L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Tuesday, Sep 17th

Ultimo aggiornamento:09:00:00 PM GMT

Tu sei qui: APPROFONDIMENTI DOSSIER Il sistema rifiuti ad Agrigento tra sprechi e disservizi

Il sistema rifiuti ad Agrigento tra sprechi e disservizi

 

La gestione privatizzata del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti costa cara ai contribuenti agrigentini. Rispetto al passato, mediamente, l’aumento si aggira intorno al 35% ma la percentuale sale considerevolmente per le utenze commerciali con bollette riportanti importi raddoppiati; a far lievitare i costi anche la gestione di una elefantiaca macchina burocratica che “inghiotte” soldi necessari per il pagamento di indennità ben retribuite. Ecco quanto costa l’ATO GESA AG 2. Per il primo triennio è stato nominato un Consiglio d’Amministrazione composto da sette membri ed un comitato di gestione formato da cinque componenti di cui tre effettivi e due supplenti; la spesa complessiva per tale organo, relativa al 2006, comprensiva anche degli oneri a carico della società, è stata di euro 412.529,89; il compenso annuo al Presidente, al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali, ivi compresi gli oneri a carico, è stato di euro 72.712,73. Per il Direttore il compenso è stato di euro 85.254,40 annui. In pratica oltre 600 mila euro l’anno sono serviti per le “poltrone” e tali somme sono state prelevate direttamente dalle tasche dei contribuenti tramite le bollette. Una spesa eccessiva che, di fatto, ha reso felici pochi fortunati amici o professionisti della politica che, prima di sedersi sulle poltrone degli ATO, non sapevano nulla di spazzatura, raccolta differenziata e di ciclo dei rifiuti. Questi fortunati signori sono stati collocati ad personam e hanno avuto il compito di gestire milioni di euro; hanno avuto la capacità di far aumentare a dismisura i conti delle aziende decidendo liberamente chi come e quando assumere. Oltre agli organi, gli ATO, si servono di personale alle dipendenze della società: fino al 31 dicembre 2006, il personale in organico era di diciotto unità, di cui tre a carico parzialmente dell’agenzia regionale delle acque. Ma, nel corso di questi anni, l’organico è aumentato come, ad esempio, nel caso di servizi straordinari; nell’estate del 2006 sono stati assunti nove lavoratori a tempo determinato e cioè dal 12 luglio al 16 settembre e tale onere è ricaduto sui contribuenti. Il costo complessivo del personale dipendente è stato sostenuto prevalentemente per la stabilizzazione dei lavoratori di pubblica utilità e socialmente utili assunti dai Comuni e poi trasferiti sui bilanci dell’ATO. Per l’anno 2006 tale costo è stato di 399.942,23 ed il dato contabile, sempre riferito a quell’anno, evidenzia che sono state assunte 18 unità lavorative alle quali sono stati pagati complessivamente contributi previdenziali per euro 96.053,94; l’obiettivo di una società per azioni è sicuramente l’utile d’esercizio. Ebbene, l’ATO AG GESA 2  nell’esercizio 2004 ha conseguito un utile di 800 euro mentre l’anno successivo è aumentato a 1.752,00 euro; un’azienda seria, con questi minimi ricavi, avrebbe licenziato il management. Un altro dato: per il biennio 2004/2005 l’ATO GESA AG non ha promosso ne subito decreti ingiuntivi superiori a 50 mila euro ma, contro la società, sono state proposte due istanze di fallimento che non hanno avuto seguito per la desistenza dell’istanze.

Al 31 dicembre 2006 la società d’ambito espone un credito IVA di 530.054,00 euro. Nelle more della celebrazione dell’appalto unico comprensivo di tutti i comuni afferenti all’ ATO i costi vengono imputati a ciascun comune secondo la tipologia di servizio ad essi reso; di contro, le spese generali, vengono ripartite secondo la rispettiva partecipazione di ciascun comune-socio nella società d’ambito.
L’ATO non ha molta liquidità di cassa visto che nel corso del 2006 la banca Monte dei Paschi di Siena ha concesso delle anticipazioni sulle liste di carico del comune di Agrigento per un importo di 1.476.254,12 totalmente estinte entro il 31 dicembre dello stesso anno; anche la Montepaschi Serit spa ha concesso una anticipazione sui ruoli consegnati di 600 mila euro completamente coperta con l’introito derivato dai primi pagamenti delle rate della TIA; il Banco di Sicilia ha concesso, tramite procure irrevocabili all’incasso notificate al Comune di Agrigento un’anticipazione di 1.500.000,00 euro; essa alla data del 31 dicembre 2006 ammonta ad euro 1.426.571,00.
La Finanziaria regionale ha istituito presso l’Assessorato della famiglia, un fondo di rotazione, in favore delle società d’ambito, destinato a garantire le spese inerenti la gestione integrata dei rifiuti nei casi di temporanee difficoltà finanziarie; al predetto fondo possono accedere unicamente le società d’ambito con capitale sociale di almeno un milione di euro interamente versato.
A tal fine, l’assemblea degli azionisti, su proposta del Cda dell’ATO GESA AG 2 ha deliberato la modifica dello statuto deliberando l’aumento del capitale sociale sino ad un milione di euro: tutti questi soldi per un servizio non ottimale e con una raccolta differenziata che stenta a decollare.