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Lettere in redazione: "inquinamento e il coraggio di parlare"

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera in redazione di Ausilia Eccelso: "A distanza di quasi un anno dalla denuncia depositata da me alla Procura di Agrigento sul pennello a mare denominato ex padri vocazionisti antistante il lido di San Leone e, più in generale, sull’inquinamento marino, mi tocca riscontrare come la situazione sia rimasta identica, così come è sotto gli occhi di tutti.

Dispiace che, come la solito, quello del mare di San Leone sia un problema solo estivo, ma ancor più dispiace la sfrontatezza e l’ipocrisia di taluni che, quando i cittadini si mobilitavano per chiedere un mare pulito, sedevano in quello stesso Consiglio comunale che oggi dice di affrontare, senza dimostrare idee concrete e conoscenza del problema, il tema ”mare sporco”. Dove erano questi consiglieri quando la società civile scendeva in piazza per protestare?

Ma in particolare, a parte qualche isterico caso isolato di cittadino dalla coscienza civica a convenienza, fa specie notare che a volte a ridestarsi sono coloro i quali, in passato e con il loro voto, hanno contribuito a creare una fictio iuris per dar modo di effettuare la sostituzione dei vecchi pennelli con quelli nuovi ed identicamente inutili (se sostituisci un tubo che trasporta melma con un altro - nuovo - che trasporta altrettanta melma sempre melma trasporterà) che, differentemente, non sarebbe potuta andare in porto, definendo il progetto (sapendo che la legge vietava la loro sostituzione) “manutenzione straordinaria” del vecchio pennello.

Ciò è facilmente ravvisabile dalla lettura illuminante di alcune delibere comunali: quelle del 2009 sono già significative nn. 73 e 78 da pag. 22, ma vere chicche, da leggere con gusto – si fa per dire - sono quelle del 2010 nn. 89 e 136 nelle quali qualcuno tiene a specificare che “E’ un impianto realizzato ex novo” e qualcun altro tiene anche a specificare che non è una manutenzione.

Ora, se non già protagonisti di queste affermazioni, coloro che oggi si prodigano in interviste e comunicati stampa, non erano forse componenti di quello stesso Consiglio che ha discusso per anni il problema? Ebbene, costoro, quando si lavorava sotto il solleone, mentre si urlava il proprio sdegno contro una politica assoggettata ai potenti, mentre si realizzava una catena umana in spiaggia, o si lavorava in consiglio comunale, o si raccoglievano le firme per il depuratore, ebbene, costoro, DOV’ERANO? Erano forse in vacanza in qualche paradiso ai tropici e si accorgono del problema solo oggi perché con la crisi non possono più permettersi quei “lidi”? Oppure erano afflitti come qualcun altro “paladino” assaggiatore specializzato di mare da miopia totale? E’ triste assistere a questo spettacolo di parole buttate al vento senza che nulla venga fatto anche se non ci aspettiamo diversamente visto che tutti parlano senza cognizione di causa…ma solo per sentito dire.

Per quanto mi riguarda attendo fiduciosa l’esito della denuncia fatta quasi un anno fa dove, in totale solitudine mi sono fatta carico delle responsabilità e delle conseguenze delle mie azioni, pensando che, se si continua con le chiacchiere, Agrigento è destinata a crollare per intero, e sicura che la magistratura, tanto bistrattata negli ultimi tempi anche nel nostro territorio, saprà dare giuste risposte.