad accusare l’inquinamento marino,
considerano inquinato il sistema economico che impedisce lo sviluppo
dell’impresa e dell’occupazione in tutte le sue forme e attività. Sarebbe quindi
un grande tema sul quale il Consiglio comunale dovrebbe convocare una seduta
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straordinaria aperta a tutte le componenti sociali interessate allo sfruttamento
delle risorse materiali e immateriali che possono determinare la diminuzione
della disoccupazione, prevalentemente quella giovanile”. Sono invece presenti
l’Assessore provinciale Ferrara in rappresentanza del Presidente della Provincia,
l’Ingegnere Milano dirigente dell’ATO, il Tenente di Vascello Governale per la
Capitaneria di Porto che è stata evidentemente invitata. L’Amministrazione è
presente con la presenza del vice Sindaco, dell’Assessore Gramaglia, vedo pure
l’Ingegnere Principato. Invito il Segretario a leggere l’articolo del nostro Statuto
che regolamenta le sedute consiliari aperte.
SEGRETARIO GENERALE – Articolo 57: “Quando si verificano particolari
condizioni e sussistono rilevanti motivi di interesse della comunità che lo fanno
ritenere necessario, il Presidente del Consiglio, sentita la conferenza dei
Presidenti dei gruppi consiliari, può convocare l’adunanza aperta del Consiglio
comunale nella sua sede abituale o anche nei luoghi particolari previsti
dall’articolo 4 del regolamento. Per tutte le suddette adunanze aperte non
vengono applicate le norme sulla validità delle sedute di cui al precedente
articolo 53, fatta salva l’ipotesi di cui al successivo 5° comma, articolo 53,
numero legale. Tali adunanze hanno carattere straordinario, alle stesse con i
consiglieri comunali possono essere invitati parlamentari nazionali e regionali,
rappresentanti della Provincia di altri Comuni delle circoscrizioni degli
organismi di partecipazione popolare e delle associazioni locali, politiche e
sindacali interessate ai temi da discutere. In tali particolari adunanze il
Presidente, garantendo la piena libertà di espressione dei membri del Consiglio
comunale, consente anche interventi dei rappresentanti come sopra invitati che
portano il loro contributo di opinioni, di conoscenza e di sostegno e illustrino al
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Consiglio comunale gli orientamenti degli enti e delle parti sociali
rappresentate. Durante le adunanze aperte del Consiglio comunale può
procedersi all’approvazione di ordine del giorno e/o modifica ove sussista il
numero legale, ma non possono essere adottate deliberazioni o assunti anche in
linea di massima impegni di spesa a carico del Comune”.
PRESIDENTE ALFANO – Grazie. Invito i proponenti, in rappresentanza di
questa associazione “Gli Inquinati”, la signora Musumeci o la signora Brigida
Lena, a volere intervenire e a illustrare a tutti quanti la loro posizione, visto che
sono stati i promotori. Invito tutti coloro che vogliono intervenire, da questo
momento in poi fino alle 18:20, di prenotarsi presso questo ufficio di
Presidenza e mi riferisco principalmente agli esterni, cioè agli ospiti, di venire
qui alla Presidenza per prenotarsi per i loro interventi. Prego.
SIGNORA MUSUMECI - Presidente, porto i saluti di Brigida Lena che per
problemi di famiglia non è potuta essere presente. Io leggerò un documento che
abbiamo stilato noi Inquinati, rivolto sia al Presidente del Consiglio che al
Sindaco: “Con la presente noi Inquinati agrigentini ringraziamo pubblicamente
il Sindaco, il Presidente del Consiglio e il Consiglio tutto per l’opportunità
offertaci di sottoporre loro le nostre istanze. Gli Inquinati il 15 settembre hanno
consegnato al Presidente del Consiglio comunale e successivamente al Sindaco
una petizione popolare con 700 firme di cittadini in cui si chiede dove il
Comune realizzerà il depuratore per la fascia costiera della città; la data di inizio
e di fine dei lavori, la consegna e la messa in funzione di suddetto depuratore.
La nostra linea non si è disgiunta da queste richieste manifestate fin dall’inizio,
pertanto oggi chiediamo al Sindaco e al Presidente del Consiglio e al Consiglio
tutto che si facciano portavoce delle nostre istanze presso il Presidente
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dell’ATO Idrico, presso Girgenti Acque e tutti gli enti competenti. Inoltre gli
Inquinati chiedono oggi se per gli scarichi sul litorale di San Leone sia
ammissibile considerare la sola grigliatura una depurazione invece di un
trattamento preliminare per l’invio dei reflui agli altri fondamentali trattamenti
obbligatori per legge, che invece non vengono fatti; di parlare oggi non solo di
pennelli a mare ma innanzitutto di qualità dell’acqua reflua, perché, ci
chiediamo, non si può seguire l’esempio di Rapallo, dove l’Europa finanzierà
un depuratore con 15 milioni di euro di fondi europei, un’opera che costerà 40
milioni di euro per oltre 30.000 residenti, potremmo anche noi ottenere
finanziamenti europei per la costruzione di un depuratore? Di ottenere oltre,
chiediamo, l’adeguamento alla direttiva europea del 1991/271/CEE sul
trattamento delle acque reflue urbane, perché noi cittadini non vogliamo pagare
le multe per l’inefficienza e incapacità di una classe politica, se siete a
conoscenza che laddove non esiste un depuratore non si paga la depurazione,
come da sentenza della Corte Costituzionale 335 del 2008 e articolo 8 sex della
legge 27 febbraio 2009. In base al precedente punto, appunto, di procedere al
recupero delle somme riscosse per una depurazione non fruita. Chiediamo
inoltre che sia disponibile e di facile consultazione la mappatura delle zone
servite attualmente dalla depurazione in modo che sia chiaramente individuabile
da ogni cittadino la sua situazione riguardo la depurazione, come è stato
promesso dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio comunale. Inoltre ci
chiediamo: dove vanno a finire i reflui di via Pier Santi Mattarella, di via
Mazzini, di via Regione Siciliana, Quadrivio Spinasanta, eccetera? Nell’ultimo
incontro, avuto al Collegio dei Filippini con il Sindaco, sono state consegnate
delle evidenze oggettive nelle quali il Sindaco si è impegnato a valutare per
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individuare eventuali estremi per la rescissione del contratto con Girgenti
Acque. Chiediamo al Sindaco, anche se oggi non è presente, se ritiene che ci
siano ancora questi estremi. Tutto ciò sarebbe funzionale anche a far rispettare
la volontà del 60 per cento dei cittadini di Agrigento che si sono espressi
riguardo a rendere l’acqua pubblica. È al corrente che altri Sindaci, come ad
esempio De Magistris a Napoli, si sono adoperati per trovare la soluzione
ottimale. Noi abbiamo la delibera del Sindaco De Magistris in cui si stabilisce
che l’acqua è un bene comune. È stato fatto un Assessorato dei beni comuni.
Chiediamo se questo sia possibile realizzarlo anche qua ad Agrigento, e
rispettare così quello che i cittadini hanno espresso al referendum. E infine
ancora chiediamo se questo pennello secondo legge è legale, se scarica a mare
reflui non depurati, ma potrà essere sicuramente utilizzato per scaricare l’acqua
già depurata nel momento in cui verrà costruito il depuratore. Noi ci chiediamo,
viste le immagini trasmesse da Teleacras, che mostrano una condotta
semplicemente appoggiata sul substrato marino, non bene ancorata in alcune
parti sospese, non è così che noi immaginiamo possa essere una struttura per
l’uso a cui questa è destinata. E voi? Ci chiediamo, si può continuare con una
storia di rottura che sicuramente gravano sulle nostre tasche? A proposito, noi
vorremmo sapere: quanto abbiamo pagato questa condotta realizzata nel 2009?
Noi sappiamo 3 milioni di euro, voi ce lo confermate? Prima della fine del
mandato di questo Consiglio quali obiettivi vi proponete di raggiungere su
questo tema? Abbiamo saputo che il Sindaco ha convocato una conferenza di
servizi per l’8 novembre. Noi non possiamo che esprimere soddisfazione per la
volontà dimostrata e un certo rammarico perché sia passato più di un anno
dall’ultima delibera. Ma attendiamo fiduciosi che il prossimo passo non
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avvenga fra un anno. Noi vogliamo sapere quando dalle parole si passerà ai
fatti. Tutti noi speriamo che oggi si decida e non si facciano soltanto parole. In
attesa delle vostre determinazioni, data la credibilità politica risibile conquistata
in questi anni dalle amministrazioni in provincia, ci riserviamo di richiedere i
danni come popolo agrigentino che per le condizioni di salute del mare non si è
potuto aggiudicare la bandiera blu, causando perdite economiche agli operatori
turistici e impedendo un possibile sviluppo economico della città intera”.
PRESIDENTE ALFANO – Grazie. Il vice Sindaco ha la parola.
VICE SINDACO MUGLIA – Signor Presidente, signori consiglieri, cittadini
di Agrigento. Innanzitutto il mio compiacimento personale, se mi consentite,
per avere ascoltato questa signora che io non avevo il piacere di conoscere e che
mi sembra che con puntuale, circostanziata, competente e garbata
determinazione abbia rappresentato un problema serio di Agrigento e di alto
valore civico mi è sembrato il ragionamento della signora, alla quale bisogna
dare risposta. Lo dico perché sono contento che il signor Presidente abbia fatto
parlare prima la signora, perché mi sembra che quello che io dirò, anzi la
relazione che leggerò a nome del Sindaco dà risposta proprio agli interrogativi
che sono stati testè posti dalla signora in rappresentanza di una larghissima
fascia di cittadini agrigentini. Il Sindaco è di ritorno da Roma perché aveva
degli importanti incontri, l’abbiamo sentito oggi in televisione, per i
finanziamenti, speriamo sul centro storico, e si scusa fortemente con la
cittadinanza per non essere presente, ma nel delegare me, vice Sindaco di questa
città che indegnamente lo rappresento, mi ha consegnato una relazione che poi è
la relazione per l’indizione della conferenza di servizi, che è un atto importante,
e mi ha pregato di leggerlo a questo Consiglio comunale, alle istituzioni e a
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tutti i cittadini di Agrigento. “Indizione conferenza di servizi per l’avvio della
concertazione di cui all’articolo 23 delle norme di attuazione del Piano del
Parco archeologico della Valle dei Templi in ordine al depuratore del Villaggio
Peruzzo in adesione all’atto di indirizzo votato dal Consiglio comunale di
Agrigento con deliberazione N. 18 del 9 febbraio 2010, e all’atto di indirizzo
votato dall’Amministrazione attiva con deliberazione di Giunta comunale N. 78
del 18/06/2010 e con i poteri di cui all’articolo 50 del decreto legislativo
267/2000 per ragioni che attengono alla salvaguardia dell’igiene e salute
pubblica”. Debbo leggere necessariamente in indirizzo a quali enti, perché mi
sembra essenziale e sostanziale viene inviata questa indizione di conferenza di
servizio. “Al signor Presidente del Consiglio dell’Ente Parco Archeologico
Valle dei Templi, al signor Direttore dell’Ente Parco Archeologico Valle dei
Templi, al signor Sovrintendente dei Beni Culturali e Ambientali,
all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, all’Assessorato Regionale
Territorio e Ambiente (altro dipartimento), al Dipartimento Regionale delle
Acque e dei rifiuti ex ARRA, al Comandante della Capitaneria di Porto, al
dirigente del VII Settore Urbanistica del Comune di Agrigento, alla ASP di
Agrigento Servizio Igiene e Sanità, all’Ingegnere Capo dell’Ufficio del Genio
Civile, al Consorzio ATO Servizio Idrico Integrato sia nella persona del
Presidente Eugenio D’Orsi sia nella persona del Direttore Generale Ingegner
Bernardo Barone, al Consorzio ATO Servizio Idrico Integrato nella persona
dell’Ingegnere Giuseppe Milano, alla Girgenti Acque S.p.A. e
all’Amministratore Delegato Carmelo Salamone, al Sindaco del Comune di
Favara, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’Ingegnere Rizzo e
Ingegnere Giovanbattista Platamone, all’Ingegnere Maurizio Carlino e
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all’Ingegnere Nicola D’Alessandro, e per conoscenza al signor Prefetto e alla
Impresa Costanza Vincenzo. Premesso che, al fine di pervenire alla risoluzione
definitiva della problematica inerente la depurazione dei reflui prodotti dagli
insediamenti civili e di quelli ad essi assimilabili, insistenti nel territorio
comunale del Villaggio Peruzzo e della intera fascia costiera del litorale di
Agrigento, il sottoscritto Avvocato Marco Zambuto, nella duplice qualità di
sindaco pro-tempore della città di Agrigento e componente del Consiglio del
Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, con protocollo
18543 del 24/03/2010 ha chiesto al Presidente del Consiglio di
Amministrazione e al Direttore del Parco Archeologico Valle dei Templi di
Agrigento di volere indire una conferenza di servizi con carattere di urgenza,
estesa a tutti i rappresentanti degli enti in indirizzo per dare attuazione alla
concertazione di cui al disposto dell’Art. 23 delle Norme di Attuazione del
Piano del Parco Archeologico della Valle dei Templi in ordine al depuratore di
Villaggio Peruzzo, le cui infrastrutture ricadono all’interno della Zona IIF dello
stesso piano, denominata “Interventi localizzati del restauro del paesaggio” e
per la quale si prescrivono idonei interventi di riqualificazione quale obiettivo 2.
Con successiva nota N. 31472 del 26/05/2010 ha sollecitato la superiore istanza;
tenuto conto del mancato riscontro alla istanza e al successivo sollecito sopra
richiamati; considerato che in relazione ai rapporti contrattuali di cui all’atto di
cottimo del 14/11/1987, registrato in Agrigento il 25/11/1987 al N. 3292 e del
successivo atto di sottomissione del 24/02/1992, registrato in Agrigento il
26/02/1992 al N. 680 serie 3 stipulati da questo Comune con l’Impresa
Costanza Vincenzo, corrente in Joppolo Giancaxio via Umberto 29, relativi
rispettivamente ai lavori della perizia per il completamento centraline ed
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allacciamenti fognari, finanziata nell’ambito dei lavori per la costruzione della
rete idrica e fognante nella frazione di San Leone del Comune di Agrigento dal
Comitato di Gestione della Agenzia per la promozione dello sviluppo del
Mezzogiorno e dalla successiva perizia di assestamento tecnico funzionale della
rete idrica e fognante e impianto di depurazione nella frazione di San Leone, per
quanto è stato possibile riscontrare in atti, emerso che i lavori cui gli stessi
ineriscono sono stati sospesi in data 18/12/1996, giusto verbale di sospensione
N. 5 di pari data a firma degli ingegneri Vincenzo Rizzo e Giovanbattista
Platamone nella qualità di direttori dei lavori; quest’ultima sospensione dei
lavori, che si protrae fino ad oggi, venne disposta per consentire la
rielaborazione di una perizia di variante tecnica la cui redazione venne conclusa
in data 13/02/1998 sotto la seguente denominazione: Rete idrica e fognante,
impianto epurativo con deodorizzazione ed insonorizzazione e collegamento
alla centralina Padri Vocazionisti nella frazione di San Leone. Per questa ultima
perizia di variante tecnica non è stato concluso il procedimento tecnico –
amministrativo di approvazione previsto dalla legislazione di settore. Durante il
lungo regime di sospensione dei lavori di ampliamento e completamento del
depuratore, innumerevoli eventi hanno intanto delineato un nuovo quadro
normativo e regolamentare che, per ciò che attiene la problematica in oggetto,
hanno: guidato e delineato il percorso tecnico – amministrativo che ha
consentito la individuazione, definizione e costituzione dell’Ambito Territoriale
Ottimale della Provincia di Agrigento, denominato ATO Idrico Agrigento,
nonché la individuazione del soggetto concessionario Girgenti Acque S.p.A.,
cui è stato demandato l’intero servizio idrico integrato dei 43 Comuni della
Provincia con diritto di esclusività, unicità ed unitarietà in ordine alla
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progettazione, costruzione e gestione, sia per il servizio idrico che per quello
fognante e di depurazione; innovato la disciplina sui sistemi idrici e fognari
inclusa la depurazione con l’adozione in ultimo del decreto legislativo del 03
aprile 2006, recante norme in materia ambientale, che impone misure assai più
restrittive del passato e la cui osservanza è assai più vincolante in
considerazione anche dei procedimenti di infrazione cui si può incorrere da
parte della Comunità Europea che ha avviato e/o è in procinto di avviarli nei
confronti della Regione siciliana e conseguentemente degli enti locali; innovato
anche la disciplina urbanistica del territorio del Comune di Agrigento e
dell’area in cui ricade l’impianto epurativo, attraverso l’adozione e
l’approvazione del progetto di revisione preesistente Piano Regolatore
Generale; trasferito inoltre la competenza sulla disciplina urbanistica
dell’ambito territoriale in cui ricade il depuratore del Villaggio Peruzzo al neo –
costituito ente Parco Archeologico che ha ulteriormente innovato la
utilizzazione dello stesso ambito attraverso l’adozione del Piano del Parco
Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e delle sue norme, in atto
ancora in corso di approvazione presso il competente Assessorato Regionale ai
Beni Culturali e Ambientali; ha sottoposto in ordine agli aspetti legati al
dissesto idrogeologico parte del territorio comunale e lo stesso ambito in cui
ricade il depuratore di Villaggio Peruzzo, a un nuovo e restrittivo regime
vincolistico con l’adozione del decreto del Presidente della Regione N. 272 del
02/07/2007 con cui è stato approvato il Piano di Stralcio di bacino per l’assetto
idrogeologico, PAI, del fiume San Leone e area territoriale intermedia tra i
bacini del fiume San Leone e del fiume Naro; ha inoltre innovato la disciplina
per le costruzioni con l’adozione appunto delle nuove norme tecniche per le
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costruzioni di cui al decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 e della relativa
circolare applicativa del Ministero Infrastrutture e Trasporti del 2 febbraio 2009,
recante come oggetto Istruzioni per l’applicazione delle nuove norme tecniche
per le costruzioni di cui al decreto ministeriale citato. Tenuto conto inoltre che
in ragione di quanto sopra considerato: la risoluzione dei problemi igienico –
sanitari del progetto ambito territoriale, in relazione alla notevole
antropizzazione dei luoghi avvenuta e alle nuove previsioni di espansione
previste dal revisionato Piano Regolatore Generale, approvato nel 2009 e
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24/12/2009, passa anche attraverso la
realizzazione di un nuovo impianto di depurazione previsto all’interno della
sottozona F1 ubicata in sponda sinistra del fiume Naro tra le contrade Timpa dei
Palombi e Dulcetta in direzione Zingarello; tenuto ancora conto che la
risoluzione dei predetti problemi passa altresì attraverso una indispensabile e
una urgente revisione del PARF, il cui stralcio riguardante in parte le zone in
esame, denominato stralcio sud - est, PARF sud – est, che programma
l’attuazione della rete fognante limitatamente alla zona sud – est delle aree di
San Leone – Cannatello e Villaggio Mosè, è stato approvato con prescrizioni
dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente con decreto assessoriale N.
