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Chiusura ItalCementi, gli interventi

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“La chiusura dello stabilimento Italcementi non è un problema solo empedoclino, ma di tutto l'hinterland. Tutti noi attori sociali abbiamo il dovere di intervenire”. Così  Gerlando Gibilaro, capogruppo di Grande Sud al Consiglio Comunale di Agrigento a seguito della riunione in cui è stata definita la chiusura dell'impianto tenutasi ieri pomeriggio presso Confindustria.
“Sono vicino ai lavoratori dell'intero indotto della cementeria ed alle loro famiglie – dice Gibilaro - e sono convinto che la politica, ad ogni livello non può stare a guardare ma è necessario compia scelte forti per il nostro territorio: è evidente che questo caso è simbolico e singolarmente più rilevante in termini numerici di tanti altri casi attuali che pur passando mediaticamente inosservati o quasi, complessivamente non sono meno importanti. A questo punto – continua il Consigliere della città dei templi - ritengo improrogabile definire tecnicamente un piano di ampie vedute per l'intera nostra area geografica di riferimento che ponga obiettivi chiari per tutti e offra strumenti per raggiungerli: una direttrice che possa essere il punto di riferimento delle scelte ad ogni livello che attualmente appaiono slegate le une dalle altre e soprattutto mancanti di visioni di medio-lungo termine”, conclude Gibilaro.

Ed ancora l'Uione di Centro sindaco di Porto Empedocle: "Preso atto che è notizia di ieri che l’Italcementi di Porto Empedocle chiuderà i battenti entro il terzo trimestre dell’anno in corso. Considerato che la notizia appare grave e preoccupante, perché oltre ad essere compromesso il futuro di centinaia di famiglie ne risentirebbe la fragile economia dell’intero territorio agrigentino.

Considerato inoltre che il Cementificio di Porto Empedocle, nato nella metà degli anni '60, rappresenta una delle poche realtà produttive della provincia di Agrigento, provincia che per reddito pro capite occupa il posto di coda a livello regionale e uno degli ultimi posti a livello nazionale. Consapevole che occorre necessariamente scongiurare un ulteriore elemento di decremento della già fragile economia locale.
Esprimiamo solidarietà ai lavoratori del cementificio e ci schieramo con il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, il quale si adopererà a tutti i livelli e con tutti i mezzi a lui concessi affinché tale evenienza venga scongiurata".

Anche il deputato regionale di Futuro e Libertà, Luigi Gentile, è voluto intervenite appresa la notizia della decisione di dismettere l’impianto della Italcementi di Porto Empedocle, ed a seguito di un incontro con i consiglieri comunali della cittadina marinara: Francesco Pistone, Giuseppe Racinello, Krizia Filippazzo, ha sollecitato al presidente della Regione, Raffaele Lombardo ed all’Assessore  Regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, la convocazione urgente di un tavolo tecnico per fronteggiare la grave emergenza occupazionale che deriva dalla chiusura dello storico stabilimento empedoclino.
“ I vertici della Italcementi hanno, purtroppo weciso, di chiudere entro settembre  l’impianto di Porto Empedocle - scrive l’on. Gentile nella richiesta – avviando le procedure di mobilità per i circa 100 lavoratori dello stabilimento, che improvvisamente, si troveranno  senza  più un’occupazione, e  gettando, di conseguenza,  nella disperazione numerose famiglie. A ciò, si aggiunga, la perdita di altri circa 200 posti di lavorio relativi all’indotto.
Ci troviamo, dunque,  di fronte ad una situazione di grande preoccupazione e di palese allarme sociale, in un territorio già duramente colpito ed indebolito dalla crisi economica.
Pertanto chiedo alle S.V.  di convocare con la massima urgenza un tavolo tecnico che veda coinvolti i rappresentanti istituzionali locali: Prefetto, Presidente della Provincia, Sindaco di Porto Empedocle,  e le forze sociali ed economiche, al fine di trovare  adeguate ed opportune soluzioni, mettendo in atto azioni  concertate percorribili e possibili nei confronti del Governo Nazionale ,  con l’obiettivo di individuare  strumenti utili ed efficaci  che possano indurre i vertici di Italcementi a rivedere la loro decisione, salvaguardo , così, i livelli occupazionali dell’ impianto di Porto Empedocle”.