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Il consigliere Alongi al sindaco: "comportamento scortese e gravissimo"

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Di seguito la lettera che il consigliere comunale Geraldo Alongi ha inviato al sindaco Zambuto, una lettera aperta sui numerosi problemi che affliggono la città di Agrigento e su alcuni comportamenti del primo cittadino che lo stesso consigliere del PdL ha ritenuto scortesi e gravissimi.


"Raccolgo con soddisfazione quanto da Ella riferito, in Consiglio Comunale, di voler lavorare al di là  delle appartenenze e delle divisioni elettorali e politiche.
Se il suo sforzo è diretto in questa direzione, non può che essere condivisibile.

Il Presidente del Consiglio e il Segretario Generale, che apprendo migrare verso altri lidi, non hanno dato la possibilità allo scrivente di poter esprimere Il proprio pensiero, peraltro rivolto al solo interesse della Città, di cui da sempre è innamorato e per questo molto geloso.

Il gesto, privo di quello stile che deve essere proprio di un rappresentante delle istituzioni, (ma sono convinto che lo stile non può acquisirsi in corsa),  di spegnere il microfono,  è stato davvero  molto, molto scortese e gravissimo, tema quest’ultimo  che  riguarda la rappresentanza delle istituzioni e che mi riservo di affrontare successivamente, a tempo e a luogo debito.

Alla luce di quanto la Magistratura sta esplorando, relativamente all’inquinamento del mare di S.Leone, mi chiedo e Le chiedo, Signor Sindaco,  se il Presidente del Consiglio abbia intenzione di staccare il microfono anche al Magistrato che sta portando avanti questa delicata inchiesta.

Mi chiedo e Le chiedo, Signor sindaco, se occorreva aspettare l’apertura di un’inchiesta da parte della Magistratura, nella quale ho fiducia e a cui va il mio massimo  rispetto, oppure bisognava attenzionare, senza se e senza ma e con sollecitudine, quanto l’ASP  segnalava da diverso tempo, con l’aggravante di non   ricevere riscontro alcuno da parte della S.V.

Le rammento che lo scrivente ha segnalato il problema durante l’intervento d’insediamento di questo consiglio comunale.
E’ la salute dei cittadini, di tutti i cittadini, che mi preoccupa, da vice presidente dell’Ordine dei Medici prima e da Consigliere comunale successivamente e per la quale intendo spendermi, con tutte le mie energie nei prossimi giorni, come promesso ai miei elettori; per questo chiedo la Sua massima collaborazione, per poter rendere Agrigento e dintorni,  più vivibile e più normale.

Ho provato vergogna ad assistere, con quanto sdegno un turista si allontanasse dalla battigia alla vista di liquami maleodoranti.

Conosco perfettamente le difficoltà economiche e non solo quelle, che i Comuni di tutta Italia stanno vivendo, tutto ciò però non ci esime dall’operare in maniera incisiva, per migliorare alcuni aspetti e  come ebbi a dire, intendo impegnarmi su due temi che adesso mi  permetto ancora  di sottoporle:

a) PULIZIA, DECORO E IGIENE DELLA CITTÀ

b) TRAFFICO URBANO

Ella,  esimio Signor Sindaco, ai sensi e per gli effetti della normativa vigente, è la sola autorità preposta alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità,   e in quanto tale ha il dovere primario di  salvaguardare la salute dei cittadini, tutelando l’ambiente in cui gli  stessi vivono, ancor prima  degli interessi economici, seppur legittimi, dei singoli.

Certamente quanto continua a verificarsi nel nostro mare, congiuntamente a quanto si osserva anche sulla terra ferma, ormai è semplicemente indecoroso, le spiagge, le strade, le aiuole, i vicoli, come ogni anno, sono sommersi  dai  rifiuti.

Bisogna allora immediatamente intervenire con una campagna di sensibilizzazione, che coinvolga tutti i cittadini e gli operatori turistici ed economici, oltre chiaramente a disporre una pulizia straordinaria e vigilare attentamente sull’ordinaria.

Occorre concretamente indire una conferenza di servizi, congiuntamente alla Capitaneria di Porto Empedocle, per rivedere, se non già contemplato dalle convenzioni, la disciplina della pulizia delle spiagge da parte dei gestori dei chioschi presenti su tutto il litorale, che hanno il diritto di lavorare e nel contempo il dovere  di tenere pulite le spiagge loro concesse.

Per quelle libere deve intervenire il Comune e/o altri Enti Pubblici cui il servizio compete.  
Le scuole, il Comune, gli stessi esercenti possono e devono avere un ruolo prioritario per la salvaguardia dell’ambiente. 
Basterebbe partire da gesti semplici: raccogliere  i bisogni dei nostri amici a quattro zampe e non gettare le cicche di sigarette in spiaggia: rivoluzioni che in molte altre città del mondo sono semplici consuetudini!