663 nel lontano 5 maggio del 1987, ai sensi e per gli effetti dell’allora
subentrata norma regionale e specificatamente dall’Art. 16 della legge regionale
21 aprile 1985, N. 21 e legge regionale 25 maggio 1986 N. 27; il Consiglio
comunale di Agrigento con la deliberazione N. 18 del 9 febbraio 2010 ha
espresso la volontà di mantenere e completare il depuratore del Villaggio
Peruzzo, i cui lavori erano stati avviati dal Comune di Agrigento nel rispetto
delle norme urbanistiche e igienico - sanitarie all’epoca vigenti, rimettendo al
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costituito Parco Archeologico ogni definitiva valutazione in sede di
concertazione sopra richiamata. Il nuovo gestore del Servizio Idrico Integrato
dell’ATO Idrico di Agrigento e Girgenti Acque S.p.A., per ragioni che
discendono da una migliore razionalizzazione del servizio in ambito
sovracomunale e per come esposto nella riunione tenutasi presso la sede ATO
Idrico in data 11/06/2010 nell’ambito di una analisi del sistema fognario –
depurativo della fascia costiera di Agrigento per il superamento delle procedure
di infrazione, redatto dai tecnici Maurizio Carlino e Nicolò d’Alessandro
all’uopo incaricati; in relazione al depuratore del Villaggio Peruzzo ha
manifestato la volontà di prevederne il completamento per soddisfare il
fabbisogno di un ambito limitato a circa 10.000 abitanti equivalenti che
geograficamente si configura con il nucleo urbano di Villaggio Peruzzo stesso e
delle aree contigue e prossime al litorale di San Leone che per morfologia dei
luoghi i reflui che si generano dagli insediamenti ivi esistenti per gravità
defluiscono verso lo stesso depuratore e verso la centralina di sollevamento
presso i Padri Vocazionisti; in relazione al nuovo depuratore di fiume Naro ha
manifestato il proprio intendimento di destinarlo oltre che all’ambito territoriale
che vi gravita anche al restante territorio che avrebbe dovuto scaricare, secondo
il vigente PARF, nel depuratore del Villaggio Peruzzo, nonché anche alla
depurazione dei reflui che provengono dalla contigua città di Favara.
L’amministrazione attiva con deliberazione di Giunta comunale del 18/06/2010
N. 78 ha preso atto e condiviso le determinazioni del Consiglio comunale di cui
alla deliberazione N. 18 del 09/02/2010; fatti salvi gli approfondimenti tecnici e
le acquisizioni di tutti i pareri di legge, ha espresso parere favorevole in ordine
alle proposte avanzate dal nuovo gestore del Servizio Idrico Integrato ATO
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Idrico di Agrigento, Girgenti Acque S.p.A., sopra enunciate; rilevato che la
risoluzione del problema della depurazione nell’ambito territoriale sopra citato,
così come i procedimenti tecnico – amministrativi pendenti sopra richiamati,
passano attraverso la scelta definitiva di tutte le determinazioni che in sede di
concertazione occorre necessariamente, urgentemente e improcastinalmente
adottare per stabilire le sorti del costruendo impianto di depurazione del
Villaggio Peruzzo con riguardo a tutti gli aspetti fondamentali connessi alla
soppressione o al suo mantenimento con il conseguente altrettanto urgente e
improcrastinabile suo completamento nel rispetto delle norme di attuazione del
P.P.A., delle norme igienico - sanitarie e sismiche vigenti e dei subentrati
vincoli idrogeologici e sulla scorta di adeguate analisi di convenienza, costi –
benefici, che si legano imprescindibilmente ai costi sostenuti per le opere già
realizzate, ai costi da sostenere per completare la stessa opera, ai costi necessari
per la sua gestione, nonché ai costi per sostenere, per adattare il sito ad altra
funzione nel caso si voglia ricorrere in tutto o in parte a soluzioni e impianti
alternativi per la depurazione. È indispensabile sottoporre l’attenzione della
predetta concertazione conferenza di servizi, sia la risoluzione tecnica
progettata, diretta e variata dai direttori dei lavori di indirizzo per conto
dell’Amministrazione comunale, sia la soluzione tecnica prospettata dal gestore
del servizio idrico integrato Girgenti Acque S.p.A. nell’ambito della predetta
analisi del sistema fognario depurativo della fascia costiera di Agrigento per il
superamento delle procedure di infrazione. Tutto ciò premesso, considerato e
rilevato, permanendo la necessità di dare non solo immediatamente ma anche
definitivamente soluzione ai problemi igienico – sanitari che interessano il
Villaggio Peruzzo, le zone limitrofe e l’intera fascia costiera del litorale
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agrigentino per la inidonea depurazione dei reflui in tale ambito, prodotti a
causa del mancato completamento dell’impianto di depurazione del Villaggio
Peruzzo, i cui lavori soggiacciono tuttora a regime di sospensione, permanendo
quale unico sistema di smaltimento dei reflui a mare il non più confacente
pennello dell’ex colonia dei Padri Vocazionisti risalente a epoca remota e
ancorché oggetto di recenti, massicci interventi di manutenzione da parte della
società di gestione Girgenti Acque S.p.A., permanendo la necessità di dare
seguito ai lavori di integrazione delle opere igienico – sanitarie della frazione di
San Leone, stralcio di completamento primo lotto interrotto a causa di un
contenzioso insorto tra questa Amministrazione e l’impresa esecutrice e
comunque la necessità di consegnare la vasta rete già realizzata, posta a servizio
di un’ampia zona del litorale di San Leone alla società di gestione del servizio
idrico integrato che si oppone alla presa in carico per il mancato completamento
del depuratore del Villaggio Peruzzo; permanendo la necessità di assicurare il
mantenimento del finanziamento del lotto di completamento dei predetti lavori
di integrazione delle opere igienico – sanitari nella frazione di San Leone,
stralcio di completamento – 2° lotto per il quale l’Assessorato Regionale
Territorio e Ambiente, ente finanziatore, nel disporne la sospensione ha
minacciato questa Amministrazione beneficiaria di revocarne la erogazione,
qualora non si pervenga a una precisa definizione del sistema predetto di
depurazione; permanendo la necessità di addivenire a una soluzione in ordine ai
rapporti contrattuali che legano questa Amministrazione con l’impresa
Vincenzo Costanza; permanendo la necessità di non precludere la crescita
economica e sociale del nostro territorio attraverso la espansione della nuova
programmata attività turistica – ricettiva sulla fascia costiera per la deficienza
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attuativa dell’ormai obsoleto PARF e dei suoi sistemi di depurazione; con la
presente il sottoscritto Avvocato Marco Zambuto, nell’interesse esclusivo della
collettività che amministra, nella qualità di massima autorità sanitaria
territoriale individuata dall’Art. 50 comma 5° del decreto legislativo 267 del
2000, indice per le ore 10:00 del giorno 08/11/2011 presso la Sala Giunta, posta
al secondo piano del Palazzo municipale sito in piazza Pirandello, ai sensi
dell’Art. 14 e seguenti della legge regionale 241/90, per come recepiti dalla
legge regionale 10/91 così come modificato dalla legge 05/04/2011, una
conferenza di servizi con carattere di urgenza e invita tutti i rappresentanti degli
enti di indirizzo che a vario titolo sono chiamati ad esprimere il parere di
rispettiva competenza per dare attuazione alla concertazione di cui al disposto
articolo 23 delle norme di attuazione del Piano del Parco Archeologico e
paesaggistico della Valle dei Templi, in ordine al depuratore di Villaggio
Peruzzo, le cui infrastrutture ricadono all’interno della zona IIF dello stesso
piano del Parco archeologico denominata interventi localizzati di restauro del
paesaggio e per la quale si prescrivono idonei interventi di riqualificazione
quale obiettivo 2 per dare nel rispetto di tutte le norme vigenti una definitiva
soluzione al problema della depurazione nell’ambito territoriale predetto,
partendo dall’esame delle due proposte progettuali sotto riportate e prima
richiamate: perizia di variante tecnica recante come oggetto Rete idrica e
fognante, impianto epurativo con deodorizzazione e insonorizzazione e
collegamento alla centralina Padri Vocazionisti nella frazione di San Leone,
elaborata per conto dell’Amministrazione comunale di Agrigento
dall’Ingegnere Rizzo e Platamone, tecnici esterni all’uopo incaricati, atto di
trasferimento del 19/12/1991; soluzione tecnica prospettata dal gestore del
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Servizio Idrico Integrato e dell’ATO Idrico di Agrigento, Girgenti Acque
S.p.A., nell’ambito della predetta analisi del sistema fognario – depurativo della
fascia costiera di Agrigento per il superamento delle procedure di infrazione
condotta dagli ingegneri Maurizio Carlino e Nicola d’Alessandro all’uopo
incaricati; di cui si allegano alla presente, per costituirne parte integrante e
sostanziale, i relativi elaborati, progetti grafici e descrittivi; alla presente,
sempre per costituirne parte integrante e sostanziale, si allega, altresì, per
meglio comprendere le ragioni della presente richiesta e le motivazioni perché
debba evadersi con urgenza la relazione del 6/11/2011 redatta dal competente
ufficio del Settore VIII Lavori Pubblici di questo Comune con la quale, dopo un
brevissimo cenno storico del costruendo depuratore Villaggio Peruzzo sul sito
in cui ricade e sulla sua trasformazione nel tempo correlata alla evoluzione
costruttiva delle infrastrutture dell’impianto e della antropizzazione dei luoghi,
avvenuta attraverso interventi edilizi assentiti e spontanei, e dopo una breve
analisi del quadro normativo venutosi a formare, si evidenziano i riflessi che la
concertazione oggetto della presente richiesta e le sue scelte rilevano sotto i
molteplici aspetti di natura igienico – sanitaria e di programmazione territoriale,
negoziale e/o contrattuale, economico – finanziaria e sociale rispettivamente. In
conclusione e per ogni buon fine si comunica che per ogni chiarimento e/o
comunicazione può farsi riferimento al dirigente del Settore VIII Lavori
Pubblici di questo Comune, segnatamente all’Ingegnere Giuseppe Principato,
raggiungibile presso i propri uffici posti al 4 piano dell’immobile degli uffici
comunali di piazza Gallo o attraverso i recapiti telefonici che se volete
leggiamo: allo 0922/590401, al fax 0922/590401, al cellulare 348/2304185 e
con indirizzo di posta elettronica: giuseppe.principato@comune.agrigento.it
19
stante l’urgenza del caso in tutti i giorni lavorativi dal lunedì al venerdì.
Fiducioso della fattiva collaborazione di tutti i destinatari e della indispensabile
e sicura partecipazione dei responsabili dei rispettivi enti, porge distinti saluti”.
Grazie.
PRESIDENTE ALFANO – Grazie, signor vice Sindaco, che ci ha letto la nota
di indizione della conferenza dei servizi per l’avvio della concertazione di cui
all’Art. 23 delle norme di attuazione del Piano del Parco Archeologico in
adesione all’atto di indirizzo che è stato votato dal Consiglio comunale il
9/02/2010. Io invito ancora se c’è qualcuno per iscriversi, di rivolgersi qui
all’ufficio di Presidenza per regolamentare un po’ tutti gli interventi entro 5
minuti, si rivolgano qui al funzionario alla mia destra, Dottore Sinaguglia, per
dare loro adesione. Invito il Consigliere Galvano che mi aveva chiesto la
parola.
CONSIGLIERE ANGELA GALVANO – Buonasera, signor Presidente,
colleghi consiglieri, signori tutti. Io purtroppo per motivi di natura personale
non ho potuto partecipare in questi ultimi mesi fattivamente o comunque come
avrei voluto a quelle che sono state le iniziative che sono state organizzate dagli
Inquinati, nonché da altri cittadini e movimenti in merito a una problematica
così importante e quindi vorrei innanzitutto fare un plauso da parte del gruppo
consiliare del Partito Democratico a queste organizzazioni, anche perché
comunque il nostro partito, i segretari dei circoli sono stati presenti e hanno dato
per quanto possibile un loro contributo. Oggi ciò che si evidenzia nella nostra
società è che la politica troppe volte appaia come un gioco di specchi, di gesti e
di maschere e di certo la nostra Amministrazione un po’ ballerina così come
anche il nostro Sindaco non hanno dimostrato il contrario. Ma vi è un dato
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importante, ed è quello che poc’anzi ho accennato, cioè sarebbe a dire: per
risolvere questioni importanti come quella della depurazione e altre ancora,
bisogna partire dai nostri cittadini; e proprio in merito alla questione della
depurazione è chiaro ed evidente come i nostri cittadini abbiano deciso di
muoversi e questo dimostra un dato palese, cioè che Agrigento non è una città
passiva, non è una città che dorme dinanzi a quelle che sono le nostre
problematiche, no, è una città che di fronte a delle questioni particolarmente
importanti riesce ad attivarsi, a unirsi e a muoversi, e la nostra Agrigento appare
così attenta e fervida e dovrebbe apparire così attenta e fervida a tutti coloro che
svolgono anche una attività politica in qualsiasi partito essi si trovino a militare.
