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Mafia, a settembre libro Borsellino su vera storia Capitano Ultimo

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“Apprendo che a metà settembre la casa editrice Aliberti pubblicherà il libro di Benny Calasanzio Borsellino sulla vera storia di Sergio De Caprio, dal titolo ‘Capitano Ultimo. Il vero volto dell’uomo che arrestò Totò Riina’. Finalmente gli italiani, in contemporanea con la fiction agiografica targata Mediaset, potranno sapere chi davvero sia il fumettistico Capitano Ultimo, lontanissimo dall’eroe impersonato da Raoul Bova e, piuttosto, protagonista di episodi agghiaccianti della nostra storia recente: episodi collegati a doppio filo alla trattativa Stato-Mafia, come per esempio la mancata perquisizione del covo di Totò Riina dopo il suo arresto e di accuse vergognose ai danni, oltre che della sottoscritta, dei magistrati Alfonso Sabella e Antonio Ingroia”.

Lo ha detto Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea e figlia del giornalista Beppe, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1993.
“Benny Calasanzio Borsellino – ha aggiunto Alfano – ha dedicato un intero capitolo alla presenza di Sergio De Caprio a Messina poco dopo l’omicidio di mio padre, del suo ruolo nella mancata cattura di Nitto Santapaola e nella sparatoria in cui mancò per un soffio la testa di un giovane ‘scambiato’, secondo la versione di Ultimo, addirittura per l’allora latitante Pietro Aglieri. Attendo con ansia l’uscita di questo libro – ha concluso – che consentirà agli italiani di leggere carte e documenti inediti, in modo da poter smettere di tributare onore e rispetto ad una figura ambigua con nome da fumetto che ha illuso (o truffato?) gli italiani con la sceneggiatura impiantata sulla consegna di Riina e, a breve, con una fiction imbarazzante”.
"Ultimo", attraverso il suo avvocato Francesco Antonio Romito, ha replicato con queste dichiarazioni:

"Ho lavorato e lavoro per il popolo, queste sono strumentalizzazioni di chi cerca pubblicità usando il mio nome. La mancata perquisizione? Si tratta di falsità, c’è stato un processo con sentenza passata in giudicato, qualcuno forse dovrebbe leggere meglio le carte. In ogni caso siamo pronti a querelare".

Nel libro, viene trattato anche l’episodio del 6 aprile 1993, quando Ultimo e i suoi uomini, durante l’inseguimento a quello che credevano essere il latitante Pietro Aglieri, spararono ad un ragazzo qualsiasi. Il caso si concluse con l’assoluzione di Ultimo.