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"L'affascinante storia del Thè" di Margherita Arancio

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Una leggenda racconta che a scoprire il the fu Bodhidarma, un monaco buddhista di nobile casata, che aveva fatto voto di non dormire per sette anni.

Dopo cinque anni il monaco venne tradito dal sonno ,d’ istinto raccolse da un cespuglio due foglie e masticandole recupero’ le forze e la concentrazione; scopri’, così, la pianta del the. In India il tè lo chiamano Chai, molto forte come gusto, lo bevono con varie spezie e aromi (chiodi di garofalo, zenzero,noce moscata), rigorosamente in bicchieri di vetro, in qualsiasi ora del giorno con latte e zucchero accompagnano  dolci e anche carne. Il the indiano classico va bene per accompagnare i nostri dolci e la nostra famosissima cassata.

Una ricetta :
fate tostare in un pentolino una stecca di cannella, sei semi di cardamomo (lo usano gli Arabi per il loro caffè, perché ritengono che rinfreschi il sangue, conosciuto dai greci e dai Romani che lo utilizzavano per preparazioni di profumi; i Tedeschi insaporiscono i dolci tipici del Natale,sembra che sia un antitodo contro il veleno dei serpenti), sei chiodi di garofano.Versate tutto in un pentolino con mezzo litro di acqua bollente, aggiungete mezzo litro di latte intero,zucchero a piacere e passate a ebollizione.Dopo aver spento il fuoco, unite quattro cucchiaini di the nero Assam, lasciate in infusione per quattro minuti ,filtrate e servite.

La prima volta che si sentì parlare di te’ (in Europa) fu nel 1650, quando arrivo’ nelle isole Britanniche insieme al caffe’  (scoperto dallo sceicco Abu El Hassan Shadhili ) e alla cioccolata. Il the era cosi’ costoso che solo le persone molto benestanti se lo potevano permettere,era infatti la bevanda degli aristocratici.Quando la produzione  del the aumento’, il prezzo scese gradualmente diventando accessibile alla maggioranza della polazione, tanto da superare il consumo della birra.

Il te’ in origine veniva venduto solo nelle farmacie ed era di due tipi :il te’ verde e il te’ nero.Il te’ nero, secondo recentissimi studi, aiuta a dimagrire,  perché brucia i grassi grazie alla teina che aumenta il metabolismo (lo devo provare!)e  riesce a evitare l’assorbimento dei grassi.Questa bevanda ha molte proprietà:contribuisce a mantenere  in buona salute il corpo, idrata, svolge sui denti una funzione antibatterica simile al dentifricio  e, grazie ai flavonoidi, agisce contro l’invecchiamento della pelle. Il te’ per i Cinesi è cultura, fonte di ispirazione per poeti, è un rito che soddisfa bisogni spirituali.

Per i Cinesi regalare foglie di te’ ad una donna significa dichiarare l’amore, offrono sempre per tradizione una tazza di te’ agli amici curando nei particolari la preparazione per dimostrare che la loro presenza è realmente gradita e, per loro, lasciare andare gli ospiti senza aver bevuto la bevanda viene considerato un’offesa.

Per i Cinesi offrire  il te’ è un’ arte, un momento di rilassamento, un’ occasione per dimostrare rispetto e ricerca di socialità. A Shangai, in un ristorante tipico, mi è capitato di chiedere dell’acqua per poter prendere una pillola, il cameriere mi portava sempre acqua calda facendomi capire di rilassarmi e preparare con calma il te’ dell’ospitalità. Un detto cinese dice:”Per placare la sete si beve acqua, per dare conforto alla melanconia si beve vino, per scacciare il torpore e la sonnolenza si beve il te’”.

La raccolta del te’ in Cina è molto particolare, cambia a secondo della zona,generalmente all’alba in giorni ben precisi  (viene sospesa se le condizioni climatiche rischiano di compromettere la qualità del raccolto),le foglie vengono staccate a mano con il dito medio e il pollice, cosi’ non arrecano danno alla pianta ,richiede destrezza e attenzione.

A seconda il periodo della raccolta l’aroma del the cambia sensibilmente,il migliore viene raccolto in periodo primaverile.Un tempo, per l’imperatore si raccoglievano le prime foglioline apicali(l’imperial plucking), la raccolta era praticata dalle vergini che con forbici d’oro e mani guantate prelevavano i germogli.

In una remota zona dell’Asia c’è una qualità di the il Monkey Picked che viene raccolto dalle scimmie ammaestrate, che raccolgono le foglie selvatiche  in pareti scoscese dove l’uomo non puo’ arrivare. La pianta in Europa venne portata attraverso la via della seta. Il te’ bianco è oggetto di studio da parte di ricercatori Americani, perché sembra che blocchi il deterioramento del DNA.

Non dimentichiamo gli Inglesi, che furono comunque gli ultimi tra le grandi potenze ad avere un proprio commercio del te’ con Cina e India. La bevanda ebbe successo sotto Carlo II e, nel tempo, divento’ un prodotto interclassista, che potevano usare sia il ricco che il povero, accomunandoli sotto lo slogan “Team Time”(l’ora del the), almeno in questo!

UNA TAZZA DI THE E’ BUONA FA BENE ED E’ UN ATTIMO DI RELAX.

Margherita Arancio