C’è una Agrigento che riesce ad attivarsi in maniera seria, in maniera garbata e
con unità. Tutto ciò evidenzia come l’interesse della città e dei cittadini riesca
sempre ad unire, e purtroppo però in questi quattro anni e mezzo questa
Amministrazione ha dimostrato molte mancanze e auspichiamo che il Sindaco e
la sua Amministrazione abbiano realmente a cuore la qualità della vita dei
nostri cittadini, abbiano veramente a cuore la nostra città e auspichiamo che non
si limitino semplicemente a registrare passivamente ciò che i nostri cittadini, e
noi gridiamo a gran voce da tempo, e che non si limitino a rispondere con tante
parole e con relazioni lunghissime, ma trasformino queste parole in delle azioni
concrete e risolutive. È ovvio comunque che il problema della depurazione non
è un problema, e questo è noto a tutti noi, non è un problema che nasce oggi, è
un problema che esiste da tempo. L’unica cosa che in questo momento, oltre
che a continuare a condurre questa battaglia, continuare questo cammino,
sicuramente è quello di augurarci che la convocazione della conferenza dei
servizi che si svolgerà l’8 novembre non sia semplicemente una strategia, una
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strategia frutto di una politica che illude e che strumentalizza, perché gli
agrigentini sono stanchi di essere strumentalizzati e lo hanno dimostrato nel
momento in cui in questi mesi non hanno fatto altro che unirsi per un interesse
comune, per un bene comune, quello di realizzare un sistema di depurazione per
la nostra città, perché questo è un interesse che riguarda tutti noi. La politica
deve stare in mezzo ai problemi dei cittadini, deve cercare di individuare le
soluzioni di questi problemi e deve cercare di porre in essere le soluzioni, e non
soltanto cercare di risolvere questioni personali o di altri pochi eletti, bisogna
agire esclusivamente per l’interesse della città e dei cittadini. Il sistema fognario
di Agrigento è carente in gran parte della nostra città. È necessario e
fondamentale allineare la nostra Agrigento a quello che è il modello standard
comunitario per quanto riguarda i sistemi di depurazione. È necessario agire
oggi, e la politica deve essere l’applicazione di un principio fondamentale, cioè
quello che le persone devono stare al primo posto, le persone e quindi quelli che
sono gli interessi dei cittadini e della loro città. Assicurare un sistema di
depurazione significa assicurare, ovviamente stiamo parlando di un sistema di
depurazione adeguato ed efficiente si intende, significa assicurare agli
agrigentini una maggiore qualità della vita, significa assicurare agli agrigentini
un migliore servizio, una maggiore corrispondenza tra quelle che sono le
bollette che noi paghiamo rispetto al servizio che ci viene fornito, significa
ridare alla nostra città la dignità. Non possiamo quindi attendere. Oggi
purtroppo Agrigento, oggi non soltanto veramente, dobbiamo dire che varia da
molti anni e non solo con questa Amministrazione, questa è l’ultima
Amministrazione e ovviamente facciamo degli appunti e delle segnalazioni
maggiori all’Amministrazione che in questi quattro anni e mezzo non ha
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dimostrato particolare interesse per questa città e per questi cittadini e per quelle
che sono le problematiche che attanagliano la nostra città. Agrigento ha vissuto
e continua a vivere con questa Amministrazione una politica piccola, quella che
cerca facili scorciatoie, quella che divide tutto in bianco o in nero, quella che
divide tutto in amico o nemico e poco si preoccupa, come ho detto poc’anzi,
della città e dei cittadini. Purtroppo oggi è arrivato, anzi direi per fortuna, per
fortuna oggi è arrivato il momento che qualcosa inizi a cambiare e qualcosa si è
mosso in questi mesi, è un dato importantissimo per la nostra città. Gli Inquinati
così come altri movimenti hanno dimostrato un grande amore per questa città e
si sono battuti e si sono uniti per un diritto, perché è un diritto. Non pretendiamo
un privilegio, noi pretendiamo un diritto, ci siamo battendo per un diritto e
quindi dobbiamo continuare a essere uniti su questo punto al fine che questo
diritto si ottenga e quindi è necessario continuare a gridare a gran voce e se è
necessario battere i pugni sui tavoli per ottenerlo. Io adesso vorrei concludere
leggendo un documento del coordinamento cittadino del Partito Democratico
che è stato redatto dai signori dei circoli Berlinguer e del circolo Centro e
sottoscritto da noi consiglieri comunali: “ Il Partito Democratico di Agrigento,
nell’esprimere apprezzamento per la decisione della conferenza dei capigruppo
di indire questa seduta straordinaria del Consiglio comunale aperto alla
cittadinanza, sottolinea come questa nasca dalla caparbietà della
determinazione di un gruppo di persone che hanno saputo porre domande
circostanziate, puntuali, evidenziando le colpe e la responsabilità di una
Amministrazione che ancora fino a qualche giorno fa latitava senza fornire le
adeguate e necessarie risposte; come in tante altre parti d’Italia e sui temi più
disparati, quindi, la società dimostra di avere la capacità di richiamare la
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politica al proprio dovere e di pretendere delle risposte concrete e non più
rinviabili. Ad Agrigento come altrove il Partito Democratico vuole raccogliere
la sfida e si pone al fianco di queste legittime rivendicazioni, sia fornendo i
supporti tecnici e legali per la formazione dell’opinione che all’interno degli
organismi competenti, perorando, sostenendo e sollecitando la ricerca della
migliore soluzione della problematica nell’esclusivo interesse pubblico.
Apprendiamo però che in data 7 ottobre il Sindaco convocava la conferenza dei
servizi che aveva preannunciato per fine agosto, sostituendosi all’ente Parco per
ottenere quel parere ancora mancante per sancire la definitiva legittimità
dell’impianto di Villaggio Peruzzo, vera pietra dello scandalo della politica
agrigentina negli ultimi venti anni. A tale proposito avremmo ritenuto più
produttivo che questo Consiglio straordinario si fosse tenuto dopo tale
conferenza per riportarne le decisioni, così come avremmo oggi gradito la
presenza del nostro Sindaco. Siamo sicuri che non era intenzione
dell’amministrazione. Comunque la non presenza del nostro Sindaco siamo
certi che non voglia delegittimare questo incontro, ma a proposito della
conferenza dei servizi convocati ribadiamo che in forza dell’articolo 23 delle
norme di attuazione del piano del Parco, che prevede solo il rilascio del parere
dello stesso ente, alcuni aspetti non ci sembrano funzionali alla risoluzione
della problematica, infatti agli enti in indirizzo, tra cui risultano il Sindaco di
Favara, eccetera, viene chiesto di esprimere una soluzione che prevede sia il
completamento del depuratore di Villaggio Peruzzo che la realizzazione del
nuovo impianto di contrada Timpa dei Palombi, per il quale non si ha notizia se
non a mezzo stampa e su una ipotesi progettuale di cui non è esposto il livello
di definizione, peraltro redatto dallo stesso Ingegnere Carlino, direttore tecnico
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di Girgenti Acque. La stessa soluzione prevede il rimodulamento del depuratore
di Villaggio Peruzzo a circa dieci milioni di abitanti, equivalente a fronte di 30
mila – 40 mila di progetto a servizio del solo abitato del Villaggio. Chiediamo
all’Amministrazione di chiarire quindi se l’iter procedurale seguito, che i
supporti tecnici ed economici che hanno determinato la definizione della
proposta, non vorremmo infatti che tale soluzione, oltre a rendere di fatto inutili
gran parte delle opere già eseguite, tanto sul depuratore che sulla rete di
fognatura, manterrebbe la precaria situazione igienico – sanitaria per i prossimi
cinque anni, tempo minimo per dare realizzazione all’impianto di Timpa dei
Palombi. Il Partito Democratico nel corso dell’ultimo anno è più volte
intervenuto sul tema oggi in argomento: nel marzo di quest’anno con un
manifesto pubblico; il 29 aprile, a commento della sentenza di assoluzione dei
direttori dei lavori del costruendo impianto di Villaggio Peruzzo; il 14 luglio,
ponendo una serie di domande al signor Sindaco; il 29 luglio sui vincoli
gravanti sull’area; l’1 agosto per esprimere solidarietà alle animatrici del gruppo
degli Inquinati di fronte a strumentali richieste di convocazione in Procura; e
ancora il 3 agosto riprendendo domande già poste. In tutti questi comunicati
stampa la posizione del partito qui ribadita è sempre stata la stessa, ovvero la
necessità che la politica, in particolare l’Amministrazione attiva, si facciano
carico della problematica della depurazione della fascia costiera e provvedano
ai sensi di legge a dotare la zona di un depuratore funzionante e di un servizio
efficiente a fronte del corrispettivo pagato dai cittadini. Assume il ruolo e la
responsabilità per il quale è stato eletto e si attivi non per svolgere il compitino
ma per risolvere effettivamente e compiutamente il problema supportato dai
suoi uffici e dai pareri degli altri (...) nel rispetto di alcuni principi inderogabili.
25
L’efficienza della soluzione che deve essere realizzata per rispondere al
fabbisogno già consolidato (...) in virtù dei nuovi insediamenti turistici e dei
residenti del PRG individuati; la rapidità dell’esecuzione perché non è una
problematica verso cui ci possiamo permettere il lusso di perdere ulteriore
tempo rispetto ai venti anni già trascorsi; economicità complessiva per l’utenza
finale già vessata dalle tariffe, ancora oggi, tra le più alte d’Italia e al contempo
mortificate da un servizio nello specifico inesistente; economicità tra l’altro che
oltre ad attenzionare l’economia di scala derivante dall’accentramento di
impianti, non può tenere conto del denaro pubblico già speso e che oggi deve
essere finalizzato o recuperato. E questo non solo perché l’attuale sistema di
smaltimento dei reflui mediante pennelli a mare per le zone servite potrebbero
avere ambigui profili di legittimità, ma perché se questa città ha la pretesa di
definirsi turistica, non può non derogare dai principi di salvaguardia ambientale
che prima di essere sanciti dalla legge sono un dovere morale tanto dei cittadini
quanto degli amministratori, legale o meno, una coscienza civica ambientale
attenta non può tollerare che si continui a sversare reflui sottoposti
esclusivamente a un pretrattamento fisico e a qualunque distanza dalla costa,
meno ancora è tollerabile che grandi porzioni del nostro territorio siano
sprovvisti perfino della rete di smaltimento. Ecco perché il Partito Democratico
pretende dall’Amministrazione comunale che tutto il sistema della depurazione
di Agrigento venga sottoposto oggi e nei prossimi giorni di un foglio di
funzionalità ed efficienza, mettendo subito in atto ogni possibile azione per
garantire il rispetto della legge e dell’ambiente. In particolare chiediamo che
siano subito attenzionate e risolte oltre alla vicenda del Villaggio Peruzzo le
situazioni di criticità dell’impianto in via Sirio evidentemente inadeguato e
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insufficiente, oltre che quelle relative all’impianto di Fontanelle, per cui ne
richiediamo la verifica dei parametri di emissione. In ultimo chiediamo se sia
vero, come sembra, emergere pure da ordinanze sindacali che la zona del
Quadrivio Spinasanta, Calcarelle, scuole, stazione Bassa, via Mazzini e aree
adiacenti, ad oggi scarichino direttamente nel vallone e al contempo si rilascino
concessioni edilizie onerose, pretendendo per il rilascio dell’abitabilità la
collocazione di pozzi neri o sistemi alternativi di smaltimento”. Grazie signor
Presidente.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie, Consigliere Galvano, che ha recuperato
abbondantemente il tempo della sua assenza. Dovrebbe parlare l’Architetto
Mimmo Fontana. Mi chiedeva 30 secondi il dottore Ferrara per il breve saluto,
essendo rappresentante della Provincia, quindi desiderava porgere un
brevissimo intervento.
DOTTORE FERRARA – Grazie, Architetto Fontana, per la possibilità.
Signor Presidente, signori Consiglieri, Amministrazione comunale, porto il
saluto del Presidente professore Eugenio D’Orsi impegnato per impegni già
preesistenti. Chiaramente noi per la tematica particolarmente probante
affrontata oggi in questa seduta, non potevamo esimerci dall’essere presenti
soprattutto per ascoltare tutto quello che fuoriesce da un dibattito che auspico
sia quanto più possibile meno aspro, che non sia polemico, che possa portare, ne
sono certo di questo, dei contributi fattivi a risolvere un problema che ha ormai
raggiunto contorni atavici e che è una problematica determinante per Agrigento,
atteso che ha una incidenza dal punto di vista ambientale soprattutto e per il
comparto turistico, atteso che la nostra città ha una vocazione prettamente
turistica. Per quanto ci riguarda la nostra presenza non vuole essere solo una
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presenza di testimonianza o di ascolto, ma è anche di impegno, che in rapporto
alle nostre competenze siamo disponibili a contribuire con gli altri enti
menzionati, presenti anche alla conferenza di servizio, convocata per l’8
novembre, a dare il nostro contributo, tant’è che già i nostri uffici tecnici
dell’ATO stanno elaborando una progettualità da proporre, non lesinando
certamente la possibilità di ascoltare altre proposte e azionare una azione
sinergica tra vari enti al fine di risolvere il problema. La presenza qui
dell’Ingegnere Milano ne è la testimonianza. Ci tenevamo a essere presenti e a
portare il nostro saluto, io l’ho voluto fare prima che iniziasse il vostro dibattito
e vi ringrazio e vi auguro un buon lavoro. Grazie.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie dottore Ferrara. L’architetto Mimmo
Fontana.
ARCHITETTO MIMMO FONTANA – Presidente, signori Consiglieri. Noi
intanto vi ringraziamo per l’organizzazione di questo Consiglio aperto e
speriamo di dare un contributo utile. Per questa ragione non discuterò di tutta la
questione che riguarda l’inquinamento della costa o del sistema depurativo nel
suo complesso, centrerò il mio intervento su quello che mi pare il nodo
centrale da sciogliere, che è la questione ormai possiamo definire anche atavica
del depuratore del Villaggio Peruzzo, anzi sarebbe meglio dire del fantomatico
depuratore del Villaggio Peruzzo. Faccio una breve premessa che riguarda più
complessivamente i problemi del dissesto idrogeologico, perché la questione del
Villaggio Peruzzo è soprattutto, anche, ma dico soprattutto una questione che
riguarda il rischio idrogeologico. Il rischio idrogeologico in questo paese è una
piaga, un problema che sarebbe anche risolvibile se cambiasse il modo di fare
politica. Ieri mi è capitato di fare una lunga intervista per il TG2 Dossier e li ho
28
accompagnati a Porto Empedocle nell’area che è stata edificata negli ultimi anni
alle spalle della zona industriale di Porto Empedocle, un’area che per molti
secoli era rimasta completamente vuota. La stazione di Porto Empedocle nella
zona industriale era stata insediata a una distanza sufficiente da un terrazzo
marino che è formato da sabbie minimamente compattate, alla doverosa
distanza, per evitare che sia la stazione, sia la zona industriale venisse prima o
poi travolta dalle ovvie frane che si staccavano e continueranno a staccarsi nei
prossimi secoli da questa falesia. Qualche decennio fa, circa due decenni fa, il
Comune di Porto Empedocle ha fatto un nuovo piano regolatore, dove una zona,
sulla quale non insisteva nessun vincolo, ma sulla quale uomini dotati di
raziocinio non avevamo mai costruito nulla perché nessuno raziocinante si
mette in una situazione di pericolo, dicevo il Comune di Porto Empedocle
invece ha insediato in questa area circa 4 palazzi con decine e decine di
famiglie. Mentre si costruivano questi palazzi hanno cominciato a venire giù
pezzi di questa falesia e quindi si sono trovati in una situazione paradossale: si
costruivano i palazzi e mentre si costruivano i palazzi la Protezione Civile
spendeva milioni di euro tirati fuori dalle nostre tasche, dalle nostre tasse, per
mettere in sicurezza una falesia, cioè qualcuno si insediava in una zona
pericolosa e nel frattempo noi tutti, la comunità doveva spendere i soldi per
evitare che queste persone morissero sotto una frana. Un mese dopo la frana di
Gianpilieri che ha ucciso 40 persone, si è staccata l’ennesima frana da questa
falesia. Per fortuna le reti di protezione e un muro di contenimento,
tempestivamente realizzati dalla Protezione Civile, hanno in qualche modo
ridotto l’energia di questa frana, questa frana ha raggiunto comunque uno di
questi palazzi, ha sfondato il piano terra, ma non ha abbattuto il palazzo, come
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avrebbe potuto fare se non ci fosse stato il preventivo intervento della
Protezione Civile. La domanda che ci dovremmo porre tutti, ieri raccontavo
queste cose al giornalista del TG2 Dossier, e mi diceva: ma è incredibile, come
è possibile! È ovvio che non ci si mette sotto una frana. No, forse non è così
ovvio, perché i problemi del rischio idrogeologico in questo paese non sono
dovuti alla natura, perché i fiumi per loro natura esondano. Le frane ci sono
sempre state e sempre ci saranno, sono l’evento naturale attraverso il quale la
terra si modifica. Il problema sorge solo quando l’uomo realizza la propria casa
o alcune infrastrutture laddove ci sono le frane, sotto le frane o là dove
esondano i fiumi. Perché faccio questa lunga premessa? Perché da venti anni
questa città è bloccata su un tema che è quello del depuratore del Villaggio
Peruzzo, una infrastruttura non realizzabile, ma non perché lo dice la
Legambiente, non è realizzabile semplicemente perché quell’area è
tecnicamente l’area di esondazione del fiume San Leone. Non è un caso che le
strutture realizzate, perché ci sono già delle strutture realizzate, sono state
distrutte ben due volte, una volta negli anni 70 e una volta nel 1997, se non
ricordo male, io ero ancora consigliere di questo Comune. Vuol dire che il
tempo di ritorno delle piene di quel fiume in quell’ansa non sono peraltro tempi
particolarmente lunghi, sono tempi piuttosto ristretti. Da venti anni noi stiamo
discutendo di costruire un depuratore in un’area che già sappiamo essere
un’area dove tra un anno, due anni, dieci anni, si allargherà di nuovo il fiume e
distruggerà di nuovo tutto quello che incontrerà, perché non possiamo evitare
che questo avvenga, perché non possiamo evitarlo. Rispetto al 97, quando
l’ultima volta è esondato quel fiume in quell’area di esondazione, in più c’è il
piano di assetto idrogeologico, che a metà degli anni 2000 è stato decretato
30
dalla Regione Sicilia. Il piano ovviamente non può che prendere atto delle
caratteristiche di quella area, e il piano ha decretato che quell’area è un’area
vincolata. Nelle aree vincolate che sono particolarmente a rischio… la premessa
serviva a spiegare la nostra contrarietà, infatti dicevo: non parlerò d’altro.
