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Inchiesta inquinamento: "Il mare di San Leone senza depurazione da dieci anni"

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Svolta nell'inchiesta sull'inquinamento del mare di San Leone. La consulenza tecnica affidata dalla Procura della Repubblica al professor Salvatore Sciascia dell'Università di Catania è stata depositata e non sono mancate le brutte notizie.

Secondo il professore la depurazione a San Leone è stata praticamente assente negli ultimi dieci anni senza contare che le autorizzazioni per scaricare i liquami in mare non sono mai state concesse perchè, incredibilmente, mai richieste.

Nelle prossime ore potrebbero anche essere notificati degli avvisi di garanzia dai magistrati della Procura di Agrigento che stanno seguendo l'inchiesta.

Ed in proposito l'associazione MareAmico delegazione di Agrigento comunica che ben 15 mesi fa in proposito aveva diramato un comunicato su Facebook che ripubblichiamo di seguito: "Assistiamo impotenti e stufi ad un assurdo teatrino che mette in scena la questione depurazione e balneabilità del mare di San Leone.

E mentre si litiga a colpi di interviste tv e comunicati stampa, si analizzano, per conto proprio, le acque del nostro mare, si grida al complotto ed agli attentati contro la città, la città va in frantumi, la gente si è stufata ed il mare resta una cloaca. Occorre porre fine a questa indecende messa in scena in cui ognuno recita la propria parte a sostegno di personali (e per conto di terzi) interessi.

Vista l'incapacità politica e di gestione della cosa pubblica da parte di quanti hanno il compito di agire ma che, di fatto, trascinano da decenni l'attuale situazione: solo l'Ufficio da Lei guidato può ridare serenità e certezze ad una popolazione stanca e, finalmente, arrabbiata.

Se il mare è balneabile o no, se la depurazione deve partire da villaggio Peruzzo o da altrove; se i pennelli sono illegali, se tutto ciò che impedisce la corretta fruizione di beni inalienabili come il nostro litorale e l'acqua del mare configura responsabilità ebbene, solo la Procura della Repubblica, autorevole e credibile istituzione dello Stato può darci una risposta seria e concreta.

Riporti tutto alla normalità. Restituisca certezze ed il nostro mare alla gente. Ci aiuti a capire e a fidarsi".

Indignazione anche da parte dell'attivista agrigentina Ausilia Eccelso sullo scarico di una sostanza nera nel mare sanleonino: "La vicenda dello sversamento di un inquinante al momento sconosciuto alla foce del fiume Naro, lascia ancora una volta allibiti per diversi fattori. Uno su tutti il totale silenzio da parte dei nostri amministratori locali e provinciali che, a fronte di un fatto che ha suscitato sgomento e allarme tra la popolazione, non hanno ad oggi ancora ritenuto di assumere una posizione pubblica, spiegando se e quali azioni siano state intraprese per capire il potenziale danno ambientale e per rintracciare gli autori del gesto.

Fortunatamente le autorità preposte al controllo si sono dimostrate dotate di maggiore senso di responsabilità rispetto ai nostri rappresentanti, ma ciò non può consolarci nè può essere preso come scusa per l’inattività dimostrata.

Bisogna ringraziare gli attivisti dell’associazione ambientalista Mareamico che ha segnalato il problema ed il nucleo operativo speciale dei VV.UU. che prontamente, non appena da me contattati, si sono attivati per effettuare tramite l’Arpa un prelievo della sostanza.

Le foto di cui sono venuta in possesso saranno messe a disposizione della Procura al fine di poter fornire quante più informazioni per meglio capire e scoprire gli autori di tale reato.

Rimane, come detto, la profonda amarezza nel constatare che, ancora una volta, sia il sindaco, che anche il presidente della Provincia, ente quest'ultimo con specifiche competenze in materia ambientale, risultino assenti. Certo, visto lo stato del nostro territorio, non è una novità, ma consentiteci di non riuscire ad abituarci alla continua assenza di chi è stato eletto per prendersi cura di questa terra e che invece sentiamo sempre più spesso ed esclusivamente solo in periodo elettorale"
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