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Arnone attacca Minacori di Epolis: "collettore di clientela"

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"Alcuni cittadini hanno segnalato al sottoscritto il seguente operato, gravemente illecito, riconducibile al farmacista Paolo Minacori, in atto impegnato nelle elezioni comunali, nella qualità di assessore formalmente designato dal candidato sindaco Pennica". Il candidato sindaco Giuseppe Arnone tiene una conferenza stampa in pieno centro dinanzi la farmacia Minacori spiegando i motivi della denuncia.


"Il Minacori" continua Arnone "è inoltre il portavoce dell’associazione politica Epolis, associazione che propone candidature “al di sotto di ogni sospetto”, quali il noto massone, implicato in fatti di minacce e altro, Aldo Capitano.
Il Minacori, in sostanza, ha provveduto ad adibire – ponendo in essere una sorta di attività concorrenziale nei confronti delle altre farmacie dai profili meritevoli di approfondimento a vario titolo – il piano ammezzato superiore alla sua farmacia a studi medici.

In tal modo ottiene che i pazienti degli studi medici, di una pluralità di studi medici, appena escono con la prescrizione farmacologica, si trovino già praticamente dentro la sua farmacia, con notevole incentivo in termini di guadagno economico.

In sostanza, il Minacori ha trasformato il superiore piano ammezzato, la cui proprietà è riconducibile al medesimo per sua pubblica ammissione, in “collettore di clientela”, anzi, in potente collettore di clientela.

Il tutto illecitamente, in quanto i locali del Minacori del piano ammezzato non possono, ai sensi della normativa urbanistica e sanitaria, essere adibiti ad ambulatori medici, perché privi del fondamentale requisito dell’altezza, previsto in almeno di m 2,70, alla luce di tutte le normative che si applicano al caso in specie.

L’ammezzato del Minacori è più basso di circa 30 cm, e ciò non consente di poter godere del requisito dell’agibilità per destinare detti locali a studi medici. Locali, quindi, particolarmente insalubri a causa della ridotta altezza.

Il Minacori compiva anche la furbata, francamente squallida, di chiedere al Comune di Agrigento, nella migliore tradizione delle norme ad personam di berlusconiana memoria, una modifica al Regolamento Edilizio Comunale, per abbassare testualmente il requisito dell’altezza delle unità immobiliari da adibire a studi professionali, al di sotto dei 2,50 metri. Ciò al fine di favorire se stesso e la sua speculazione al Viale della Vittoria.

La vergognosa norma ad personam veniva rigettata dalla Regione Siciliana, con Decreto dell’Assessorato Territorio Ambiente 538 del 19 luglio 2011, reperibile da tutti sul sito internet del Comune di Agrigento – Serv. VII.

Alla luce di quanto esposto

SI CHIEDE

agli Organi Comunali e dell’A.S.P. in indirizzo di assumere i provvedimenti a tutela dei pazienti e degli ammalati che vengono a frequentare detti studi professionali insalubri, sanzionando per com’è giusto i responsabili di cotante male azioni contro i più deboli, in spregio delle più elementari norme urbanistiche e igienico – sanitarie vigenti.

Avv. Giuseppe Arnone

Nota accompagnatoria

Arnone: “Vi presento il vero volto di Epolis: nessun riguardo per gli interessi collettivi e nessuno scrupolo nel violare le norme. Ecco gli abusi edilizi dell’assessore designato da Totò Pennica, il farmacista Minacori. Adesso Minacori si ritiri, dopo aver dato pubbliche spiegazioni del suo operato”

Nel trasmettere l’allegato atto ispettivo, che chiede un intervento sanzionatorio anche a tutela di ragioni di salute pubblica nei confronti del dott. Paolo Minacori, Giuseppe Arnone ha dichiarato: “Anche questa gravissima e squallida vicenda dimostra quanto da me sostenuto sin dal primo momento, cioè quale coacervo e accozzaglia di interessi privatistici di alcuni ricconi fosse l’associazione Epolis, finalizzata appunto non a realizzare l’interesse pubblico, bensì a fornire garanzie di ulteriore arricchimento e privilegio di pochi eletti, soggetti insaziabili, adusi a farsi gli affari propri in danno dei più deboli e dell’intera popolazione di Agrigento.
Invito Totò Pennica a leggere l’atto ispettivo e a depositare in Comune la revoca della designazione di Paolo Minacori.
Paolo Minacori, a questo punto, dovrebbe solo e soltanto avere il buon senso di mettersi da parte. ”