Allora, la questione è molto semplice, in quell’area si potrebbe eventualmente,
ma non è questo il caso, difendere con ogni mezzo, spendendo molti milioni
delle nostre tasse, una infrastruttura strategica già esistente. È evidente che lì
non c’è nessuna infrastruttura né strategica né già esistente, ci sono i ruderi di
due pezzi di depuratori già distrutti due volte. Io faccio appello a questo
Consiglio comunale e soprattutto a questa Amministrazione perché con assoluta
serietà si dica una parola di verità su questa vicenda, smettendola con questo
che noi riteniamo un balletto ormai non più sostenibile. Domani in quella
conferenza di servizi ognuno di quelli che valuteranno si assumeranno la
responsabilità penale, civile e contabile della decisione che prenderanno. Io
sono pronto a fare una scommessa con chi vuole: nessuno di quelli si assumerà
la responsabilità di avallare un impianto che fra qualche anno verrà distrutto da
una esondazione, perché qualcuno gli potrà chiedere conto della scelta che avrà
fatto. E siccome andrà così certamente, la gran parte di quelli che conoscono le
carte lo sanno, vi chiedo, per favore, di finirla con questa discussione e pensare
a risolvere una volta per tutte questo problema serio che questa città ha. C’è una
soluzione: rifacciamo il depuratore del Villaggio Peruzzo, tutto il resto è
semplicemente impraticabile. Grazie.
PRESIDENTE ALFANO – Grazie. Il Consigliere Marchetta.
CONSIGLIERE MARCHETTA – Signor Presidente, signori Assessori,
gentili convenuti. Io innanzitutto devo ringraziare la signora Musumeci perché
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ha introdotto i lavori in maniera costruttiva e che ci porterà oggi a una
discussione che spero sia proficua. Cercherò di evitare commenti politici o
dietrologie perché il tempo è stretto e non voglio tediarvi in dichiarazioni di
intenti o in concetti generali e vorrei esprimere la posizione del Movimento per
l’Autonomia. C’è stato un atto molto importante in questi giorni, il 20
settembre, per cui a me lasciano un po’ anche perplesso gli interventi che si
sono succeduti. Il 20 settembre 2011, dopo che per cinque volte l’Assemblea
dell’ATO Idrico è andata deserta, perché abbiamo detto che le competenze sono
passate all’ATO Idrico, è stato approvato il POT. Il POT è stato approvato dal
Consiglio di Amministrazione di cui il Sindaco di Agrigento fa parte e credo
che l’indizione della conferenza dei servizi sia anche un passaggio successivo a
questa importante adozione del Piano, dove, visto che per cinque volte,
professore Muglia, per cinque volte l’Assemblea andava deserta, io voglio porre
la sua attenzione anche perché credo che qua il Sindaco e questo Consiglio
debbono porre anche dei comportamenti conseguenziali a un’inerzia
dell’Assemblea dell’ATO Idrico, che fa cadere il numero legale, bloccando
tutto dal 2008 ad oggi, perché noi possiamo parlare quanto vogliamo, ma
occorrono poi quelli che sono gli iter amministrativi per portare alla
realizzazione delle cose. È stato approvato, dicevo, il 20 settembre 2011 il POT.
Il POT è una sorta di Piano Regolatore relativo al sistema depurativo e al
sistema fognario della nostra città. Tra parentesi, questo POT è stato già
trasmesso all’Assessorato Territorio e Ambiente, perché l’Assessorato
Territorio e Ambiente ha ritenuto opportuno, al di là del fatto che ancora
l’Assemblea dei Sindaci del consorzio idrico non hanno approvato il POT, ha
ritenuto opportuno recepirlo per accelerare i tempi, perché noi dobbiamo dare
32
una risposta. Dobbiamo dare una risposta concreta. Ci possiamo scontrare sulle
modalità, ci possiamo scontrare e possiamo valutare quelli che sono rischi
idrogeologici, distanze, ma un fatto è certo, dobbiamo pervenire a delle
soluzioni perché è un fatto di gravità inaudita che ancora, come si diceva, dopo
venti anni si discute sempre delle stesse cose. Per farla breve il POT prevede,
riguardo la depurazione, adeguamento impianto di depurazione di Fontanelle,
con progetto già stilato e mandato all’Assessorato Territorio e Ambiente, nuovo
impianto di depurazione al servizio della fascia costiera di Agrigento e del
Comune di Favara e il completamento del depuratore di Villaggio Peruzzo. Io,
quindi, apprezzo e ritengo che dobbiamo mantenere alta l’attenzione su quelli
che possono essere i rischi idrogeologici, ci mancherebbe altro, noi siamo
attenti alle leggi e ai vincoli, però che vi sia un iter programmatico già in essere
noi dobbiamo tenerne conto. In relazione invece alla rete fognaria che è pure
importante, noi abbiamo questi progetti approvati che sono collettori emissari di
adduzione dei reflui, quindi dalla fascia costiera ad Agrigento Mosè e al
Villaggio Peruzzo, completamento della fognatura nord, opera di collettamento
dei reflui Agrigento – Villaggio Peruzzo al nuovo impianto di depurazione,
completamento fognatura zona sud. Il Movimento per l’Autonomia sposa il
piano che è stato approvato dal Presidente D’Orsi e lo ritiene piattaforma
programmatica sui quali iniziare a quagliare concretamente sulla materia, al di
là di quelle che sono state le discussioni. Ormai sulla depurazione e sulle reti
fognarie non ammettiamo più che vi siano dei dibattiti ideologici, perché noi
siamo arrivati veramente alla frutta. Per cui, signor Sindaco, se ancora
l’Assemblea dell’ATO Rifiuti va deserta, noi dobbiamo chiedere il
commissariamento alla Regione affinché si adotti lo strumento che permetta di
33
realizzare le opere, non si può più aspettare. Per quanto riguarda questa
discussione io sono contento. Già a dire il vero come Consiglio comunale
avevamo approvato un ordine del giorno il 9 febbraio 2010, avevamo delegato
l’Amministrazione, probabilmente c’è stato nei tempi, non c’è stata celerità, ma
apprezzo che vi sia una conferenza di servizi che faccia luce su tutto, faccia
luce, ma purché si pervenga ad una soluzione. È chiaro che queste, signori, sono
comunque delle scelte che sono a medio e lungo termine, perché è vero, si
costruirà, si potrà costruire il depuratore del Villaggio Peruzzo o del Villaggio
Mosè? Ma i tempi quali sono? E nel mentre il mare come continua ad essere?
Dobbiamo assistere sempre allo spettacolo di ogni estate? Per cui come
Movimento per l’Autonomia noi riteniamo che in tema di depurazione la
problematica vada affrontata sotto due ottiche temporali, da un lato un’ottica
temporale di medio e lungo periodo, dall’altro c’è l’urgenza e ci sono due – tre
urgenze che sono fondamentali nella trattazione della tematica, uno è gli
discarichi tramite pennelli a mare che abbiamo visto non sono efficaci, per cui
occorrono delle soluzioni che diano anche una soluzione tampone, temporanee,
che non pregiudichino ancora il nostro mare questa estate o fra due estati,
perché anche per il depuratore del Villaggio Peruzzo i tempi non sono così brevi
come si potrebbe credere, ma secondo me c’è un arco temporale almeno di due
anni, per non parlare del Villaggio Mosè che deve essere costruito tutto per
intero e i tempi sono lunghi. Noi abbiamo una urgenza che è quella dei reflui a
mare lungo il fiume Akragas. Abbiamo, come è stato evidenziato, una
situazione critica, signor Presidente, nella zona Calcarelle, via Mazzini,
Quadrivio Spinasanta. Ha detto bene la signora Musumeci: dove scaricano?
Allora qua bisogna subito attivare il completamento della rete nord, che colleghi
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questi reflui al Sant’Anna. Deve essere un’opera che deve partire subito perché
è incredibile che una zona ad alta espansione oggi non scarichi a vallone di
fatto. Villaggio Mosè: aspettiamo praticamente il grande depuratore, ma per
ora c’è una ordinanza del Sindaco che vieta le immissioni nella pubblica
fognatura. Questo comporta ai cittadini, dopo avere pagato di oneri di
urbanizzazione, di non avere l’abitabilità perché non hanno lo scarico nella
pubblica fogna, oltre al fatto che su un depuratore di 3 mila abitanti, arrivano i
reflui, 12 mila abitanti, è un fatto incivile dove bisogna trovare una soluzione a
breve, che siano moduli aggiuntivi coperti, altri, ma non possiamo aspettare sine
die che vi sia la costruzione di un megadepuratore che vuole giustamente i suoi
tempi. Signor Sindaco, io mi appello alla sua attenzione affinché nella
conferenza dei servizi sia non una conferenza di discorsi o di dichiarazioni di
intenti, ma sia una conferenza di soluzioni e non solo, se ancora presso l’ATO
Idrico l’Assemblea va deserta dobbiamo chiedere il commissariamento affinché
finalmente vengano approvati quelli che sono gli strumenti che possono
permettere questo. Io ho concluso, ringrazio i cittadini che oggi hanno permesso
e hanno consentito la ripresa di un dibattito proficuo, auguro buon lavoro;
rimango in attesa di altri interventi anche perché da questo confronto credo
possa emergere veramente un punto di partenza per dare una soluzione alla
città.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie Consigliere Marchetta. Maurizio Vinti.
SIGNOR MAURIZIO VINTI – Io rappresento il cittadino Maurizio Vinti che
vuole il mare pulito a San Leone. Mi dispiace che il rappresentante della
Provincia se ne è andato, gli ho accennato le mie tre domande. Io trovo positivo
che finalmente il Sindaco di Agrigento si sia intestato il discorso di essere
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rappresentante sanitario della città di Agrigento e cercare di affrontare questo
problema. Ma come vedo ci sono molte cose che mi lasciano una notevole
confusione e quindi sia al Sindaco che al rappresentante dell’ATO Idrico voglio
che si risponda a queste tre domande: primo) il depuratore serve; tutti ci siamo
accorti che serve un depuratore e non si può fare più a meno di avere un
depuratore che risolva definitivamente il problema di Agrigento, dell’acqua e
della depurazione di Agrigento. E queste 3 domande sono: chi deve fare questo
depuratore? Quando si deve fare e dove si deve fare? Queste sono le tre
domande che desidero che venga una risposta, chi la deve dare, che sono i
rappresentanti dell’Ato Idrico, la Provincia e il Sindaco di Agrigento in quanto
si è predisposto come responsabile sanitario della città di Agrigento. Quindi,
ripeto: chi lo deve fare il depuratore, quando si deve fare e dove si deve fare?
Grazie.
VICE PRESIDENTE LAURICELLA – Grazie. Il Consigliere Hamel ha la
parola.
CONSIGLIERE HAMEL - Io credo che l’intervento iniziale di Angela
Musumeci sia stato fondamentale, cioè nel senso che ha posto una serie di
domande, molte precise, molto nette, anche se molto semplificate, ma sono il
nocciolo e il cuore di questo problema che noi oggi trattiamo. Faccio un inciso
perché mi hanno chiesto di operare una rettifica per quanto riguarda l’ultima
dichiarazione del dottore Fontana, intendeva dire depuratore di Villaggio Mosè
e non di Villaggio Peruzzo. Dicevo, le domande poste da Angela Musumeci
sono centrali anche se sono le cose che sappiamo tutti, cioè i reflui che vanno
nel pennello a mare sono reflui depurati? Sicuramente no, sono reflui rosticciati,
sono reflui che vengono in qualche modo agitati per togliere le parti solide, però
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quello che va nel pennello a mare è tutto liquame puro inquinante. Gli scarichi
fognari delle zone non servite di via Imera a valle, Calcarelle, Quadrivio
Spinasanta dove vanno? Vanno in vallone, vanno dispersi, non si capisce dove
vadano a finire. Cioè ci sono all’interno di questo sistema tutta una serie di
interrogativi e di problemi che conoscono tutti, che tutti sanno e tutti fanno finta
di non vedere. Il primo problema centrale è che scaricare liquami non depurati è
illegale, illecito e illegittimo e non c’è nessuna attenuazione a questo dato.
Quindi tutto quello che succede oggi ad Agrigento è una emergenza che bisogna
tamponare in tempi rapidissimi e veloci. Ma il dato di fondo rispetto alla
gestione di questo problema riguarda l’Amministrazione comunale.
L’Amministrazione comunale sul problema della depurazione nella città di
Agrigento non ha messo mai quello che è il classico dito ammollo all’acqua,
perché non ha mai avuto la reale intenzione di manifestare qual è la propria
scelta e quali sono gli strumenti operativi attraverso cui intende realizzarla.
