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Operazione Cicogna, progetto di recupero di un aereo da guerra

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E’ stato ribattezzato “Operazione Cicogna”, dal nome che durante il ventennio fascista veniva dato a questo tipo di aereo, il progetto di recupero sul fondale marino, tra Agrigento e Porto Empedocle, di un relitto di un raro aereo da guerra BR20 di fabbricazione Fiat da parte del Comune di Porto Empedocle e della Fondazione “AGireinsieme” dell’imprenditore Salvatore Moncada.
Il progetto nel suo insieme verrà presentato alla Stampa lunedì prossimo, 8 ottobre alle ore 11 e 30, presso l’Hotel dei Pini di Porto Empedocle. Saranno presenti sia il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, che il presidente della Fondazione, Salvatore Moncada.

Nel corso dell’incontro, oltre ai costi e ai benefici del progetto, saranno illustrate anche le varie fasi dell’operazione, dalle scansioni sottomarine (l’aereo si trova insabbiato per tre quarti), fino alle procedure di taglio delle ali e della carlinga per facilitare l’affioramento; dalla collocazione nelle grandi vasche di decantazione, al successivo restauro del velivolo alla destinazione finale: il relitto aereo sarà esposto in maniera permanente al pubblico sotto una cupola trasparente di plexiglass accanto alla Torre museo del mare di Porto Empedocle.

L’aereo BR20 caduto in mare tra la fine degli anni Trenta e l’inizio del secondo conflitto bellico mondiale  apparteneva ad un modello prodotto da Fiat dal 1936 fino al 1945 e articolato in diverse sotto-versioni. Di certo, dal punto di vista dell’ingegneria aeronautica, fu una tappa fondamentale, non solo per il comparto aviatorio Fiat, ma per l’aviazione italiana in generale. Si trattava di un aereo da caccia, equipaggiato per il lancio di bombe e dotato di mitragliatrici.     

All’epoca ne vennero prodotti, approssimativamente, quasi 600 esemplari: un numero considerevole, all’epoca, per l’industria italiana.

Il recupero e il successivo restauro dell’aereo potrebbero rappresentare un’ulteriore offerta turistica per la cittadina marinara di Porto Empedocle.