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Riceviamo e pubblichiamo, lettera al sindaco sulla sentenza del depuratore

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Ausilia Eccelso indirizzata al primo cittadino di Agrigento in merito alla sentenza sul depuratore del' Villaggio Peruzzo.


Dopo anni di vergognoso blocco dovuto alle note vicende giudiziarie riguardanti la costruzione, o meglio, l’ampliamento del depuratore di Villaggio Peruzzo, ecco che finalmente, e ancora una volta, deve essere stata la magistratura a mettere un punto dove la politica, ormai - possiamo dire - come sempre, ad Agrigento ha fallito.

In questi anni abbiamo assistito ad un triste show i cui spettatori paganti (ed in maniera salata anche) siamo stati noi cittadini che non solo non abbiamo potuto usufruire di un’opera che è alla base della civiltà, ma abbiamo anche sopportato tutte le conseguenze che la sua mancata costruzione ha procurato.

Al di là dell’indubbio problema per la salute per l’inquinamento del mare che la mancanza del depuratore ha provocato, non dobbiamo dimenticarci che, essendo il nostro un territorio a vocazione turistica tale problema oltre che di salute ne ha procurato, oserei dire, uno ancor più grande quale quello economico.

A questo punto chiediamo al sindaco che promuova un’azione di risarcimento danni nei confronti di coloro i quali ci hanno portato fino a questo punto e hanno la responsabilità di quanto oggi, purtroppo, dobbiamo e possiamo solo constatare.

Se è vero com’è vero che gli Agrigentini sono gli stessi ai quali si chiede di pagare l’IMU e l’Irpef al massimo, è il minimo chiedere un impegno del genere al primo cittadino per far sì che, una volta tanto, i cittadini si sentano tutelati e difesi. Il risarcimento è loro dovuto e potrebbe far sì anche di abbassare queste aliquote. Il sindaco dimostri come già peraltro fatto nel processo “Camaelonte” che Agrigento può alzare la testa e farsi rispettare e chiedere, quando ce ne siano - come questa volta - le ragioni, conto delle malefatte e dei danni subiti ad opera di gente con pochi scrupoli a cui piace fare facile politica demagogica.

E visto che siamo in tema, chiediamo ulteriormente al sindaco, onde chiudere la vicenda non avendo più alcun ostacolo al completamento di un’opera già avviata e di cui giustamente in questi giorni l’impresa reclama il pagamento (ben 900.000,00 €) e che ovviamente costerebbe molto meno di una costruzione ex novo da far raggiungere anche con km di tubature, che si informasse con la sovrintendenza per chiarire come mai dopo anni, e’ stato ritirato il nullaosta a suo tempo concesso (??? Ma se nulla ostava ieri…..cosa osta oggi??) per terminare il lavoro, visto che, a questo punto, sembra essere l’unico impedimento a che finalmente gli agrigentini una volta per tutte anzichè nelle promesse possano farsi il bagno in un mare veramente pulito.