Anche nel ragionamento e nella lunga lettura burocratica che ha fatto il vice
Sindaco, della convocazione della conferenza dei servizi, non c’è una tesi
sostenuta dall’Amministrazione comunale. Quello su cui si è giocato
costantemente, l’equivoco continuo e costante che si è trascinato per anni, se il
depuratore di Villaggio Peruzzo bisogna completarlo o non completarlo. Ci
dica l’Amministrazione comunale quale è la scelta che ha fatto, che cosa i
tecnici comunali hanno deciso insieme con l’Amministrazione, qual è l’ipotesi
che intendono portare avanti. Se questo non c’è, la conferenza dei servizi che si
celebra con un ritardo biblico, perché è inutile complimentarci con
l’Amministrazione perché dopo l’incontro con i cittadini ha convocato la
conferenza di servizi, la delibera del Consiglio comunale è stata di mesi, di
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anni e quindi questa attivazione doveva essere immediata e a quest’ora
saremmo forse con un passo più avanti, perché quello che si farà nella
conferenza di servizi è un ragionamento preliminare, nessuno si pronunzierà,
l’ente Parco dirà che deve valutare le problematiche di impatto ambientale, deve
verificare la compatibilità dal punto di vista normativo, deve fare tutta una serie
di valutazioni e di considerazioni, non si pronunzierà. Gli altri si riserveranno
di valutare e di dire e non si farà assolutamente niente, nessun passo avanti. Qui
ci vuole un intervento deciso, forte, radicale di una scelta amministrativa e di
una scelta del popolo di Agrigento che è rappresentato dall’Amministrazione
comunale che dice quello che vuole e come lo vuole realizzare. E se c’è
qualcuno che mette i bastoni tra le ruote, denunziando pubblicamente e attivare
anche tutte quelle forme di intervento attraverso cui si possa continuare ad
andare avanti, perché questa ipocrisia di gestione dei problemi continua
costantemente a perpetuarsi. Uno dei nodi centrali su cui si impernia il dibattito
in questi giorni qual è? La depurazione, il canone di depurazione, si deve pagare
o non si deve pagare? La sentenza della Corte Costituzionale, le normative che
sono venute successivamente come vengono applicate? Come devono essere
interpretate? E così via. Il Sindaco di Agrigento ha detto mai cosa pensa del
pagamento del canone della depurazione? Ha detto mai se è giusto pagarlo in
assenza di sistemi di depurazione in tante parti della città? Ha chiamato mai i
cittadini a una riflessione, a un conforto rispetto alla scelta che devono fare su
questo problema? Assolutamente no, non ha mai messo un dito ammollo
all’acqua. E così anche per quanto riguarda i sistemi di depurazione. Quali sono
state le accelerazioni che ha fatto l’Amministrazione comunale rispetto alla
costruzione del depuratore del Villaggio Mosè? E vedete che il depuratore del
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Villaggio Mosè potrebbe essere realmente la soluzione ottimale, perché
concilierebbe tutta una serie di soluzioni di problemi, non ultimo anche la
depurazione secondaria del Comune di Favara e la possibilità di utilizzare lo
sbalzo di livello tra Favara e Villaggio Mosè per produrre energia elettrica che
alimenterebbe lo stesso depuratore, rendendolo autonomo e l’utilizzazione dei
reflui per innaffiare e irrigare le serre che sono nella zona che va verso Palma di
Montechiaro, che è legittima e possibile. Cioè delle soluzioni che sono in
qualche modo individuate a portata di mano e anche praticabili, perché c’è il
fondo regionale per il contrasto all’inflazione che è sempre incombente rispetto
a quella che è la criticità della depurazione nei Comuni siciliani, a cui possiamo
attingere ai fondi per potere costruire questa struttura, ma nessuno ci pensa in
termini concreti. E questo non lo deve fare il Consiglio comunale. Il Consiglio
comunale può dare una direttiva, può dare una indicazione, ognuno di noi
consigliere comunale nello svolgimento del suo mandato può individuare una
soluzione, suggerirla, indicarla, ma l’azione politica concreta, amministrativa,
incisiva, deve essere fatta dall’Amministrazione comunale e questa passività ha
consentito di perpetrare e di continuare questa situazione. Diceva bene in
maniera molto semplicistica l’ultimo intervento del signor Vinti. Voi dovete
dirmi: dove si deve fare, quando si deve fare, come si deve fare? Ci sono delle
cose che sono lapallisiane, evidenti, immediate. Ma una risposta a questo
l’Amministrazione comunale l’ha mai data? Ha detto: ho convocato la
conferenza dei servizi. Ma per fare cosa? Per ricominciare la litania e il
percorso intricato e complicato della discussione tra enti che hanno tutta una
serie di interessi da tutelare o che non vogliono minimamente esporsi rispetto ai
rischi che comportano le scelte, perché superare anche la scelta del depuratore
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del Villaggio Peruzzo comporta dei rischi, dei rischi anche di responsabilità
patrimoniali, concrete, perché c’è un investimento avviato, però una
Amministrazione coraggiosa che vuole rappresentare i cittadini di Agrigento,
queste scelte deve compierle, come nessuna assistenza, cura, attenzione viene
rivolta rispetto a quelli che sono i costi che vengono vessati sulla popolazione,
quali possono essere ad esempio i costi dell’acqua. Che cosa ha fatto
l’Amministrazione comunale per valutare e verificare se le nuove tariffe idriche
per esempio sono una presa in giro e diventano una ulteriore vessazione per i
cittadini utenti, che cosa ha fatto? Nulla, passiva. Aspetta che si realizzino i
processi per poi nel momento dell’emergenza della criticità, della protesta,
tentare di uscire fuori con un comunicato stampa che non cambia niente e poi
tutto torna a dormire. Io ritengo che bisogna cogliere lo spunto, senza
demagogia, senza strumentalizzazioni, senza esaltazioni di queste persone che si
sono sentite direttamente coinvolte nel portare avanti questo ragionamento, per
inchiodare alle proprie responsabilità tutti coloro i quali devono assumere delle
scelte. E questo è quello che voi dovete pretendere e che noi, almeno coloro i
quali ci stanno, pretenderemo e cercheremo di portare avanti, inchiodare le
responsabilità a coloro i quali devono compiere le scelte sul depuratore di
Villaggio Mosè, sul depuratore di Villaggio Peruzzo, sulla depurazione di San
Leone, sulla sistemazione degli scarichi fognari della zona a nord della città.
Questo è il senso che io colgo dell’iniziativa di oggi e questo è l’impegno che io
piglio come Italia dei Valori, come gruppo consiliare di Italia dei valori per
continuare questa battaglia senza volere assolutamente avere né primazie né
tantomeno voler pilotare scelte, ma semplicemente per dare una mano di aiuto
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per andare avanti verso la soluzione di un problema che è fondamentale per la
città di Agrigento e per la salute dei cittadini di Agrigento.
VICE PRESIDENTE LAURICELLA – Grazie Consigliere Hamel. La parola
a Salvatore Arancio.
SIGNOR SALVATORE ARANCIO – Ero più emozionato prima perché per
la prima volta mi sono sentito tenuto in considerazione con l’invito che il
Presidente del Consiglio e il Consiglio stesso ha fatto a noi cittadini di
Agrigento. Ero entrato come cittadino Inquinato e sto uscendo come cittadino
indignato, indignato perché sia il Presidente del Consiglio, il padrone di casa,
sia questi signori che sono qua che sono i consiglieri comunali, che sono la
rappresentanza nostra di noi cittadini, non hanno sentito il dovere civico di dire:
prima invitiamo a parlare i cittadini presenti in aula e poi parliamo noi. Loro si
sono fatti la loro politica, si sono fatti la loro messa in scena tutti qua in questo
gran palcoscenico, innanzitutto il Sindaco, nella fattispecie del suo
rappresentante in questo momento, visto che è a Roma, il vice Sindaco ha
parlato per più di mezzora, lui ha parlato, lui si è capito, io non c’ho capito
niente e credo che come me non abbiano capito niente i cittadini e neanche gli
altri consiglieri comunali, non credo che c’era molto da capire. Come al solito
fiumi di parole perché noi questo siamo. Noi siamo persone alle quali devono
essere date solo parole e non concretezza. La nostra città ormai ha toccato il
fondo. Noi qui oggi siamo stati invitati grazie agli Inquinati di Agrigento, a
Brigida Lena e al suo gruppo, siamo presenti come AMC, APC e altri gruppi
presenti sul web per far sentire il nostro grido di dolore di una città che è
massacrata, la dovete smettere di fare politica in questi termini, vogliamo
semplicemente concretezza, risposte concrete, non fiumi di parole come sono
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stati fatti qui dentro oggi pomeriggio. Oggi pomeriggio qui dentro non si è
parlato di niente, solo fiumi di parole, concretezza nessuna. Grazie, buonasera.
PRESIDENTE ALFANO - Consigliere Virone.
CONSIGLIERE VIRONE – Grazie Presidente, signor vice Sindaco, signori
Assessori, colleghi Consiglieri, signori tutti. Io vorrei un po’ interrompere
questo clima che ha già interrotto il signore che mi ha preceduto, questo clima
di ringraziamenti generali volti a riconoscere l’adempimento anche da parte di
questa Amministrazione, dell’indizione della conferenza dei servizi, e vorrei
riportare il mio intervento a delle dinamiche relative ai fatti che si sono
susseguiti in questi mesi. Io ho provato un senso di insoddisfazione alla lettura
del provvedimento amministrativo del vice Sindaco Muglia, avrei preferito
quattro parole, guardando negli occhi i nostri ospiti oggi qui presenti, piuttosto
che la lettura di un documento che nulla ha aggiunto a ciò che da giorni ormai
sappiamo e conosciamo. La prima necessità che avverto è quella di rendere noto
brevemente, seppur ciascuno di noi ritiene di avere chiaro il quadro, l’iter che
ha interessato questa vicenda amministrativa in questi mesi. Il Consiglio
comunale nel mese di febbraio 2010, con 23 voti favorevoli su 24, incarica
questa Amministrazione di verificare se sussistono gli estremi normativi e
amministrativi per il completamento dell’impianto di depurazione che si trova a
Villaggio Peruzzo. Siamo nel mese di febbraio 2010, dà mandato agli uffici
competenti di verificare se nelle dinamiche normative, amministrative, vi è la
possibilità di completamento dell’impianto, precisa bene la nostra delibera nel
rispetto della normativa vigente. Cosa accade? Che a fronte della inerzia di
questa pubblica Amministrazione si rende necessario operare altri due atti di
sollecito nei confronti dell’Amministrazione comunale. Successivamente in
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data 15 giugno 2010, quindi febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, dopo circa
quattro mesi, con delibera di Consiglio comunale N. 82, su richiesta della
seconda commissione consiliare, veniva approvata una delibera che ha la
funzione di impegnare l’Amministrazione attiva, veniva approvato un atto di
indirizzo nei confronti dell’Amministrazione attiva avente ad oggetto:
“Indizione conferenza dei servizi per il completamento del depuratore del
Villaggio Peruzzo”. Prima delibera con la quale si chiede alla Pubblica
Amministrazione, per il tramite dei suoi uffici competenti, di procedere alla
verifica della fattibilità dell’impianto; secondo atto di indirizzo votato da questo
Consiglio comunale nel mese di giugno 2010 con cui si chiede l’indizione della
conferenza di servizio. Arriviamo al 6 luglio 2011 in cui la conferenza dei
Presidenti dei gruppi consiliari decide di inviare una apposita interpellanza, mi
dia conferma signor Presidente, interpellanza al Sindaco Zambuto, avente ad
oggetto: “Motivazioni circa la mancata convocazione della conferenza di
servizi”. Accade, quindi, che il nostro Sindaco si avvede della possibilità di
procedere di sua iniziativa, senza attendere altri organi pur anche competenti,
all’indizione di una conferenza di servizi che avrebbe potuto essere indetta
all’indomani dell’approvazione della delibera da parte di questo Consiglio
comunale. E questo è un dato che a mio parere già merita una attenzione del
tutto particolare. E non sono d’accordo con la lettura che è stata data da alcuni
consiglieri che mi hanno preceduto circa la gratitudine nei confronti di chi oggi,
rappresentanti della collettività civile, costituiscono uno sprone alla
convocazione della conferenza dei servizi da parte di questa Amministrazione.
Ecco, io ritengo che questo non rappresenta altro che il fallimento del
meccanismo istituzionale che dovrebbe presiedere i rapporti politici. Oggi il
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mio gruppo consiliare, il PID, che io qui rappresento, rivendica un ruolo
decisivo all’interno della dinamica politica che viene profondamente
disconosciuto, un credito che viene assolutamente negato. Non sarebbe stato
necessario oggi ritrovarci qui a dirci cosa di nuovo? Che il Consiglio comunale
ha deliberato, che la Amministrazione ha indetto, che la collettività civile viene
qui a rappresentare oggi le sue istanze. Sapete, tutto questo oggi non sarebbe
stato necessario. La nostra Amministrazione avrebbe dovuto e potuto
legittimamente indire la conferenza di servizi, indetta questo mese, ben oltre un
anno e sette mesi fa. È questo il problema, cioè sono anche la non curanza dei
tempi delle vicende amministrative che ci interessano che sono il vero spettro
per questa città. Oggi abbiamo una conferenza dei servizi indetta e io mi chiedo,
ed è questo il dato su cui noi saremo al vostro fianco e vi chiediamo ancora di
essere al nostro fianco in questa azione. Mi chiedo cosa cambierà e a cosa
servirà. Mi associo perfettamente alle dichiarazioni rese dal Consigliere Hamel
quando mi dice che oggi questa Amministrazione, nella lettura di quel
documento di 4 – 5 pagine, di parole, parole, parole, non si è espresso, non ha
detto come la pensa, non ha detto cosa intende fare, non ha detto quali linee
intende adottare. Io vorrei che fosse qua il giorno dopo la conferenza dei servizi
il nostro Sindaco che è assente, come era assente il giorno in cui si è avuto
dibattito in questa aula consiliare e il giorno in cui è stata approvata la delibera
del febbraio 2010. Vorrei che ci fosse qualcuno a rappresentarci, a
documentarci gli esiti di quegli incontri, gli esiti di quelle riunioni, che ci
dicesse qual è l’iter che nel corso del mese di novembre, di dicembre,
imminentemente prima che scada questo mandato elettorale, peraltro a scadenza
imminente, ci venisse a rappresentare quella che è la volontà di questa
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Amministrazione. Ed è questo quello cui noi dobbiamo tendere. Oggi non
aggiungiamo niente a quello che sapevamo e a quello che già ci siamo detti.
Qui non si tratta di scegliere il depuratore di Villaggio Peruzzo sì, il depuratore
di Villaggio Peruzzo no, qua si tratta di attenzionare un problema in termini più
ampi e generale, che è quello della tutela e della salute dei nostri concittadini
che oggi devono avere diritto di una depurazione che manca e che non può
ignorare che lo scarico direttamente in acqua dei reflui a mare attraverso i
pennelli è legittimo e che danneggia inevitabilmente le nostre acque e
verosimilmente anche la nostra salute. Io credo che soltanto attraverso uno
spirito più consapevole delle dinamiche che interessano anche le attività
all’interno di questa aula consiliare, per carità, anche noi probabilmente
avremmo potuto portare le nostre delibere in questo Consiglio prima, ma
questo Consiglio comunale è composto per metà da gente che non ha mai
partecipato alla vita amministrativa. Questo problema si trascina da venti anni,
noi in meno di due anni abbiamo smosso una situazione che era ferma da venti
anni, deliberando che si procedesse alla verifica della fattibilità dell’impianto, e
questo non va trascurato. Bisogna essere conoscitori delle vicende, rendersi
conto di come anche sotto un profilo burocratico – amministrativo stanno le
cose. Io mi auguro che ci possa essere un altro incontro in cui alla presenza di
questi consiglieri e dei cittadini che sono qui presenti, delle associazioni che voi
rappresentate, ci sia un incontro in cui si venga ad essere resi edotti e ci si
rappresenti il significato e il risultato che questa Amministrazione può portare,
la via di uscita, la soluzione. Qui il problema non è ingannare il tempo,
ingannare il tempo convocando conferenze di servizi, deliberando in Consiglio
comunale, invitando. Poi magari alla prossima conferenza dei servizi non si
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presenterà nessuno e sarà necessario procedere a un rinvio nel mese di
dicembre. È a questo che dobbiamo stare attenti perché questo tradisce la reale
volontà di fare veramente le cose. Non vorremmo essere cattivi profeti,
vogliamo continuare a essere ottimisti attraverso la nostra attività e la nostra
azione e incidere positivamente sui risultati di questa attività amministrativa,
però staremo attenti a verificare a quelli che saranno effettivamente i risultati
prodotti quantomeno entro fine anno. Grazie.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie. Seguendo il principio dell’alternanza,
Abbiamo il signor Salamone Giovanni. (intervento fuori microfono) Epifanio
Bellini allora.
SIGNOR EPIFANIO BELLINI – Buonasera consiglieri e cittadini intervenuti
perché evidentemente il problema non è secondario, non solo non è secondario,
ma ha dimostrato questa seduta che è un tema vibrante della città, che occupa la
mente di numerosi cittadini, è un tema sensibile che deve essere risolto. E la
genesi di questa riunione straordinaria del Consiglio comunale non è
sicuramente all’interno del Consiglio, negli organi preposti, ma dobbiamo
ringraziare chi per quattro mesi e dall’inizio dell’estate ad oggi ha animato in
città un dibattito pubblico che la seduta di oggi rappresenta la degna
conclusione, ma è ovviamente non una conclusione, è un passaggio che ci deve
portare verso la definizione compiuta di questo problema e in maniera
inequivoca. Oggi ho sentito riprendere discorsi che risultano essere ampiamente
superati da quella che è stata la conferenza dei servizi indetta dal Sindaco
Zambuto e che, riprendendo la posizione della nota ufficiale del Partito
Democratico letta dal capogruppo, verso cui nutriamo parecchie perplessità.
Non voglio riprendere le perplessità e l’elenco dei dubbi che il partito in città
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esprime sia sull’iter che è stato seguito per la convocazione della conferenza dei
servizi che è riportata essere stata indetta ai sensi dell’Art. 23 delle norme di
attuazione del Piano del Parco, che aveva uno specifico compito che non è
quello dell’approvazione di una linea di indirizzo dell’approvazione dei progetti
che esulano dalle competenze del parco. E a questa conferenza di servizi sono
stati invitati una serie di enti, non ultima la Capitaneria di Porto o il Sindaco di
Favara per discutere di una ipotesi progettuale che di fatto apprendiamo soltanto
dai giornali, di cui non sappiamo neanche se esiste un livello di progettazione
preliminare, definitiva, esecutiva e su cui nutriamo seri dubbi che gli enti in
oggetto in sede di conferenza di servizi potranno esprimere i pareri. Quindi si
configura, speriamo che non sia così, ci auguriamo fortemente che non sia così,
che in sede di conferenza di servizi o vada deserta o comunque gli enti vadano
ad esprimere un non parere, un rinvio, perché non in possesso di tutti gli atti
amministrativi o comunque di tutta la documentazione necessaria per esprimere
un parere. Quindi, con il passaggio avanti che è stato fatto con questa
convocazione di conferenza di servizi, in qualche modo ci siamo avvicinando
alla risoluzione di una problematica, e però non ci dobbiamo nascondere, essersi
trascinata per venti anni esclusivamente per un motivo giudiziario e in
particolare più che un motivo giudiziario è una persecuzione giudiziaria. Questa
città si è fatta carico di una battaglia, una crociata, una santa crociata nei
confronti di questo depuratore, non capendo l’importanza strategica oggi più
evidente che mai di avere un sistema di depurazione efficiente per questa città e
in particolare per la fascia costiera, perché se siamo tutti bravi, i primi noi, ma
so di molti seduti in questo Consiglio ma anche fuori a dire che Agrigento è una
città a vocazione turistica e pretendiamo che gli altri ce lo riconoscano
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addirittura, e non possiamo derogare da quelli che sono i principi minimi di una
società civile che è quella della depurazione, che prima di essere un obbligo di
legge, deve essere un obbligo morale, dei cittadini e dell’amministrazione,
dotare la città di un sistema di depurazione efficiente, non si chiude con il
problema della fascia costiera ma è un problema che come abbiamo visto negli
interventi, interessa più del 50 per cento del territorio del Comune di Agrigento.
