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La Erg abbandona il progetto del rigassificatore

Dopo la Erg dei petrolieri Garrone, anche la multinazionale Shell abbandona il progetto del rigassificatore di Priolo-Melilli. E lo fa non certo per i motivi di sicurezza che avevano prospettato enti locali e cittadini (la cui contrarietà avevano espresso anche attraverso un referendum popolare), ma per “i mutati scenari energetici mondiali”, così come aveva motivato la Erg nel prendere la decisione di abbandonare il progetto gasiero.

Questi “mutati scenari energetici” vengono confermati, se ce ne fosse stato bisogno, in un attenta analisi del “Sole 24 Ore” del 22 settembre, che ha visto precipitare vertiginosamente le quotazioni del prezzo del gas negli ultimi tre anni. E tutto ciò è successo per il perfezionamento delle tecniche estrattive (come lo shale gas) destinate ad essere perfezionate nei prossimi anni, per cui non è ipotizzabile un'inversione di tendenza. L'analista del quotidiano economico consiglia di essere molto cauti negli investimenti che riguardano il gas, per evitare di “scottarsi”.

E, infatti, molte aziende stanno rivedendo i loro progetti, come la British Gas che ha abbandonato il rigassificatore di Brindisi. Il progetto di Gioia Tauro, invece, che sta molto a cuore all'ing. De Benedetti, è stato bocciato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, in quanto non è stato valutato il rischio sismico e contro il progetto di Trieste si sono espressi gli enti locali e il governo sloveno, che non lo vuole al suo confine.

A proposito di rischio sismico, come mai il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non ha preso in considerazione, per il rigassificatore di Porto Empedocle, il rischio sismico del nostro territorio, classificato di secondo livello, come quello dell'Aquila? Ma, al di là delle valutazioni tecniche, è forte la nostra speranza che anche Enel receda dall'ignobile progetto di costruire un rigassificatore da 8 miliardi di mc. al confine del parco archeologico della Valle dei templi di Agrigento “per i mutati scenari energetici mondiali” e perché, nel presentare il piano industriale 2012/2016 alle società internazionali di rating, ha promesso di ridurre il debito da 45 a 30 miliardi, che tuttavia non le hanno creduto, infatti hanno abbassato il rating da A- a 3B+.

Scendere ancora di livello significherebbe per Enel non avere più alcuna credibilità internazionale e non trovare nessuno disposto a finanziarli. Auspichiamo che questa bellissima notizia, quella del passo indietro di Enel, venga data al più presto, magari facendola passare come un nobile gesto di volere evitare l'ignominia che ricadrebbe su noi Italiani tutti se si dovesse costruire l'ecomostro gasiero vicino ad una zona archeologica e paesaggistica tra le più belle al mondo. A noi starebbe bene anche così!

tratto dal blog di Gaetano Gaziano