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Arnone a Pennica: "dici menzogne, per essere perdonato versa 30mila euro alla Caritas" ed intanto querela Lauretta

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"Gentile collega e candidato sindaco, ieri hai detto in televisione, a Teleacras, un’altra clamorosa e scandalosa bugia: ti sei inventato di sana pianta la circostanza secondo cui io, Giuseppe Arnone, ti avrei chiesto di entrare nella tua giunta di centrodestra". L'ex consigliere comunale Giuseppe Arnone risponde al candidato sindaco Pennica che ieri aveva rilasciato alcune affermazioni ad una emittente televisiva.
"Come comprendi, questa affermazione è altamente diffamatoria e denigratoria, perché viene ad alterare il mio diritto alla mia identità politica.
Hai accompagnato questa menzogna con la fantasiosa affermazione, totalmente contraria al vero, secondo cui io avrei un patto politico – elettorale che dovrebbe vedermi assessore accanto a Zambuto.

Anche questa seconda affermazione è risibile, seppure riconducibile soltanto sul piano delle opinioni ridicole
Invece è diffamatoria l’altra tua affermazione secondo la quale io da vent’anni camperei di politica, avendo a disposizione il libretto degli assegni di Legambiente. Io non campo di politica, sono docente di ruolo di diritto presso le scuole superiori statali, e le mie dichiarazioni dei redditi sono testimonianza del mio lavoro di avvocato.

Ancora, ti sei inventato di sana pianta di essere stato testimone di incontri segreti e notturni, per finalità torbide, con l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, travolto dalle note vicende giudiziarie.

Ti lascio la scelta: o provvedi a versare 30.000 euro alla CARITAS diocesana e alla Comunità di Ismani – provvedendo a effettuare il primo versamento da 10.000 euro entro domani mattina alle ore 12,00 – oppure risponderai di tanta indecenza e attitudine alla menzogna, per finalità abiette, calpestando la dignità degli altri, innanzi alle competenti Sedi.

Per essere perdonato, domani nei videogiornali delle televisioni locali dovrai esibire la ricevuta del primo versamento e scusarti nei confronti degli agrigentini, ovviamente citando, esplicitamente e puntualmente, le quattro menzogne sopra indicate. Così imparerai a rispettare non solo i singoli uomini e la loro dignità, ma soprattutto l’intera cittadinanza".

Intanto Arnone preannuncia querela nei confronti dell'assessore designato della giunta Pennica, Enzo Lauretta. Ecco il testo della querela:

"Il sottoscritto avv. Giuseppe Arnone, nato il 6.02.1960 ad Agrigento e ivi residente in via Minerva, sporge querela nei confronti del prof. Vincenzo Lauretta per le affermazioni diffamatorie diffuse con la nota stampa che si allega, integralmente pubblicata sul giornale online lavalledeitempli.net, che contestualmente si querela nelle persone dei responsabili della diffusione della nota diffamatoria.

Con detta nota, l’Arnone viene dipinto agli occhi dell’opinione pubblica quale un bugiardo e un falsario, in quanto – nel commentare la designazione del Prof. Lauretta ad assessore del candidato a sindaco avv. Pennica – l’avv. Arnone aveva ricordato che il Prof. Lauretta era stato ritenuto corresponsabile dal Tribunale di Agrigento, che lo aveva condannato alla reclusione, e quindi dalla Corte d’Appello che, nel dichiarare la prescrizione del reato, ne aveva confermato la responsabilità, condannandolo a risarcire il danno alla parte civile Legambiente ed ancora dalla Corte di Cassazione che rigettava il ricorso del Lauretta, confermando la condanna al risarcimento e la prescrizione.

Questa la verità documentale e processuale. Nella nota del Lauretta, che qui si querela, la presa di posizione politica dell’avv. Arnone viene definita testualmente “velenosa e malevola” e, dipingendo l’Arnone come bugiardo, si asserisce che il Prof. Lauretta “fu discriminato da ogni addebito, in quanto il Giudice d’Appello non entrò nel merito”, occultando e capovolgendo la circostanza, accertata anche in Cassazione con il rigetto del ricorso del Lauretta, che quest’ultimo fu ritenuto pienamente responsabile, come testualmente si legge nella Sentenza di primo grado che lo condanna alla reclusione e di Appello e di Cassazione che lo condannano a risarcire i danni.

Semmai è il Comune di Agrigento ad aver omesso di attivarsi per ottenere dal Lauretta il dovuto risarcimento del danno all’ambiente, al territorio e a quant’altro.

Per tali fatti si propone querela, si chiede che il Lauretta venga condannato alle pene di legge.
Si chiede altresì di essere informati qualora si intendesse archiviare la presente querela, e ciò al fine di proporre opposizione".