Quando qua in questa sede e in una ordinanza comunale si ammette che tutta la
zona di Agrigento bassa, del Quadrivio Spinasanta, di Calcarelle, delle scuole,
non sono collegati a un impianto di depurazione, ma stiamo scherzando? Ce lo
diciamo tranquillamente e non succede niente. Non succede niente né qua
dentro né da altre parti che non voglio evocare, proprio perché siamo lontani
anni luce dal richiamare vicende giudiziarie o auspicarle. Quindi, noi sulla
vicenda in oggetto che è quella della depurazione del Villaggio Peruzzo, non
vogliamo entrare nel merito tecnico, ma vogliamo spingere a comprendere
prima di tutto gli indignati, gli Inquinati, che la risoluzione della problematica
passa dai giusti passi che fa una amministrazione, in questo caso comunale,
negli enti preposti, sulla scorta di valutazioni tecnico – economiche che siano
improntate all’efficienza e all’interesse pubblico. Non è che c’è una scienza che
dice: è giusto fare questo, è giusto fare quello. È semplicemente una
valutazione, una compensazione degli interessi concorrenti, ma anche
divergenti, nel definire la scelta più idonea per risolvere il problema. Cioè una
soluzione potrebbe essere costosissima ed essere assolutamente efficiente per un
sistema depurativo, ma al contempo un’altra soluzione potrebbe essere a
bassissimo costo ma non essere egualmente efficiente. Quindi noi vogliamo
sottolineare, l’abbiamo sempre sottolineato nei nostri documenti che non sono
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gli Inquinati che se ne devono fare carico di questo problema, non è il Consiglio
comunale, al di là del mero dato politico, ma il Consiglio comunale nella misura
in cui organo preposto alla decisione, si deve avvalere dei supporti tecnico –
scientifico e economici per determinare la migliore soluzione nell’interesse
pubblico. La fattibilità del Villaggio Peruzzo: io non voglio entrare nel merito
appunto perché ci saranno gli enti competenti a esprimere parere. Però una cosa
la voglio dire su questa improvvisa riscoperta del piano dell’assetto
idrogeologico che è stato votato nel 2000, oggi apprendiamo di queste
problematiche che interessano in particolare il depuratore del Villaggio
Peruzzo. Il Piano del PAI e in generale tutti i piani, in particolare questo
dell’assetto idrogeologico che va a individuare le aree a rischio di esondazione,
frana, smottamento, indica quelle che sono le zone, ma indica pure quali sono i
metodi e gli accorgimenti da adottare per mitigare il rischio. Adesso non sono io
quello che devo dire, secondo me non è neanche Legambiente, non lo devono
dire gli Inquinati, ma l’ente che ha posto il vincolo, che è convocato alla
conferenza dei servizi, ce lo potete dire o no se questo rischio può essere
mitigato? Perché se non si può, non può essere mitigato, chiudiamo bottega, il
depuratore al Villaggio Peruzzo non lo facciamo, ma sfolliamo le case, perché
non è che il problema dell’esondazione vale soltanto per il depuratore, vale pure
per le case. Allora richiamare il PAI evidentemente è strumentale perché il
depuratore del Villaggio Peruzzo intanto non si vuole, e allora mi appiglio a
quella cosa pur di dire che non si fa. Per concludere ribadisco che i principi che
il partito intende sottoporre all’Assemblea e secondo cui dovrebbe essere risolto
il problema sono: l’interesse pubblico che deve essere superiore all’interesse,
per quanto legittimo, di una minoranza, verso cui si deve avere l’accortezza di
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mettere a punto tutte le soluzioni atte a minimizzare le problematicità, ma a cui
non può essere concesso di porre i veti fuori dalle leggi, alla realizzazione di
un’opera indispensabile e strategica; secondo, l’efficienza della soluzione che
deve essere realizzata per rispondere al fabbisogno già consolidato è aumentato
in virtù di nuovi insediamenti turistici, se li vogliamo questi della fascia
costiera; tre) la rapidità dell’esecuzione, perché non è una problematica verso
cui ci possiamo permettere il lusso di ritardare ancora; quattro) l’economicità
complessiva per l’utenza finale già vessata dalla tariffa che ancora oggi è tra le
più alte di Italia e al contempo mortificato di un servizio nello specifico
inesistente; economicità tra l’altro che deve attenzionare sia le economie di
scala, cioè facciamo il depuratore più grande così costa meno il servizio, ma
non può non tenere conto che è stato speso denaro pubblico per realizzare una
infrastruttura, l’impianto, e non solo un impianto, le reti che confluiscono
all’impianto, che se accettiamo l’ipotesi dei 10 mila abitanti equivalenti,
tagliamo la metà delle reti realizzate e diciamo: va bè, abbiamo scherzato, ne
rifacciamo di nuove. Ma quanto ci costa? E chi le paga queste cose? Grazie.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie. Consigliere Calabrese, seguendo sempre il
principio dell’alternanza.
CONSIGLIERE CALABRESE – Grazie signor Presidente, colleghi
consiglieri, signori della Giunta, signori tutti. Vedete, io penso di avere la
coscienza a posto, così come penso che abbia a posto la coscienza la stragrande
maggioranza dei consiglieri comunali che stanno seduti in questa aula. Sapete
perché? Perché noi viviamo in uno stato che è regolato dalle leggi e le leggi ci
assegnano compiti e competenze oltre le quali non possiamo andare. In ragione
di questo, questo Consiglio comunale, per quelli che sono i compiti e le
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competenze che ci assegna la legge, ha fatto tutto quanto c’era da fare per
completare il depuratore del Villaggio Peruzzo; si è assunta la responsabilità,
senza sé e senza ma, di approvare un atto deliberativo che impone
all’Amministrazione comunale di completare quel depuratore, non era un atto di
indirizzo, non era una mozione, era un atto deliberativo del Consiglio comunale
approvato con 23 voti favorevoli e 1 contrario. Qua si ferma la competenza del
Consiglio comunale. Stasera abbiamo sentito di tutto e di più. Mi sarei aspettato
da chi ha parlato da questo microfono, io capisco la rabbia, tutto quello che
volete, l’indignazione, da inquinato si passa a indignato, avrei voluto sentire
oltre a questo la proposta che ci faceva questo grande signore oltre che
offendere coloro i quali lavorano per questa città. Volevo sentire le proposte. È
vergognoso, la gente si assume la responsabilità di fronte alla legge e qua siamo
solo… (intervento fuori microfono) vattene, non c’è problema, perché si usa
solo questo in questa città. (intervento fuori microfono) Buffone ci sarai tu e
chiedo ai Vigili di verbalizzare e di segnare questo signore.
PRESIDENTE ALFANO - Nessuno è stato interrotto. Fate parlare anche
chi…
CONSIGLIERE CALABRESE – Sapete cosa è successo, signori, che vi
indignate, a noi che ci assumiamo le responsabilità? Al sottoscritto che parla?
Nel febbraio del 2010, quando mi sono prodigato per fare approvare la delibera
del completamento del depuratore del Villaggio Peruzzo, andavamo in diretta
sulla televisione, arrivo a casa la sera e sul telefonino mi arriva il messaggio di
minaccia di uno di questi signori che dice: “Grande porco, il depuratore vattelo
a fare sotto casa tua”. A questo siamo esposti, cari signori, messaggino inviato
con il coraggio dell’anonimato, perché inviato con internet. Ho fatto vedere a
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un amico mio della Digos questo messaggio e mi ha detto: “Se vuoi lo possiamo
rintracciare, perché con la Polizia Postale si può fare”. Siccome mi scivola
addosso perché non ho preoccupazione perché ho la coscienza a posto, perché
in Commissione abbiamo lavorato sette mesi a leggere le carte e a studiare venti
anni di processi per assumerci le nostre responsabilità perché quel depuratore si
può fare, questa è la verità, quel depuratore si può fare. Presidente, sono stanco
di essere accusato di cose e di responsabilità che non abbiamo, perché è facile
indignarsi senza assumersi nessuna responsabilità, molto facile essere offesi e
offendere in questo modo, molto facile. Questo è il comportamento di alcuni,
per fortuna la stragrande maggioranza dei nostri concittadini non fa parte di
quella categoria che così educatamente e nel dibattito democratico non accetta il
confronto e decide di andarsene. Per fortuna la stragrande maggioranza dei
nostri concittadini ha una educazione civile, morale e democratica sicuramente
molto più alta di questi quattro signori che hanno deciso di abbandonare l’aula.
(intervento fuori microfono) Tutto verbalizzato viene… Presidente, voglio
entrare nel merito della discussione perché ci siamo attivati fin da subito per
dare voce ai nostri concittadini perché riconosciamo che in democrazia è giusto
che le rappresentanze dei cittadini abbiano voce, ci siamo attivati subito in
conferenza dei capigruppo e immediatamente abbiamo indetto un Consiglio
comunale aperto. Mi auguravo che qua dentro venissero fatte delle proposte,
oltre a quello che ci aspettavamo, perché anche noi vediamo su internet quello
che si dice, anche noi le leggiamo. Pazienza, fortunatamente confermo e dico, e
che è verbalizzato, è la minuta parte dei nostri concittadini che si nasconde
talvolta anche dietro l’anonimato. Il depuratore del Villaggio Peruzzo: oggi
accennava l’Ingegnere Bellini, viene fuori il discorso del PAI. Ha ragione
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l’Ingegnere Bellini. Consiglio a qualcuno di andarsi a leggere cosa sta scritto
nel PAI, cosa si può fare nelle zone P3 R4 e cosa è assolutamente vietato? In
ragione di questo vedrete le risultanze quali saranno senza che più o meno
velatamente vi siano minacce per chi si dovrà assumere le responsabilità. Non
voglio entrare nel merito tecnico perché non mi compete, ma chi mi ascolta ed è
tecnico e conosce questa materia di cui stiamo parlando, sicuramente capisce a
cosa mi riferisco. Quindi tutto quello che si dice in funzione del depuratore del
Villaggio Peruzzo è risultato da tutti gli atti e anche dallo studio delle carte
processuali, non vi è stato mai un intervento della magistratura che ha bloccato
di fatto quei lavori. Il problema più in generale della depurazione: bene,
andatevi a leggere, perché c’è chi vive di protagonismo, caro Ingegnere Bellini,
e c’è chi fa il proprio dovere, parlando nelle aule competenti. Io da questo
microfono ho denunziato più volte, caro Mimmo Bosio, che il Comune di
Agrigento non ha l’autorizzazione allo scarico. L’ho denunziato da questo
microfono perché mi sono sempre assunto tutte le mie responsabilità. E poi cosa
andiamo a fare? Andiamo a cercare quel povero Cristo che forse manco lui lo
sapeva, poteva trovarsi allacciato abusivamente alle acque bianche, cioè io che
sono preposto alla tutela e alla vigilanza e devo rispettare le leggi non le rispetto
per poi andare a perseguire quel povero Cristo, quel cittadino che magari trenta
anni fa, quaranta anni fa acquistò una casa a San Leone, che neanche lui sapeva
dove era allacciato. Questo è stato fatto. Io le ho denunciate le cose. Mi sono
sempre assunto tutte le mie responsabilità. Non ho timore, ho sempre parlato
chiaro, ho sempre parlato chiaro: non abbiamo autorizzazione allo scarico.
Sapete perché? C’è da fare il depuratore al Villaggio Peruzzo perché è di
immediata… (intervento fuori microfono) Questo non compete a me. Quello
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che noi potevamo fare è stato fatto. Poi vieni qua e vieni a parlare, Mimmo, non
c’è problema. Il discorso è: le leggi impongono determinati percorsi, c’è poco
da fare. Vedremo cosa ci verrà a raccontare il nostro Sindaco giorno 9.
(intervento fuori microfono) Caro Bosio, proprio perché sono trascorsi venti
anni…
PRESIDENTE ALFANO – Consigliere Calabrese, questo dialogo è
importante, però faccia la sua relazione e ci esprima il suo pensiero.
CONSIGLIERE CALABRESE – Hanno ragione di porre le domande alle
quali è giusto rispondere. I percorsi si devono consumare purtroppo, perché la
legge impone dei percorsi ben precisi. Non l’abbiamo inventato noi che oggi al
2011 ci vuole una conferenza di servizi con tutti questi enti che devono dare
parere. Ma voi pensate che se dipendeva da questo Consiglio comunale, così
come ha fatto quell’atto deliberativo di completare, non avremmo fatto l’atto
deliberativo di iniziare immediatamente i lavori? Non è una nostra competenza.
Noi abbiamo sollecitato tutto quello che volete, abbiamo un anno e mezzo di
ritardo rispetto a quello che ha fatto il Consiglio comunale, perché se questa
conferenza di servizi si fosse attivata a marzo, ad aprile del 2010, dopo che noi
avevamo fatto quell’atto deliberativo, avremmo recuperato sicuramente un
anno, ma non è una responsabilità imputabile al Consiglio comunale.
(intervento fuori microfono) Neanche a lei, cittadino Bosio. A noi no, ad altre
istituzioni sopra di noi, il Sindaco e l’Amministrazione. Io dico e do a Cesare
quel che è di Cesare, non è una competenza del Consiglio comunale, l’indizione
della conferenza di servizio, il Sindaco, così come oggi si è attivato per indirla,
lo poteva fare benissimo un anno e mezzo fa, anche quattro, anche dieci, quello
che volete. Il Consiglio comunale ha messo mano a questa vicenda da quanto
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si è insediato. Abbiamo dovuto reperire le carte di vent’anni, perché voi capite
le implicanze che vi erano in tutto questo procedimento. Oggi la soluzione
immediata quale è? La più fattiva? Immediatamente completare il depuratore
perché stiamo scaricando fogna pura e sono cose che ho detto da questo
microfono e le ho sempre sostenute. È inutile che ce ne andiamo a sorseggiare a
mare perché stiamo scaricando fogna pura. Le cose che sono state scritte nella
relazione prodotta egregiamente dalla signora Eccelso e dagli altri, se voi andate
a vedere gli atti di questo Consiglio comunale sono cose che ho già detto da
questo scranno e le ho già dette tutte: mancanza di autorizzazione allo scarico,
che stiamo inquinando tutto il mare di San Leone, che una sola grigliatura non è
il trattamento… leggevate voi sul cartello che era un impianto di manutenzione
straordinaria del pennello e ho detto da questo microfono: scusatemi, le
autorizzazioni per la manutenzione di un pennello o quelle di un nuovo
impianto, il procedimento autorizzativo è lo stesso? No, bene, voi leggevate:
manutenzione straordinaria del pennello. Cosa è stato fatto? Il pennello vecchio
è stato lasciato là a continuare a inquinare. È stato costruito un nuovo impianto.
Sono cose per le quali ci siamo assunti sempre la responsabilità per quello che
la legge ci dà, la competenza che la legge ci concede. Altre istituzioni si
dovevano attivare, il Sindaco e l’Amministrazione, l’ho detto e lo ripeto.
PRESIDENTE ALFANO – Grazie Consigliere Calabrese. Lo Vato.
SIGNOR EMANUELE LO VATO – Buonasera a tutti. Io sono Lo Vato
Emanuele, rappresento l’organizzazione che ha parlato per prima, praticamente
gli Inquinati. A proposito sentivo l’esposizione del Consigliere Calabrese, la
quale faceva riferimento e dice: sapevano il problema però non capisco come
mai non si sono mai risolti in questi venti anni, trent’anni. Noi come Inquinati
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abbiamo fatto già due riunioni insieme alla Provincia e al Comune e insieme al
Presidente che ci ha invitato anche questa sera. Noi abbiamo detto delle cose
specifiche, non abbiamo detto cose che stanno né in cielo né in terra, abbiamo
dato delle domande ben specifiche, una di queste era quella sulla mappatura. La
mappatura consiste che chi non ha depuratore non paga la depurazione. Finora
qua da un sacco di anni, quattro anni, la deputazione di Agrigento non ha mai
stabilito chi doveva o chi non doveva pagare la depurazione. E questa è una
cosa molto semplice perché già a Sciacca avviene, a Montaperto lo fanno pure.
