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Depuratore, assolti i progettisti, il circolo Pd: "Per Agrigento macerie fisiche e metaforiche"

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"Giunge a conclusione la vicenda giudiziaria del depuratore di Villaggio Peruzzo, con l’assoluzione dei progettisti con sentenza definitiva, che segue quella anch’essa definitiva dell’impresa, mentre ad Agrigento restano solo le macerie". E' quello che si legge in un comunicato stampa del Circolo del Partito Democratico Enrico Berlinguer a firma Epifanio Bellini.


"Macerie fisiche e metaforiche"
continua la nota "per una città incapace di affrontare con le proprie classi dirigenti il problema, quello della depurazione, che, come è ormai evidente, ha avuto risvolti sia ambientali che economici con il freno allo sviluppo di un turismo legato alla risorsa balneare, delegando, come ancora oggi accade alla magistratura, il compito di chiarire e disvelare storture e scelte discutibili".

"Oggi"
continua Bellini nel comunicato "alla luce delle sentenze definitive e della decisione del Comune di cancellare il completamento del depuratore in favore del collegamento della rete di fognatura del nucleo di San Leone con il depuratore di Sant’Anna in pieno Parco Archeologico, ad Agrigento restano: da indiscrezioni giornalistiche la richiesta danni dell’impresa esecutrice per circa 900.000 € (coincidenza vuole pari al gettito del solo aumento IMU per le prime case, che presumibilmente l’anno prossimo ci dovremo sorbire), probabilmente il saldo delle parcelle dei professionisti (eventualmente maggiorato dell’aumento per incarico parziale), le vasche già realizzate in C.A. da dismettersi, qualche altro anno per la realizzazione del mega depuratore consortile per la fascia costiera, il rischio di esondazione sempre presente per l’abitato di Villaggio Peruzzo e in definitiva il mare tal quale a come l’abbiamo conosciuto negli ultimi 15 anni.

Aspettando con rassegnazione che adesso tanti s’intestino l’indignazione e lo sdegno che gli è mancato in questi anni, ignorando le ripetute prese di posizione di questo Circolo, e le sacrosante battaglie di civiltà di pochi cittadini, continuiamo a fare il nostro dovere chiedendo ai cittadini di individuare le responsabilità morali e politiche che hanno condotto a questo stato di cose, e ribadendo che ad oggi nessuno ha risposto alle seguenti domande tecniche sulla vicenda:

Visto che il rischio esondazione riportato dal PAI prima di riguardare il depuratore riguarda il centro abitato, come pensa questa amministrazione di risolvere il problema che interessa la vita dei cittadini residenti, superando le resistenze della Soprintendenza?
La stessa soprintendenza ha già rilasciato il parere sul previsto attraversamento della Valle con la tubazione in pressione e opere accessorie fino a al depuratore di Sant’Anna?
La centralina di sollevamento che dimensioni avrà, dove sarà ubicata e se necessitasse di ulteriori Nulla Osta sono stati già richiesti?
Chi risponderà dei miliardi di denaro pubblico già spesi per opere oggi inutilizzabili, e quale sarà il maggiore costo per quelle nuove che sostituiscono le precedenti?
Chi pagherà per la “rinaturalizzazione” del sito con lo smantellamento delle opere già realizzate (tutte in calcestruzzo) del costo presuntivo di centinaia di migliaia di euro?
Quanto tempo passerà prima di avere gli scarichi fognanti della fascia costiera collegati ad un sistema di depurazione e che soluzioni si adotteranno nel transitorio?
E’ stata valutata la capacità ricettiva complessiva del depuratore di Sant’Anna tenuto conto che ad esso dovrebbero essere destinati anche i reflui del quadrivio Spinasanta oggi riversati a vallone?
E in ultimo, quanto è costata alle casse comunali in questi 15 anni questa battaglia legale, e chi risponderà dei danni all’impresa esecutrice ?".