L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Monday, Sep 23rd

Ultimo aggiornamento:09:00:00 PM GMT

Tu sei qui: POLITICA DAI COMUNI Miccichè su aumenti Irpef e Imu: "hanno nascosto il dissesto finanziario del Comune"

Miccichè su aumenti Irpef e Imu: "hanno nascosto il dissesto finanziario del Comune"

E-mail Stampa PDF

"L’aumento dell’Imu e dell’Irpef  che il sindaco dell’Udc Zambuto ha proposto e più di due terzi del consiglio comunale votato,  con  aliquote percentualmente molto elevate, sarà  una  mazzata intollerabile per il ceto medio e letale per le  famiglie  più povere della nostra città". A dirlo è il candidato di SEL alle elezioni regionali, Lillo Miccichè.
"Una manovra che è il frutto avvelenato della politica criminale del governo Berlusconi prima e adesso del governo  Monti,  uomo a servizio di banchieri usurai e sostenuto dalla maggioranza parlamentare  Pdl, Pd, Udc e Fli che  insieme ad altri piccoli lacchè senza alcuna remora hanno approvato l’iniqua  tassa sulla casa a danno della classe media e soprattutto  insostenibile per le fasce  più deboli del nostro paese.

Non deve sfuggire, soprattutto agli smemorati  politicanti di palazzo e non,  che si tratta sempre dello stessi  partiti che hanno sempre governato e a turno, come in una giostra,  il sindaco ha sposato,  dai quali ha divorziato e poi risposato,  e adesso in attesa, dopo le elezioni regionali,  di approdare in chissà quali lidi.

Ritorna alla memoria l’ultima campagna elettorale amministrativa, quando il sindaco Zambuto,  sotto l’effetto della propaganda demagogica,  in merito all’Imu  prometteva che,  se rieletto,  non avrebbe mai messo le mani nelle tasche degli agrigentini,  e non contento, con tenacia aveva scritto una lettera minacciosa al premier Monti,  affermando che mai e poi mai avrebbe  aumentato tali  aliquote. Parola di sindaco !

E giù una valanga di voti di ingenui agrigentini.

Tutti adesso possiamo constatare quanto quelle affermazioni fossero le solite promesse da marinaio,  le stesse promesse mai mantenute e che ho vissuto e subito nella  brevissima esperienza a un   mese dalla vittoria della primavera del 2007.  Qualunque siano adesso le ragioni più o meno fondate sul dissesto finanziario del  nostro comune (purtroppo  reale),   questo  già esisteva nel 2007,  con uno  stato finanziario, simile a quello attuale, che si è salvato solo perché le entrate nel bilancio sono state mantenute sovrastimate,  facendo crede esigibili , per esempio nel ramo urbanistico, le varie partite  di credito in realtà inesigibili.

La serietà, la professionalità e l’impegno di un uomo politico non si misura per quello che dice ma per ciò che materialmente  fa. Se il sindaco a tempo debito  avesse avuto l’onestà intellettuale di denunciare le catastrofiche condizioni  delle finanze comunali, probabilmente non si sarebbe arrivati al  sequestro degli  stipendi dei dipendenti comunali per pagare i debiti con l’Ato gesa,  fatto questo che non si è concretizzato adesso perché sotto le elezioni  regionali,  ma  è slittato alla fine di ottobre con il prelievo forzoso  dopo la chiusura delle urne.

Agrigentini  è ora di svegliarsi dall’oblio" conclude Miccichè.