Non capisco come mai ad Agrigento non si sono accorti che in pratica c’è
questo. I cittadini pagano la depurazione pur non avendo il depuratore. Vorrei
capire come. Perché praticamente Girgenti Acque l’altra volta sul giornale web
metteva in causa voi, dicendo che la colpa era del Comune di Agrigento.
Mettetevi d’accordo. Noi non vogliamo più pagare però la depurazione. Questo
è un dato. Da domani attivatevi perché noi non vogliamo pagare la depurazione.
È un punto questo essenziale per i cittadini che pagano un qualcosa che non
dovrebbero pagare. Io ad esempio non ne pago perché mi sono impugnato sulla
legge. Ci sono due leggi che possono dire che il cittadino non paga e io non
pago. Girgenti Acque cinque volte mi ha contestato praticamente per dire: lei
deve pagare. Io gli ho mandato sempre la letterina fino a quando all’ultimo gli
ho detto: guardi, da questo momento in poi ne parli con il mio avvocato. Allora
da quel momento io non ho pagato più la depurazione. I cittadini devono fare
così oppure siete voi deputati a dire che non devono pagare? Questo è il fatto.
Poi riguardo a quello che diceva sempre Calabrese che si lavora, noi non stiamo
contestando niente che voi non lavorate, ci mancherebbe. Però vorremmo capire
un’altra cosa: l’Assessore Buscaglia ultimamente ha ammesso che ci sono
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quattro depuratori ad Agrigento. Mentre ora ci stiamo accorgendo che non ce ne
sono quattro depuratori, ce n’è uno solo se c’è e se funziona bene. Vorremmo
capire come mai per tanti anni avete detto che ci sono ad Agrigento quattro
depuratori, perché mi consta personalmente. Vi posso fare vedere la lettera del
Comune di Agrigento che mi dice che ci sono quattro depuratori, vorrei capire
quali sono, perché non ci sono. (intervento fuori microfono) Ci sono? Mi dica se
sono funzionanti. Sono funzionanti? Depurano? Fanno le depurazioni giuste
oppure è una depurazione come la grigliatura? (intervento fuori microfono) Io
vorrei capire, perché io non mi posso mettere con l’avvocato perché
giustamente lui ne sa più di me.
PRESIDENTE ALFANO – Quello che lei sta dicendo oltre a essere
registrato, le assicuro che sto prendendo anche degli appunti per potere anche
chiedere direttamente agli uffici che sono qui presenti, non so se sono nelle
condizioni stasera, quindi la prego di svolgere il suo intervento tranquillamente,
grazie.
SIGNOR EMANUELE LO VATO – Questi due punti sono essenziali perché
vorremmo capire se in effetti ad Agrigento c’è la depurazione, come dice
l’Avvocato Arnone o non c’è. Io credo di no perché un depuratore si porta a
fine, non è la grigliatura sola, non può essere la grigliatura sola, a meno che,
scusi, Avvocato, lei praticamente lo so che vuole confondermi perché io
purtroppo non sono abituato a parlare come lei, io parlo nel mio limite, parlo
pochissimo, e specialmente in una platea così non sono abituato io. Allora
voglio dire questo: io praticamente vorrei capire, siccome ora mi dice che ci
sono i depuratori, sono diventati un’altra volta quattro, poco fa Calabrese dice
che non… Poco fa ho sentito che dicevano che non ce n’è, mettetevi d’accordo
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a questo punto. C’è l’Avvocato Arnone che dice che ce n’è quattro, c’è qualche
altro che dice ce n’è uno. Mettetevi d’accordo perché ora non ne stiamo
capendo più niente. Lo dobbiamo pagare o non lo dobbiamo pagare? Ci sono o
non ci sono? Questi sono temi essenziali per la città. Allora vorrei capire.
Dicevo, questo di Buscaglia l’ho detto anche perché nel giornale è spuntato
questo e siccome io qualche cosa la leggo e depurazione mi dice che sono i
quattro stadi dove praticamente c’è il primo stadio che è la grigliatura, dopo c’è
una oleazione, dopo c’è uno sgrassatore, dopo c’è quello che leva i fanghi e
tutto il resto. E dopo diventa una depurazione ben finita. E allora, vediamo se ci
sono o meno, vorremmo sapere noi come cittadini. Poi c’è un altro fatto:
siccome alla Provincia, e interessa anche voi, perché dopo per la sicurezza il
Sindaco ha detto che interessa e ha fatto quell’ordine di servizio di giorno 8, in
cui praticamente si è parlato eventualmente di fare il depuratore, dove si devono
fare, quello che si deve fare, eccetera, eccetera. Noi abbiamo detto anche a lei
l’altra volta che non siamo dei tecnici, non vogliamo sapere dove si deve fare il
depuratore, se lo dobbiamo fare al Villaggio Mosè, al Villaggio Peruzzo, non lo
so, dobbiamo farli però, perché non possiamo continuare in questa maniera e
principalmente non possiamo pagare se non ci sono i depuratori, a meno che
qualcuno mi dica che ci sono i depuratori. Dicevo questo, praticamente noi alla
Provincia abbiamo dato anche un altro input, quello della grigliatura e a quanto
pare mi hanno riferito che in effetti si devono informare, perché questi fanghi
della grigliatura sono un qualche cosa che dopo è loro competenza, però è loro
competenza in quanto come Provincia. Ma noi siamo anche interessati perché
noi vorremmo capire questi fanghi cosiddetti dove vanno a finire? C’è qualcuno
che ha mai visto alla fine quello che fanno? Noi vorremmo capire perché queste
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cose sono di interesse pubblico. E questo noi l’abbiamo detto là, ma interessa
anche il comune anche perché questi se sono rifiuti speciali e vanno trattati
come rifiuti speciali, questi devono essere necessariamente trattati in modo
diverso. Noi finora non abbiamo mai saputo queste cose come vanno a finire e
oggi è il momento che siccome ci siamo un pochettino svegliati incazzati al
riguardo, perché noi non possiamo andare a mare a farci un bagno, pur avendo
la casa a San Leone, vorremmo capire da parte vostra se c’è la volontà di
risolvere il problema, ma risolvere il problema, non dire ulteriormente altre…
insomma parlare così, tanto per dire che ci sono quattro depuratori o non ci
sono, a noi non ci interessa, noi vogliamo sapere se risolvete il problema.
Grazie.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie. Consigliere Vita.
CONSIGLIERE VITA – Signor Presidente, signori Consiglieri. Ho ascoltato
attentamente tutti gli interventi e devo dire che sono molto a disagio. Sono
molto a disagio prima di tutto come cittadina e in secondo luogo come
consigliere comunale. Io stasera non ritenevo di dovere fare un intervento da qui
per parlare io, ma ritenevo di dovere essere qua ad ascoltare non solo le
proposte e le lamentele dei cittadini, ma soprattutto ritenevo di dovere ricevere
delle risposte, ritenevo di dovermi confrontare non con gli altri consiglieri
comunali che sanno tanto quanto me e sanno quello che hanno fatto e hanno
fatto quello che era di loro competenza, ma ritenevo di dovermi confrontare
con chi deve risolvere questo problema, perché è inutile che stiamo a parlarci
addosso tra di noi, abbiamo speso tante ore a discutere sul depuratore e non
siamo arrivati a niente. Non sono soddisfatta della risposta
dell’Amministrazione, che si è tradotta in una semplice lettura, non sono
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soddisfatta degli interventi di alcuni consiglieri, di noi che siamo stati qua a
dettare io ho fatto questo, ho fatto questo, non è colpa mia. Non è questo il
momento per parlare di questo, ma non sono soddisfatta, signor Presidente,
perché questo Consiglio comunale alla fine, sì, abbiamo dato ospitalità a queste
persone che hanno voluto parlare, ma non stiamo dando nessuna risposta, non
abbiamo la competenza e non c’è nessuno che ci può rispondere. Hanno ragione
loro di lamentarsi, ma prima di tutto mi lamento io. Allora, Presidente, il modo
di procedere è innanzitutto porre con le spalle a muro il Sindaco. Il Sindaco
deve avere la forza, il coraggio, la capacità di metterci contro a tutto e a tutti.
Qua ne va non solo della salute, ma è anche l’economia, è l’economia di San
Leone, è l’economia di Agrigento, perché ormai a mare da noi non si può
andare più. Non si può andare più per tanti motivi, un problema ventennale e
tutto quello che volete, ma la realtà dei fatti è che dal 2010 parliamo di villaggi
turistici, di alberghi, ma non possiamo fare niente, ma la cosa più importante è
che noi stessi non possiamo vivere in queste condizioni, siamo indignati perché
paghiamo le tasse e giustamente non abbiamo i servizi dovuti. Quindi io chiedo
a lei e chiedo fortemente all’Amministrazione più che altro e chiedo a Girgenti
Acque, chiedo all’ATO Idrico, chiedo a tutti di non prendere più in giro
nessuno e di venire qua a dire non che spunta il problema idrogeologico, perché
alla fin fine il problema idrogeologico si può risolvere. Anche Agrigento è una
zona sismica, eppure si costruisce con i sistemi antisismici. Ci sarà un problema
idrogeologico, ci saranno le soluzioni; ma, signor Presidente, rimbocchiamo le
maniche, diciamo al Sindaco quello che deve fare. Il Consiglio comunale, se è
il caso, si faccia promotore di un Consiglio comunale, di un punto all’ordine del
giorno permanente riguardante anche la depurazione, come abbiamo fatto per il
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centro storico, ma hanno ragione loro a lamentarsi, sono tre ore che stiamo qua
dentro, non abbiamo avuto risposte, ma purtroppo le risposte non le abbiamo
avute perché non siamo noi che dobbiamo dare le risposte; le persone deputate a
farlo non ce le stanno dando stasera. Quindi è un grido di dolore quello mio
come consigliere comunale nei confronti di chi deve rispondere e non ne dà.
Quindi auguro e auspico che noi saremo in grado come Consiglio comunale di
essere una spina a fianco al Sindaco, di non perdonargli niente. Sicuramente io
non sono contenta che il Sindaco abbia convocato questa conferenza di servizi,
perché la poteva fare prima, la poteva fare quattro anni fa, la poteva fare senza
bisogno che glielo dicevamo noi; il problema si sa, esiste, e quindi oggi è giusto
che loro si aspettano delle risposte ma ce le aspettiamo anche noi.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie Consigliere Vita. Signor Riccobene.
SIGNOR RICCOBENE – Salve a tutti. Io sarò velocissimo sul depuratore del
Villaggio Peruzzo, però corre l’obbligo di replicare al mio amico e collega
Ingegner Bellini, ricordandogli che questa città non è stata governata né dai
crociati né da Legambiente, ma da persone che avevano sembianze diverse sia
da Fontana, sia da Arnone, sia da tanti altri. Quindi chi doveva fare il depuratore
non è stato bloccato dai crociati, bensì non è stato capace di farlo. Solo questo
sul depuratore. Poi per quanto riguarda il Consigliere Calabrese che diceva che i
consiglieri comunali hanno fatto tutto quello che dovevano fare, in realtà il
Consiglio comunale, che ha competenze urbanistiche, ha tolto il depuratore del
Villaggio Peruzzo dal Piano Regolatore. Questo è un aspetto non secondario.
Ma poi mi voglio concentrare su altre cose, visto che il Presidente prende degli
appunti e volevo dire che questa estate, quando vedevo il Sindaco, gli uffici
cercare delle piccole perdite o delle piccole immissioni abusive o comunque
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non nella rete corretta, in realtà dovevano cercare un poco distante perché per
esempio non esistono le reti fognarie a fiume Naro – Cannatello, non esiste la
rete fognaria poco a monte delle Dune e quindi nella zona di via Magellano, che
comprende anche degli insediamenti turistici di cui sicuramente siete a
conoscenza e che non mi pare che siano dotati di fosse settiche, altrimenti
vedremmo un andirivieni di espurghi che nessuno ha mai notato in quella zona.
Andiamo ad altre zone cittadine. Qualcuno di voi, cari amici Inquinati, sa che il
Quadrivio Spinasanta, dove insistono 5000 o 6000 o 7000 abitanti equivalenti,
considerando anche le scuole, è dotato di una rete fognaria pubblica che
qualcuno si è dimenticato di allacciare al depuratore? Io ho portato con me una
ordinanza sindacale, la N. 412 del 2010, che molti di voi hanno citato
implicitamente, ce l’ho in mano, e nel 2010 chi ci amministra si accorge che è
bene che al Quadrivio Spinasanta ci sono le fogne, ma le fogne non recapitano
in alcun depuratore, si accorge che al Villaggio Mosè c’è un depuratore che
può depurare 5 litri al secondo e gliene arrivano 30, e cosa decide di fare?
Intanto decide di bloccare le nuove autorizzazioni allo scarico. Cosa significa
questo? Significa che i costruttori che hanno costruito anche delle palazzine, io
di questa storia mi sono accorto per caso, pur essendo un ingegnere e pur
lavorando ad Agrigento non conoscevo questa storia, ma io non faccio
l’Amministratore, quindi ci si è accorti di questa cosa nel 2010. Cosa si decide?
Non si decide di intervenire immediatamente, si decide di bloccare le nuove
autorizzazioni allo scarico. E bloccando le nuove autorizzazioni allo scarico si
blocca tutta la nuova edilizia e soprattutto si impedisce che le nuove abitazioni
siano dotate di certificato di abitabilità o agibilità. Questo cosa significa dal
2010 ad oggi? Dal 2010 ad oggi significa che chi ha acquistato… perché poi c’è
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il problema degli acquirenti, chi ha acquistato un nuovo immobile, sta abitando
attualmente, perché poi le hanno abitate e vendute ugualmente le case, sta
abitando attualmente in immobili non dotati di abitabilità, non dotati di
autorizzazione allo scarico e nessuno… quindi noi abbiamo interi quartieri,
come per esempio Calcarelle che scaricano i propri reflui a vallone, perché non
ci sono le fogne, ma anche parte di fiume Naro – Cannatello, quindi sopra via
delle Dune, eccetera, non ci sono le fogne. Altri quartieri dove ci sono le fogne,
questo lo accennava anche il Consigliere Calabrese, ma è il Comune che ha
dimenticato di allacciare le sue fogne al depuratore, e poi abbiamo i cittadini o
gli imprenditori che pagano gli oneri di urbanizzazione, che il Comune pensa
bene nella misura del 75 per cento degli stessi, di dedicare non alle opere di
urbanizzazione, bensì a pagare gli stipendi. Questo cosa significa? Significa che
più costruzioni si fanno, più oneri entrano, meno opere in proporzione noi
riusciremo a realizzare. Quindi a quei cittadini del Villaggio Mosè, che leggevo
in questi che si stanno ribellando perché non hanno le strade, i marciapiedi, la
pubblica illuminazione, ebbene, voi avete pagato 100 mila euro di oneri, 75
mila euro servono subito per pagare gli stipendi, forse dei restanti 25 mila euro
qualche marciapiede o qualche po’ di asfalto riuscirete ad averlo, però
l’andazzo, il trend è questo. Quindi, cosa dico io? Gli oneri di urbanizzazione,
sarà legale, perfettamente lecito dedicarli al 75 per cento a pagare gli stipendi,
quindi a spese ordinarie, ma è certamente immorale e certamente va nella
direzione opposta rispetto alle esigenze dei cittadini. Se ci sono somme dedicate
a opere di urbanizzazione, che si facciano le opere di urbanizzazione. Un’altra
cosa, un flash su un’altra questione: ad Agrigento si è consentito, si è tollerato e
spesso si è agevolato l’abusivismo edilizio. Non mi riferisco all’abusivismo
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edilizio in zona A, che tutto sommato è un fatto ristretto e ben circoscritto. Mi
riferisco alle 13 mila istanze di sanatoria edilizia, di abitazioni costruite dove
non dovevano essere costruite. Queste abitazioni hanno anche loro il problema
delle fogne. Nessuno ha mai realizzato o se gli sono state realizzate è stato
sottraendo soldi ad altre risorse, ma nessuno ha mai pensato di chiudere
definitivamente e come va chiusa la questione delle istanze di sanatoria edilizia
dell’85, del ‘94, del 2003. Cosa significa questo? Da queste istanze dovrebbero
entrare altri oneri di urbanizzazione. Si dovrebbero andare a vedere perché poi lì
in ogni stanza c’è un tecnico che certificata dove e come scarica quel fabbricato.
