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Inquinamento a Monserrato: Intervista all'assessore provinciale Macedonio

L'assessore provinciale Pietro Macedonio

Continuano le riunioni e gli incontri dei cittadini di Monserrato per decidere il da farsi sulla questione inquinamento. Abbiamo chiesto all’assessore provinciale all’ambiente Piero Macedonio un parere sulla questione.

Assessore Macedonio la centralina che è in grado di rilevare l'inquinamento a Monserrato è stata tolta. Una semplice riparazione, una sostituzione o c'è dell'altro?

"Voi sapete che noi siamo una amministrazione pubblica. Abbiamo degli appalti, che hanno un inizio e una scadenza. Attualmente bisogna preparare il secondo poiché il primo è scaduto; vorrei ricordare che noi non abbiamo solo la centralina mobile. Abbiamo le centraline fisse dislocate in alcuni punti del territorio provinciale individuati dai tecnici i quali ritengono che possano esserci valori di inquinamento”.

Ma a Monserrato la centralina era rotta o no?
“Non era rotta assolutamente. Chi dice questo dà solo notizie false. Il fatto vero è che è scaduto il contratto e stiamo provvedendo ad installare la centralina fissa. Vuole sapere dove nasce tutta la querelle? Abbiamo un piano regionale all'Arpa che segue e si adegua alle leggi nazionali e alle decisioni del presidente della Regione che sono basate sulle leggi regionali. Vorrei oltremodo ricordare che parlare di inquinamento non significa solo cattivi odori”.


Però a Monserrato sono stati segnalati degli sforamenti in alcuni dati.
“Con gli sforamenti si fa un pò di confusione. Perché ci sono i dati del 2006, del 2007, del 2008 e quelli del 2009. Nel 2007, effettivamente ci furono una serie di sforamenti; io non ero in carica allora come assessore essendo stato nominato da soli nove mesi. Nel 2008 la centralina mobile ha funzionato per alcuni mesi, poi è finita la gara d'appalto e noi ci siamo trovato scoperti perché, a causa degli sforamenti del patto interno di stabilità, ci hanno ridotto gli stanziamenti e dunque abbiamo avuto delle difficoltà. Oggi invece ripartiamo benissimo grazie ad una convenzione che abbiamo sottoscritto con l'Arpa che sicuramente migliorerà il servizio. Dalla sede cittadina dell’ARPA, in tempo reale, i tecnici valuteranno i valori di inquinamento e saranno in grado di registrarli”.

Quali i tempi per l'effettiva messa in opera del servizio?
“I tempi tecnici necessari. Posso senz'altro affermare che entro il mese di ottobre saremo operativi”.

L'Assessore comunale, Rosalda Passarello, è impegnata in prima linea a difesa degli abitanti di Monserrato.
“Giusta è stata la querelle sollevata dall'assessore Passarello al tavolo della Regione presso l'assessorato Territorio e Ambiente ma, purtroppo, l'ARPA di Agrigento deve eseguire le disposizioni regionali; deve attenersi non può trasgredire le regole. Attenzione, questo non significa che le centraline non saranno predisposte nei luoghi che riterremo più opportuni; ci sono le nostre sette centraline che abbiamo dislocato in vari punti della Provincia. Su Monserrato bisogna stabilire se è inquinata o meno perché il tutto deve essere eseguito senza creare panico: sentire cattivi odori non vuol dire per forza che ci sia inquinamento”.

Assessore a Monserrato si muore. La gente la mattina si sveglia con le lenzuola stese nei balconi completamente annerite e i casi di malattie gravi aumentano di mese in mese.
“Qualche tempo fa sono stato, di notte a Monserrato e l'odore cattivo c'era. Inoltre ho anche notato qualche lenzuolo sporco.

Pet-coke?
“Assolutamente! Chi pensa questo è completamente fuori strada”.

Ma voi controllate, ad esempio, i filtri degli scarichi utilizzati dalle fabbriche limitrofe a Monserrato?
“Sono i tecnici che devono stabilirlo”.

Tecnici comunali o provinciali?
“Non so i tecnici comunali ma sicuramente quelli provinciali possono farlo. Lo farò, lo stiamo facendo. Nonostante le centraline abbiano rilevato una assenza di inquinamento, io non mi sono fermato in qualità di assessore all'ambiente. Ho fatto una riunione con i responsabili dell'Enel e della Italcementi ed ho presentato loro un protocollo di intesa”.

