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Divorzi: è la donna che decide

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Sempre più preoccupanti i dati forniti dall'Istat sulla situazione familiare dei divorzi in Italia. Quanto di tutto questo si riflette, poi, sui figli? Le statistiche parlano chiaro. Le statistiche in Italia

Le rilevazioni ISTAT riferite al 2007 riportano 71.969 separazioni e 37.573 divorzi, con un aumento - per quanto riguarda le separazioni - del 12.82% rispetto al 1998 e del 37.5 % rispetto al 2000.

Nell’86.4% dei casi si è trattato di una separazione consensuale, mentre nel restante 13.6% di separazioni giudiziali (solo nel 19.4% delle quali   stato dichiarato l’addebito ad uno dei coniugi); il 69.3% delle coppie che hanno divorziato ha presentato una domanda congiunta, preferendo quindi un divorzio non contenzioso.

La preferenza per i riti non contenziosi  è condizionata oltre che dalla diversità  dei costi, anche dalla diversa durata dei procedimenti: 135 giorni in media per i procedimenti consensuali, a fronte di 1.085 giorni in media per la separazione giudiziale e 631 per il divorzio con rito contenzioso.

Nel 2000, la durata media del matrimonio risulta pari a 13 anni al momento della richiesta di separazione; circa il 21% delle istanze di separazione proviene da coniugi sposati da meno di cinque anni. All’atto della separazione i mariti hanno mediamente 42 anni e le mogli 38.

In Italia è solitamente la moglie che decide di presentare per prima il ricorso per separazione al Tribunale (nel 67.9% dei casi).

Per quanto riguarda il coinvolgimento dei figli nelle cause di separazione e di divorzio, le statistiche indicano che, nel corso del 2007, il 68.2% delle separazioni e il 60.3% dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante l’unione.

Ciò significa che nel 2007 hanno vissuto l’esperienza della separazione dei genitori 82.594 figli e quella del divorzio 35.050.

Erano minorenni 51.229 figli nei casi di separazione e 17.334 nei casi di divorzio.

Nel 2007 sono stati affidati alla madre l’86.7% dei figli a seguito di separazione e l’86% a seguito di divorzio. Le percentuali in entrambi i casi superano l’89% per bambini con meno di 6 anni. Ciò significa che il numero di affidamenti al padre aumenta con l’aumentare dell’età dei figli.

L’affidamento congiunto riguarda solo l’8% dei figli in caso di separazione e il 6.8% in caso di divorzio.

La frequenza della visita ai figli minori da parte del genitore non affidatario dopo la separazione è tra 2 e 6 volte a settimana nel 51.2% dei casi; 1 volta a settimana nel 22.1%; tutti i giorni nel 17.2%; 1-2 volte al mese o addirittura mai nei rimanenti casi.

L’assegno di mantenimento per i figli a carico del genitore non affidatario è stabilito nel 69.8% delle separazioni. Se i figli sono minorenni la percentuale sale all’ 87.1%.

L’importo medio mensile del sostentamento economico per i figli è pari a 396.36 Euro nelle separazioni e a 350.24 Euro nei divorzi. Questa è comunque una media; spesso redditi modesti comportano assegni minori ed ambedue i nuovi nuclei familiari risultano impoveriti. Alcune leggi consentono sgravi fiscali e facilitazioni alle donne che ritornano a cercare una occupazione dopo molti anni di inattività lavorativa.