Vede signor Sindaco, lasciare a terra sporcizie è da cafoni e deve essere Ella  il primo a gridarlo a squarcia gola.
I titolari dei chioschi del nostro litorale, ma non solo quelli, potrebbero tra una canzone e l’altra, invitare i bagnanti durante il giorno e i ragazzi nelle ore notturne, a rispettare l’ambiente. Per esempio si potrebbe far pagare un euro in più per ogni bibita venduta, prevedendo la restituzione dell’euro aggiuntivo quando la si riconsegna vuota. Non ci sarebbe più una sola bottiglia per strada! 

Bisogna attivarsi per promuovere iniziative analoghe, per riportare il giusto decoro che Agrigento merita.
Quindi un impegno serio da parte dell’Amministrazione, dei Consiglieri comunali, dei cittadini, degli insegnanti, ognuno per la propria competenza, ma assieme per ripristinare quella normalità, che purtroppo nella nostra città, diventa sempre straordinarietà. 

Tutto ciò peraltro è propedeutico alla raccolta differenziata dei rifiuti che deve essere la priorità dell’intera macchina amministrativa.
Siamo indietro di decenni.

E poi, la “strage di ferragosto” è alle porte, il pensiero di dover vedere il litorale devastato con il consenso del Comune, della Capitaneria di Porto, delle Forze dell’Ordine, sinceramente mi angoscia e non credo sia più accettabile.

Non è concepibile che si organizzino  falò in spiaggia e ancora peggio che li predisponga  il Comune,  non è consentibile far accampare i gitanti lungo la pinetina, che ormai ha perduto totalmente il suo aspetto originario, peraltro abbandonata a se stessa,  o in spiaggia senza il minimo di sicurezza e senza alcun senso civico.

E’ sacrosanto che i giovani si divertano e allora, per esempio, si potrebbe concentrare e incrementare la possibilità che i titolari dei chioschi e/o ambulanti autorizzati, per quella notte, organizzino feste a tema, comprendendo anche il barbecue e curando la rimozione dei rifiuti all’alba, per garantire il diritto  di usufruire delle spiagge pulite, a quanti il 15 mattina si volessero recare al mare.

La mia è solo un’idea che può o non può essere condivisa, ma parliamone in modo propositivo, perché il rischio è quello di lasciare tutto cosi com’è, per  ritrovarci a discutere il giorno dopo degli stessi problemi, quando il dado è tratto.

Il secondo punto che vorrei stigmatizzare e che va  anch’esso ascritto alla tutela  della salute (contrariamente a quello che si possa pensare), riguarda  il traffico veicolare in città e a S. Leone e l’inquinamento, acustico e non, che ne deriva. Non si può cambiare per il solo gusto di cambiare o per avere la tracotanza di apportare delle novità.

Se la soluzione migliore è la zona pedonale nel lungo mare di S. Leone (come in tutti i centri turistici che si rispettino a iniziare da Taormina), occorre adottarla, anche se l’impatto iniziale potrebbe apparire impopolare.

I parcheggi adiacenti al viale delle Dune, potrebbero per esempio, essere fruiti anche la sera. 
Se la fiera estiva, occupa spazi vitali per il parcheggio attorno alla chiesa di S.leone, va pensata una nuova locazione.

Una città a vocazione turistica, per usare un termine abbondantemente inflazionato, non può avere un traffico veicolare così caotico, non è assolutamente un buon biglietto da visita per chi si avventura a visitare questo incommensurabile patrimonio dell’umanità.

Per non parlare infine della passerella che si vorrebbe realizzare al posto di ristoro, con l’avallo forzato del Consiglio Nazionale degli Architetti.
La valle deve rimanere integra, l’idea va rivisitata al limite, a vantaggio di un sottopassaggio, se proprio si vuole a tutti i costi agevolare il turista pedone anziché inibire al traffico veicolare, a costo zero, l’intera passeggiata archeologica.

In merito non aggiungo altro, perché da questa impostazione, scaturisce tutto quello che dovrebbe annoverare una città turistica.
Ad Ella, Signor Sindaco, adesso le decisioni, congiuntamente all’Assessore e al Dirigente al ramo; a me e  ai colleghi Consiglieri,  il contributo alle idee e alle proposte.

Non vorrei che questa mia lettera rimanesse il sogno nel cassetto di un cittadino di Agrigento, che pensa a una città vivibile e bellissima, ancorché nel Kaos, e di un Consigliere comunale indignato, a cui viene impedita la possibilità, nel civico consesso, di potere esprimere il proprio pensiero a microfono aperto. Io la penso cosi!

Geraldo Alongi