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Inquinamento mare di San Leone, Bellini: "ecco dieci domande per il sindaco"

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"Era il febbraio di quest’anno quando il Sindaco dichiarava di avere risolto il problema di depurazione della fascia costiera e che era convinto che entro l’inizio dell’estate le opere sarebbero già state realizzate. Già allora tali dichiarazioni, esulando dal merito della questione e dalle soluzioni proposte, apparvero eccessivamente rassicuranti e poco consapevoli dei tempi notoriamente dilatati per ogni cosa in questa città, ma oggi, con la stagione balneare ampiamente avviata con le solite polemiche sulla balneabilità del mare e nessun cantiere aperto si manifestano appunto per quello che erano". Ad esporre il problema è il segretario del circolo Berlinguer Epifanio Bellini in riferimento alla situazione del mare della nostra fascia costiera ed in particolare di quello di San Leone.

 


"Sulla scelta di abbandonare il Depuratore del Villaggio Peruzzo" continua Bellini "per convogliare i reflui di San Leone con San’Anna, le perplessità che avevamo manifestato ad oggi risultano ancora prive di risposte e semmai rafforzate dalla successiva lettura della documentazione di supporto alla decisione.

Tale scelta infatti si basa su una nota della Soprintendenza che comunica che non è necessario procedere alla revoca dei Nulla Osta precedentemente rilasciati per il completamento del depuratore di cui l’ultimo nel 2002 perché scaduti e che il completamento non è autorizzabile ai sensi del nuovo Codice dei Beni culturali, senza però citarne articoli specifici. Sotto questo aspetto le conseguenti decisioni assunte dall’Amministrazione, a nostro parere, non la sollevano dal probabile danno erariale che la cancellazione di opere di svariati miliardi comportano.

Se vi è un principio di continuità dell’Azione Amministrativa, una scelta di questo genere avrebbe dovuto essere a nostro parere sostenuta da argomentazioni più chiare e assunzioni di responsabilità più nette da parte dell’Ente che di fatto sta smentendo le precedenti autorizzazioni rilasciate. Il rischio è quello di avviare un procedimento che sembra più speditivo allo stato attuale ma che potrebbe rivelarsi inconcludente alla prova dei fatti, esponendo l’Amministrazione a scelte contestabili e condannando ancora i cittadini a non potere usufruire del sistema di depurazione.

Ovviamente il nostro interesse è arrivare nel più breve tempo possibile ad una definizione per la depurazione della fascia costiera, senza sprecare denaro pubblico e nel rispetto delle Leggi e pertanto, ritenendo che le scelte della politica siano supportate da corrette impostazioni tecniche, vogliamo riproporre gli stessi interrogativi già evidenziati e tuttora privi di risposta, per fare in modo che le scelte assunte siano trasparenti e condivise:

·    Perché non si è chiesto il rinnovo dei Nulla Osta precedentemente rilasciati in modo da far assumere alla Soprintendenza la responsabilità dei propri atti?

·    Quali sono le normative che di fatto impediscono il completamento dell’ampliamento di un depuratore esistente per cui già si sono spesi svariati miliardi di lire?

·    Visto che il rischio esondazione riportato dal PAI prima di riguardare il depuratore riguarda il centro abitato, come pensa questa amministrazione di risolvere il problema che interessa la vita dei cittadini residenti, superando le resistenze della Soprintendenza che rifiuta non solo gli arginelli spondali ma ogni e qualsivolglia sistema di mitigazione del rischio?

·    Se mai si risolverà il problema della difesa del centro abitato perché non si dovrebbe completare il depuratore?

·    La stessa Soprintendenza ha già rilasciato il parere sul previsto attraversamento della Valle con la tubazione in pressione e opere accessorie fino a al depuratore di Sant’Anna?

·    La centralina di sollevamento che dimensioni avrà, dove sarà ubicata e se necessitasse di ulteriori Nulla Osta sono stati già richiesti?

·    Chi risponderà dei miliardi di denaro pubblico già spesi per opere oggi inutilizzabili, e quale sarà il maggiore costo per quelle nuove che sostituiscono le precedenti?

·    Chi pagherà per la “rinaturalizzazione” del sito con lo smantellamento delle opere già realizzate (tutte in calcestruzzo) del costo presuntivo di centinaia di migliaia di euro?


·    E’ stata valutata la capacità ricettiva complessiva del depuratore di Sant’Anna tenuto conto che ad esso dovrebbero essere destinati anche i reflui del quadrivio Spinasanta oggi riversati a vallone?


·    Quanto tempo passerà prima di avere gli scarichi fognanti della fascia costiera collegati ad un sistema di depurazione e che soluzioni si adotteranno nel transitorio?"