Quando?
“Prima delle vacanze di agosto. Il protocollo di intesa, che è stato redatto dai miei tecnici, pur riconoscendo che i valori di inquinamento rilevati dalla centralina non erano e non superavano i limiti stabiliti per legge; ho ritenuto opportuno che i responsabili di queste industrie debbano attenzionare meglio la manutenzione degli impianti per far si che ci sia sempre una zona di eccessiva sicurezza. Questo protocollo ce l'hanno, lo stanno valutando e a giorni ci incontreremo per firmarlo e comunque entro il mese di settembre. Io ho portato un mio esempio ai dirigenti dell'Enel e dell'Italcementi riferito alla mia professione di medico: in medicina i valori massimi consentiti della pressione sanguigna di un individuo viaggiano tra 90 e 140. Però se una persona ha un valore attestato a 140 in teoria sta nei limiti e non dovremmo preoccuparci. Ma non sarebbe meglio farlo stare con una pressione sanguigna a 120? Allora con qualche accorgimento terapeutico cerco di farla rientrare in limiti più accettabili. Che significa in pratica: una migliore manutenzione dei loro impianti e delle loro attrezzature fa in modo che non si arrivi sempre ai limiti massimi”.

A Monserrato si è formato un comitato di cittadini che ha, o dovrebbe formalizzare a giorni, una denuncia contro ignoti. Ne era a conoscenza?
“Io ho una responsabilità, sono un assessore. Il movimento popolare può anche arbitrariamente dire delle cose inesatte, perché si lascia prendere da fattori emotivi. A me non è consentito "allarmare", io mi affido ai dati certi che dicono che in sei mesi la centralina mobile non ha riferito dati allarmanti sull'inquinamento. Però,  ripeto, non mi sono cullato e ho proseguito la mia battaglia con il protocollo di intesa di cui le parlavo poco fa. Inoltre le centraline mobili che avremo a disposizione entro il mese di ottobre le potremo spostare dove vogliamo. Se nel mio territorio provinciale ho una zona fortemente sospetta, io piazzo una centralina e verifico”.

Capitolo rigassificatore. Agrigento non dovrebbe rientrare nella fascia A, cioè in quella zona che potrebbe godere di misure compensative da parte dell'Enel a differenza di Porto Empedocle e Realmonte. Perchè e soprattutto chi ha deciso così?
“Anche come Provincia abbiamo avuto pochissimo (tre milioni di euro n.d.r.). Io dico che un ente regionale non può decidere autonomamente chi è fascia “A” e dunque ha diritto a misure compensative conseguenti alla costruzione di un rigassificatore e chi no. Realmonte, a 10km da Porto Empedocle, è stata assegnata come zona “A” e Agrigento, in questo caso Monserrato, che è praticamente attaccata al paese marinaro non è stata inclusa. E' assurdo! Io e l'assessore Passarello ci stiamo battendo affinché Agrigento rientri nel piano di misure compensative della fascia “A”.

Quali sarebbero questi vantaggi?
“Per le aziende per esempio che potrebbero accedere a dei finanziamenti particolari e tante altre agevolazioni”. Ma chi ha deciso il tutto? “C'è una commissione regionale dell'assessorato Territorio e Ambiente dove è stata invitata più volte la Provincia, il Comune e L'Arpa. Il loro orientamento sarebbe quello di escludere Agrigento”.

Ci sono componenti dell'Enel in questa Commissione?
“Credo di si, io in verità non ci sono stato ma ha partecipato l'assessore Passarello. Ad ogni modo abbiamo chiesto un altro incontro con i tecnici dell'assessorato Territorio e Ambiente ed insieme all'assessore Passarello andremo a far valere le nostre ragioni”.

Perché questo accanimento, secondo lei, contro la città di Agrigento? Il referendum contro il rigassificatore potrebbe essere stata la causa scatenante?

“Guardi, non faccio dietrologia, assolutamente. Però io dico che Agrigento deve essere tenuta in considerazione. Su questo ci dobbiamo battere. Sul referendum non credo che un momento di democrazia, anche se non ha avuto successo, debba per forza essere osteggiato in questo modo”

Un suo parere per il rigassificatore.

“Il mondo futuro vedrà cosa si sta combinando. Sono contro il rigassificatore in maniera categorica, sono contro questa velocità con cui si sta facendo. Da quarant'anni sento parlare in giro di migliorare il turismo, le strade, le strutture e nessuno si è mai adoperato affinché questo accadesse. Da trent'anni sento parlare di migliorie alle strade come la 640 o la 189. Da 25 anni parliamo di aeroporto e ancora non si fa. Da due anni sento parlare di rigassificatore e già lo stanno mettendo in atto. Questo vuol dire che l'Enel ha degli argomenti molto più convincenti di quelle che possono essere le esigenza territoriali e per la sicurezza del cittadino. Cuffaro aveva a cuore la 640, la 189, l'aeroporto ma con il rigassificatore siamo stati più fortunati. E' una vergogna pubblica. Una indecenza tutta italiana, dobbiamo vergognarci. Un rigassificatore che è un'opera colossale, più dell'aeroporto, più della 189 e della 640 messi assieme, si realizza in soli due anni”.