Tutto questo non si è fatto e tutto questo produce inquinamento. E quando i
nostri amici Inquinati chiedono di sapere quali siano le zone che sono servite da
depurazione, sicuramente è il Comune a dover dare questa fondamentale
informazione. Voglio concludere con una frase, con una velocissima citazione,
non so chi sia l’autore: “Il politico dovrebbe fare, fare bene, fare sapere”.
Ebbene, sulla questione depurazione il Comune di Agrigento ha fatto l’esatto
contrario, ha fatto poco, ha fatto male e non ha fatto sapere niente a nessuno,
perché questa ordinanza non può rimanere un atto segreto. Grazie.
PRESIDENTE ALFANO – Grazie, Ingegnere. Io a integrazione di quello che
ha detto l’ingegnere, con una delibera N. 53 del 23/05/2008, parere sul piano
del Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento, il
Consiglio comunale ha approvato in quella sede il Piano del Parco, con la cui
reintegrazione poi di questo depuratore di cui ancora si dovrà vedere l’esito. C’è
il Consigliere Arnone che desiderava parlare. Con il Consigliere Arnone, che è
l’ultimo a parlare, finiamo questo Consiglio comunale. Prego Consigliere
Arnone.
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CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io poi le chiederò per mozione
d’ordine di potere parlare della trasmissione della seduta in Consiglio comunale
in tivù, ma lo farò dopo.
PRESIDENTE ALFANO – Non è nell’ordine del giorno questo.
CONSIGLIERE ARNONE – No, nel senso che ho da fare una comunicazione.
È stata mia cura fare riprendere la seduta…
PRESIDENTE ALFANO – Il sottoscritto ha parlato già all’inizio.
CONSIGLIERE ARNONE – E c’è la volontà di devolvere il gettone di
presenza?
PRESIDENTE ALFANO – Su questo io non posso decidere. Questo punto
che lei ha mandato, è arrivato oggi all’ufficio di Presidenza verso le 12 e mezzo,
quando io sono andato via. Logicamente su questo io non posso decidere, come
non può decidere neppure lei. Se privatamente ogni consigliere lo volesse fare,
allora è nella sua facoltà. Ne parlerò logicamente alla conferenza dei capigruppo
su questo fatto. Però io tengo a precisare che all’inizio ho parlato del fatto che si
sono presentati anche dei signori che trasmettono via internet tramite l’Altra
Agrigento, assicurandoci questo servizio in maniera gratuita. Quindi ieri sono
venuti nel momento in cui facevamo conferenza dei capigruppo, tutti quanti
sono stati d’accordo, per me, molto ben lieta la divulgazione, tutto quello che sa
di trasparenza e di informazione mi troverà sempre in prima fila. Mi riferiscono
che Teleacras ha comunicato pure la gratuità di questo intervento.
CONSIGLIERE ARNONE – Io semplicemente voglio dire che farò
trasmettere in tivù la seduta. Ogni consigliere che vorrà essere trasmesso dovrà
dare un contributo, lo stesso dicasi per i cittadini. Io mi posso fare carico di
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avere fatto fare le riprese a pagamento e di trasmettere gli interventi che
ritengono…
PRESIDENTE ALFANO – Io non posso dirlo per il semplice fatto che viene
offerto in maniera gratuita. Se domani, quando esamineremo il bilancio
preventivo, vorremo, cercheremo di mettere qualche somma a tale proposito, io
sono molto ben lieto di fare un emendamento per fare ritornare di nuovo le
televisioni.
CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, non voglio dire questo, voglio
semplicemente dire che non ci sarà nessun arbitrio nel trasmettere il Consiglio
comunale a TVA, a Teleacras e a Teleracalmuto. Chi vorrà essere trasmesso mi
contatta, fornisce un contributo economico e verrà mandato in onda.
PRESIDENTE ALFANO – Queste sono cose private, non
dell’organizzazione di questa seduta.
CONSIGLIERE ARNONE – Siccome riguarda la seduta aperta, ritenevo
opportuno… Allora, consiglieri e signori cittadini, ovviamente il tempo è poco e
sarò sintetico. Ritengo di parlare più che da candidato sindaco da prossimo
sindaco di questa città che ritiene, in coerenza con l’impegno di oltre venti anni,
di portare a compimento questo problema della depurazione delle fogne della
città di Agrigento, ma ritengo anche di dirvi, non prendetevela a male, che
cittadine come quella esponente politica che ha ritenuto di andare a denigrare
con falsità la città di Agrigento e il mare di San Leone, inventandosi di sana
pianta fatti di inquinamento che non esistevano, se Arnone andrà a fare il
sindaco e vorrà continuare a denigrare con falsità la città di Agrigento, dovrà
mettere mano al portafoglio, perché non è possibile che un mare come quello di
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San Leone che ha gli stessi problemi che hanno le marinerie limitrofe e la gran
parte delle marinerie della Sicilia, venga presentato falsamente come una fogna
a stato puro, perché se il mare è inquinato o non è inquinato, non ce lo dice lo
sguardo di tizia o di caia, ce lo dicono gli organi preposti e se vogliamo
approfondire ulteriormente le analisi che vengono svolte, e queste analisi danno
risultati, che io ho verificato a mie spese, che sono chiarissimi. Noi abbiamo
avuto un tasso di inquinamento di non balneabilità a mare nostrum per alcune
limitate ore quando scarichi abusivi venivano sversati in mare. Alcuni di questi
scarichi, dalla costa in mare, li abbiamo pure individuati. Invece si è scatenata
da coloro che con una brillante espressione letteraria potrebbero essere definiti
gli utili idioti dell’affarismo agrigentino, una campagna di falsità e
denigrazione contro la città di Agrigento. Qui per lustri e decenni si è inquinato
il mare. Nel 1995 Arnone, Fontana, Di Bella scoprirono addirittura che le
centraline a mare non consumavano energia, non vi era nessun costo all’Enel,
perché i reflui, da chi aveva l’appalto, venivano direttamente immessi sotto
costa, non li spingevano a tre chilometri di distanza. Poi scoprimmo, con le
immagini che talvolta facciamo trasmettere, che negli ultimi anni questi pennelli
a mare, che non sono soluzione provvisoria ma soluzione definitiva, voluta da
Rizzo, Platamone, dagli amministratori dell’epoca e della Regione siciliana,
questi pennelli a mare fatiscenti, Giuffrida di Girgenti Acque dichiarò a suo
tempo, perché probabilmente vi erano problemi di truffaldineria nella loro
realizzazione, scaricavano a pochi metri dalla riva funghi enormi di fogna nera
ripresi. Bene, abbiamo fatto una campagna di civiltà per imporre la
realizzazione ex novo di un pennello che non fosse inquinante e vorrei dire agli
utili idioti o, per non offendere nessuno, se ci sono donne, alle utili idiote, che è
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del tutto ovvio che si scarica a tre chilometri di distanza perché il liquame,
debitamente grigliato con un trattamento di primo livello, è ovviamente un
liquame inquinato e infatti si scarica a tre chilometri per utilizzare pienamente
le capacità depuratorie di smaltimento del mare. È chiaro che se io faccio
l’analisi diciamo nel pisellino del bambino a mare, scopro che la foce del
pisellino del bambino a mare è inquinata, perché la pipì che esce dal pisellino
del bambino, ovviamente è inquinante. È del tutto chiaro che se faccio l’analisi
a mezzo metro dal bambino, già il mare mi ha risolto il problema che mi ha
creato il piccolo bambino che fa la pipì nel mare. Lo stesso vale per gli scarichi
del pennello a mare. Io non difendo le soluzioni di smaltimento dei reflui che si
avvalgono dei pennelli a mare, sono tecnologicamente superate, ma da
prossimo sindaco di questa città, lo dico con grande chiarezza, la mia priorità, i
primi soldi io non li spenderò per dismettere il pennello a mare, li dismetterò
per evitare che a fiume Naro, al Villaggio Mosè, a Villaggio Peruzzo si sversino
liquami non depurati a vallone. Vi dicevo, ho intenzione di risolverlo questo
problema. Caro Ingegnere Principato, le spiegherò come lo risolviamo subito:
nei prossimi giorni ci avvarremo di una legge dello Stato italiano che dà la
possibilità a Legambiente di individuare chi ha danneggiato l’ambiente, di citare
per conto del Comune in Tribunale, per ottenere il risarcimento del danno, i
soggetti responsabili di avere inquinato l’ambiente. E allora abbiamo un caso
clamoroso che darà una lezione a tutti, il Parf del Comune di Agrigento,
approvato 24 anni addietro, imponeva tassativamente che gli organi del Comune
e i progettisti del Comune, dicasi Rizzo e Platamone, usciti dall’Assessorato
regionale, nel 1987 dovevano recarsi a Villaggio Peruzzo per andare a
realizzare una tubatura che collegasse le fogne del Villaggio Peruzzo con la
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centralina dei Padri Vocazionisti e impedisse lo sversamento nel fiume Akragas,
e quindi nel mare, delle fognature del Villaggio Peruzzo. Questo era imposto
come iniziativa da realizzare prioritariamente, subito. In 24 anni, soggetti
responsabili dell’inquinamento hanno omesso questa prescrizione, arrecando a
fiume Akragras, alla città di Agrigento, al mare di San Leone, a noi cittadini
tutti un grande danno ambientale. Nelle prossime ore l’Ingegnere Rizzo,
l’Ingegnere Platamone, che avendo il dovere, non hanno fatto questo tubo e gli
Ingegneri Capo del Comune che sono stati collaboranti con le azioni contrarie
alla collettività degli Ingegneri Rizzo e Platamone, un nome non lo pronuncio
ma lo avete chiaro tutti, ha una qualche assonanza con attività di carattere Silvio
agro pastorale, saranno citati in Tribunale per potere rispondere davanti ai
magistrati civili di una richiesta di risarcimento del danno di 5 milioni di euro. E
allora capiremo che il gioco è finito, che l’Ingegnere Principato deve mettere
nero su bianco se il depuratore del Villaggio Peruzzo rispetta la normativa di
distanza dai centri abitati, deve mettere nero su bianco se il PAI, Piano
dell’Assetto Idrogeologico, della Regione Siciliana consente o non consente la
realizzazione di un impianto di depurazione a fianco di un fiume che è già
ampiamente esondato. Poiché faccio di mestiere l’avvocato cassazionista, la
risposta so qual è, caro Ingegnere Bellini della minoranza del Partito
Democratico, che vedo già con le valigie in mano, dopo le elezioni comunali di
Agrigento, prossime venture. E allora imporremo finalmente che qui si entri in
Europa e in Europa significa rispettare le regole. Chi fa l’Ingegnere Capo deve
fare quello che il mio stimato Ingegnere Principato non ha fatto quando noi
abbiamo adottato o meglio voi avete adottato la farneticante delibera che dava
l’indicazione di realizzare l’impianto al Villaggio Peruzzo, perché è ovvio che
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ogni organo ha le sue competenze. Se il Consiglio comunale deliberasse che io
e il Presidente Alfano possiamo contrarre matrimonio assieme, potrebbe pure
scriverlo, ma sarebbe immensa (...), perché nello Stato italiano due persone
dello stesso sesso non possono contrarre matrimonio. Nessuno vieta a un
Consiglio comunale, farneticante di approvare un simile atto deliberativo, come
è avvenuto con il cosiddetto… quella era una delibera farneticante perché era in
contrasto con le leggi. Il Consiglio comunale può adottare atti deliberativi in
coerenza con le leggi, non in contrasto con le leggi. E infatti questa città con
ogni probabilità, come vogliono moltissimi cittadini, avrà in un futuro come
sindaco Arnone, ma in passato ha avuto i nemici di Arnone, Sodano, Piazza,
gente che hanno curriculum rispetto alla legalità particolarmente significativi. E
neanche loro, grandi amici degli Ingegneri Rizzo e Platamone, sono riusciti a
fare realizzare il depuratore del Villaggio Peruzzo. Adesso noi abbiamo una
situazione nuova, abbiamo Girgenti Acque che per alcune cose merita censure,
per altre merita il plauso, che ha già predisposto non solo il ribasso delle nostre
tariffe, e sulle tariffe non posso pronunziarmi per mancanza di tempo, e già
l’ATO Idrico ce le sta abbassando, come dico io da anni, ma soprattutto ha
predisposto la realizzazione dell’impianto di depurazione del Villaggio Mosè,
che non significa accanto alle case del Villaggio Mosè, significa a centinaia e
centinaia e centinaia di metri di distanza dalla abitazione più vicina. E poiché
adesso i dirigenti comunali dovranno firmare gli atti e assumersi la libertà, la
barzelletta dell’affarismo di Rizzo e Platamone è destinata a finire per la
salvezza del mare di Agrigento.
PRESIDENTE ALFANO – Grazie Consigliere Arnone. Non c’è più nessuno
iscritto a parlare. Se c’è l’Amministrazione che vuole intervenire? Prego.
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ASSESSORE GRAMAGLIA – Io proprio su di te volevo, Elisa, intervenire
per rispetto della verità. Poco fa nel tuo intervento sei stata molto
anamnisticamente precisa per quanto riguarda l’atto deliberativo farneticante,
l’atto deliberativo fatto dal Consiglio comunale che, come dicevo io e come
giustamente hai ripetuto tu, era del febbraio del 2010. Poi c’è stato un momento
di critica nei riguardi del Sindaco perché effettivamente pensavate che non si
fosse mosso niente. Invece io, ad onor di merito e ad onor della verità, devo
leggere che con nota protocollo N. 18543 del 24 marzo, quindi a un mese dalla
vostra iniziativa, ha chiesto al Presidente del Consiglio di Amministrazione, al
direttore del Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento di volere indire
una conferenza dei servizi con carattere di urgenza, estesa a tutti i rappresentanti
degli enti in indirizzo per dare attuazione alla concertazione di cui al dispositivo
dell’Art. 23 della norma di attuazione del Piano del Parco Archeologico della
Valle dei Templi in ordine al depuratore del Villaggio Peruzzo. Ma non è finita
qui, perché successivamente, visto che non ha risposto nessuno, con successiva
nota protocollo 31472 del 26 maggio del 2010 ha sollecitato la superiore
istanza, perché non si è fatto sentire più nessuno. L’ha fatto successivamente
con i poteri che gli conferisce la legge, essendo l’espressione massima
dell’autorità sanitaria nel Comune di Agrigento, tenuto conto del mancato
riscontro all’istanza e al successivo sollecito sopra richiamati, il vice Sindaco
Muglia l’aveva letto, però purtroppo sette pagine non è facile tenerle a mente,
considerato in relazione a quei determinati requisiti, ha fatto la conferenza
stampa di qualche giorno fa, convocando la conferenza dei servizi per l’8
novembre del 2011. Là speriamo di riuscire a raggiungere un obiettivo per dare
soddisfazione a questa gente, che mi fa piacere che si sono dichiarati Inquinati.
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Io avrei gradito che questo inquinamento popolare si fosse verificato ai tempi
dell’approvazione del Piano Regolatore, quando c’era una lotta intestina sul
depuratore del Villaggio Peruzzo e per pochi voti è passata l’opinione di
bloccare l’attività del depuratore del Villaggio Peruzzo e oggi ci troviamo con
queste conseguenze che nel 2004, se ne avessimo parlato prima, niente di
strano che le cose sarebbero state meglio per la salute dei cittadini e per la
balneabilità del mare.
PRESIDENTE ALFANO - Grazie assessore. Ringrazio tutti quanti per la
proficua partecipazione. Sono davvero contento che tutti avete espresso le
vostre opinioni. Certo, ci possono essere anche delle intemperanze, ma tutto
questo fa parte della democrazia. Penso che sia importante per tutti noi un
obbligo, l’obbligo è quello di sapere amare Agrigento, l’obbligo è quello di
saper bene amministrare Agrigento, l’obbligo è quello di sapere collaborare tra
di noi, noi e associazione, Consiglio e associazioni, tutti quanti per un bene
comune. Spero che la prossima seduta della conferenza dei servizi, che si terrà a
novembre, sia molto valida e dia delle risposte tecnico - scientifiche risolutive a
questo grande problema, che è un problema su cui tutti quanti siamo tenuti a
vigilare perché ne va di mezzo non soltanto la nostra salute, ma anche il futuro
di noi stessi. È un fatto di civiltà, il problema che è stato sollevato è un
problema di tutti, è un problema nostro. Se in futuro ci saranno ulteriori altri
problemi, altre cose da dovere esaminare tutti quanti congiuntamente, troverete
sempre me a vostra completa disposizione. Grazie a tutti.